Che imbarazzo (parte terza)

Scritto da , il 2020-05-03, genere dominazione

Nei giorni successivi, in palestra, feci finta di niente. Mauro era molto tranquillo e non lasciava trasparire alcun compiacimento per i suoi trionfi di maschio. Un giorno, però, non ce la feci a resistere e gli parlai. "Mauro, so che stai continuando a frequentare mia madre. Mi avevi detto che avresti smesso, dato che con lei non hai intenzioni serie". Lui mi rispose seccato "e che dovevo fare...se vuoi essere preso per i fondelli, ti prendo per i fondelli. Secondo te, se una ci sta, rifiuto per paura che s'innamori? Evidentemente non mi conosci. E poi scusa, ma sei tu che mi hai detto che ti diverte sapere che ti pompano la mamma. Non essere incoerente".Aveva colto nel segno. Ammisi che forse avevo sbagliato a pretendere "correttezza", quando alla fine ero stato io a dargli le dritte per sedurre mia madre. Ci chiarimmo con serenità e onestà intellettuale e ci prendemmo un caffè. Fu una conversazione schietta e garbata, in cui affrontammo le mie debolezze e i miei desideri. Gli parlai a lungo del periodo (risalente a pochi mesi prima) in cui mammma e il suo compagno avevano convissuto in casa...dei rumori...della mia curiosità. Mauro mi disse "se vuoi rivivere quel tipo di emozione, io potrei provare a pomparmi tua mamma a casa vostra. Magari quando tu vai all'università...cioè, le dici che vai ma in realtà quella mattina non vai e torni a casa quando io ti avverto, senza fare rumore". Gli spiegai che la mattina, indipendentemente dai corsi universitari che io all'epoca seguivo, mia mamma lavorava. Lui allora disse "e tu dille che hai lezione anche di pomeriggio. Inventa qualche corso che finisce, che ne so, nel tardo pomeriggio. Io quel giorno non vado a lavorare e mi vedo con tua madre. Non sarà difficile convincerla a salire a casa sua per fare sesso. Credimi, con rispetto parlando...non dice mai di no. Le dirò che ho gli operai a casa mia e che ho voglia di scopare. Non ti offendere, ma conoscendola, non sarà un problema". Ebbi un'erezione improvvisa...quei giudizi taglienti sulla "generosità" di mia madre mi eccitarono. Lui sorrise e disse "io non ho problemi a farti spiare dalla serratura mentre sto con tua mamma. Ti prometto che non le dirò niente. Siamo tra amici...". Balbettai, soggiogato dall'emozione. "Sec...secondo me...non...sap...saprei.." e lui continuò "si capisce che vorresti...lasciami fare...ti pompo la mammina a casa tua, amico..." e rise. Venni e mi si bagnò il pantalone...gli chiesi scusa e lui "non preoccuparti, non ti giudico. Fai come ti dico, non te ne pentirai". Seguii il suo consiglio. Sapendo che il venerdì mia madre finiva prima di lavorare, inventai l'esistenza di un fantomatico corso che mi avrebbe tenuto impegnato fino al tardo pomeriggio. Mauro fece il turno del mattino in palestra e il pomeriggio non andò, organizzandosi con mia madre per un incontro intimo nel pomeriggio, a casa nostra, dicendole che a casa sua c'erano gli operai. Quando entrarono in camera, Mauro mi scrisse un sms..."sono entrato in camera con tua mamma, ho chiuso la porta. Se entri in casa, non fare rumore". Ero vicino casa e mi precipitai. Entrai in casa senza far rumore, col cuore in gola. Sentii mamma ansimare ed iniziai a tremare. Pensai che forse non era il caso di spiare, ma i suoi gemiti di piacere me lo fecero diventare duro...e mi avvicinai alla serratura per spiare. Vidi Mauro sopra di lei, intento a dare sfogo alla sua poderosa virilità. Era davvero ben messo tra le gambe e pensai che la sua sicurezza era probabilmente collegata alle sue "doti". Mentre li spiavo, iniziai a toccarmi, rassegnato all'idea di essermi abituato ad assistere ai trionfi di uomini stronzi nel letto di mia madre. Mamma godeva ad alta voce, entusiasta della potenza sessuale di Mauro. I suoi "ah, ah...mmm..sì, sì...ah, ah..." mi facevano indurire ancor di più. Mauro collaudò il letto di mamma in tutti i modi possibili: sopra, sotto, avanti, dietro. Concluse il loro incontro praticando una sodomia fiera e gaudente. Mentre se la godeva da dietro, le disse "sei una troia...dillo...dillo che sei una troia...". Pensai a quanto fosse subdolo Mauro, a voler far pronunciare certe frasi a mia madre, sapendo che io ero dietro la porta. Mia madre, credendo ingenuamente che fossero soli in casa, si lasciò andare e disse "sono una troia, sono una troia..." e lui "più forte..." e lei "sono una troia!Sfondami!". Mauro diede ancor più vigore a quella possente sodomia, mentre io sborrai, dietro la porta, pieno di vergogna. Mi allontanai dalla porta, mentre rimbombava l'eco dei grugniti selvaggi di Mauro. Mi asciugai, mentre sentivo la voce di Mauro farsi sempre più roca, ed emettere gemiti compiaciuti che davano a quell'amplesso una veracità a dir poco animalesca. Uscii di casa, senza far rumore, mentre loro godevano. Camminai per un paio d'ore, confuso e pieno di rimorsi. Quando tornai, a casa c'era solo mamma. La trovai in cucina, serena e rilassata, che preparava la cena. Mauro l'aveva pompata a dovere e lei non sapeva che io avevo visto tutto. Dopo cena, andai in camera mia, dicendo che avevo sonno. Mi chiusi in camera e iniziai a toccarmi. Una frase mi rimbombava nella mente: "Mauro ha fatto i comodi suoi a casa mia...Mauro ha fatto i comodi suoi a casa mia...Mauro ha fatto i comodi suoi a casa mia..."

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