M-arito e moglie-S-oddisfatti al fiume

Scritto da , il 2020-04-03, genere tradimenti

Eccomi qui a raccontare le avventure di una coppia che, come tante, non avrebbe mai pensato di esplorare certi orizzonti.
Sposati ormai da anni, una vita sessuale nella norma e, per motivi di lavoro, non molto goduta ed assidua.
Io, il marito, particolarmente incline a fantasie e nuove esperienze all’interno della copia, non ho mai osato superare certi limiti, confinando il mio coraggio nel rapporto matrimoniale rispettoso e discreto.
Lei, la moglie, apparentemente e di norma molto restia ad aprirsi al mondo erotico; o meglio, non ha quasi mai esternato, nemmeno al sottoscritto, i propri desideri “nascosti”, tanto da mostrarsi piuttosto ermetica e pudica.
Diciamo che in queste circostanze, a volte, pareva persino che tra noi non ci fosse alcun feeling sessuale.
Ciò nonostante, in alcune occasioni, durante gli amplessi (molto pochi per lo scarso tempo a disposizione), lei si lasciava andare a racconti di fantasie piuttosto “spinte”; fantasie godute mentre, “solitaria”, in mia assenza, si masturbava avidamente persino sul posto di lavoro.
Capita infatti che, colta da un’eccitazione coinvolgente, di cui non ne conosco esattamente le ragioni, mia moglie, durante l’atto sessuale si trasformi letteralmente in una donna diversa, in grado di esprimere voglie erotiche quasi con cattiveria e brama impensabili nella normalità della sua vita quotidiana.
In questi attimi, il suo sguardo ha una diversa intensità e sembra esprimere l’intento di liberare una sessualità costretta, rinchiusa nei canoni della pudicizia e perciò sofferente; pare persino che sfoderi una rabbia profonda, in uno al desiderio di dominare e di umiliare “sbattendo” in faccia al marito le proprie fantasie.
In questi momenti di totale “apertura”, ho quindi scoperto che non di rado si concede lussuriose masturbazioni, immaginando di essere posseduta in modo vigoroso da altri uomini; spesso, nella sua immaginazione, io sono presente all’atto sessuale, solo contemplativo, quasi fosse una sorta di punizione da patire o comunque la liberazione di ogni sua voglia erotica.
Inizialmente, questi racconti mi hanno stupito; non riconoscevo mia moglie in queste situazioni; dopotutto era quasi una forma di tradimento: lei immaginava di essere scopata da altri uomini.
Insomma, anche se solo nell’immaginazione, ero diventato un marito “cornuto”. Ho provato a mia volta a raffigurarmi quali fossero i destinatari di tanto piacere, colto più dalla curiosità di un geloso compagno che dal desiderio sessuale; tuttavia, lei non si è mai mostrata propensa a fare “nomi e cognomi”, limitandosi a svicolare su personaggi di filmati pornografici o irreali: ma è evidente che molte fantasie avessero per oggetto persone concretamente conosciute, reali ed esistenti. Naturalmente non mi riferisco a sex simbols raccolti dalle copertine delle riviste, bensì all’amico, al collega, al dirigente, al datore di lavoro, all’operaio, al negoziante, all’amico del marito, ecc.
Esaurito questo primo iniziale momento di disorientamento, mi sono accorto di una reazione che non avrei mai immaginato di riscontrare su me stesso: interrogandomi sulle fantasie di mia moglie, mi scoprivo sempre più eccitato di questo suo mondo, dal quale purtroppo mi lasciava ancora emarginato. Indagando i suoi pensieri reconditi, il mio sesso diventava turgido come non mai.
Da lì, a masturbarmi immaginando mia moglie posseduta da altri, il passo è stato breve ed incredibilmente piacevole; un “salto” tanto perverso quanto eccitante.
Pur in questa vicinanza di desideri immaginari, sembrava dividerci ancora un abisso sull’argomento. Lei sempre restia, se non nelle sue “trasformazioni sessuali”, centellinate in pochi rapporti; io propenso a rendere libero questo confine, anelando di sentirmi dire da mia moglie, in assoluta libertà e naturalezza (come farebbe con qualsiasi amica): “mi piacerebbe farmi quello”; “mi piacerebbe scoparmi Tizio”; “secondo te come ce l’ha Caio?”; “Sempronio me lo farei adesso”. In buona sostanza avrei voluto che lei si aprisse con me senza nessuna remora, nessun vincolo, nessuna pudicizia, nessun limite.
Di riflesso, mi eccita altrettanto pensare che altri uomini guardino mia moglie come oggetto dei loro desideri sessuali; un percorso decisamente impensato ma tremendamente intrigante.
Si arriva quindi ad un punto in cui è forte la volontà di dare una forma concreta alle fantasie.
Così, iniziata la stagione estiva, nascono occasioni ed idee.
Durante i momenti di eccitazione sessuale, mentre facevamo l’amore, più di una volta, cavalcando l’onda dei suoi desideri che in quel momento uscivano come un fiume in piena, ho provato a proporre timidamente qualche “avventura”; una semplice giornata al sole, con lei in topless e, quindi, i suoi seni sottoposti alla vista degli altri (circostanza che rappresenta la totale normalità per tante donne ma per me, per noi, una straordinaria eccezione). Con mio malcelato rammarico, ho purtroppo sempre ricevuto fermi rifiuti.
Ma non avevo intenzione di demordere.
Racconto la nostra esperienza come se fosse in questo presente.
In una bella giornata estiva, gli propongo di trascorrere qualche ora al fiume; lo stesso che non frequentavamo dai tempi della gioventù.
Liberi da impegni, lei accetta e ci organizziamo.
Giungiamo in un posto conosciuto e ci posizioniamo in un angolo abbastanza appartato. Nei paraggi ma, “a distanza di sicurezza”, ci sono famiglie ed i soliti “camminatori voyeur” fanno capolino di tanto in tanto.
Mentre prepariamo il giaciglio per sdraiarci al sole, butto in gioco, “a freddo”, l’idea di spogliarci nudi per un diverso pomeriggio da naturisti.
Ovviamente lei rifiuta, un po’ scherzosamente, ed un po’ stizzita; io, osando, decido comunque di levarmi anche i boxer, con suo disappunto: “se ti vede qualcuno?”, “sei pazzo!”.
La prima mezz’ora trascorre tranquilla, tanto che provo a dedicargli qualche coccola.
Mia moglie, rassicurata dal fatto di non vedere nei dintorni “occhi indiscreti”, accoglie con piacere le attenzioni.
A quel punto, le coccole si fanno sempre più sensuali ed erotiche; io, nudo, inizio a mostrare un’evidente eccitazione, mentre lei, sembra lasciarsi andare e pare sul punto di farsi travolgere da uno delle sue proverbiali “fiammate sessuali”.
Questo è il momento di osare: le slaccio il reggiseno e lascio totalmente scoperti i suoi seni. Due tette dalle dimensioni aumentate durante la gravidanza di anni fa; venature evidenti che mostrano un’abbronzatura ancora acerba; due capezzoli marroni, dalle dimensioni normali, non molto turgidi e racchiusi in enormi areole altrettanto marroni, dal diametro incredibilmente incrementato in prossimità del parto; si appoggiano dolcemente sullo sterno e sul morbido ventre, palesando una forma che profuma di “donna reale”, quanto più di lontano c’è dalle “curve” artificiali della chirurgia plastica.
Accenna ad una reazione di incertezza ma l’eccitazione che iniziava a coinvolgerla, e l’apparente tranquillità del luogo, sedano ogni opposizione; anzi, con un scatto inaspettato, si leva gli slip, ormai umidi per gli umori dell’erotismo; il suo pube e la sua vagina, perfettamente depilati, si aprono al mondo ed alla natura.
Le nostre mani si incrociano sul suo sesso, sempre più vorticosamente; tenta a fatica di afferrare il mio pene.
Proprio in quel frangente, spunta dai cespugli, ad una distanza di circa cinque metri, un uomo, un “guardone”.
E’ un individuo tra i cinquanta ed i cinquantacinque anni; non muscoloso ma dalla figura slanciata; brizzolato e viso gradevole; depilato ed abbronzato, era evidente che teneva alla cura del proprio corpo. Aveva visto i nostri atteggiamenti e, pensando di partecipare in qualche modo, si è avventurato allo “scoperto”, anziché restare nascosto e godere “in solitaria” di ciò che poteva ammirare.
Mia moglie, intimorita, pare volersi rivestire immediatamente ma, ancora non so come, riesco a rasserenarla; la convinco a continuare perché era troppo bello ciò che avevamo iniziato. Tradendo una certa preoccupazione, lei acconsente; già questo approccio mia ha notevolmente stupito.
Non solo, adattandosi alla situazione, la mia “lei”, inizia a gemere sonoramente.
Il bel uomo brizzolato, sentendosi incoraggiato, decide di avvicinarsi lentamente, sino ad arrivare a tre metri da noi; pensando di essere ben accetto, si toglie il costume da bagno e resta nudo davanti ai nostri occhi che vedono sventolare il suo sesso, già quasi in erezione, piuttosto dotato (forse 19 o 20 cm) e completamente depilato.
Gli faccio cenno di non procedere oltre, per prudenza e perché non sapevo come avremmo potuto reagire ad una situazione mai provata.
Quel che è accaduto poi è stato strabiliante: mia moglie, eccitatissima, si volta con tutto il suo corpo verso di lui, da cui era chiaramente attratta; inizia una convulsa masturbazione mostrando alla vista dell’individuo la sua vagina aperta ed umida; le due labbra irregolari, marroni, racchiudono un cuore rosa ed un piccolo clitoride che fa capolino.
Inevitabilmente, questo gesto ha spinto l’uomo ad avvicinarsi a lei che, di riflesso, si è spostata verso di lui distaccandosi dal mio corpo.
Io resto impietrito, intimorito e stupefatto, incapace di reagire.
Lui inizia lentamente a far scorrere la mano sull’asta del suo grosso arnese, quando lei, in ginocchio, all’inizio con una sorta di incongrua timidezza per l’occasione, poi con energia e brama, lo afferra decisamente; ne prova le dimensioni e lo sente pulsare tra le sue dita; tre corse lungo quel maestoso sesso, ora visibilmente turgido, chiude gli occhi e ne accoglie il glande paonazzo e ben scoperto nella sua bocca.
Li guardo e provo a realizzare ciò che succede; sono ora realmente “cornuto”, umiliato; lei mi sta tradendo davanti ai miei occhi; sono sconcertato ma, accanto a queste sensazioni disorientanti, percepisco altro: guardo tra le mie gambe e noto che il mio pene ha mantenuto una straordinaria erezione e lascia uscire qualche piccola goccia di liquido seminale. Comprendo che la scena parata lì davanti mi piace da impazzire, tanto da portarmi quasi all’orgasmo senza un contatto fisico.
Mia moglie, incurante del sottoscritto, si limita a lanciare qualche sguardo per accertarsi che io sia lì presente ad ammirare quel che sta facendo.
La sua bocca e la sua lingua giocano con avidità, trastullando il sesso di lui che, gradendo, si affanna il respiro.
Il bel uomo non ha però voglia di finire troppo in fretta; chiede a lei di sdraiarsi, dopodiché insinua la sua testa tra le gambe di mia moglie e con la lingua si intrufola nella sua vagina, allungando le proprie mani sui seni; lei è sopraffatta dal piacere, quasi urla ed accarezza convulsamente la testa brizzolata del suo nuovo amante.
Consapevole del ruolo che mi è stato assegnato, godo dello spettacolo che si sta svolgendo a meno di un metro da me.
Lui deve essere piuttosto bravo in quello che fa, perché in pochi minuti la conduce all’estasi; lei inarca la schiena e il gemito di piacere si trasforma quasi in un grido di amore; l’orgasmo si prolunga per venti o trenta infiniti secondi, fino a quando lei cessa di contorcersi.
Offerta ogni sorta di piacere a mia moglie, naturalmente, il bel uomo pensa a terminare l’opera; in ginocchio, tra le gambe della mia donna, si masturba vigorosamente.
Quasi copiando il gesto, a poca distanza, anch’io, eccitatissimo, afferro il mio pene e seguo il suo ritmo.
Pochi secondi e lui, con un potente getto, inonda di sperma il ventre ed i seni di mia moglie: una quantità notevole di caldo seme sparso sul suo corpo.
Quasi contemporaneamente, segue il mio ficcante orgasmo, il cui frutto, cade però tra le rocce del greto, perché in realtà ora ero il vero “guardone” di due lussuriosi amanti.
E’ giunto il capolinea; lei recupera un fazzoletto per pulirsi e poi ne porge uno a lui. Prima però che possa liberare il suo sesso dai residui di sperma, mia moglie, si sposta e quasi in segno di ringraziamento per le emozioni mai sperimentate fino ad ora, accoglie nuovamente quel grosso pene nella sua bocca, percependo anche il sapore “forte” del suo nettare; lo libera quasi subito decisamente meno “imbrattato”.
Compiaciuto, il bel uomo si china su di lei e la saluta con un profondo bacio appassionato; a me resta solo uno sguardo che ha il sapore del “compatimento”. Loro, si congedano amorevolmente.
Un po’ stizzito, ma incredibilmente anche appagato per quest’ultimo gesto, mentre lui era ormai ripartito per i cespugli da cui era comparso, mi rivolgo alla mia donna: “glielo hai anche pulito?!...Non bastava tutto il resto?!”.
La sua risposta, pronunciata con piglio sicuro e convinto, è stata nel contempo tremenda, intrigante ed eccitante: “la prossima volta lo pulirai con la tua bocca, tesoro… ed io vi guarderò!”.



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