L'organizzatrice di eventi - 3 - fuga in Italia

Scritto da , il 2020-01-22, genere etero

Nadine era alquanto strana, almeno per me.
Spariva per giorni, poi mi mandava un paio di foto sexy su Telegram senza alcun commento. Ci scambiavamo qualche messaggio, poi spariva di nuovo.
Io avevo fatto altri viaggi e le avevo proposto di raggiungermi, ma aveva sempre avuto altro da fare, incluso il dover curare il gatto che il suo vicino si rifiutava di accudire ulteriormente. Poi mi scrisse lei, dicendomi che avrebbe avuto un fine settimana libero. Presi la palla al balzo e la invitai in Italia.

Il programma era semplice: due giorni nelle Langhe, tra vino, cibo, storia e tanto sesso. L'idea le piacque, così le mandai i biglietti per raggiungermi a Malpensa.
Arrivò in tarda mattinata.
La attesi fuori dal terminal e, una volta caricata la valigia in auto, ci dirigemmo subito verso il paesino di Neive, dove avevo prenotato una visita guidata in inglese delle cantine del castello.
Quando arrivammo ci dissero che ci sarebbe stata solo un’altra coppia.
Rimanemmo un po’ in attesa assaggiando alcuni dei loro vini e sgranocchiando le nocciole DOP del Piemonte ma, visto che gli altri non arrivavano, la guida decise di iniziare.

Ci trovammo così a fare un tour solo per noi. Molto affascinante.
Nadine era in estasi.
Le dissi che il meglio doveva ancora venire, così potei gustarmi uno dei suoi sorrisi, quelli che mi piacevano da morire.
Per pranzo avevo prenotato in un ristorante con vista sui vigneti, e la giornata era perfetta per mangiare fuori.
Buon cibo, buon vino, eccellente compagnia in un contesto meraviglioso.
Come direbbe George Clooney… what else?
Mi confessò che non si aspettava un posto così interessante, e che non era abituata a tante attenzioni. Forse è vero che al nord non sanno trattare le donne… chissà.

Comunque la nostra giornata continuò con una ulteriore sorpresa: l’agriturismo.
Avevo preso una suite in una villa settecentesca di proprietà di un piccolo produttore locale che ben conosco per il suo Barolo eccellente.
Anche qui vista sui vigneti, zona relax con vasca enorme idromassaggio, calice di vino di benvenuto.
Credo che passarono non più di 10 minuti tra quando prendemmo possesso della stanza e quando ci infilammo nell’acqua tiepida a farci coccolare dalle bollicine, sia quelle della vasca che quelle del bicchiere di spumante.
Eravamo l’uno di fronte all’altra, immersi entrambi fino alle spalle, a goderci la tranquillità della villa nel primo pomeriggio quando gli altri ospiti erano ancora fuori.

La guardavo sorridere.
Era dannatamente bella quando lo faceva.
Iniziammo a baciarci.
Sott’acqua, la mia mano accarezzava la sua gamba, fino all’inguine. Lei mi guardava e mi sorrideva.
- E’ meraviglioso qui... sembra un sogno
- Mi fa piacere che ti piaccia. E’ uno dei miei posti preferiti.
- Ci porti tante donne qui?
Feci una risata
- Devi avere davvero una pessima opinione di me
- No... anzi... ottima. E’ per quello che te lo chiedo.
Non risposi e continuai a baciarla.
Le nostre lingue si intrecciavano mentre la sua mano mi stava segando da sopra il costume e la mia aveva scostato la tela del suo, per permettere ad un dito di entrarle dentro in profondità

- Qui ci vedono... dai... c’era in giro la ragazza che puliva le camere...
Non le risposi.
La feci girare e le scostai la parte inferiore del costume.
- No...dai... qui no...
Non suonava molto convinta, quindi continuai bloccandola sul bordo della vasca finchè non riuscii a penetrarla.
Iniziai con movimenti ampi e molto lenti.
Teneva la bocca chiusa, quasi non volesse farsi sentire, ma in questo modo le uscivano dei suoni curiosi e soffocati.

Proprio in quel momento arrivò un’auto e, sebbene fossimo non proprio vicini al parcheggio, mi spinse via velocemente.
- Andiamo in camera? Mi chiese
- Aspetta un attimo... non posso uscire dall’acqua in queste condizioni....
Si fece una lunga risata.

Qualche minuto dopo avevamo i teli sulle spalle e stavamo salendo quasi di corsa le scale verso la nostra stanza.

Non appena dentro ci togliemmo i costumi bagnati, rimanendo nudi.
Prese il controllo.
- Dai, sdraiati sul letto.
Obbedii senza fiatare.
Salì anche lei, guardandomi dritto negli occhi, per poi mettersi tra le mie gambe.
La sua mano si muoveva lentamente lungo tutta la mia asta, il suo sguardo sempre nel mio
- Voglio berti
E le sue labbra avvolsero la mia cappella.

La sua lentezza era davvero esasperante.
Sembrava sapesse quando stavo per venire e si fermava per qualche secondo, leccandomelo solamente, per poi ricominciare ad ingoiarlo e a muovere la mano.
Non so quanto andò avanti, ma il cazzo mi faceva quasi male.
- Vuoi venire? Ora ti faccio venire.... Vuoi?
- Si tesoro... ho voglia di venirti in bocca....
Il ritmo aumentò anche se non di molto.
Dopo poco ebbi un orgasmo intenso, devastante, rumoroso. Una mia mano le afferrò con forza i capelli, mentre l’altra stringeva le lenzuola.
Le mie gambe si erano irrigidite mentre gli addominali si contraevano in preda come a degli spasmi.
Lei non si fermò subito.
Proseguì per alcuni secondi, prolungando questo orgasmo potente.
Mi sorrise.
- Ti è piaciuto?
- Tu cosa dici?
- Credo di si... sono brava a fare i pompini... adesso vado a cambiarmi. Non avevi detto che mi avresti portata a cena in un posto speciale? Così hai tempo per riprenderti, perchè poi tocca anche a me divertirmi

Mi baciò, afferrò dei vestiti in valigia e si diresse in bagno.
Io rimasi sul letto ad osservarla mentre si muoveva nuda per la stanza.
Poi mi preparai anche io.

La nostra serata speciale iniziò sulla torre medievale di Barbaresco.
In estate organizzano degli aperitivi serali, ed è sufficiente prenotare con un po’ di anticipo per trovarsi a godere di una splendida vista di tetti, vigneti, fiumi mentre si sorseggia dell’ottimo vino locale. Optammo per un Arneis. Essendo arrivati presto, per un po’ rimanemmo da soli a goderci tutto questo.
Lo trovò molto romantico, ma mai quanto il ristorante.

In effetti avevo prenotato un tavolo in un posto che considero meraviglioso: il donna selvatica di Neive. Cibo eccellente, servizio molto curato. Ovviamente, data la zona, anche i vini non lasciano a desiderare.
E ne bevemmo molti.
Per una serata romantica in estate, la caratteristica che rende questo posto ancora migliore è il terrazzo che si innalza sopra i tetti delle case e lascia vedere tutte le colline su cui, all’ora di cena, scende il tramonto. Una meraviglia.
Nadine ne rimase incantata.
Sorrise tutta sera, e io non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso. Era così bella nel fiore dei suoi 25 anni.
Finita la cena, facemmo una breve passeggiata per il piccolo centro storico della cittadina, abbracciati come due fidanzatini.
Poi dritti al nostro agriturismo.

Iniziammo a baciarci sulle scale che portavano alla nostra stanza.
La spinsi contro il muro mentre le mie mani cercavano il suo seno e le sue cercavano di tenermi lontano.
- Aspetta... non qui.... ci possono vedere...
Era ossessionata da quello. E si era accorta che c’erano altre auto in cortile, a significare che gli occupanti delle altre stanze erano già rientrati.

La trascinai in camera e, appena chiusa la porta, la vidi inginocchiarsi davanti a me e aprirmi velocemente i pantaloni per arrivare al mio cazzo, che ingoiò immediatamente. Non volevo venire subito, e sapevo che se fosse andata avanti con quella foga non sarei durato a lungo.
Mi scostai e la feci alzare per iniziare a spogliarla.
Lei fece lo stesso con me e in pochi secondi eravamo completamente nudi, in piedi in mezzo alla stanza.
Avevo davvero voglia di scoparla, e lei voleva la stessa cosa. La feci avvicinare al letto e la spinsi in avanti, in modo che si piegasse offrendomi il suo bellissimo culo morbido. Sapevo che quella posizione le piaceva molto.
Mentre cercavo un preservativo nel comodino, si girò a guardarmi.
Sorrideva.
- Ho voglia…. Dai… scopami bene…. Dai…

Non me lo feci ripetere due volte.
La penetrai ed iniziai a stantuffarla con violenza.
Colpi decisi, fino in fondo, con un ritmo abbastanza veloce.
La sentivo gemere e chiedere di continuare, e questo mi eccitava ancora di più.
Credo sia stata l’accoppiata vino molto abbondante più preservativo a farmi durare parecchio in quella cavalcata, tanto che dopo un po’ avevo perso molta della sensibilità e mi fermai.
La girai e ci baciammo con passione.

La sua mano scese a cercare il mio cazzo, ormai in parte ammosciato.
- Sei venuto?
- Ancora no…
Mi sorrise.
- Allora me ne devo occupare io, altrimenti non mi inviti più a questi bellissimi fine settimana.
Mi spinse sul letto, facendomi poi sdraiare bene.
Si era sistemata in mezzo alle mie gambe e mi guardava mentre la mano si muoveva lentamente sulla mia asta, facendo ora riprendere vigore al mio membro.
Poi mi salì sopra, e guidò la mia verga nella sua figa bagnatissima.
- Non ho il preservativo
- Si… lo so… ho voglia di sentirti… non venirmi dentro, non voglio rimanere incinta.
Ed iniziò a muoversi.
Il suo respiro si faceva sempre più affannoso mentre si impalava su di me.
Mi guardava dritto negli occhi
- Ti piace così? Stai godendo?
Era bellissimo.

Le mie mani si impossessarono dei suoi seni abbondanti mentre lei mi cavalcava sempre più selvaggiamente, quasi urlando come non l’avevo mai sentita fare.
Sentivo l’orgasmo arrivare e non fu facile spostarla prima di venire.
Si infilò il mio uccello in bocca mentre ancora avevo le contrazioni, leccandolo bene anche tutto intorno.

Poi prese il lenzuolo e lo tirò su per coprirci entrambi, mentre si accoccolava accanto a me
- E’ stata una bellissima giornata. Una delle più belle che ho passato con un uomo. E scopi bene.
Ci addormentammo così, nudi ed abbracciati.

La mattina dopo facemmo ancora l’amore, appena dopo colazione.
Poi la riportai in aeroporto.
Ci scrivemmo per un po’, e ancora capita di mandarci qualche messaggio, ma per qualche strano motivo non ci rivedemmo più.

m.amorini@email.it

Questo racconto di è stato letto 7 6 3 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.