Trenino

Scritto da , il 2020-01-02, genere gay

Il fatto che vi racconterò ora è veramente successo circa 20 anni fa. Avevo 35 anni, castano 175x80, bisex da sempre ma con gli uomini quasi esclusivamente passivo. Sono ben dotato di un Uccello di quasi 20 centimetri e abbastanza largo e sempre in tiro. Il lunedì del tardo pomeriggio era dedicato alla ricerca del parcheggio della macchina, visto che davanti casa c'era il lavaggio strade. Trovo posto davanti a dei giardini lungo il fiume, noti per essere ritrovo gay. Malgrado fosse ancora giorno ci entro e vedo seminascosto dietro un salice piangente un uomo alto e magro che si tocca la patta, segnale inequivocabile. Mi avvicino e iniziamo a toccarci i rispettivi cazzi. Ha un bel cazzo anche lui e me lo immagino già dentro di me, invece lui subito si inginocchia e me lo prende in bocca facendomi un pompino sublime bello umido di saliva. Dopo poco tempo si sbottona i pantaloni e mi chiede se lo voglio chiavare. Certo dico io, anche se da prima avrei voluto essere chiavato io, ora ero ben contento di fotterlo. Avvicino la mia cappella al suo buco di culo e inizio a spingere, entra bene è bello largo e accogliente. Mentre inizio a pompare mi accorgo che vicino a noi c'è un ometto sui 60 anni che ci guarda, mi fermo ma il mio partner mi dice di continuare perché lo conosce. Allora io continuo a chiavarlo mentre il mio partner mugola di piacere. Intanto l'ometto si è messo accanto a noi e dopo essersi sbottonato i pantaloni tira fuori un attrezzo sproporzionato alla sua esile figura, un cazzo di ben oltre 25 cm di lunghezza e larghissimo con una cappella enorme. Io strabuzzo gli occhi e inizio a sperare di essere chiavato da quel cazzo magnifico. Pochi attimi dopo, infatti, inizia a bagnarmi con la saliva il mio buchetto e mi appoggia quella magnifica cappella e inizia spingere. Io già allora ero bello largo di culo, ma il suo cazzo enorme all'inizio mi ha fatto sudare, poi il godimento è stato sublime. Ero nel mezzo di un trenino fantastico, chiavavo e venivo chiavato, stavamo rapidamente arrivando all'apice del godimento tutti e tre insieme. Siamo esplosi, l'ometto mi ha inondato l'intestino di sperma che ha iniziato a colarmi sulle gambe, io ho fatto altrettanto dentro il mio partner e lui ha innaffiato il salice a cui era appoggiato. Ci siamo risistemati e senza salutarci ognuno è andato per la sua strada.

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