Alla casa di mia madre 2.

Scritto da , il 2019-06-26, genere prime esperienze

Quando arrivo a casa di mia madre, trovo Paola che mi attende al cancello, mi fa entrare e, presomi da parte, ci nascondiamo nel capanno dove suo zio tiene i suoi attrezzi e, dopo avermi baciato in bocca slinguandoci da tremare per il piacere, mi dice che vuole provare il piacere di essere sverginata da me ed io sprizzo orgoglio da ogni mio poro della pelle. Ce ne andiamo in camera mia e ci spogliamo in fretta, poi la faccio stendere sul letto e le lecco la figa fino a farla sborrare, dopo la bacio ai seni, sul collo e le mordo leggermente i lobi, baciandola sulle guance rosee e intanto le stuzzico il clitoride per farle dilatare la figa già bagnatissima ed infine le piazzo il cazzo davanti alla figa ed inizio a penetrarla e lei sento che s'irrigidisce e tende a difendersi dal mio attacco stringendo le cosce ma io gliele faccio aprire di nuovo e la penetro in parte ma poi mi fermo ed attendo che si rilassi un poco, poi di nuovo la penetro fino a sentire l'imene. Mi fermo di nuovo ma poco dopo vado indietro come se dovessi prendere la rincorsa per penetrarla a fondo, cosa che faccio subito dopo e sento rompersi il suo simbolo di purezza, di verginità. Inizio a scoparla impetuosamente e lei che prima piangeva, emette dei gemiti di piacere che mi fanno eccitare ancora di più. Al momento di sborrare, faccio uscire dalla figa il cazzo che lascio scaricare un mare di sborra tra le sue cosce insanguinare. Al vedere il sangue lei si preoccupa ma io le spiego che il rompere l'imene può causare uscite di sangue ma subito si rimarginerà. Ci baciamo in bocca, le lecco i seni e lei impugna il cazzo che poi prenderà in bocca, succhiandolo e ciucciandolo fino a farmi di nuovo sborrare e, dopo una pausa dove ci guardiamo negli occhi ed io le dico che è bellissima, lei mi chiede di scoparla ancora. E così fu ed in tutta la mattinata la possiedo per altre tre volte ma dopo mi sento come un sacco vuoto che non si regge in piedi, dopo la doccia ci rivestiamo ed io vado via ma il pomeriggio non ritorno là. Il giorno dopo vado là e ci trovo Ester che mi saluta baciandomi sulle guance, poi vedo Paola che altrettanto bacio ma lei dopo sparisce e Ester mi dice che anche lei vuole "perdere la sua virtù" e ci dirigiamo subito in camera e, una volta nudi, improntiamo un sessantanove dove stiamo per venire insieme ma io le suggerisco di tenere le energie fino alla fine dei giochi e passiamo a baciarci in bocca, su tutti i nostri corpi, io le stuzzico il clitoride e, quando sento che sta per godere, le infilo il cazzo in figa ed inizio a muovermi dentro con un ritmo pacato che poi lascio crescere fino a urtare il glande al suo imene e lì la penetro con più fermezza, facendola urlare dal dolore ma poi la sento solo gemere, dicendomi che stava godendo moltissimo e voleva aspettarmi per sborrare insieme allo stesso momento. Dopo un breve riposo con scambi di baci, carezze, la scopa più volte e lei era sempre felicissima per come la sapevo far godere ed io ne ero orgoglioso. Ci rivestimmo e sua zi provò ad invitarmi a pranzo da loro ma non potevo perché il primo pensiero era di occuparmi dei miei nonni, perciò la ringraziai ma partii subito.

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