Nello spogliatoio della piscina

Scritto da , il 2019-01-17, genere etero

Con Erika condividevo la passione per il fitness e, puntualmente ogni domenica, ci dedicavamo al nuoto. Nel tardo pomeriggio andavamo in piscina e macinavamo vasche su vasche, abbandonando tutta la tensione accumulata durante la settimana e contemporaneamente ci ricaricavamo per la successiva.
Sceglievamo quell’orario perché la piscina era sempre semi-deserta e potevamo nuotare serenamente secondo il nostro ritmo. Proprio per la tranquillità domenicale, più volte ci è venuta l’idea di farlo proprio li. E così successe quella volta.
La nostra piscina aveva lo spogliatoio maschile e femminile in comune e molto ampio, così non era difficile appartarsi. Chissà cosa racconterebbero le pareti di quell’edificio, se solo potessero parlare.
Finito l’allenamento, ci infilammo in una delle cabine più appartate eccitati e vogliosi. Carichi di un sentimento premeditato che cresceva ormai da settimane, solleticando quella fantasia e stimolando l’eccitazione del momento.
Erika aveva veramente un bellissimo fisico: capelli lunghi e mori, carnagione bianca come il latte, occhi marroni e un fisico alto e snello. Le sue forme erano molto armoniche, con un seno poco sviluppato ma molto sodo e due natiche scolpite dal costante esercizio fisico. La sua visione mi suscitava sempre la stessa eccitazione della prima volta che la vidi.
Nella cabina mi fu subito addosso, mi baciava con foga mente le nostre lingue si incontravano e si avvolgevano. Le palpavo il seno avvolto dal costume unico, mentre il mio pene premeva contro il suo ventre. Poi si abbassò, si tolse la cuffia liberando i capelli e mi spogliò. Prese il mio pene in bocca, era già durissimo e fremeva di desiderio. Scorse lungo tutta l’asta, sentii la sua lingua calda percorrerlo fino al bacino, per poi prenderlo in bocca fino in gola. Era vogliosa e calda, si toccava da sopra il costume, mentre mi spompinava con vigore. La sua foga era incontenibile e la sua saliva colava dal mio pene ogni volta che lo liberava dalle sue morbide labbra. Ero eccitatissimo e facevo davvero fatica a resistere.
Ad un certo punto la allontanai, la baciai in bocca mentre mi guardava maliziosa e la feci sedere. Scostai la parte finale del suo costume e iniziai a masturbarla. Era già bagnatissima e fu facile affondare subito le dita nella sua femminilità. La vedevo gemere e mordersi le labbra. Mi misi in ginocchio e affontai la mia lingua tra la sua vagina. Esplorai le sue labbra, il suo clitoride e tutto ciò che era alla mia portata, mentre continuavo a penetrarla con la lingua. Si liberò i seni dal costume e inizio a stringerseli, mentre con l’altra mano mi afferrava la testa. Era una gatta in calore, schiava del piacere di quel momento. Ad un certo punto la sentii bagnare ulteriormente e muovere il bacino di scatto, mentre mi spingeva la testa a fondo tra le sue gambe. Venne e si lasciò sfuggire un gridolino, poi mi guardò e sorrise imbarazzata per la paura che qualcuno la sentisse.
Mi rialzai e mi sedetti, dopodichè si mise a cavalcioni su di me e inziai a penetrarla. Il suo bacino ondeggiava sensualmente e i suoi seni rimbalzavano ad ogni spinta. Era bellissima. Affondai la mia lingua tra i suoi capezzoli, mentre lei mi accarezzava i capelli e mi cavalcava con passione. Mi prese il volto e cercò nuovamente le mie labbra, ci baciammo con intensità. Dopodichè la feci sedere e la penetrai nuovamente.
Le sue lunghe gambe mi avvolgevano e le sue mani scorrevano sulla mia schiena, proprio come una vera gatta. Le afferrai la gola e aumentai la spinta, mentre le mi incoraggiava a venire sussurrandomi nell’orecchio. Le mio spinte erano sempre più profonde, la schiacciavo contro la parete della cabina con il peso del mio corpo. Non ce la facevo più, il mio piacere stava per raggiungere il culmine.
Le morsi il collo con forza, lasciandole un livido. Mentre sentivo i suoi seni premuti contro il mio petto e davo un’ultima e profondissima spinta. Venni copiosamente dentro di lei, con un grugnito di piacere. Lei si strinse forte a me e i suoi muscoli si contrassero. Sentì il mio seme caldo schizzare dentro la sua vagina bagnata e lei venne praticamente insieme a me. La sua bocca era vicina al mio orecchio e sentivo la sua fame d’aria, i suoi respiri e il suo piacere liberarsi. Rimanemmo qualche minuto in quella posizione, entrambi ancora storditi dall’estasi, dopodichè ci cambiammo e uscimmo nello spogliatoio –fortunatamente- deserto.
Fu un’esperienza incredibile e ancora adesso, quando torno in quella piscina, certe volte mi tocco ripensando a quell’episodio.

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