Due mamme e due mogli

Scritto da , il 2018-12-03, genere incesti

Due mamme e due mogli

Sono Giorgio ho 30 anni, fino ai 20 anni ho vissuto a casa coi miei genitori, mio padre Gianni e mia madre Piera.
Piera al tempo cioè nel 2005 aveva 37 anni, era una donna piacente, leggermente paffutella, certamente non una figona che ti voltavi a guardarla, alta 158 centimetri, tette abbondanti, una IV, capelli neri ricci, un deretano abbondante, ma d’una simpatia unica col sorriso sempre sulle labbra.
Mio padre Gianni uomo di 55 anni, alto con un portamento regale, manager di una multinazionale, sovente all’estero per lavoro, negli ultimi tre anni cioè dal 2003 al 2005, era diventato geloso e assillante verso mia madre, così sono cominciati i primi dissapori trasformatasi in discussioni e bisticci, che poi sfociarono in tradimenti.
La notte dopo aver litigato mamma veniva nella mia camera e si sdraiava a letto con me.
Una notte ero particolarmente eccitato, nel sistemarmi appoggiai involontariamente il mio membro alle sue chiappe, mamma gradì molto la mia erezione ed incominciò a masturbarmi, finimmo col limonare.
Il mattino quando m’alzai, mio padre, s’era già recato in ufficio, mamma era in cucina con un paio di mutandine rosse di pizzo traforate, il solo vederla mi fece rizzare il cazzo, non sapevo come comportarmi, se provare un approccio o soprassedere, ma fu lei a sbloccare la situazione dicendo:
“Caro, vedo che il tuo palo è già in attività” constatò mamma.
“Già! Ho avuto una visione celestiale” risposi
“E cosa hai visto di così speciale?” chiese.
“Te!” rimarcai.
“Dai fai colazione, che poi t’aspetto a letto!” concluse mamma.
Feci colazione velocemente e andai in camera da mamma, lei mi attendeva nuda, allungò un braccio, prese la mia mano, m’attirò sul letto con lei, dopo un istante disse:
“Giorgio voglio che tu diventi il mio amante, so che sei ancora molto giovane, ma stanotte ho constatato che ormai sei un uomo”
“Mamma sono lusingato, ma come faremo con papà?” domandai.
“Faremo come sempre ultimamente, di notte verrò nella tua camera, ma la differenza è che fino adesso abbiamo dormito, d’ora in poi scoperemo, anzi incominciamo subito, ho una voglia pazzesca” mi comunicò.
L’abbracciai, poi mi denudai aiutato da lei, quindi dopo aver limonato, entrai dove ero uscito quasi 18 anni prima.
Facemmo sesso fino a mezzogiorno, quando c’alzammo per pranzare, mamma mi chiese:
“Amore mio sei così giovane, ma scopi da Dio, con chi hai fatto pratica?”
“Nessuna in particolare, con qualche compagna di scuola”
Non potevo certo dirle, che erano circa due anni, che avevo un rapporto con Pinuccia, la mia maestra delle elementari, grande troia, che appena vedeva un cazzo giovane, tradiva il marito e addirittura non disdegnava un rapporto a tre, difatti io e Mario il mio migliore amico, abbiamo avuto il piacere di scoparla in coppia, addirittura un pomeriggio uno la sodomizzava mentre l’altro la scopava.
Dopo pranzo presi mamma in braccio e la coccolai, nel mentre parlammo, lei mi disse, che mio padre aveva come amante la sua segretaria di 25 anni, che voleva il divorzio, ma lei era contraria, perché lui non voleva accettare le sue richieste, cioè metà del capitale del conto corrente e la casa dove abitavamo.
Ci spostammo sul divano, ci scambiammo ancora delle coccole, poi visto che era quasi ora di cena, ci ricomponemmo e parlammo delle rispettive aspettative della nostra relazione incestuosa.
Piera voleva un uomo, che l’amasse e la soddisfacesse sessualmente, in quanto ultimamente mio padre aveva lasciato a desiderare.
Io volevo una donna calda, sempre disponibile, visto che le nostre esigenze coincidevano, dissi:
“Sai mamma sono un amante del Kamasutra, vorrei tanto praticarlo con te”
“Dai cominciamo subito sono curiosa di provarlo”
“Beh vedi io conosco solo alcune figure, per le altre devo documentarmi, poi adesso è quasi l’ora che papà rientra”
“Ok rimandiamo a stanotte! Che figure conosci?”
“Vediamo adesso mi viene in mente il flipper, le forbici e la girandola”
“Stanotte proviamo il flipper!”
La notte quando venne da me, le ricordai del Kama Sutra”
“Dimmi cosa devo fare!”
“Devi distenderti con la pancia in su, io mi metto in ginocchio davanti a te, t’afferro il bacino e lo mantengo all’altezza del cazzo. Sembra che questa posizione porti all’eccitazione, molto rapidamente, se si vuole stare più comodi si può variare, mi siedo sui talloni, poi attiro il tuo bacino verso me accarezzandoti il clitoride”
“Dai fammi godere col flipper”
“Attenta mamma, non vorrei farti fare tilt”
“Spiritoso, sono anni che aspettavo qualcuno mi facesse godere e sentire donna, se aspettavo il cornuto ero fresca. Lui si goda la sua puttanella, se vuole il divorzio, l’avrà, ma alle mie condizioni. Ora amore della mamma, comincia a martellare la mia figa e non risparmiarti”
Il giorno dopo mio padre, ci comunicò che per lavoro si sarebbe assentato per due settimane, furono 15 giorni di sesso con mia madre, quando mio padre tornò, le cose continuarono come sempre, discussioni fra i coniugi, poi lei a letto con me, ormai non più castamente come madre e figlio, ma come due porci, si scopava a più non posso.
La prima notte, che tornò mio padre, presi Piera con la figura della girandola, eravamo sdraiati l’uno di fronte all’altra, mamma avvicinava l’inguine a me, avvolgendo le gambe attorno al mio busto, le sue braccia erano distese dietro per sostenere il peso, con le gambe circondavo la vita di Piera, impugnavo le sue cosce spingendo delicatamente. In poco tempo, mamma esplose in un orgasmo, gridando a squarcia gola.
Alle due c’addormentammo, il mattino visto che mio padre era già uscito quando raggiunsi mamma nuda in cucina, pensai bene di possederla a pecorina.
La sera, a cena allungai il piede sotto il tavolo, incominciando a solleticare la vagina di mamma, per scaldarla per la notte, mamma incominciava a godere, ma faceva mille sforzi per non farsi accorgere da suo marito, quando la notte mi raggiunse a letto, mi disse:
“Sei matto a fare una cosa simile in presenza di tuo padre?”
“Perché non t’è piaciuto?”
“Certo, anche molto!”
“Bene adesso proviamo le forbici. Mettiti sdraiata supina sulla scrivania, con il bacino in corrispondenza del bordo, allunga le gambe verso l'alto. Io resto in piedi di fronte a te, ti tengo dalle caviglie penetrandoti. Nell'effettuare il movimento, continuo ad aprire e chiudere le tue gambe, come fossero proprio delle forbici”
Fece come le dissi, quella notte raggiunse l’apice del godimento, sveni perfino, quando si riprese disse:
“Se continui a farmi godere così, mi sa che sia meglio, che mi separi da tuo padre, così possiamo scopare tranquillamente in ogni momento”
“Si mamma fai così, ma ti voglio più troia!”
“Giorgio, più troia di così? Non so cosa possa esserci d’una madre che ha suo figlio come amante?”
“Beh per cominciare, ti voglio senza mutande in modo, che quando ho voglia, non deva perdere tempo a levartele, poi metti dei vestiti più consoni ad una bella puttanona come te”
“Amore tutto quello che vuoi, ma li devo comprare”
“Beh i soldi non ti mancano, comprati un po’ di minigonne e alcune gonne lunghe con spacchi, scarpe col tacco, stivali a metà coscia, non dimenticare calze e reggicalze”
“Come le vuoi le calze?”
“Per i colori fai tu, l’importante è che alcune siano a rete, alcune autoreggenti ed altre abbiano la cucitura posteriore!”
“Mi vuoi proprio vestire da troia!”
“Ma tu sei la mia troia!”
Così il giorno seguente fece la spesa, la mamma indossava quei capi solo in casa per me, la nostra storia proseguiva a ritmi serrati, poi nel 2006 a 40 anni mamma e papà si separarono.
La sera stessa, mi trasferii nel letto matrimoniale e dissi a mamma:
“Ora che sei la mia donna, voglio vederti con la patatina depilata”
“Amore vorresti farmi tu la barba alla patata?”
“Certo!”
Andai in bagno, presi la schiuma da barba, il rasoio quindi tornai a depilarle la patata.
Finita la depilazione ero talmente eccitato, che prima detti una bella ripassata con la lingua alla figa di mamma, poi decisi di trombarla alla missionaria.
Un pomeriggio mentre con Piera ci sollazzavamo, mi telefona Mario, chiedendomi se andavo con lui da Pinuccia per un panino, declinai la proposta, ma mamma, che era abbracciata a me sentì. Finita la telefonata mi fece una scenata di gelosia.
Riuscii a tranquillizzarla ed il mattino dopo, visto che aveva appuntamento con l’estetista, dopo averla accompagnata mi recai a casa di Mario.
Mi aprì sua madre Isabella, bella 43enne, bionda naturale, con dei seni da V, due gambe che erano una meraviglia.
“Mario dorme ancora, è rientrato stamattina alle cinque, pensavo foste insieme”
“No Isa, da quando la mamma se separata, preferisco passare del tempo con lei, sai non vorrei che le venisse la depressione”
“Giorgio sei proprio un bravo figlio, sei così sensibile, che saresti da sposare” disse.
“Isa ti stai proponendo?” risposi scherzando.
“Se non fossi sposata ci farei un pensierino! Adesso vado a svegliare quel lazzarone di mio figlio”
“Grazie! Ho proprio bisogno di parlargli”
Dopo 10 minuti, arrivò Mario esordì con:
“Ieri ti sei perso una scopata con Pinuccia, suo marito è in trasferta per una settimana, perciò lei è disponibile, se vuoi stasera ce la ripassiamo”
“Grazie Mario, ma sai mamma in questo periodo è giù di morale per la separazione, preferisco stare a casa, anzi volevo chiederti un favore”
“Dimmi Giorgio se posso volentieri”
“Quando mi telefoni, non nominare delle donne come ieri sera, se no vengo sommerso di domande”
“Ok santarellino, Piera non deve sapere quanto sei porco!”
“Già!”
Salutai Mario, in corridoio incontrai Isabella, la salutai con un bacio.
Passò circa un mese, una sera squilla il telefono, dall’altra parte c’è Mario disperato, perché suo padre è stato trasportato in ospedale, causa un infarto.
Vista l’amicizia tra le nostre famiglie, gli dico che lo raggiungo in ospedale, averto mamma, anche lei vuole stare vicino alla sua amica Isabella, perciò 40 minuti dopo, raggiungiamo l’ospedale, Gregorio è stato portato in terapia intensiva, nemmeno i famigliari possono entrare, mamma cerca di rincuorare Mario, io m’avvicino a Isa e prendendole una mano le dico:
“Isa se hai bisogno conta pure su me e mamma per qualsiasi cosa”
“Grazie siete sempre così cari nei nostri confronti” risponde.
“Per una bellissima signore come te è doveroso” dico cercando di farla sorridere.
Nel pomeriggio ci fanno sapere, che la situazione è grave, ma che possiamo tornare a casa, in caso di novità c’avvertono.
Mario e Isabella sono senza auto, essendo venuti con l’ambulanza, perciò li accompagniamo noi con la nostra vettura.
Mamma fa salire Isa davanti, così tirando giù lo schienale può stendersi e riposarsi nei 20 km, che ci separano da casa, lei si siede dietro con Mario.
Isabella si stende sul sedile come suggerito da mamma, quasi devono ricoverarmi in ospedale, quando la gonna è salita mostrando le cosce, m’è venuta un’erezione, che fossimo stati soli in caso di dissenso, l’avrei violentata, feci la strada velocemente per arrivare a casa e scopare mamma.
Una decina di giorni dopo Isabella comunicò a mia mamma il decesso del marito, purtroppo non ha retto ad un altro attacco.
Mario era sconvolto, Isabella a casa nostra con mamma, che la tranquillizzava, ho dovuto occupami del funerale.
Dopo la funzione, mamma obbligò Isabella e Mario a trasferirsi da noi, con mio rammarico, perché non c’era più intimità tra Piera e il sottoscritto.
Solo dopo un paio di mesi, Mario voleva uscire per cercare qualche avventura, Isabella voleva tornare a casa, ma mamma intervenne, proponendo a Isa di vendere la loro villa e stabilirsi da noi, a Mario propose d’avviare un’attività con me.
Vista la nostra amicizia sia Isabella che Mario accettarono, la cosa che mi dispiaceva di più, era il rapporto interrotto con mia madre, prima si scopava tutti i giorni, ora solo saltuariamente.
Un giorno dissi a mamma:
“Ho sempre voglia di trombarti, ma con Isabella in casa, la cosa è impossibile”
“Perché è una donna anche lei?”
“E con ciò?”
“Se ci provi sono convinta che te la dia”
“Mamma come sei volgare”
“Giorgio, lo so, che tu sei innamorato da sempre di Isa, provaci di lei non sono gelosa, l’ho invitata da noi per te”
“E noi?”
“Io per te ci sarò sempre, ma Isa è la donna per te, anche se più anziana è la tua donna, ne sono sicura”
La sera chiese a Mario se l’accompagnava al cinema, avuto risposta affermativa, mi lasciò solo con Isabella.
Isabella bella come un fiore, appena rimasti soli incominciò a piangere, pensando al marito defunto, l’abbracciai, cercai di consolarla dicendole:
“Isa sei ancora una bella donna, hai 43 anni, puoi trovare ancora una persona, che ti voglia bene e t’ami così d’avere un compagno per la vita”
“Dai Giorgio chi vuoi che pensi a una vedova, se ci pensa è per portarmi a letto, non mettere su famiglia”
“Su dai vedrai che tra qualche mese, troverai l’amore e di questo momento ci rideremo su”
“Si, si prendimi in giro, fra qualche anno tu e Mario vi sposerete e a me e Piera, non resterà che farci compagnia come due befane”
“Ma che belle befane sarete!”
“Giorgio finiscila! In questo momento non sono né d’umore per trovarmi un uomo, né per le tue battute sarcastiche”
“Certo Isabella, ma lascia, che ti dica un’ultima cosa, se non trovi un uomo che faccia per te, trovati un ragazzo giovane! Comunque questo l’ho detto seriamente!”
“Ah, ah, ah non trovo un uomo e vuoi che trovi un pivello! E poi magari, devo anche insegnarle a scopare, farle scuola e una volta svezzato, vedere che mi lascia per una pivellina! No grazie, preferisco stare da sola con tua madre”
La serata continuò coi pianti di Isa, quando mamma tornò, mi chiamò in disparte e mi chiese:
“Allora con Isa com’è andata?”
“Niente mamma, piange sempre, al massimo ho potuto abbracciarla! E tu hai sedotto Mario?” chiesi a mia volta scherzando.
“Sedotto no, ma al buio due o tre volte la sua mano s’è posata sulla mia gamba, ma niente più”
“Mamma, che ne pensi di Mario?”
“Che è un bravo ragazzo, anche bello, ma un po’ nel suo mondo”
“Come nel suo mondo?”
“Secondo me, se le metti un piatto d’ostriche e una figa, anche se ha fame sceglie la figa, deve maturare un po’, le servirebbe cominciare a lavorare seriamente, poi sarà un uomo perfetto”
“E puoi darle torto?”
“Dipende”
“Dipende da cosa?
“Dipende da chi è la donna!”
“Hai ragione mamma, io ad esempio tra le ostriche e te, sceglierei sempre te”
“Bravo! Allora a metà nottata vieni nella nostra camera, che ho voglia di rinverdire i nostri momenti a letto”
Quella notte in silenzio sgattaiolai da mamma, da quando Mario e Isabella abitavano con noi, io e Piera avevamo due stanze, fu una notte all’insegna del sesso.
La mattina quando c’alzammo avevamo uno sguardo stanco, che Isabella vedendoci disse:
“Se non foste mamma e figlio, si direbbe che stanotte ci avete dato dentro a fare l’amore!”
“Ma cosa vai a pensare!” rispose mamma.
“Figurati, se con tutti i problemi che ci sono, abbiamo tempo di peccare” dissi io.
Mario intervenne e cambiò discorso dicendo:
“Visto che cerchiamo lavoro, un mio amico m’ha detto che c’è un bar birreria a poca distanza da noi, che lo cedono in gestione, cosa dici Giorgio, vogliamo metterci in società”
“Quasi, quasi” risposi.
“No ragazzi se volete mettervi in società, il locale lo si acquista e lo faremo tutti quattro insieme” replicò duramente Piera.
“Come sarebbe tutti quattro?” chiese Mario.
“Tu e Giorgio volete un lavoro, ma sia io che Isa, abbiamo bisogno di distrarci, quindi cosa c’è di meglio di lavorare al bar” concluse mamma.
“Mario ti rendi conto di quel che hai combinato a dirlo davanti a loro, se incominciamo l’attività, dobbiamo sorbirci queste due tardone” replicai ironicamente.
“Ah adesso siamo tardone! Ieri mi dicevi di trovarmi un uomo o in alternativa un ragazzo, ora per voi siamo tardone” disse Isabella alquanto irata.
“Su non te la prendere Isa, lo sai che chi disprezza compra” disse mamma.
“Allora andiamo a vedere il locale belle signore?” domandò Mario.
“Si dai fra un’ora partiamo!” dissi.
“Io non vengo!” sibilò Isa.
“Ehi tardona tu vieni, anzi adesso ti vai a cambiare e truccarti che noi non vogliamo fare la figura dei gigolò, capito bella signora”
“Si!”
Una volta pronti dovemmo aspettare Piera e Isabella, ma quando si presentarono, ci lasciarono senza parole, mamma aveva una gonna lunga con spacco anteriore e posteriore, dove s’intravvedevano la vagina, il deretano, le calze nere di raso, una camicetta bianca dalla quale si notava la dotazione mammellare, con scarpe tacco 14, Isabella su suggerimento di mamma mise una minigonna azzurra, calze a rete rosse, una camicia blu notte, che lasciava intravvedere la V di seno, poi aveva calzato stivaletti al polpaccio, tutte due avevano un trucco leggero e sobrio, che esaltava la loro bellezza.
Quando mi ripresi da quella vista dissi:
“Chi dovete conquistare così eleganti?”
“Ma chi se non voi due” rispose mamma prendendo a braccetto Mario, io feci altrettanto con Isa.
Arrivati alla porta sussurrai all’ orecchio della mamma di Mario:
“Mi vuoi come tuo cavaliere?”
Sorrise, ma non rispose arrivati all’auto aprii, la porta anteriore destra e la feci accomodare, poi quella posteriore e feci accomodare anche Piera, quindi rivolgendomi a Mario dissi:
“Quando t’accompagni a una donna di classe, devi sempre aprirgli la porta”
Mario mi fulminò con lo sguardo, poi si sedette di fianco a mia mamma, io mi misi alla guida e partimmo, visionammo il locale, c’erano dei lavori da fare, perché era chiuso da quasi un anno, i titolari ci dissero le loro richieste per la vendita, mamma da commerciante le offrì meno di un terzo, poi disse:
“La vostra richiesta è troppo alta, avete la nostra controfferta se decidete entro cinque giorni concludiamo, se no acquistiamo un altro locale! Grazie arrivederci”
Ormai era mezzogiorno, ci fermammo a pranzare in un ristorante.
Due giorni dopo la nostra offerta era stata accettata, Isa era preoccupata aveva un po’ di soldi, ma fin che non vendeva la villa sia lei che Mario, non raggiungevano il loro 50%.
Intervenni io con la solita battuta cretina:
“Beh se non hai tutto il capitale, te lo anticipiamo io e mamma” parlai così, perché mamma all’atto della separazione non voleva restare sola ed i soldi avuti da mio padre aprì un conto corrente cointestato a tutti e due.
“Si, ma chissà quando la vendiamo!”
“Beh un alternativa ci sarebbe?” continuai.
“Quale?” intervenne Mario.
“Beh Isabella tu mi sposi e viviamo felici e contenti!” dissi sorridendo.
“Scemo! Solo ieri t’ho detto che non mi vogliono nemmeno i matusa e tu mi prendi per il culo” replicò Isa.
“Beh devo dire che hai proprio un bel culo!” conclusi.
Infuriata uscì dal salone, tornò nella sua camera, mamma mi fece segno se ero matto con un dito appoggiato alla tempia, poi tese la mano a Mario dicendole:
“E’ meglio che noi due si vada a fare un giro, lasciamo gli innamorati a sbrigarsela da soli. E tu Giorgio risolvi la situazione con Isabella, non voglio perdere un’amica, al limite mi va bene trovare una nuora” sentenziò mamma.
“E meglio per tutti fare come dice Piera!” concluse quel tonto di Mario.
Dopo dieci minuti andai a parlare con Isa, le spiegai, che la mia era una battuta, ma era anche una verità, che ero da sempre innamorato di lei, ma non avevo mai fatto e detto niente nel rispetto suo e del marito, poi non sapevo come avrebbe reagito e non volevo perdere l’amicizia di Mario.
Isabella confusa e anche con un po’ di vanità mi chiese:
“Giorgio davvero m’ami, non t’importa che tra noi ci sono più di vent’anni e addirittura ho tre anni più di Piera?”
“Non me ne importa niente, vorrei sposarti e vivere per sempre con te”
“E come la prederanno Piera e Mario?”
“Secondo me, se Mario si fa avanti, potremo fare due matrimoni, perché mamma ha sempre trovato Mario un bel ragazzo, l’ha definito un uomo perfetto se trova un lavoro e matura”
“Giorgio io ti voglio bene, ma non so se è amore, sono vedova da poco, mi lusinga e accetterei la tua proposta di matrimonio, ma vorrei mettere in chiaro alcune cose”
“Dimmi”
“Per incominciare teniamo per noi il fatto d’amarci, anche perché per sposarti vorrei passassero almeno due anni, per non dare adito alle malelingue, intanto viviamo sotto lo stesso tetto, poi cosa diremo a Piera?”
Ok Isa, allora consideriamoci fidanzati, in quanto a Piera, prima
d’uscire m’ha detto, preferisco avere una nuora che perdere un’amica. Piuttosto come reagirà tuo figlio?”
“Oh Mario è tanto caro, mi vuol così bene, che l’importante è che sia felice io!”
“Spero solo che mamma trovi in Mario o in qualcun altro l’amore”
“A proposito caro, vuoi dirmi come mai l’atra mattina tu e Piera sembravate sbattuti?”
“Te lo dico, perché non voglio, che ci siano segreti tra noi, ma non devi dirlo a nessuno”
“Te lo giuro!”
“Devi sapere, che da quando mamma s’è separata, perché papà aveva come amante la segretaria 25enne, lei soffriva un po’ di depressione, nel consolarla e finita che ci siamo trovati nel letto a fare l’amore e la cosa è continuata fino all’altra mattina”
“Cioè, tu e tua madre chiavate!”
“Si ma se la cosa ti fa ingelosire non capiterà più”
“No! Non devi smettere per me”
“Per me tu sei importante e non voglio perderti”
“Non mi perderai, magari Mario m’amasse come tu ami Piera”
L’abbracciai, la baciai sulle labbra, fu lei a spingere la lingua nella mia bocca, allungai una mano sulla sua coscia e dissi:
“Isa finalmente sei mia”
“Amore amami, ne ho tanto bisogno”
La presi per mano, la portai nella stanza matrimoniale degli ospiti, qui facemmo l’amore, ci perdemmo uno nelle braccia dell’altra, tanto che non sentimmo Piera e Mario rientrare, li incontrammo solamente il mattino dopo in cucina per colazione.
Isa ed io ci presentammo nudi, pensando d’essere soli, invece c’erano anche mamma e Mario, che all’unisono chiesero:
“Allora tutto risolto piccioncini?”
“Si è bello essere amati da un ragazzo come Giorgio” disse Isabella.
“Cosa avete deciso mamma?” chiese suo figlio.
“Facciamo passare due anni come fidanzati e poi ci sposiamo” rispose.
“Bene, però al mattino non venite in cucina come mamma vi ha fatto, sprizzando amore da tutti i pori, perché qui c’è gente, che non vive la vostra storia” concluse Mario.
“Hai ragione amore, non c’abbiamo pensato sai l’euforia del momento, vi chiedo scusa, Giorgio vieni a letto ho ancora voglia di te” disse gioiosa come una bambina.
“Ehi piccioncini, dopo dobbiamo parlare del locale, bisogna andare dal notaio per formare la società, poi stabilire i lavori da fare”
“Non è il caso d’andare dal notai per la nostra società” dissi.
“Come sarebbe a dire, non vuoi più che lavoriamo insieme” chiese Mario preoccupato.
“No non è il caso d’andare da un notaio, basterebbe che un porco come te quando ci sposiamo io e tua madre, sposasse Piera e la società è bell’è fatta”
“Già io sposerei una figa come tua madre. Ma secondo te lei mi vuole?”
“Chiedilo a lei e li a 50 cm da te” dissi.
“Certo che sposerei Mario, ma una cosa a cui non voglio rinunciare c’è” concluse.
“Scommettiamo che indovino?” intervenne Isa.
“Non credo proprio” replicò Piera.
“Si che indovino, dev’essere il segreto che c’è tra te e Giorgio, che lui m’ha rivelato”
“Cioè, fate capire anche a me?” interruppe Mario.
“Posso dirlo amore?” chiese rivolta a me.
“Si Isa”
“Piera tu non vuoi rinunciare a cavalcare con tuo figlio!”
“Già almeno una volta alla settimana, per questo se sposo Mario, devo essere libera di chiavare anche con Giorgio”
“In questo caso ho una proposta da fare!” disse timidamente Mario.
“Visto che noi quattro formiamo una bella famiglia, ognuno di noi può scopare con chi vuole, l’importante è non tradirci con estranei” sentenziò Mario.
“Io ci sto!” dissi.
“Anch’io” mi segui Isa.
“Se siamo tutti d’accordo per me va bene, ma si deve solo scopare tra noi” finì Piera.
Comprammo il bar birreria, lo restaurammo, ci lavorammo per i primi due anni tutti quattro, alla fine del 2008 Piera si sentì male, la portammo in ospedale, il medico ci comunicò che la signora era in stato interessante e non doveva stancarsi, perciò io in qualità di figlio chiesi se a marzo avrebbe potuto sposarsi o se era troppo faticoso.
Il medico disse che se era solo per presenziare al matrimonio si, ma non fare tutti i preparativi.
Mario era euforico, era riuscito a farci ricredere tutti, sotto la guida di mamma era maturato, ora addirittura stava per diventare padre, da quel momento trattava Piera come una dea, facendo ingelosire leggermente anche sua mamma.
Nei primi mesi del 2009 Isabella divenne taciturna, quando le chiesi:
“Sei preoccupata per le nozze’”
Scoppiò in un pianto, tanto che faticai a capire ciò che mi disse:
“Caro ormai ho quasi 46 anni e fra un po’ non sarò più fertile, anch’io voglio un bambino da te, proprio come Piera e Mario”
La consolai promettendole che c’avremmo provato ed ogni volta dopo aver fatto l’amore, mi faceva la solita domanda:
“Giorgio m’amerai anche se non riesco a darti un figlio”
“Certo cara”
Il giorno delle nozze, Piera si presentò col pancione, al momento dei nostri si dovemmo portarle una sedia, perché s’erano rotte le acque, nel mentre Isa svenne.
Pensavamo per la stanchezza o lo stress, ma il medico del 118 disse:
“Auguri signora. anche lei aspetta un figlio”
Nel 2009 il giorno dopo il matrimonio. Piera partorì un maschietto, mentre a dicembre fu Isa a partorire, lei addirittura due gemelli, un maschio e una femminuccia.
Adesso nel 2018 siamo una famiglia felice, con tre bambini che girano per casa, sia io che Mario d’accordo con le nostre due mamme mogli, abbiamo dato in gestione il bar birreria dal quale percepiamo un affitto importante.
Isabella è una splendida 53enne, molto curata che stravede per i suoi figli, compreso figlio-suocero e per suo marito.
Mario ama in modo pazzesco Piera, anche se due anni fa facendo dei controlli per la salute ha scoperto d’essere sterile dalla nascita e il figlio non è suo, ma mio.
Io sono un trentenne, che ha avuto tre figli dalle due donne, che amo più al mondo, cioè quelle due tardone, che mi hanno fatto innamorare, cioè mia mamma Piera, che ancora oggi a 50 anni a letto si dona completamente a me e la mia cara moglie Isabella.
Col passare degli anni non ha perso in bellezza, ma acquistato in porcaggine, tanto che dopo aver saputo, che il figlio di Piera è mio e non di suo figlio, m’ha chiesto il permesso di scopare una volta al mese con Mario.
Permesso accordato, tanto so che l’ha fatto solo per cementare la nostra famiglia allargata, perché in questi anni, m’ha dimostrato tutto il suo amore, visto che per lei io sono al primo posto e dice sempre:
“Il giorno che m’hai chiesto di sposarti, è il giorno che sono rinata e la mattina che per prima volta nudi abbiamo raggiunto mio figlio e tua madre in cucina, mi sono sentita la tua donna in tutto e per tutto.




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