La mamma e la sua amica d’infanzia mie amanti

Scritto da , il 2018-12-03, genere incesti

La mamma e la sua amica d’infanzia mie amanti 1

La mia storia inizia 4 anni fa, i protagonisti siamo tre, precisamente io Fabio ragazzo 25enne, non bello, ma atletico, pettorali scolpiti da molta
attività ginnica, alto 1.85, castano chiaro, mia mamma Elisa, 45 anni un bel viso solare, gambe snelle, seno prosperoso alta 1.78, tanta allegria e voglia di vivere, ultima persona partecipante alla storia Paola, amica di mamma fin dall’infanzia, 55 anni portati male, gambe tozze piene di cellulite, alta 1.55 capelli neri, seno gigantesco, sposata con un coglione.
Quattro anni fa io e la mia ragazza Marcella, una troia 30enne, ci siamo lasciati.
Convivevamo da un anno, quando lei s’è invaghita di un uomo di 50 anni, un piccolo industriale, che l’ha assunta come segretaria personale, facendone la sua amante, un pomeriggio rientrando a casa in anticipo dal lavoro, li ho trovati a letto nudi, con lei a pecorina che si faceva sodomizzare.
Non ho detto nulla, sono tornato in sala, sedendomi su una poltrona, poi quando hanno finito di scopare, Marcella m’ha raggiuto dicendomi:
“Mi spiace Fabio, ma mi sono innamorata di lui, con lui mi sento realizzata in tutto. Mi compra vestiti, gioielli, mi porta con lui nei suoi viaggi d’affari, mi scopa anche a casa sua con la moglie presente, pertanto me ne vado con lui”
La mia unica risposta fu:
“Marcella non è il caso che te ne vai, appena si sarà rivestito prendo le mie cose e vi lascio campo libero, ciao e non dispiacerti per me, sai quante puttane come te trovo”
Venti minuti dopo ero in auto, direzione casa dei miei, appena giunto chiesi a mamma se c’era posto per me.
Mamma mi chiese cosa fosse successo, le raccontai tutto, poi portai i miei bagagli nella stanza, che avevo occupato fino ad un anno prima.
Passarono due mesi, un giorno tornando a casa al fondo scale incontrai Paola, che era venuta a far visita a mamma, come sempre era orrenda, ma aveva non so che di puttanesco.
Era vestita da mignottone, calze a rete nere, stivali in pelle al ginocchio, una mini gonna, che lasciava scoperta gran parte della coscia, sopra indossava una camicia coi primi bottoni aperti in modo che il gigantesco seno strabordasse dal reggiseno, penso una misura più piccola.
Come al solito fu affettuosa con me, dovetti abbassarmi per baciarla sulla guancia come fosse una zia, il contatto del bacio e quello visivo mi fecero inconsciamente rizzare il cazzo.
Lei mi disse:
“Ho saputo da tua mamma, che non hai più la ragazza, avessi trent’anni di meno a te ci penserei io!”
“Se è per questo puoi pensarci anche adesso!” risposi.
“Si certo e mio marito dove lo metto! Ciao ci vediamo!”
“Ciao pensaci, io sono disponibile” dissi ridendo, quasi deridendola.
Salii le scale, raggiusi mamma, la salutai con un bacio sulla guancia, poi con non curanza dissi:
“Entrando ho incontrato Paola, è sempre vestita da donna fatale, m’ha detto, che avesse 30 anni di meno, penserebbe lei a me”
“Fabio, se t’interessa solo svuotarti i coglioni, la prossima settimana la invito qui e vedrai che se saprai farci, t’accontenterà”
“Mamma cosa dici, ti rendi conto che è un cesso?”
“Sarà un cesso come dici tu, ma se devi scaricare le palle è l’ideale!”
“Perché parli così della tua amica d’infanzia?”
“Beh è lei che si descrive come una mangiatrice di uomini, solo che gliene capitano pochi, penso inoltre che non le sia mai capitato un ragazzo, bello e prestante come te!”
“Mamma se devo essere sincero, Paola da come parla m’attrae molto, mi piacerebbe testare la sua porcaggine, mentre fisicamente mi demotiva”
“E tu usala, scopatela, sodomizzala, fatti succhiare il cazzo, nel mentre pensa a un’altra!”
“Ah, ah, ah mamma sei diabolica, comunque sono due mesi, che non scopo, ho una voglia matta di figa, che mi scoperei anche un’ottantenne”
“Allora fin che non trovi la donna per te, fatti la balena”
“Ok mamma, invita Paola per giovedì mattina, dille di fermarsi a pranzo, io mi prenderò un giorno di permesso, così d’avere del tempo per usufruire dei suoi servizi, mentre tu prepari pranzo me la porterò a letto”
“È bravo il mio stallone!”
“A proposito come mi consigli di fare per approcciarla?”
“Fabio queste sono cose, che un maschio deve sapere da sé, ma penso che se le arrivi alle spalle, mentre io preparo il caffè, e le fai sentire il tuo serpente su un a coscia, su un braccio non si tirerà indietro”
Io e mamma concordammo per invitare Paola il giovedì a pranzo, chiesi un permesso e aspettai con impazienza il giorno fatidico, il giovedì mattina alle otto, arrivò Paola, l’intravvidi dalla porta del salone, mentre mi recavo in bagno per una doccia.
S’era accomodata sul divano accavallando le gambe, potevo vedere che indossava delle calze autoreggenti rosse, delle scarpe décolleté col tacco penso 14, la solita minigonna inguinale, una camicia senza reggiseno sovrastata da una giacca che però non nascondeva nulla.
A quella vista il mio totem s’inturgidò, quasi cambiai idea della doccia, ma non volevo presentarmi, a lei puzzolente, perciò optai per una doccia rinfrescante, guardandomi bene dal toccarmi il cazzo.
Volevo che lui puzzasse, per farle sentire il profumo da uomo vero, perciò mi lavai tutto tralasciando il biscione.
Finita la doccia, mentre mamma era intenta a seguire il caffè, m’avvicinai alle spalle di Paola, che stava parlando con mamma, del suo argomento preferito, il cazzo.
Quando fui vicinissimo presi il cazzo in mano e con esso le strusciai la guancia, lei si bloccò di colpo, mamma si girò, vide che stavo introducendolo nella bocca di Paola, fece finta di niente.
Paola presa alla sprovvista, subito diede una leccatina, poi arretrò, sussurrando:
“Fabio cosa fai? Cosa ti sei messo in testa? C’è tua madre a pochi metri, se ci vede cosa dice?”
“Beh per cosa faccio, t’ho fatto assaggiare un cazzo giovane. In testa mi sono messo l’idea di scoparti e ti ho fatto sentire le misure del cazzo che ti sfonderà, per ultimo mamma non dirà proprio niente, le ho detto della proposta che m’hai fatto l’altro giorno in fondo alle scale”
“Si, ma io scherzavo, poi t’ho detto che se avessi 30 anni di meno avrei pensato io a te, ma caro ho 51 anni e tu 21”
“Senti troia, io sono un uomo e tu una donna, t’interessa il mio cazzo o no?”
“Certo che sei ben messo, non ho mai avuto un cazzo così a mia disposizione, m’interessa si, ma come faccio con mio marito?”
“E chi se ne frega di quel cornuto! Potremo iniziare una storia tra noi, una volta o due a settimana vieni qui, allarghi le gambe, io ti scopo, così torni a casa soddisfatta, tanto quel coglione, che hai per marito pensa che sei venuta a trovare la tua amica d’infanzia”
“Certo che dopo averlo assaggiato, sono tentata di mettere un cornino al mio maritino”
“Mamma, porto Paola in stanza a scopare, chiamaci quando il pranzo e pronto, lascia stare il caffè, la troia qui preferisce la crema”
“Va bene caro! Paola mi raccomando tratta bene il mio bambino!”
Paola non riuscì a rispondere, perché le misi le mie labbra sulle sue, introducendo la lingua nella sua cavità orale, nel mentre prendendola per la vita la portai nella stanza dei miei genitori.
Appena arrivati tolsi la giacca e la camicia di dosso a Paola, poi le scesi la minigonna, indossava il tanga che strappai dicendole:
“D’ora in poi, quando verrai a casa mia per farti scopare, non voglio che indossi reggiseni o mutandine, ti voglio sapere disponibile per il mio cazzo”
“Amore farò come vuoi! Un cazzo come il tuo, dev’essere venerato, ed io che sono così fortunata da poterlo usare, devo ubbidirti in modo che tu sia sempre soddisfatto e non cerchi soddisfazione da qualche sciacquetta”
“Adesso smettila di parlare, lavorami il cazzo, voglio che lo prepari, perché quando uscirai dalla porta, dovrai essere così soddisfatta da non vedere l’ora di essere nuovamente nel mio letto”
Mi spogliai velocemente, subito aprì la bocca e prese a leccare il cazzo, dopo un po’ lo fece sparire dentro, leccò, succhiò per 15 minuti, poi non c’è la feci più, sborrai tutto nella sua gola.
Restò soddisfatta, ma subito dopo aver ingoiato tutto, timorosa mi disse:
“Amore, io avrei voglia di scopare, te la senti ancora ho hai già dato tutto”
“Senti troione, allarga le gambe che te lo metto dentro a quella figa marcia”
“Fabio amore mio, mi pace sentire che m’insulti, tutto questo mi fa godere di più, mi sento una zoccola”
“Ma tu sei una zoccola, d’ora in poi devi essere la mia puttana”
“Ah, ah, ah, ah, godo come non ho mai goduto in 51 anni di vita, pensa che di cazzi ne avrò presi più di cento”
“Troia avrai preso degli stuzzicadenti, ora stai prendendo un cazzo nel vero senso della parola, ma toglimi una curiosità, quel cornuto che hai in casa come c’è l’ha?”
“Beh lui non è neanche la metà di te”
“Cioè è una sega! E gli altri cazzi che hai preso com’erano?”
“Erano leggermente più lunghi di quello di mio marito”
“Quando siamo insieme chiamalo cornuto, così me lo fai tirare di più, comunque mia bella porcona, adesso ti scopo per almeno un’ora, poi quando mamma ci verrà a chiamare per pranzo ti sborrerò dentro, tanto non rischi di restare incinta, poi dopo pranzo ti sfoderò anche il culo”
“No Fabio il culo no!”
“Ma come non vuoi che ti scopi il culo, chissà quanti ti hanno inculato, ora vuoi fare la ritrosa?”
“Fabio, vedi, sai, forse”
“Su dai puttana dimmi, non tergiversare”
Nel mentre mamma bussò per avvertirci che il pranzo era in tavola, allora dissi:
“Mamma due minuti farcisco per bene la figa di questo mignottone, poi arriviamo”
Diedi ancora due, tre pompate e allagai la figa di Paola, appena finito di sborrare la presi per mano, l’accompagnai a tavola tra le sue proteste.
“Fabio sono nuda, indosso solo le calze e le scarpe, mi vergogno a presentarmi così di fronte a Elisa”
“Beh se è per questo anch’io sono nudo, ma penso che mamma apprezzerà, poi non voglio perdere tempo, perché come t’ho detto dopo pranzo t’entrerò nel culo”
Nel mentre eravamo arrivati a tavola, mamma aveva sentito tutto ed intervenne:
“Figlio mio cerca di essere meno scurrile, poi in mia presenza potresti coprirti, ci fosse papà cosa direbbe?”
“Mamma dovresti apprezzare anche tu il mio cazzo, perché so che quello di tuo marito è molto più corto e meno grosso, mi sa che un giorno di questi ti conceda l’onore di provare cosa vuol dire farsi possedere da una proboscide”
“Screanzato, perché ti ho concesso di usare il mio letto con Paola, pensi che io sia una troia?”
“No mamma, tu non sei una troia, ma una donna, che non è mai stata soddisfatta da un vero uomo, comunque oggi non posso dicarmi a te, perché devo inculare questo troione della tua amica d’infanzia”
“Fabio, non voglio che m’inculi!”
“Va bene puttana, allora puoi rivestirti e arrivederci a mai più”
“Amore non puoi lasciarmi senza il tuo cazzo, dopo che ho provato una Ferrari del sesso, non posso ritornare a una Balilla”
“Troia se vuoi continuare in Ferrari, voglio il tuo culo e devi stare ai miei comandi d’ora in poi”
“Fabio non ti facevo cosi dominatore!” intervenne mamma.
“Ohi, ohi, diciamocelo pure, tanto siamo solo noi tre, tu mamma, muori dalla voglia d’assaggiare il mio cazzo, sei una bella donna, se esci puoi anche incontrare qualcuno che ti soddisfi, ma rischi di creare bisbigli, mentre con me non corri rischi, sei al sicuro, tuo marito non sospetterà mai, che hai un amante, perdipiù che il tuo amante sia suo figlio. Basta che scopiamo quando lui è fuori o nelle notti che lui è in trasferta. In quanto a te Paola, hai già ammesso, che il cazzo ti piace e a quanto ho visto il mio particolarmente, ma come donna sei una latrina, io ti sto usando come sborratoio, perché Marcella, la mia bella porcella, non è più disponibile, ma dopo averti provata per tutta la mattinata, ti farò diventare la mia seconda amante, però su alcune cose non transigo”
“Fabio mio, dimmi cosa devo fare per essere la tua seconda amante, ma prima toglimi una curiosità?”
“Ok porcona, qual è la tua curiosità?”
“Chi è la tua prima amante?”
“Che eri puttana l’avevo capito, ma che fossi tonta no! La mia prima amante da domani sarà Elisa”
“Ma sei matto Fabio!” protestò mamma.
“No cara, domani tuo marito parte per 10 giorni e appena lui uscirà dalla porta, ti raggiungerò nel tuo letto, ti leccherò la figa fino a quando orgasmerai, dopodiché ti ficcherò questo cazzo in figa e ti scoperò fino a notte fonda, sarai tu a dirmi basta, a quel punto non potrai più farne a meno”
“Figlio mio, non pensarci nemmeno, se ci provi ti denuncerò!”
“Ok ne parliamo quando tuo marito sarà partito, in quanto a te Paola, mettiti con le tette appoggiate al tavolo, allarga bene le chiappe che t’inculo”
“No Fabio, sono vergine nel deretano”
“Meglio bagascione, è ora che qualcuno ti svergini il mappamondo”
“Mamma tienila ferma, appoggia il tuo peso sulla schiena di questa porca, nel mentre io entro nel buco col cazzo”
Elisa fece ciò che le dissi, allargai le chiappone di Paola, con un colpo solo entrai nel suo culo, non usai nessun lubrificante, volevo che capisse che era mia, solo mia, apparteneva a me e a nessun altro.
Gridò come un’ossessa, continuai a chiavarla fin quando le sue urla di dolore si trasformarono, in grida di piacere.
Incominciai a sodomizzare Paola alle 13:20, finii che erano 15:30.
Quando finii Paola mi ringraziò, perché non aveva mai goduto tanto in vita sua, presi la palla al balzo e le dissi:
“Allora Paola, vuoi diventare il mio sborratoio, venire qui una o due volte a settimana e subire tutto questo?”
“Si che lo voglio, non voglio certo rinunciare a tanto godimento”
“Bene, allora devi solo eseguire alcuni ordini, fin che li eseguirai, io sarò il tuo piacere, se però m’accorgo, che non hai eseguito le mie istruzioni, tutto finisce”
“OK amore dimmi cosa vuoi”
“Le mie regole sono le seguenti:
1 Non devi più indossare mutandine.
2 Non devi più indossare reggiseni.
3 Devi indossare solo minigonne inguinali.
4 Devi indossare solo calze autoreggenti colorate.
5 Devi sfoltire i peli della figa.
6 Non devi più darla al cornuto.
7 Non devi darla a nessuno se non solo io a ordinartelo.
8 Voglio che quando te lo ordino tu sia disponibile a leccare o farti leccare la figa, anche da una donna.
9 Devi essere sempre disponibile, se mi viene voglia di sborrare di notte, corri subito da me, quando il cornuto non c’è, vengo a scoparti nel suo letto.
10 Ti farò marchiare, chiunque dovrà sapere, che la tua figa e il tuo culo sono mia proprietà.
Se sei d’accordo in settimana stipuleremo un contratto firmato da tutti noi”
“Amore farò ciò che vuoi, ma ci sono cose, che non so come eseguirle”
“Spiegati?”
“Non indossare mutandine e reggiseni, indossare minigonne inguinali e calze autoreggenti, sfoltire i peli della figa non ho problemi, ma come faccio a non più dargliela al cornuto? In quanto non più darla a nessuno non è un problema, ne trovavo ben pochi che mi volessero. Per quanto riguarda avere rapporti con un’altra donna sarò ben lieta di averli, ma correre da te di notte, sarà ben difficile come per la marchiatura”
“Troia facciamo così, sabato, quel cornuto di mio padre sarà a Pechino per lavoro, noi quattro andremo a cena, vedrai che si risolverà tutto con quel mini dotato di tuo marito”
“Fabio, non puoi dare del cornuto a tuo padre, io non l’ho mai tradito” disse mamma.
“Finora! Finora, ma vedrai che sabato, avrà anche lui un bel paio di corna, che si ripeteranno quotidianamente mamma!”
“Scemo!”
“Domani sera, cara mamma ti sborrerò tanto nell’utero che ti renderò gravida, se non subito per il suo ritorno”
“Ti puoi scordare, sia di scoparmi che d’ingravidarmi, accontentati di Paola”
Comunque, prima che Paola ritornasse a casa, mentre era ancora nuda le feci un bel succhiotto sulle chiappone, poi non contento le schiaffeggiai il culo facendolo arrossire, infine le dissi:
“Ora brutta porca, ti puoi rivestire e tornare dal cornutone!”
Si rivestì e uscì di casa, a metà scalea incontrò mio padre, lo salutò con un bacio sulla guancia, poi tornò dal marito.

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