Storia d'amore e di passione 4 - Mio figlio, il suo sapore

Scritto da , il 2018-08-07, genere incesti

Ero turbata e preoccupata al tempo stesso.

Sono certa che ciò che era accaduto,doveva accadere ne ero certa.

Io non sono fatalista ma quello che era successo così inaspettatamente era forse ciò che da qualche tempo avevo dentro di me e che non riuscivo a capire.

Improvvisamente insieme agli zampilli che caldi e potenti spruzzavano dal suo glande,avevo sentito che qualcosa usciva anche da me e non mi riferisco agli umori che mi irroravano la vagina.

Era qualcosa di più importante,qualcosa che si celava segreta nel mio profondo e che improvvisamente era esplosa liberandomi da un misterioso e inquietante peso.

Sono bastati degli ansimi di mio figlio,la contrazione della sua verga tra le mie dita,l'intenso afrore di maschio nelle mie narici,ed i caldi e cremosi fiotti sulla mia mano per liberarmi da un'ansia che mi mordeva dentro come un senso di colpa.

Ma quale colpa poteva essere coltivare in segreto una passione per mio figlio di cui io stessa ignoravo l'esistenza pur percependone i sintomi.

Quello che era successo subito dopo mi aveva lasciata interdetta.

D'un tratto mio figlio come destandosi di scatto da un sogno,aveva mutato espressione e con gli occhi dilatati e carichi di un misto di stupore,dolcezza e tracimante virilità,mi aveva afferrato il viso e mi aveva baciata con una passione violenta e voluttuosa.

Le sue mani fisse al mio volto mi stringevano a se dolorosamente mentre la sua lingua come impazzita roteava nella mia bocca in cerca di qualcosa che pareva sfuggirgli.

Poi,con la stessa rapidità con la quale mi aveva stuprato la bocca,si era alzato ed era sparito in camera sua.

Io ero rimasta per un po' se seduta su quella sedia accanto a mio marito nel momento in cui al liceo gli avevo fatto la prima sega in classe.

Di quel ricordo avevo ancora tra le dita appiccicose i residui del suo sperma mentre alcune gocce luccicavano ancora sul pavimento.

Certo non avrei mai potuto lasciarle li col rischio che la prof. o qualche compagno di classe potesse vederle.

Mi sono inginocchiata per ripulire tutto con la lingua e nel sollevarmi avevo scoperto che mio marito,mio figlio e tutti i ragazzi della classe avevano osservato divertiti tutta la scena.

Una vampata di calore aveva avvolto il mio viso per la vergogna.

"Devo essere impazzita" mi sono detta tra me e me mentre radiosa per quello che era successo,avevo scacciato quelle inquietanti presenze e felice ed eccitata ero corsa a rinchiudermi nella mia stanza per masturbarmi prima dell'arrivo di mio marito.

Quella sera mio figlio era uscito prima che rientrasse suo padre senza neanche dirmi una parola.

C'era da capirlo,anch'io forse al suo posto avrei fatto lo stesso e d'altra parte,mentre usciva io stessa non avevo avuto la forza di dirgli niente.

Ero eccitata,innamorata!

Sentivo già in quel preciso momento che da quel giorno avrei avuto due maschi in casa tutti per me ed io sarei stata la loro unica femmina o quantomeno la preferita.

Al suo rientro Marco mi aveva trovata nella mise,nel trucco,nel profumo e nell'inconfondibile luccicore degli occhi,eccitata e pronta per fare l'amore.

Non era una situazione nuova per lui da sempre abituato che ogni iniziativa in fatto di sesso partiva da me e dunque,anche in quella circostanza si era docilmente lasciato spogliare facendo il suo dovere a letto in modo sublime come gli avevo insegnato a fare.

Io non so come siano i mariti o i maschi delle altre donne so però,che mio marito usa le mani e la lingua in modo meraviglioso e quando mi prende,mi fa sempre sentire pieno di se accompagnandomi ai più alti vertici del godimento.

Quella sera vi era però qualcosa in più!

Vi era qualcuno tra noi che prendeva il suo posto e mentre mi leccava sentivo la lingua di mio figlio,mentre lo succhiavo sentivo il giovane turgore della verga di mio figlio ed il profumo del suo sperma che ancora saturava le mie narici.

E quando spingeva dentro di me sentivo il giovanile turgore di un torello forse immaturo ma potente e vigoroso.

Dopo la scopata,mi aveva invitata a cena fuori e per ringraziarmi dell'inaspettato "regalo",mi aveva portato nel romantico ristorantino dei nostri momenti più belli.

Quando siamo rientrati mio figlio era già nella sua camera.

Senza che neanche mio marito se lo aspettasse,a letto gli sono scivolata tra le cosce e dopo avergli risvegliato la bestia,mi ci sono impalata sopra ed avevo cominciato a chiavarmelo rumorosamente:

-Shhhhhhh...non gridare che Sandro ti potrebbe sentire....-

Mi aveva bisbigliato mettendomi una mano sulla bocca.

-Amore....nessuno ci può sentire,Sandro è uscito e rientrerà tardi.-

Gli avevo risposto mentendo mentre avevo ripreso a cavalcarlo con più lena ed a gridare ancora più forte.

Volevo che i miei ansimi di piacere si conficcassero negli orecchi di mio figlio per ricordargli che quello per me e per lui era una giornata speciale da non dimenticare mai.

L'urlo del mio piacere nel momento dell'orgasmo era rintonato nella stanza ed in tutta la casa potente come un grido d'amore ed una richiesta d'attenzione.

Come era successo con mio marito,per una settimana della questione non ne avevamo mai parlato e l'occasione si era ripresentato il giorno in cui aveva bisogno di alcuni chiarimenti sulla "Geometria differenziale"

-Amore lo so che quello che è successo ti ha turbato.

Ti chiedo scusa se ti ho offeso e ti prometto che non accadrà mai più.-

Gli avevo detto stringendogli una mano mentre lo guardavo negli occhi seduta accanto a lui.

-Ma no....mamma...cosa vai dicendo...non mi hai offeso affatto è che.......-

Il suo tono incerto e la voce tremula tradivano una confusione dalla quale lui stesso non riusciva a districarsi.

-Amore lo so...ti capisco....sei confuso e sei combattuto da tutti i conformismi nei quali siamo tutti immersi.

Io sono la tua mamma Sandro.

Conosco la tua timidezza e so che non va bene per affrontare questo mondo e le ragazze.

Lascia che ti aiuti.

Amore mio.....aiutiamoci....-

Mentre gli parlavo mi ascoltava in silenzio ed annuiva con lentissimi cenni del capo.

Ho avvicinato la bocca alla sua e mentre la mia lingua cercava una risposta tra le sue labbra socchiuse,gli avevo poggiato la mano sull'inguine sentendo sotto le dita la sua erezione.

-Lasciati andare amore.....lascia che faccia tutto la tua mamma.-

Gli avevo sussurrato mentre ancora percepivo il suo alito caldo ed il suo respiro pesante sulle mia labbra ancora accostate alle sue.

Erano quasi le stesse parole che avevo detto a suo padre la prima volta.

Tenendolo stretto per le mani che sentivo tremolanti,mi sono inginocchiata davanti a lui e dopo avergli estratto il cazzo,l'ho leccato,l'ho succhiato e gli ho fatto il suo primo pompino sino a sentirmelo sciogliere in bocca con un grido strozzato.

Che meraviglia!

Ho tenuto il suo membro in bocca sino a che non diventasse molle e nel frattempo,mi gustavo il profumo ed il sapore della sua abbondante sborrata.


segue


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