Erotici Racconti

Giovanna 9 La storia continua

Scritto da , il 2018-05-17, genere tradimenti

Sono al centro commerciale che mi aggiro alla ricerca di quanto mia moglie mi ha chiesto di acquistare, improvvisamente mi trovo davanti agli occhi un magnifico culo rotondo e sodo alla apparenza, fasciato da una gonna,di tessuto leggero tipo maglina, aderente bianca quasi trasparente,che si insinua nella piega tra i glutei e fa vedere Delle mutandine minuscole, sopra una maglietta blu, che lascia intravedere il gancio di un reggiseno sottile.Una vista arrapante, tanto che mi accorgo di avere una erezione che fatico a nascondere, mi sistemo alla meglio per mascherarla, quando quella creatura eccitante si gira per guardare qualcosa su uno scaffale del negozio in cui ci troviamo, il volto di Giovanna mi appare improvvisamente davanti, appena mi vede sgrana gli occhi e mi dice, che ci fai qui. Probabilmente quello che fai tu: acquisti, visto dove siamo. I suoi occhi corrono al mio inguine e lei sbotta, porco, mi guardavi il culo e ti sei eccitato senza neanche sapere che ero io. Non posso negare l'evidenza e questa volta il mio sguardo dalla minigonna al suo prosperoso seno che spinge contro la maglietta e lascia indovinare i capezzoli che stanno indurendosi, diventando evidenti anche se coperti dal reggiseno. Sono più di 20 giorni che non ci vediamo e restiamo a guardarci senza dire una parola. La vista dei suoi capezzoli, anche se mascherati da reggiseno e maglietta, aumentano la mia erezione che cerco di coprire con il pacchetto di acquisti che ho in mano. Lei però se ne accorge e, prendendomi per mano, dice, vieni con me.
Mi porta in un grande negozio di vestiti, per uomini donne e bambini che sembra non finire mai, si dirige in fondo ad esso ed io la seguo perplesso. Aspetta qui dice e si infila in un camerino, esce dopo solo due minuti e non posso non notare che non ha più il reggiseno, i capezzoli non più coperti da questo, spingono contro la maglietta tanto da farla sembrare quasi nuda. Mi si accosta appoggiandosi a me è mi fa sentire, attraverso la leggera camicia di cotone che indosso, la loro consistenza, sembrano due nocciole che si strofinano contro il mio torace. Non posso fare a meno di appoggiare una mano sul suo sedere e con mia grande sorpresa mi accorgo che non ha più nemmeno le mutande. Continuo nella esplorazione di questo magnifico culo stringendola a me e facendole sentire la consistenza della mia erezione. Io sono sola mormora, tua moglie è qua?
No sono solo anch'io. Il negozio è enorme, e siamo in un posto relativamente appartato. Da un'occhiata in giro e non vedendo nessuno vicino a noi, si struscia contro di me premendo il bacino contro il mio pube per meglio sentire la mia erezione. La mia mano scende quel tanto da infilarsi sotto la gonna e risale sino palparle il culo nudo. Le mie dita scorrono lungo il solco che separa le natiche e su insinuano sino a raggiungere la rosellina calda dove appoggio l'indice e ( sembrerà strano) la rosellina pulsa come se volesse invitarmi a violare quell'ingresso, mi sento stringere il polpastrello come se me lo baciasse, premo piano e la prima falange entra, l'interno è caldissimo, sembra scottare, Giovanna geme con la bocca schiacciata sulla mia spalla. Entra di più, sospira, ma siamo in un posto pubblico ci possono vedere, replico io. Alza lo sguardo, gli occhi mi guardano bramosi, questo mi eccita da morire mormora.
Spingo di più il dito ma La posizione in cui siamo, uno di fronte all'altra,non mi consente di andare oltre la seconda falange. Lei si accorge di questo è improvvisamente si gira finge di cercare qualcosa tra gli indumenti di uno scaffale piegandosi leggermente in avanti, tirandosi leggermente su la gonna sino a che l'inizio dei glutei non fa capolino sotto di essa, dai prova ora. Affondo il dito spingendolo fino in fondo, lei mi viene incontro col sedere ed il dito affonda tre, quattro volte sempre più dentro. Ancora geme, ancora, spingi di più. Io l'accontento, ma lei non sembra ancora soddisfatta. Seguimi mi dice, entra in un camerino di prova ed io la seguo, chiude il lucchetto si gira e mi guarda, si alza la maglietta sopra i seni, i capezzoli sporgono come nocciole sopra le areole rosa, mi chiamo a baciarlo, con la lingua ci giro intorno stimolandoli ulteriormente, poi cominciò a succhiarli con vigore, come un bimbo affamato, succhio con forza, le faccio sentire i denti, li addento, prima l'uno, poi l'altro tirandoli con forza, lei geme, ci potrebbero sentire, ma sembra non importargliene, mordimi più forte implora, l'accontento, la mia erezione è sempre più pronunciata. Dopo qualche minuto, si lascia scivolare in ginocchio, mi apre la zip mi abbassa i boxer e il mio pene in tiro le sbatte sul volto, mi guarda dal basso mi prende in mano, mi scappella, comincia a leccarmi il frenulo e le prime gocce di secrezione che fuoriescono dal meato uretrale, fa girare la lingua intorno alla cappella eccitandomi sempre di più, infine comincia a farselo entrare in bocca, il caldo umido della sua bocca si fa sentire, serra le labbra intorno alla cappella mi fa sedere sulla piccola panca all' interno del camerino, ora l'altezza è quella giusta. Stringe ancora le labbra e comincia un su e giù che mi manda in estasi.
Adesso sono io che comincio a gemere, cerco di soffocare i gemiti con grande difficoltà. Continua a pomparmi per almeno dieci minuti, sto quasi per cedere, lei se ne accorge e si ferma subito stringendomi il pene alla base. No puoi ancora venire mi ordina, mi devi prima sfondare davanti e dietro. Si alza, mi volge le spalle, impugna la mia asta inalberata se la punta fra le labbra della fica e mi si siede in grembo prendendomi tutto dentro sino a che il suo sedere è a contatto con i peli del mio pube.
Rimane immobile seduta di di me, ma i suoi muscoli interni cominciano a stringersi sul mio arnese, producendosi in un massaggio delizioso. Comincia a muoversi su e giù, si alza sin quasi a farlo uscire tutto e poi si lascia andare di colpo piantandoselo fino in fondo. Dapprima il movimento ha un ritmo lento, e sento il contatto della bocca dell'utero sulla punta del mio cazzo. Aahhhh, lo sento fino alla pancia geme, il suo movimento accelera il ritmo si fa incalzante le sue cosce sbattendo contro le mie fanno il rumore di una pacca sul culo. Sono al limite, l'avverto, subito si alza si inginocchia imboccandomi e dopo solo un paio di su e giù, esplodono nella sua bocca, ingoia tutto senza lasciarsene sfuggire una sola goccia.
Dopo uno o due minuti nei quali mi tiene stretto tra le sue labbra, ricomincia a muovere la testa e riprende un meraviglioso pompino sino a che tieni duro come l'acciaio. Mi guarda soddisfatta e dice, adesso devi spaccarmi il culo mi fa alzare, si inginocchia sulla panca, in quel momento nel camerino accanto entra qualcuno. Mi guarda con occhio lascivo, dammi il fazzoletto, sa che non rinuncio mai aiiei fazzoletti di cotone grandi e morbidi. Lo prende in mano lo arrotola, per non farmi sentire sussurra e se lo mette in bocca, si piega in avanti e mi fa cenno di procedere. Frattanto nel camerino accanto si sentono rumori che chiaramente indicano che qualcuno si sta spogliando. La nostra eccitazione sale, il timore di essere scoperti sembra suscitare in noi emozioni e pulsioni che accrescono il nostro piacere.
Punto il mio cazzo nel suo culo e comincio a spingere, dopo venti giorni che non è usato il suo sfintere si è ristretto, e stenta ad aprirsi, riaffondo nella sua fica per lubrificarlo meglio e riprendo a spingere sull'ano, comincia a cedere ma sempre con difficoltà, improvvisamente lei da un colpo indietro, l'ano si apre, entro per metà. Istintivamente si ritrae per il dolore chi si è autoinflitta facendosi penetrare di colpo e non lentamente come sarebbe stato opportuno visto il luogo dove ci troviamo. Sono dentro solo con la cappella, mi sento serrare dal suo sfintere che mi stringe sin quasi a farmi male. L'afferro per i fianchi e spingo il mio bacino in avanti, lo sfintere è talmente serrato che mi impedisce di entrare ulteriormente, mi muovo lentamente oscillando ma lei mi asseconda per cui l'anello che mi serra la cappella si muove con me all'unisono impedendo qualsiasi scorrimento. L'agguato con più forza senza riuscire a entrare più a fondo, mmmmhhhhh, aiahhhh, mormora attraverso il fazzoletto che stringe fra i denti. Lascio i fianchi mi adagio su di lei porto le mani ai seni che comincio palpeggiare stringendo i capezzoli sino a provocarle dolore,
stranamente il dolore ai capezzoli determina un allentarsi del suo sfintere, ne approfitto subito per una spinta vigorosa, entro di nuovo per metà e con una successiva spinta il mio pube si incolla al suo sedere. Rimango immobile, tutto dentro. Volge lo sguardo verso di me e vedo due lacrime rigarle il volto, devo averle fatto veramente male.
Vuoi che esca? Chiedo, scuote la testa e comincia a muoversi col culo venendomi incontro, comincio il mio avanti e indietro, e il mio arnese scorre dentro il suo sfintere.
Mi Muovo dapprima lentamente, poi sempre più velocemente. Sino a che le contrazioni ritmiche del suo ano mi fanno capite che sta godendo, il suo orgasmo dura moltissimo,ormai sono al limite, con una serie di poderosi colpi che fanno tremare il camerino esplodono in un poderoso orgasmo. Nel camerino accanto si sente un tramestio. Mi ricompongo ed esco senza farmi vedere e girato l'angolo mi trovo davanti mia moglie, che ci fai qui dico meravigliato, ho deciso di raghiungerti, perché ho dimenticato di dirti di altre cose da prendere e all'interno del negozio non c'è, come sai, campo. Ma con sguardo complice non ci crederai mai dice ma nel camerino qui accanto ci sono due che stanno scopando come dannati, e da quello che ho potuto sentire sembrava che la stesse inculando.
Ma dai non dire sciocchezze chi vuoi che scopi in un camerino di un centro commerciale, rischiando di essere scoperti, visto che probabilmente dovrebbero essere una coppia non legale. Mah, sarà come dici tu, ma secondo me se la stava inculando.
Continua...

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