Erotici Racconti

Vicini di casa

Scritto da , il 2018-02-12, genere dominazione

I VICINI DI CASA
CAPITOLO 1.
Giorgio e Anna, due coniugi sposati da poco, 40 anni lui, 30 anni lei. Lunghissimo fidanzamento, lei proveniente da una famiglia rigida, istruita secondo un educazione cattolica, provinciale, data in findanzata a Giorgio tramite le famiglie. Lui Giorgio lavoratore ma con idee perverse, dopo quaclhe anno di matrimonio non era riuscito a fare molto con la moglie troppo tesa e lui non molto esperto, per questo aveva iniziato a navigare ed era diventato un assiduo visitatore di siti erotici e fantasticava spesso di vedere la giovane mogliettina disinibita che inanzitutto canbiasse modo di vestire con capi molto provocanti e intimo molto striminzito il contrario di come vestisse in quel momento. Si era eccitato molto nel vedere spose, piu’ o meno mature brave madri di famiglia molto pudibonde trasformate in troie e schiave del sesso. L’idea di trasformare la moglie in una schiava del sesso lo eccitava. Vederla umiliata e usata, ma lui da solo non ne aveva la forza, sapeva essere autoritario visto che lei era molto mite, ma al momento di prenderla con rudezza se lei supplicava e si ritraeva, non reggeva e gli si ammosciava. Doveva trovare una soluzione. Inizio’ a cercare qualcuno che l’aiutasse ma non sapeva dove. Anche le ricerche su internet erano deludenti, si molti volevano foto della moglie, ma poi abitavano lontanissimi, non era una cosa realizzabile. Come fare e la prima cosa era farle cambiare abbigliamento. Acquisto’ su internet un po’ di cose, un paio di vestitini sexi, calze a rete con reggicalze, ma come fare perchè la moglie non si accorgesse di tutti questi arrivi postali. E allora chiese aiuto al vicino. Elio un contadino vedovo sessantenne, con due figli adulti e scapoli di circa 40 anni. Uno 38 e l’altro 36,, erano persone un po’ rozze, ma con Giorgio Elio andava d’accordo, loro avevano i campi lavoravano la terra, una stalla con un po’ di animali mucche da latte, maiali. Ogni tanto il vecchio Elio gli regalava anche qualche salame, e qualche bottiglia di buon vino. Insomma era in buoni rapporti con il vecchio. Con i figli non si vedevano molto, loro andavano in paese stavano in osteria a giocare a carte e rientravano. Non avevano una gran vita sociale. Elio non usciva, da quando la moglie era deceduta non aveva gran voglia di fare granchè di vita sociale. Chiese anche a Giorgio se sua moglie sarebbe stata disposta ogni tanto a fare le pulizie da loro. E infatti a Elio chiese di far arrivare dei pacchi da lui. Per non insospettire la moglie. Elio seppe farsi dire di cosa si trattava e sorrise sapendo che si trattava di oggetti sexi. E disse: Ma Giorgio quella santarellina pensi di riuscire a farglieli indossare?
Giorgio era imbarazzato, ma siccome oramai erano un po’ complici disse: sai lei è docile per natura, penso che piano piano potrei riuscire ...
Mah rispose il vecchio ho dei dubbi su questo, ci vorrebbe uno shock un impatto da farle girare la testa... non credo ci riuscirai. Magari ti aiuto io se vuoi...

La moglie:
Anna, capelli neri, un viso carino, molto magra ma con un 3 misura abbondante di seno a pera,e una passera molto pronunciata con le labbra molto grandi e sporgenti anche quella coperta da mutande di cotone bianco alte in vita cosidette da nonna, che la coprivano conpletamente con tutto il cespuglio nero di peli un culetto non grosso ma sodo e con natiche belle tonde. Che non si vedeva perchè usava abiti sempre ampi e sformati.
Lui la voleva completamente trasformare.
Fantasticava spesso di vederla sotomessa dai suoi vicini. Ed ora ne aveva l’opportunità. Elio in pratica si offriva di aiutarlo, non osava credere di essere ad un passo dall’averarsi dei suoi desideri.

Il mio lavoro mi portava spesse volte ad essere lontano da casa per parecchi giorni,invece mia moglie accudiva la casa dato la mia buona posizione economica.
Elio mi disse andiamo, facciamo due passi. Facemmo una passeggiata per i campi iniziai ha parlare con lui di lavoro e che ero spesso assente, e mi era difficile gestire la situazione non essendo presente costantemente.
Ad un certo punto si scosto gli scappava da pisciare si volto per farlo ed io buttai l’ occhio quando apri la cerniera rimasi di stucco tiro fuori un cazzo che da moscio era molto grosso ma quello che mi stupi era la dimensione della capella che senbrava un mandarino.
Continuammo ha parlare e lui disse hai visto che sberla. Se mi lasci veramente fare a me te la addestro io la mogliettina. Facciamo cosi, tu mi inviti a cena, e io me la lavoro. E lo invitai a cena per la settimana successiva.
Al mio rientro a casa avvisai mia moglie ma lei non ne fu entusiasta perchè a lei disgustavano quelle persone ma essendo di carattere molto remissivo alla mia insistenza aconsentì. Le dissi che sarebbe gentile se si desse una sistemata, nei rapporti con il vicinato che devono essere buoni, sarebbe stato scortese non vestirsi adeguatamente. E l’indomani che era sabato la porto’ ad acquistare un vestito decoroso non molto esageratamente sexi per la prima volta ma comunque un vestito senza maniche con gonna sopra al ginocchio color nero, che la fasciava bene. Ovviamente la convinse dopo averlo indossato che non poteva mettere quei mutandoni, si sarebbe visto il segno e anche la commessa del negozio le disse che era antiestetico. Le procuro’ dei perizomi da mettere sotto molto meno visibili. Alla sera andammo a letto e facemmo l’amore ero molto eccitato all’idea del giorno della cena, che venni in breve tenpo. Poi dopo esserci ripuliti ci coricammo fianco a fianco, ed io iniziai a parlare della cena della settimana sucessiva cercando di raggirarla con le parole arrivando al punto che le dissi che la volevo vestita elegante e ben truccata lei cerco di accanpare scuse in base al fatto che non era abituata. La interruppi e le dissi che doveva iniziare a essere una brava moglie che asseconda un po’ il marito e che il vestito è bello ed elegante, e lei remissivamento disse mettero quello che vuoi se ti rende felice amore.
Il fatto che mi disse che avrebbe messo quello che volevo, mi elettrizzo’ a quel punto decisi che se arrivava il pacco l’avrrei fatta vestire con quelli anzichè con quello acquistato quel giorno. Ero ansioso di arrivare al sabato successivo.

CAPITOLO 2. LA CENA
Giorgio aspettava con impazienza che la settimana finisse. Lui sarebbe arrivato il venerdi sera, sperava di avere il tempo di preparare tutto, e non solo, se il pacco fosse arrivato con tutto quello che aveva ordinato, doveva appena arrivato anzi prima di rientrare passare da Elio per verificare che il passo fosse arrivato visto che lo aveva fatto recapitare al suo vicino.
Cosi decisi che alla cena avrebbe indossato quell’abbigliamnento, microperizoma e vestito molto corto atillatissimo con anpia scollatura davanti.
Il sabato sera, lo presi e verso sera lo riposi sul letto , poco dopo lei sali per prepararsi e rimase basita da quegli straccetti che vide sul letto.
Mi chiamo’ visibilmente alterata inveendo contro di me e dicendo che non avrebbe mai messo quelle cose, ma imediatamente intervenni con fermezza e lei si azziti subito abassando lo sguardo io ribattei metterai questo e sbrigati che sta arrivando e uscii dalla porta.
Mentre scendevo le scale suono’ il canpanello andai ad aprire il vicino aveva una bottiglia di vino in mano mi fece un sorriso e ci salutammo
Lo invitai ad entrare e dopo quattro chiacchiere mi disse senza tanti scrupoli a tavola mi siedo vicino a lei, e allunghero le mani spesso e volentieri per tastare la merce, ormai ero deciso e gli dissi che aveva campo libero da quel momento.
Mi assentai un attimo per controllare se mia moglie era pronta salii le scale aprii la porta del bagno e rimasi senza fiato era truccata molto bene ma quello che mi fece strabuzzare gli occhi era il vestito molto corto, l’ampia scollatura lasciava scoperto più di metà seno con i capezzoli letteralmente visibili sotto la stoffa ma quello piu eclatante era il perizoma che si notava molto bene ma ancor più si vedeva tutto il contorno del pelo nero che era in bella vista sotto la stoffa bianca.
Lei cerco di farmi desistere dal scendere in quelle condizioni ma replicai seccamente dicendo te l’ho senpre detto di raderti il pelo e domani lo farai sbrigati ha scendere.
Scesi ed iniziai a parlare il contadino mi disse: ne sei sicuro di quello che stiamo per fare? ,risposi certamente allora lui disse va bene però non ci dovranno essere limiti la faro conpletamente mia la usero come meglio credo e faro molto felice i miei figli e bada bene che non voglio essere contradetto nei modi che usero ribattei ti ho gia dato il mio consenso totale lui va bene ma sicuramente più avanti diventerai anche padre perche la riempiremo,.rimasi un attimo in silenzio e risposi ben venga.e lui ma non pensare che finisca li lei diventera nostra quando tu non ci sarai.

Preparai la tavola mettendo tutte le pietanze su un lato in modo che sulla tavola in un lato ci fosse solo un posto e dallaltro due vicino
Mia moglie scese e quando arrivo in sala sia io che lui strabuzzammo gli occhi con il riflesso della luce il vestitino bianco in mezzo alle gambe faceva intravvedere molto limpidamente i peli della fica.lei ci guardo divenendo conpletamente rossa in viso il vestito a ogni passo si alzava tanto era stretto ma sopratutto corto arrivava ammalapena sotto le cosce e lei lo abassava di continuo ma ad ogni movimento anche il seno si esibiva senpre di più lui gli fece molti conplimenti e lei lo ringraziava senpre con lo sguardo verso il pavimento.
Tutte le pietanze erano gié sulla tavola e io mi sedetti sul posto singolo e mia moglie fu costetta a sedersi accanto a lui, che in breve tenpo e con movimenti fortuiti sposto la sedia vicinissimo ha lei.nel sedersi notai che faceva movimenti strani cercava di abassarsi il vestito perchè da seduta si era conpletamente alzato mettendo in mostra tutte le ganbe ed il profilo del perizoma col pelo che sbucava da tutte le parti.
Il contadino si accorse la guardo facendo un sorriso ed iniziammo a cenare.
Dopo un pò notai mia moglie che arrossì come un peperone e vidi la mano del contadino sparire.

Capii subito che la stava toccando ma feci finta di niente.
Continuammo a mangiare riempendo spesso i bicchieri di vino che aveva portato lui ma capii ben presto che qual vino era molto forte dopo due bicchieri io lo sentivo e mia moglie non abituata ha bere dopo 3 bicchieri inizio ha ridere per ogni cosa detta si capiva che era ubriaca ma insistetti col vino che lei tracano tutto dun fiato vedendo che il contadino oramai aveva la mano costantemente sotto al tavolo ma mi accorsi che nel taschino della camicia aveva un lenbo di stoffa riconobbi il perizoma che aveva strappato. Lo guardai e gli strizzai locchio e lui fece un cenno con la testa
Mi alzai per preparare il caffe buttai l’occhio su mia moglie e vidi che aveva il vestito conpletamente alzato e aveva le ganbe conpletamente spalancate con la mano del contadino che le acarezzava la fica e lei rideva oramai unriaca
Andai di la per il caffe ma ogni tanto sbirciavo e vedevo che il contadino l’aveva presa per i capelli e la stava baciando veementemente senza trovare resistenza.
Portai il caffe ed il contadino si stacco da lei mantenendo la mano sulla sua fica
Lei come una bambola in preda all’alcool era tutta sudata e ansimava ormai il suo caffe era freddo prese la tazzina per berlo ma con un fremito che le venne se lo verso tutto adosso il contadino si mise ha ridere prese un tovagliolo e le asciugo davandi scoprendole le tette che lei poi si sistemo alla meno peggio lasciandole scoperte in parte
Decisi di farli passare in sala e gli accesi la musica e dissi al contadino se voleva ballare non se lo fece ripetere prese mia moglie per una mano la fece alzare cosi mise in mostra la fica conpletamente scoperta l’appoggio’ a se mettendogli una mano nel culo e la porto in sala iniziando un lento ballo io restai ad sparecchiare sbirciando in sala e vedevo il contadino che aveva mia moglie per i capelli che se la baciava le fece aprire anche la bocca sputandoci dentro ripetutamente obbligandola ad ingoiare tutto .

CAPITOLO 3. Il primo assaggio vero.
Anna, era oramai totalmente fuori controllo, toccata nella sua intimità si stava bagnano, l’alcool l’aveva disinibita, la sua naturale propensione alla sottomissione le faceva accettare qualsiasi cosa.
Infatti Elio la stava pastrugnando la fica dicendole cose sconce all’orecchio e lei rideva e diceva si a ogni cosa... che non capisse tutto che era frutto del vino questo suo atteggiamento? Si in gran parte ma cio’ che lei era la sua vera personalità emergeva.
Il vecchio la stava masturbando e lei era partita non capiva piu’ nulla, non sapeva dove si trovava non aveva piu’ alcuna cognizione di quello che la circondava e nemmeno della presenza del marito.
Dopo un po’ che ballavano il vestito era salito sui fianchi, e la parte superiore abbassata sotto si seni, tutta la mercanzia era in mostra. Tutto era a portata di mano. Ed Elio non disdegnava nulla di quella mercanzia.
La prese di peso e la sollevo’, la porto’ sul divano e giratala mettendola in ginocchio le fece allargare le gambe, appoggio’ la cappella ed entro’ era bollente, e malgrado non avesse mai preso un cazzo cosi grosso comunque si adatto’ facilmente alla penetrazione visto che era un lago.
Anna godeva di quella penetrazione come non aveva mai goduto in vita, sua, e lo dimostrava gemendo, ansimando e a volte ululando, non capiva cosa faceva, certo il vino aveva eliminato molti freni inibitori. Ma godeva comunque veramente.
Il vecchio Elio la pistonava con regolarità, ed evidentemente non si era mai sentita cosi’ piena, stava avendo una serie di orgasmi.
Giorgio era li che vedeva sua moglie, godere come non aveva mai goduto in vita,sua, era sbalordito ed eccitato nel vederla cosi messa a pecora sembrava una zoccola, scarmigliata ma gaudente, che dire, sembrava una baccante scatenata come si poteva vedere in qualche film o qualche immagine antica di quadri rappresentanti i baccanali.
Sentiva che gli faceva male, il suo pene premeva nei suoi pantaloni, ma non osava muoversi, era li inchiodato ad osservare.
Quando il vecchio Elio, inondo’ la figa di sua moglie, e si accascio’ sulla sua schiena, restando dentro di lei, per un po’ prima di uscire con un flop. Elio si mise a sedere sul divano, poi sollevo’ Anna, e se la mise seduta sulle sue ginocchia, la bacio’ e la cullo’ e la carezzo’. Le diceva che era un’ottima puttana, che sarebbe diventata il suo sborratoio personale, e dei suoi figli e la accarezzava, la coccolava, e lei ascoltava in trance, e si lasciava cullare, le mise la lingua in bocca e Anna rispose al bacio con passione, abbandonandosi totalmente.
Poi dopo un po’ si alzo’ e disse: Allora Giorgio che ne dici ti piace come procede? Vedrai che ci divertiremo, soprattutto io. Dai adesso buona notte. Lunedi mattina tu parti, mandami la troia a casa e senza intimo ovviamente non le servirà piu’ da adesso in poi.
Elio se ne ando’ e Giorgio rimasto solo prese in braccio Anna la porto’ in camera, la fini’ di spogliare e la stese sul letto, le fece aprire le cosce, steso su di lei, la penetro’ pareva entrava come in un canale morbido, l’aveva allargata Elio, appena appena sentiva che era piu’ larga, e poi la bacio’ sulla bocca, Anna rispose al bacio, e lui le disse ti amo, ti amo. Ti amo anch’io rispose lei ma come fosse lontana, continuo’ a fare l’amore e sua moglie godette di nuovo come necessitasse di continuare a fare sesso e avesse una fonte inesauribile di piacere.
Poi si addormentarono.
La domenica rimasero a letto fino a oltre mezzogiorno, Anna si vergognava, ricordava confusamente la serata, non capiva come mai, ma aveva avuto rapporti con il vicino, e aveva goduto, era confusa, spaventata, colma di vergogna. Giorgio decise di coccolarla un po’, poi con la crema lubrificante che aveva comperato le unse il culetto, e le disse: deci sempre essere docile ora mettiti in ginocchio obbediente Anna si dispose come ordinato, lui le unse il buchetto, era eccitato come un grillo, infilo’ le dita, prima una poi due, poi tre, Anna non fiatava e non si ribellava, non protestava nemmeno.
Quando fu arrivato a sentirlo morbido che lei si abbandonava e si rilassava la prese penetrandola nel culetto, era la prima volta, e grazie a quanto accaduto la sera prima, poteva dire ho inculato mia moglie. Un primo successo che lo rese orgoglioso.
La limo’ a lungo prima di godere nel suo culetto. Poi la prese tra le braccia la bacio’, e le disse: Ti amo non scordarlo.
Lei non parlava era un silenziosa e malinconica. Giorgio pero’ voleva procedere con il suo piano la porto’ in bagno, prese il rasoio elettrico da barbiere a pile che usava per sistemarsi le basette, fece disporre Anna sul bidè cosce aperte e inizio’ alla tonsura della sua fica, una visione stupenda mentre i peli cadevano, labbra carnose e pronunciate, e piccole labbra fine che si vedevano solo grazie alla posizione aperta che dovette assumere. Un sesso quasi di bambina stava apparendo. Poi con la crema e la lametta con dolcezza rifini’ il lavoro rendendola imberbe.
Anna piangeca in silenzio. Poi appena finito la fece alzare e le disse che avrebbero fatto la doccia assieme. E sotto la doccia la colmo’ di carezze, le prese la mano e la invito’ ad accarezzarsi il sesso, a sentire come era dolce e liscio. Anna inizio’ a toccare il suo monte di venere, e si non era spiacevole e comincio’ a sentire un formicolio al basso ventre. Santo cielo penso’ cosa sto diventando?
Poi con dolcezza Giorgio la asciugo’, la fece mettere in piedi davanti allo specchio dell’armadio e le disse: Guardati amore, come sei bella.
Anna dovette ammettere che aveva comunque un bell’aspetto, pareva molto piu’ giovane e si sentiva anche piu’ calda e ora eccitata. Giorgio la tocco’ e senti che la moglie si bagnava sotto le sue carezze e rifecero l’amore.
Poi stanchi scesero erano oramai le tre del pomeriggio la fame si faceva sentire, vi erano gli avanzi della cena e mangiarono di buon appetito.
Si rilassarono sul divano, Anna accocolata contro Giorgio in posizione fetale, guardando la televisione ma in realtà senza prestarvi troppa attenzione.
Anna chiese a Giorgio cosa volesse fare, ancora, gli disse che non voleva rivedere il vecchio, aveva paura. Temeva che potesse finire male quella storia. Sarebbe stata brava ma voleva che continuassero solo loro due.
Giorgio rispose che aveva un accordo, aveva dato il suo consenso e voleva che lei imparassse a godere di se stessa del suo corpo, e lui non era abbastanza bravo e resistente per darle tutto questo.
Anna non aveva mai parlato molto volentieri di sesso, ma gli rispose: caro oggi quando abbiamo fatto l’amore con te, ho goduto, ed era la prima volta che mi succedeva di godere come oggi, ti assicuro che se avrai un po’ piu’ di fiducia in te, possiamo stare bene, ma non mi mandare in tua assenza dai vicini. Ti prego.

CAPITOLO 4. Servitu’.
Lunedi mattina, Giorgio si alza la moglie è già in piedi la colazione è pronta, lei ha indossato il soliti grembiule che usa in cucina.
Giorgio le dice: Tesoro, su mettiti il vestitino, e usciamo.
Ti prego supplica Anna, già arrossendo, non lo fare, non mi fare questo, non potro’ resistere, sarà terribile per me, e forse per noi.
Purtroppo Giorgio fu irremovibile. La scorto’ in camera, la fece spogliare e rivestire e truccare pesantemente, poi la accompagno’ fino alla casa dei vicini.
Erano già usciti di buon ora, ma la portà si apri’, una donna di circa 55/60 anni, non si capiva, robusta di corporatura, la copia di Elio ma donna. Capelli scuri striati di grigio. La signora Ines,
era la sorella che non si vedeva mai di Elio, si sapeva della sua esistenza ma non si vedeva quasi mai, viveva in una parte remota della casa, si occupava delle pulizie e di far da mangiare ai suoi famigliari, era rimasta vedova da molti anni e senza figli da accudire, era frustrata da una vita di fatiche e stenti, e arrabbiata con il mondo intero, non era mai stata bella, anche se in giovane età con un po’ di cura avrebbe potuto passare per piacente, ma si era sposata con un uomo molto piu’ vecchio per volontà dei genitori, e aveva sempre fatto lavori nei campi e domestici. Non una vita di lusso.
Benvenuti, disse a Giorgio, mio fratello mi ha avvisato che portavi una schiavetta, per allietare le giornate di questa casa. Anna arrossi’ sentedo parlare di lei come se non ci fosse e definendola schiavetta.
Inizio’ a tremare e a supplicare Giorgio di riportarla a casa. La donna la prese per un polso, e la strattono’ dentro. Avanti poche storie le disse.
E poi rivolta a Giorgio, stia tranquillo che la domeremo e la renderemo docile come una cagnetta vedrà.
Anna si senti’ morire, si aggrappo’ al braccio del marito un ultimo tentativo di farsi portare via, ma la donna la teneva saldamente, ogni sua supplica cadde nel vuoto.
Giorgio se ne ando’ con un’ultima raccomandazione. Sii ubbidiente.
Anna singhiozzava. La donna appena si volto’ le diede due ceffoni, Giorgio uscendo senti’ lo schiocco sulle guance della moglie. Quella donna non avrebbe avuto pietà di Anna, e l’avrebbe piegata e resa docile ne era certo. Il resto lo avrebbe fatto Elio.
Anna in lacrime era a testa bassa. Allora la donna le prese il mento glielo sollevo’ e le disse:
Io per te sono la Signora Ines, ti rivolgerai a me chiamandomi Signora, al mio fratello con l’appellativo di Padrone, e ai miei nipoti sempre il signore. Ora mettiti nuda non abbiamo tutta la giornata, e cè del lavoro da fare, non pensare di startene nell’ozio.
Come una bambina rossa in volto il trucco disfatto dalle lacrime, testa bassa, e e colma di vergogna Anna non rispondeva, era sconvolta e non aveva nemmeno la forza di ribattere.
Appena sole, Ines la prese e la porto’ al centro della stanza le ordino’ di spogliarsi ma vista l’apatia di Anna la spoglio’ lei facendole sfilare l’abito fino ai piedi, come una corolla, poi la prese per un braccio e le fece fare un passo in avanti. Anna non reagiva era una specie di bambola intontita e inerme il suo sguardo fisso nel vuoto.
La donna la osservava, vedeva la bellezza che lei non aveva mai avuto e voleva abbassarla, le disse:
Io ti domero’, tu sei una piccola bestiolina che ha bisogno di essere addestrata e istruita alla cieca obbedienza. Il tuo ruolo ti sarà presto chiaro e appena lo accetterai vedrai che ti troverai meglio.
La fece mettere appoggiata con il busto sul tavolo, Anna si lasciava fare apatica. Dopo di chè le disse: ora ti sculaccio per bene, e poi riprenderemo il discorso.
Le mise una mano sulle reni e munita di una cinta in cuoio, inizio’ a sferzarle le natiche. A quel punto Anna si sveglio’ dalla sua apatia, e urlo’ al primo colpo dato con un certo vigore.
Noooo, pietà, nooo non mi picchi.
La donna le disse: taci bestia, ora ne prenderai dieci e poi ti spieghero’ i tuoi doveri.
E prosegui fino al decimo colpo, con le urla ed i pianti di Anna, la quale singhiozzava e le lacrime le avevano sfatto il trucco.
Poi la donna la fece rialzare, e le disse: ora in ginocchio.
Anna titubante e tremante si mise in ginocchio.
Busto eretto bestiolina, su mani dietro la schiena. Anna obbediva.
Ines si sedette, e disse: voglio che mi ascolti attentamente. In questa casa tutti ti sono superiori, tu sei un animale. Nulla di piu’. Farai le pulizie e svolgerai ogni lavoro che ti indichero’, non parlerai se non sarai autorizzata, dovrai chiedere il permesso per ogni cosa, se devi andare al bagno, per qualsiasi bisogno dovrai chiedere a me o a un altro dei tuoi signori. Mi chiamerai Signora, chiamerai i miei nipoti Signore. Elio invece sarà per te Padron Elio.
Su questo non transigo. Hai capito?
Anna era zitta. Ines le diede uno schiaffo. E ripetè: hai capitoooo?
Un sussurro usci dalle labbra di Anna: si
Rispondi bene e con tono umile ma udibile, Si signora devi dire. Su rispondi bene o ti punisco.
Si Signora, ho capito. Rispose come richiesto Anna. E scoppio’ in singhiozzi.
Ines la fece alzare, e riprese: con una certa comprensione: si è difficile, sei all’inizio, saro’ forse poco paziente ma credo molto nella terapia d’urto. Tu ora sfogati un po’ ti concedo 5 minuti piangi per bene e poi andiamo al lavoro.
Anna piangeva in ginocchio prostata. Dopo un po’ Ines torno’ la prese per una mano e le disse: su andiamo piccola bestiolina.
Anna si asciugo’ le lacrime con il dorso della mano trasse un profondo respiro e segui’ Ines che la porto’ sopra dove dovette al piano sistemare le camere, mettere in ordine rifare i letti le cui coperte e lenzuola erano alle finestre per prendere aria. Sempre nuda, fece i suoi lavori praticamente rassegnata, suo marito l’aveva abbandonata in mano ai suoi vicini, non poteva far altro che fare quanto le veniva ordinato.
Fatte le camere, venne portata sotto sempre sotto l’occhio vigile di Ines che ne seguiva i movimenti beandosi del fondoschiena nudo e rosso della giovane donna, un culo che invitava alle sculacciate, bello sodo e rotondo con due globi perfetti, la donna con invidia ne osservava la linea divisoria, un’invidia ed un rancore verso la bellezza della ragazza, oh le avrebbe fatto abbassare la cresta al suo nuovo animaletto. Ne avrebbe fatto un giocattolo.
Scese le fece rassettare la cucina e poi uscendo da una porta interna che dava direttamente nell’auto rimessa dove vi era un paio di vecchie auto, passarono nella stalla, li dovette ripulire la stalla, carriola e forcone a prendere il letame e caricarlo sulla carriole poi portarlo fuori dove svuotare il tutto. Dare il fieno alle mucche. Un po’ di compassione la Ines l’ebbe e le fece indossare un paio di vecchi stivali di gomma anche se un po’ grandi per lei, ma Anna si sbagliava non era compassione.
Era per il fatto che poi bisognava rientrare in casa, e lavare gli stivali era piu’ facile che lavare lei. Le fece dare da mangiare ai maiali. E anche ai cani.
Fatto tutto questo, la porto’ di nuovo attraverso le stalle. Vicino all’autorimesse le fece lavare gli stivale con il getto d’acqua.
Ines prese una spugna e lavo’ velocemente un po’ di schizzi che Anna aveva sulle gambe, schizzi vari, di letame e di pastone degli animali.
Poi dentro casa, le fece lavare bene le mani. E le ordino’ di mettersi ai fornelli. Le disse cosa predere e cosa preparare la comandavae sorvegliava continuamente.
Era quasi ora di pranzo, era ora di preparare la tavola. Fatto questo, Le disse: Ora riceverai i tuoi signori e padroni, ti metterai in ginocchio davanti alla porta accanto alla tavole e quando entreranno dirai Buongiorno Signor Mario, Buongiorno Signor Giovanni, ed infine dirai Buongiorno Padron Elio. E starai buona ad attendere ordini. Hai capito bene cosa dire e fare?
Si Signora Ines, rispose Anna docilmente.
Ines era soddisfatta, e suo fratello sarà soddisfatto della schiavetta.
CAPITOLO 5.
Ore 12,10 il rientro dei padroni di casa, Ines aveva fatto mettere Anna in ginocchio all’ingresso, nuda.
Appena entro’ il primo dei figli, lei saluto’ come le aveva detto la Signora Ines, sicuro che comunque erano informati della sua presenza, infatti non si stupi’ come avessero concordato il tutto prima si fermo’ le diede una palpata alle tette, e ando’ a sedersi, piu’ o meno simile il secondo figlio.
Quando entro’ Elio, il vecchio le si strozzo il fiato perchè sapeva come doveva chiamarlo, ma anche con il nodo alla gola, disse: Buongiorno Padron Elio.
Il vecchio aveva in mano un vecchio Collare da cane si fermo’ davanti a lei e ordino’ alla sorella di farle alzare i capelli, poi le mise il collare, e lo allaccio’ bene era un po’ largo. Nero con delle borchie, e un grosso anello dove allacciare il guinzaglio.
Due enormi lacrime segnarono il viso di Anna. Ogni momento, ogni ora un passo verso la decadenza.
Ora sei la mia cagna, le disse il veccio.
Anna tacque, lui la prese per il collare e la fece avvicinare si sedette con lei vicino, in ginocchio come una brava cagna che sta vicino al padrone.
Il vecchio Elio le accarezzava la testa proprio come farebbe ad un cane. Ines era in piedi, e chiese se la schiava poteva anche servire in tavola, per vedere come se la cavava. Elio fece cenno di si, e diede una carezza ad Anna, su piccola vai ad aiutare la padrona di casa. Anna che quasi preferiva stare accucciata, si alzo’ cosi si poteva ammirare totalmente la sua nudità.
Era bella anche senza trucco che oramai se ne era andato, servi in tavola poi si riposiziono’ accanto al vecchio in ginocchio in attesa. Lui la fece alzare e sedere sulle sue ginocchia e ogni tanto la imboccava come una bambina e la accarezzava. Mangiarono assieme lei ed il vecchio dallo stesso piatto, si alzo’ solo una volta, per riservire in tavola e poi di nuovo sulle ginocchia del vecchio a mangiare con lui come se fosse la sua bambina. Nella sua nudità, nel suo essere docile e sottomessa e nella sua vergogna apprezzava quando era sulle ginocchia del vecchio in qualche modo si sentiva protetta.
Finito il pranzo, servi i caffé, poi passarono nella stanza accanto dove lei non era mai stata, un grande salotto ben arredato con divano e poltrone e televisione, un tavolo di legno massiccio, e allora li tutti seduti, fu obbligata e accompagnata dal vecchio a prendere in bocca uno alla volta e farli godere con la bocca entrambi i figli.
Elio il vecchio era il capo di tutti, lui decideva, e aveva deciso che oggi avrebbero potuto solo godere in bocca della bella Anna. Anna obbediente e sottomessa fece un pompino ad ognuno impegnandosi al massimo ed erano cosi eccitati che godettero rapidamente.
Poi ognuno si ririto’ per il riposino pomeridiano. Elio si alzo’ era ancora forte la prese in braccio e Sali’ al piano superiore dove nel suo bagno privato adiacente alla sua camera la fece lavare e profumare e farsi un risciaccquo alla bocca lavarsi i denti, anche lui si lavo’ i denti, le disse che era importante lavarsi i denti, per preservare i denti, i denti rappresentano un bene e tutti quelli che li trascurano poi hanno seri problemi.
Lei ne fu felice di queste attenzioni. Almeno un po’ di igiene, poi si coricarono nel lettone del Vecchio e lui le fece l’amore con passione. Ed Anna godette e godette piu’ volte. Fino a quando lui non le venne dentro.
Poi rimasero allacciati e si appisolarono. Ora Anna si sentiva di appartenergli. E non aveva mai goduto cosi tanto.
Alle 16,00 il vecchio la sveglio’ baciandola, e la fece alzare lei si dette una sciaccquata alla figa, che era ancora piena del suo sperma. Poi si prensento’ davanti a lui che l’aspettava. E le disse: ora tu sei mia, sono il tuo padrone e se mi sarai fedele ed obbediente, dal lunedi al venerdi la tua vita non sarà cosi male, e avrai il tuo piacere. Ho già detto a tuo marito che sarai scopata senza protezione e quindi potresti restare gravida da me o da uno dei miei figli, e tu e tuo marito lo crescerete come vostro, tu ovviamente ma anche tuo marito. Dal venerdi sera, Il sabato e domenica quando lui è a casa sarai sua e ti comporterai da brava mogliettina disponibile se ti vuole inculare lo lascerai fare, ti abituero’ a tutte le cose che una donna puo’ fare, e vedrai che non farai piu’ la ritrosa. Vero?
No Padrone, saro’ obbediente, Padrone io sento di appartenervi.
Bene brava cagnetta. Ma vedrai che avrai da soffrire la Ines non vede l’ora di farti strisciare, tu non ribellarti e sii sempre docile e sottomessa. Non mi deludere.
Va bene Padrone. Mi impegnero’ non vi deludero’.
Scendono, lei sempre nuda come le è stato imposto, Sotto trovano Ines i figli sono già usciti da pochi minuti gli dice la sorella, poi le da un bacio e se ne va.
La Signora Ines, la guarda, e poi le dice: allora troietta, lurida cagna, ti ho sentito gemere, ti piace tanto essere scopata, parevi una santarellina invece sei solo una cagna che aspetta il maschio che la monta e qui ne hai trovato tre.
Anna si sente umiliata dalla donna, trattata da donnaccia ma forse nel suo pensiero stesso nella facilità con cui si è concessa con gli orgasmi provati effettivamente pensa lei è una donna indegna e perversa, una donnaccia di quelle che lei ha sempre visto come delle pervertite. Ora lei è diventata come loro.
La Ines la fa sgobbare fino alle sette e poi la lava alla meno peggio con il getto dell’acqua, e la mette ai fornelli, alle otto di sera si cena, gli uomini rientrano e vanno a lavarsi, poi sono tutti in cucina enorme cucina e vengono serviti da Anna, nuda come a pranzo e tutto si ripete, fino al momento di andare in salone.
Li quella sera il padrone le dice ora vai e fai ogni cosa che desiderano i miei ragazzi soddisfali, obbedisci a loro come a me.
I due Mario e Giovanni cominciano a toccarla, palparla, insultarla, ma che bella troia che abbiamo qui, una cagnetta in calore, e ogni volta che le passano la mano sul sesso trovano un lago, lei è stimolata da tutte le parti, e la sua remissività eccita gli uomini, si abbandona al piacere non ha altra via di fuga, che il piacere.
La scopano uno in bocca e l’altro nella figa, sente i loro membri penetrarla e scoparla quasi in sintonia ha dei contraccolpi e gode, uno due o tre orgasmi non lo sà è oramai in una sorta di limbo. Quando le vengono dentro, si sente piena sente i getti dei loro orgasmi, ingoia, e sente la figa che le si riempie. Poi i due che sono forse in arretrato e si sono già scambiati posto piu’ volte la vogliono prendere nuovamente, la lasciano inerte a terra, si vanno a prendere qualcosa da bere e ritornano, quel poco respiro che le lasciano, le permette di vedere il vecchio Elio in poltrona che sorride, invece la Ines è scomparsa forse non vuole stare a guardare.
Il vecchio le si avvicina e la fa bere dal suo bicchiere, forse del cognac non lo sà solo sente che le entra in gola brucia leggermente ma le fa bene le da qualche forza sa che deve sottostare ancora ai due figli del padrone e che tornano, glielo hanno annunciato.
Appena tornano ricominciano a sbacciucchiarla, sbavarle sopra, leccarla mordere i capezzoli, e poi la riprendono uno in figa e l’altro in bocca alternandosi ogni tanto, lei è solo un oggetto, un oggetto una bambola per il loro piacere, ma gode di essere cosi. Di sentirsi un giocattolo nelle loro mani.
E vanno avanti fino a quando non godono nuovamente sono le 21,30 quando si fermano, lei resta a terra. Il vecchio manda via i suoi figli, la prende in braccio si siede in poltrona, e la coccola, le parla dolcemente, dicendole che è una brava schiavetta, una puttana che impara presto a dare e ricevere piacere come non le era mai successo prima. Che anche lei oramai ha capito che non è una semplice brava mogliettina adatta a stare a casa, ma una cagnetta che deve soddisfare cazzi. Vero che ho ragione piccola troia?
Si padrone, sono una cagna, la sua cagna e sono qui per soddisfare chiunque lei voglia. Mi faccia aprire sfondare e ingravidare se è questo il suo volere, mio signore e padrone.
Elio era soddisfatto di come procedeva e di come era ricettiva la cagnetta. La prese e la porto’ su in camera. Andarono in bagno la fece lavare e poi le lubrifico’ il culetto, poi la appoggio’ al lavello e con estrema delicatezza per abituarla le infilo’ le dita nel culetto, lo massaggio’ e lo apri’ lentamente prima un dito poi un secondo fino ad avere quattro dita nel culo della bella Anna, che si stava arrendendo a quell’intrusione. Le disse di rilassarsi, piu’ era rilassata e meno avrebbe avuto male. Dopo una ventina di minuti che la preparava, e lei si bagnava perchè ora che aveva abdicato a ogni resistenza stava godendo di ogni sensazione. Lui le appoggio’ il glande e la penetro’ lentamente. Si fermo’ appena fu dentro per metà, Anna mugolava per la sensazione dolorosa, ma non si sottraeva, lui fece un centimetro indietro, e le disse ora piccola devi spingere in fuori come se dovessi fare la cacca....
Obbediente Anna spinse e allora lui entro’ spingendo fino in fondo. Si fermo’ sentendo il sospiro di Anna Ahhhh non un vero grido, ma evidentemente lo sentiva. Lui fermo, poi si ritrasse per metà della lunghezza e si fermo’ nuovamente.
Anna ora aspettava ansiosa, ma anche impaziente, questa intrusione la stava eccitando mentalmente si sentiva piena e si sentiva di essere oramai una proprietà del vecchio, si questa inculata la sua inculata la sua cagna la sua schiava.
E disse: Si Padrone, grazie mi inculi bene, sono la sua cagna, la sua schiava la sua puttana, mi rompa bene il culo padrone la prego.
Elio era molto eccitato e felice dell’arrendevolezza della bella mogliettina avrebbe pensato di avere piu’ difficoltà invece era veramente predisposta. E a quel punto diede il via ad un movimento costante e possente affondando nel retto della sua cagnetta sottomessa. E godeva anche lui del potere che aveva su di lei con il consenso del marito.
Un culo nuovo che sfondava da tempo immemorabile non aveva avuto questa possibilità e ora poi mai aveva avuto a disposizione una cagnetta cosi bella e cosi sottomessa. Una goduria dalla quale avrebbe saputo trarre grande vantaggio per lungo tempo.
Arrivo’ al momento in cui stava per venire il cazzo pulsava e le disse: troiaaaa ti godo nel culoooo.
Lei : siiii ssiiii grazie padrone, anchio padroneee godooooooooo. E si accasciarono sul letto.
Lui sopra di lei con il cazzo infilato nel culo, non voleva uscire, se ne stava li. Poi le piscio’ nel culo, riempendoglielo di pioggia dorata. Anna sentiva che quel calore che la invadeva ma non capiva cosa succedeva.
Il vecchio doveva uscire ma non voleva che sporcasse. Allora le disse: tu non ti muovere quando esco.
Piano usci con estrema lentezza, e le tappo’ il culo infilando la sua mutanda che aveva sul letto nel culo tappandoglielo. Poi la aiuto’ ad alzarsi e la condusse in bagno la fece scendere nella vasca dove potè liberarsi poi uso’ la doccia per lavarla. Le controllo’ il culo era ben aperto, e le disse hai un culo favoloso.
Grazie padrone rispose Anna felice che il padrone fosse cosi ben disposto con lei.
Sai da domani ti inculero’ tutti i giorni voglio che il tuo culo diventi come una figa che possa ricevere il cazzo agevolmente.
Grazie padrone sono onorata di poter essere usata da lei come meglio desidera.
Elio era anche sorpreso come poteva essere cosi sottomessa in cosi poco tempo, aveva trovato una perla adatta alla sottomissione.
Elio la bacio’ lingua in bocca in modo appassionato, e Anna ricambio’ dandosi, offrendo la bocca come lo puo’ fare solo una donna innamorata o forse piuttosto una schiava che si dona corpo e anima.
Appena si staccarono Elio le fece spalancare la bocca e le sputo’ dentro ordinandole: Ingoia cagna. Anna ingoio’ e per mostrare la sua sottomissione dopo aver ingoiato apri la bocca per far vedere che aveva ingoiato tutto e si lecco’ le labbra come una vera porca.
Grazie padrone di onorarmi con i vostri sputi.
Bene Elio era al settimo cielo, apri’ un cassetto e ne tiro’ fuori un piccolo oggetto oblugno con la base e una parte stretta vicino alla base. Le spiego’ che era un tappo da culo, e che l’indomani avrebbe dovuto portarlo e al mattino lo doveva lubrificare, le fece vedere dove era il lubrificant e e metterlo nel suo culetto da sola. Si padrone lo faro’ dissse Anna. La prese per mano e la porto’ a letto dove si addormentarono stretti.
CAPITOLO 6
Al mattino si sveglio’ prima il vecchio, la bacio’ e si sveglio’ anche Anna, lui la prese e la penetro’ era eccitata già di primo mattino, una gatta bollente.
La scopo’ e poi le disse su preparati che devi scendere. Anna si ricordo’ del plug che doveva mettersi e subito ando’ in bagno per svolgere le sue funzioni corporali, il vecchio era in bagno con lei ma oramai pensava che doveva farla senza mostrare vergogna aveva fatto tante cose ed era evoluta molto in quei due giorni.
Si lavo’ poi ando’ in camera lubrifico’ il plug con la crema che il vecchio le aveva indicato e poi delicatamente cerco’ di infilarselo nel culo, ma faceva fatica, la paura le impediva di riuscirci sapeva che il padrone sarebbe stato deluso e si mise a piangere. Il vecchio uscendo dal bagno la vide piangente e le chiese come mai tra i singhiozzi Anna spiego’ che non riusciva a inserire il plug, e si scusava per non essere all’altezza, il vecchio le disse: su girati e piegati a 90 gradi ti aiuto io, allargati bene le chiappe con le mani da brava.
Edolcemente le inseri’ il plug. Poi la fece alzare, e la bacio’ sulla bocca con la lingua, e disse sei una brava cagnetta sai?
Grazie padrone rispose Anna.
Poi scesero insieme, Ines aveva preparato il caffè per tutti, e concesse anche ad Anna di prendere la sua colazione come gli altri unica differenza che era nuda.
Poi appena usciti gli uomini per recarsi ai loro lavori, la mise a lavorare ripulire e riordinare poi andare a dare da mangiare agli animali, infine a riassettare le stanze.
Appena tutti questi lavori domestici quotidiani furno completati, la Signora Ines prese Anna e la porto’ su in camera sua, dove le tolse il plug dal culo, la fece mettere carponi e poi le diede una decina di pacche a mano nuda sul culo, aveva mani dure e forti la Ines e Anna senti bene le pacche e le fece le natiche rosse, poi si spoglio’ aveva una ventre pieno e cosce da rinoceronte era forte ed in carne ma non molle piuttosto da lottatrice, si spoglio’ completamente e aveva un pelo folto e scuro che le copriva anche l’interno delle cosce, e saliva verso il culo, si mise una cintura con un dildo attaccato e disse: ora ti sbatto io cagna, e piangerai.
Anna era spaventata dalla voce della donna temeva per la sua integrità fisica, ma la donna non voleva altro che distruggerla moralmente abbassarla e allargare la sua figa da troia. E la prese nel culo per allargarlo per bene. E poi dopo si fece ripulire il cazzo facendolo leccare ad Anna che sottomessa subiva tutto, il culo era pulito si era lavata bene al mattino. Certo qualche residuo poteva esserci ma chiuse gli occhi e lecco’ tutto con diligenza. Poi Ines la prese davanti montandole sopra e schiacciandola con la sua mole. Anna era senza fiato e poi nuovamente ribaltata e messa a pecorina e presa Anna malgrado tutto godeva e Ines la sculacciava mentre la scopava con quel cazzo findo di discrete dimensioni. Non enorme ma discreto almeno quanto quello del vecchio.
Poi la fece alzare era sfinita Anna, aveva avuto molti orgasmi e Ines la fece mettere in ginocchio e si fece leccare i piedi mentre si masturbava arrivando anche lei al piacere. Avere quella schiavetta a disposizione le dava una grande libidine.
Scesero era anche necessario preparare il pranzo e dovettero impegnarsi insieme perchè erano in ritardo, ma tutto ando’ bene la pasta era cotta in tempo, e i sughi erano comunque già pronti in frigo dovette solo scaldarli poi i secondi. Quel giorno il vecchio volle comunque sempre mangiare con Anna in braccio imboccandola. Si divertiva a fare questo gioco.
Il pomeriggio vi era meno da fare ed il vecchio voleva portare con se la schiavetta ma la sorella gli chiese di lasciargliela, perchè voleva divertirsi un po’ con lei. Il vecchio buon giocatore concesse alla sorella di divertirsi, avrebbe recuperato alla sera.
Anna quindi passo’ nella stanza della Ines per il riposino pomeridiano, ma la Ines non le avrebbe permesso di riposare, laprese e se la mise sulle ginocchia, la sculaccio’ ancora fino a farle diventare le natiche rosso fuoco.
Dopo la prese con il dildo, infine le infilo’ una mano nella figa, e piano piano ci mise del tempo ma giunse a inserire le cinque dita, ma non tutta la mano, la figa di Anna colava dal piacere di quelle introduzioni seppur forzate, non aveva mai provato tanto piacere, poi venne costretta a leccare la figa alla donna, che si era messa sul letto gambe divaricate, Anna doveva per forza farsi strada tra tutti quei peli, e capiva ora solo ora quanto sia da apprezzare una figa ben depilata. Ma le trovo’ le rosse ninfe di Ines che era molto bagnata e la lecco’ e quando arrivo’ al bottoncino leccandolo con voracità la Ines si inarco’ e godette. La schiavetta stava diventando sempre piu’ esperta.
Poi scesero verso le 15,30 due ore di sesso lesbico erano state comunque stancanti ma la fattoria e i vari lavori andavano mandati avanti. Tornarono nella stalla bisognava completare di dare da mangiare alle mucche.
Anna si impegnava e ovviamente era cosi stanca che ogni tanto si fermava non riusciva tenere il ritmo sostenuto di Ines.
Ines la stuzzicava con gli schiaffi sul culo già arrossato dalle sculacciate. E riprendeva il lavoro alla fine sudata e stravolta quando finirono venne portata davanti alla casa e presa la canna dell’acqua Ines lavo’ la schiava. E le diceva che se dipendeva da lei l’avrebbe fatta dormire con gli animali perchè la considerava meno delle bestie. E le disse che se il fratello si stancava di lei avrebbe preso lei le decisioni e l’avrebbe marchiata come la bestia che era marchiata come si marchia una cosa di proprietà. E le avrebbe messo ferri e catene, addosso e tenuta nella stalla dove quello era il suo vero posto non in una camera da letto visto che lei era solo una vacca. Anna ascoltava e teneva la testa bassa, non poteva dire nulla la Ines la asciugo’ con un telo e poi a schiaffi sul culo la fece entrare in casa. La mise a novanta gradi sul tavolo e le tocco’ la figa, e scopri che era fradicia. E le disse: sei proprio una cagna masochista a ti faro’ diventare un animale vedrai.
CAPITOLO 7.
La sera, arrivo’ infine, Anna accolse in ginocchio salutando come le era stato insegnato, la tavola era imbandita, tutto pronto, le sue natiche rosse dalle sculacciate di Ines erano evidenti, anche se il colore si era un po’ attenuato. Elio la fece stare in ginocchio accanto al tavolo e le dava dei pezzetti da mangiare, cosi come se fosse stata un animaletto da compagnia una brava cagnolina. E lei li prendeva solo con le labbra e poi ingoiava, era un piacere di grazia malgrado tutto vederla in quella condizione, cosa che infastidiva Ines ma piaceva molto di piu’ ai maschietti. Finita la cena dovette sparecchiare lavare i piatti sistemare e poi andare in salotto a raggiungere i padroni.
Poi ovviamente se la scoparono tutti e tre e finito di far sfogare i due fratelli si dedico’ al capo famiglia e Sali con lui in camera, ogni sera lui la faceva godere, come nessuno degli altri. Non sapeva perchè ma godeva piu’ con lui che con gli altri.
Per tutta la settimana le cose si svolsero nello stesso modo, non vi erano grandi varianti oltre a quelle introdotte da Ines che la puniva con frequenza e la faceva a volte stare in stalla anche al pomeriggio durante il riposino di tutti con l’accordo del fratello ovviamente adducendo che questo era utile per la sua formazione di schiava.
Arrivo’ quindi il venerdi sera, e suo marito stava per rientrare. Elio quel pomeriggio non era andato con i figli, era rimasto li.
E le disse: Bene è venerdi cagnetta adesso fra un po’ quando arriva tuo marito ti riporto a casa da lui.
Era silenziosa non aveva nemmeno per un attimo pensato a suo marito, ora quasi non aveva nessuna voglia di tornare a casa, non sapeva cosa dire, e cosa fare si sentiva in estremo imbarazzo.
Ma dopo un’oretta il telefono squillo’. Era suo marito che era rientrato e avvisava. Elio le mise il guinzaglio al collare e le disse: su andiamo cagnetta.
Anna docilmente lo segui.
La condusse nuda tenuta al guinzaglio attraverso il campo. Arrivarono nel cortile di casa sua, dove da diversi giorni non tornava. Si sentiva un’estranea in quel luogo. Giorgio doveva aver spiato dalla finestra perchè la porta si apri e lui apparve.
Saluto’ Elio, e gli chiese come era andata. Ed Elio gli fece molti complimenti, dicendo che la troia era stata brava obbediente e migliorava ogni giorno di piu’. Sarebbe diventata una puttana da poter far montare da chiunque senza problemi. Poi passo’ il guinzaglio a Giorgio che lo prese e salutato Elio la condusse all’interno della loro abitazione. Giorgio era eccitato come un mandrillo, era in tiro,il suo vicino si era espresso con grande soddisfazione su Anna, era felice, e stava pensando a tutto quello che avrebbe potuto farle.
La porto ‘ in camera e li la prese, lei docile ed obbediente si posiziono’ come lui desiderava e anzi collaborava come avrebbe fatto una puttana facendogli capire che poteva prenderla dappertutto si era messa in ginoccchio cosce aperte e si era aperta le natiche mostrando il suo culo ed il buco che con la trazione delle mani aprendo le natiche si apriva e si mostrava che era stato aperto bene. E infatti Giorgio la inculo’ . La inculo’ ma godette in pochi secondi era troppo eccitato da una settimana di assenza e vedere che sua moglie era diventata una troia con i fiocchi lo faceva eccitare troppo. Scesero per cenare. E poi la sera la monto’ di nuovo. E passarono due giorni a scopare e scendere per mangiare e nient’altro. Non avevano fatto altro. Il lunedi mattina lei si era fatta la doccia, e scese nuda si mise da sola il collare e aggancio’ il guinzaglio e attese che Giorgio scendesse. Appena lo vide gli tese il guinzaglio per farsi portare fuori dai suoi padroni. Giorgio era incredulo. Un simile cambiamento cosi radicale non lo aveva immaginato nemmeno nelle sue fantasie piu’ perverse.
Arrivarono sempre per lo stesso percorso davanti alla casa dei vicini, e ad accoglierli vi era Ines come la prima volta, ma questa volta Anna si inginocchio’ e saluto’ Ines.
Buongiorno Signora Ines, mio marito ha riportato la vostra schiava a cagna, sono a sua disposizione e pose la fronte a terra davanti alle scarpe della signora Ines.
La quale questa volta fece accomodare Giorgio per un caffè. Giorgio si accomodo’ e Ines ordino’ ad Anna di portare un caffè con una pacca sul culo la fece trottare in cucina. Anna si diede subito da fare e porto’ il caffè al marito.
Ines spiego’ a Giorgio che bisognava marchiarla, in modo che sia chiaro che si tratta di una schiava e che sarebbbe utile metterle degli anelli al naso, ai capezzoli e alle labbra del sesso. E il marchio a fuoco sul culo. Che si capisca che non è donna libera e nemmeno donna per bene. Una cagna e una vacca da montare. Anna in silenzio pareva assente, in realtà ascoltava e assumeva e sicuramente avrebbe dato ragione a Ines se interpellata. La sua sottomissione oramai non era piu’ dubbia e non sarebbe mai tornata indietro.
Giorgio rispose che forse aveva ragiona la signora Ines, ma gli sarebbe piaciuto essere presente alla marchiatura. E ferratura.
La signora Ines gli disse che era una richiesta legittima e si sarebbero accordati in modo da farlo assistere.
Poi Giorgio si accomiato’ e lascio li Anna le diede un bacio ma lei era ferma e immobile agli ordini della signora Ines.
Appena Giorgio fu uscito la Ines la mando’ a sistemare la cucina e disse: sai quali sono i lavori da fare su impegnati non devo mica seguirti perchè tu li faccia.
Subito Signora Inesa. Rispose Anna.
E si precipito’ a svolgere i suoi compiti domestici. Lo faceva con felicità consapevole della sua dimensione di aver trovato uno scopo un ruolo che da sposa non aveva saputo trovare. Oggi doveva servire i suoi padroni e questo cercava di farlo bene.
Appena ebbe finito si presento’ davanti alla porta ma senza entrare, si mise in ginoccio e chiamo Signora Ines, Signora Ines. La Ines si affaccio’ alla porta, e guardo’ Anna in ginocchio che attendeva e le disse: cosa chiami che cè?
Ho finito Signora Ines cosa mi ordina adesso?
Ines sorrise era la prima volta che sorrideva. Su le disse, andiamo a lavarci che poi prepariamo il pranzo e giochiamo un po’.
Lavo’ ma con piu’ piacere la schiavetta con il getto e la schiavetta si lasciava fare felice di essere nella sua dimensione. La Ines l’asciugo’, e la porto’ in cucina, e la schiavetta si inginocchi’ e le bacio’ i piedi.
Come mai questo cagnetta le chiese Ines.
Per dimostrarle il mio rispetto Signora.
Brava sei prorio fatta per stare a terra a servire i padroni vero?
Si Signora sono oramai felice di aver scoperto chi sono veramente.
Bene ora su aiutami che prepariamo il pranzo e poi andiamo in salotto che voglio giocare un po’ con te.
Fatto tutti i preparativi per essere pronte per il pranzo avevano una mezz’oretta di tempo e la Ines prese la schiava e la mise con le gambe spalancate sulla poltrona, e inizio’ a toccare la figa di Anna facendola gemere, poi le infilo’ le dita facendole andare avanti ed indietro, ne aggiungeva ogni volta una piu’ si bagnava Anna e lei aggiugeva e spingeva. Arrivata alle cinque dita questa volta spinse e lentamente senza cedere ed era la figa che cedeva, entrava ed entro’ fino al polso. Era dentro la figa di Anna con tutta la mano.
E Anna godeva e bagnava come non le era mai accaduto prima. Si sentiva piena aveva anche avuto male ma aveva sopportato stoicamente. Ora godeva.
Un orgasmo che la lascio’ senza fiato. Rimase stesa, e anche Ines la guardava aveva goduto solo stando li a fistarla, si sentiva bene da quanto aveva goduto e doveva andare oltre, voleva riuscire a infilare di piu’ in quella figa. Dopo un po’ Ines si riprese e fece alzare Anna, che le si incollo’ addosso, e le disse: Padrona è stato meraviglioso. Sentirsi chiamare padrona la fece andare in brodo di giuggiole, non aveva mia baciato ne pensato di baciare una donna ma le infilo’ la lingua in bocca e Anna rispose come una brava schiava al bacio.
Quella donna che le aveva fatto ribrezzo ora baciarla le piaceva, si sentiva bagnare sapeva che tutto questo aveva fatto emergere un qualcosa di profondamente nascosto nel suo interno che nemmeno immaginava ma ora non sarebbe piu’ tornata indietro.
Anna era una schiava e voleva esserlo!
Si diedero da fare a preparare il pranzo poi Anna si mise in attesa in ginocchio vicino alla porta come il cane che aspetta il padrone, e appena arrivati i suoi saluti erano gioiosi di vedere i suoi padroni.
Buongiorno Signor Mario.
Buongiorno Signor Giovanni.
Buongiorno Padron Elio.
Eccoli, il pranzo lei sempre accando a Padron Elio, e poi in salotto,scopata con i figli, e poi in camera con il Padrone per altre scopate. E dopo piccoli lavori domestici, e lo strap on della signora Ines prima nella figa e poi nel culo.
Quella prima sera invece del soliti rituale, il vecchio la porto’ con tutta la famiglia in soffitta dove durante il sabato e domenica avevano allestito una vera e propria sala adatta alle punizioni corporali. Vi erano catene che pendevano dal soffitto, e un tavolo con delle catene per bloccare braccia e gambe tutto molto rustico ed artigianale , Anna si rendeva conto che i suoi padroni durante il fine settimana si erano dedicati a questi lavori per lei, per avere un luogo dove usare mezzi di correzzione su di lei.
Vi era una gabbia anche fatta di aste di legno, dove si poteva rinchiudere. Le fecero vedere tutto quello che avevano, una paletta larga di legno, le spiegarono che era per sculacciarla, una frusta fatta di numerosi fili di cuoio, uno scudiscio, non vi erano molte cose ma tutte comunque sarebbe ro servite per lei, ne fu quasi orgogliosa.
Volendo sperimentare subito la legarono con le braccia alzate al soffitto toccava appena terra ma per non farla muovere troppo le misero delle catene fissate al suolo anche alle caviglie in questo modo era come messa in croce gambe divaricate e braccia divaricate verso l’alto si poteva girarlea attorno. Il vecchio le ssussurro’ all’orecchio che quella sera l’avrebbero frustata. E cosi fu uno alla volta le diedero dieci colpi con la paletta in legno sulle natiche e poi usarono il gatto a nove code, certo era di cuoio morbido nulla che potesse realmente ferirla ma dopo la paletta si sentiva quando veniva colpita. Aveva il culo in fiamme ma era bagnata. La slegarono ma solo per metterla sulla tavola di traverso per il lato delle larghezza, cosi aveva il culo da una parte e la testa dall’altra, uno si immerse nella sua figa, l’altro nella bocca. E poi si scambiarono. Anche il vecchio appena ebbero goduto i due ragazzi si presento’ e la inculo’ a fondo. Mentre Ines le dava il suo strap on da succhiare il quale avrebbe sostituito il vecchio nel culo di Anna appena lui si sarebbe scaricato. E poi i figli si ripresero e la scoparono ancora.
Alla fine stanchi si fermarono. Ines le mise un plug nel culo piu’ grosso di quello della prima volta e la rinchiuse nella gabbia. La lasciarono li tutta la notte, fu Ines a venire a prenderla al mattino dopo.
E la settimana passo’ con un ulteriore passo avanti nell’addestramento di Anna, ora non sempre dormiva nel letto del Padrone spesso era in soffitta dove ognuno poteva comunque capitare in qualsiasi momento della notte, una notte la passo’ in camera con il padrone quella settimana. Poi una richiesta di Giovanni. Voleva uscire con lei una sera. Un sabato sera portarla in balera, farla esibire vedere che disponeva di una cagnetta da scopare. Il vecchio gli chiese quando lui rispose che avrebbe voluto portarla il sabato.
Ma il sabato sta con il marito disse il vecchio. Mi spiac dovremo fare un’ altra volta. Giovanni disse che la balera era aperta anche il martedi.
Ok per martedi prossimo allora concesse il vecchio.
CAPITOLO 8
La settimana trascorse con le solite attività, Ines fistava Anna, e stava allargandola, procedeva con il suo strap on, e con le mani, era bene aperta, infatti il fine settimana con Giorgio Anna non provo’ nessun piacere a essere scopata dal marito, oramai solo delle sensazioni forti sia di cazzi piu’ importanti che le umiliazioni verbali e fisiche la facevano eccitare.
Poi il lunedi torno’ dai Padroni, e ricomincio’ la solita giornata, solo il martedi il vecchio diede disposizioni a Ines di farla riposare che la sera Giovanni voleva portarla fuori e dopo tanti anni da scapolo senza donne si meritava un piccolo piacere, invece a Mario bastava averla li a casa non gli interessava farsi vedere ed invidiare in balera.
Martedi sera, ore 20,00 Anna venne vestita e truccata come una puttana d’alto bordo, vestitino nero trasparente acquistato appositamente per l’occasione, trasparente ma con dei motvi floreali nelle parti strategiche che coprivano ovviamente le natiche la passera ed i seni ma lasciando intuire che sotto era nuda. Collarino di cuoio nero,con anello per far capire che era una schiava o una puttana. Orecchini grandi ad anello, rossetto rosso fuoco, labbra evidenziate di nero lungo il bordo, trucco pesante, rimmel rosa acceso sfumante verso il viola che le davano uno sguardo erotico al massimo.
Giovanni quella sera si mise in tiro, vestito in cravatta, pareva il classico contadino arricchito, orologio rolex, anello vistoso. La porto’ in un ristorantino di classe dove aveva prenotato, costoso, ma dove avrebbe potuto cenare in fidanzatini le disse, pero’ quando arrivarono, e da come gli altri avventori la guardavano pareva di piu’ una puttana che va a cena con il cliente. Essere una schiava in casa dei suoi padroni era una cosa, ma apparire agli occhi del mondo come una puttana, la fece vergognare tantissimo, era imbarazzata e teneva gli occhi bassi, anche nel sedersi il cameriere le sposto’ la sedia, ma lei non ebbe il coraggio di incrociare lo sguardo, si sedette cercando di non scoprire troppo le cosce ma il vestitino risaliva paurosamente. Era imbarazzatissima e non apri bocca, nemmeno per le ordinazioni, in silenzio aspettava, fu Giovanni a ordinare per entrambi.
Giovanni si comportava con molta gentilezza le versava da bere, le parlava come se veramente fossero un coppia di fidanzati facendole mille complimenti, ma lei era tesa, spaventata dalla situazione. Non riusciva a mantenersi rilassata. Era tesa. Giovanni le prese la mano, e le sussurro’:Anna, bellissima Anna, stai tranquilla, nessuno ti toccherà a meno che non sia io a permetterlo, stasera voglio che tu pensi solo a me, sei una schiava lo sai, e quindi devi solo imparare a obbedire anche in pubblico, stai tranquilla nessuno puo’ farti nulla, se ti vergogni, vedrai che il piacere ne sarà aumentato, alzati la gonna e siediti a culo nudo.
Anna, alzo’ uno sguardo supplice: ti prego, non qui, ti prego, abbi pietà. Ma lo sguardo di Giovanni non le lasciava scampo, era autoritario e si aspettava la sua obbedienza. Anna alzo’ la gonna cosa facile si sollevava con facilità. Ma non poteva regolare piu’ di tanto e una volta scoperte le natiche per sedersi a culo nudo si sarebbe visto una larga porzione del suo corpo perchè il tessuto elasticizzato tendeva a risalire e non a scendere.
Ma obbedi’, poi le disse di mettersi una mano tra le gambe e di dirgli se era bagnata.
Anna si tocco la figa che era fradicia. E annui con la testa- Giovanni chiese: cosa ?
Si è bagnata rispose in un fiato Anna.
Visto che sei una troia?
Si padrone rispose sottomessa Anna.
Alla fine della cena al momento di uscire fu molto piu’ imbarazzante dovette alzarsi per sistemare il vestito, anche se cercava di abbassarlo mentre si alzava, non si poteva non notare che si era seduta a chiappe nude. Stare in piedi accando a Giovanni mentre pagava il conto, fu un altro momento di vergogna tutti le pareva la guardavano e sentiva gli occhi addosso si sentiva esposta. Fu proprio mentre stavano per uscire che senti’ una voce.
Ma Anna, sei tu ? proprio tu?
Si volto’ e davanti a se riconobbe una sua compagna di scuola, una che non la aveva mai sopportata e che le era anche capitato di criticare aspramente definendola una troia. Ora lei la guardava intimorita non sapendo cosa dire.
Io, io si sono io...
Giovanni intervenne, dicendo di presentarla, e Anna presento’ Chiara una mia compagna di scuola, e Giovanni un mio amico.
Chiara la osservo’ e disse: mia cara ma tuo marito dov’è?
Giorgio è via tutta la settimana per lavoro, lui viaggia in tutta italia. Bene e tu ti diverti a quanto vedo replico’ Chiara. Ma che bello magari questo sabato vengo a trovarvi che ne dici?
È tutta la sera che ti guardo e non ero sicura fossi tu, fino a quando non ti ho visto qui che eri piu’ vicina e ho potuto vederti bene in viso, sai di spalle non ti riconoscevo in fondo le tue natiche non le doveva aver viste nessuno fino a poco tempo fa, ma mi pare che oggi le hanno viste in molti.
Chiara disse Giovanni, che fai? Vuoi venire a ballare con noi?
Giovanni intuiva che vi era una specie di rancore nel tono di Chiara e voleva imbarazzare e umiliare Anna ancora di piu’ con una sua conoscenza.
Chiara rispose di si. Che le sarebbe piaciuto vedere come evolveva la serata. Chiamo’ il suo cavaliere che presento’ come amico Loris, e gli annuncio’ che sarebbero andati a ballare con la sua ex compagna di scuola ed il suo fidanzato, Loris continuava a guardare Anna e si vedeva che era attratto.
Anna era terribilmente affranta da dover condividere la serata con Chiara, non vedeva bene dove sarebbe andata a finire.
Andarono quindi tutti e quattro in una discoteca che il martedi sera faceva solo liscio, Giovanni ed Anna iniziarono subito alcuni balli mentre Chiara ballava con Loris, poi si scambiarono le coppie e Chiara venne a sapere da Giovanni della situazione di Anna.
Gli chiese se lui era disposto a condividerla un po’ con lei, che l’avrebbe aiutato a farla sprofondare nella vergogna e nell’umiliazione che la eccitava l’idea di sottomettere quella finta santarellina. Giovanni accetto’.
Quando Loris e Anna tornarono a sedersi anche loro, Anna era rossa e si vedeva che Loris era eccitato.
Allora Chiara disse: Cara Anna, sai Giovanni mi ha raccontato della tua evoluzione e visto che hai eccitato il mio amico dovresti rimediare, che ne dici?
Ma io...
Giovanni le ordino’: Anna non essere scortese, e sottomettiti alle richieste di Chiara che da questo momento delego come tua padrona.
Si, padrone rispose Anna.
Allora piccola cagna impertinente, ora vieni con me. Seguimi e rivolgiti a me chiamandomi signora e non farmi ripete.
Si signora rispose Anna docile.
La segui e anche Loris e Giovanni, andarono in una parte un po’ tranquilla e piu’ buia della discoteca, un’area che delle pareti separavano dalla sala piu’ grande dove vi erano tavolini e poltroncine, Loris si accomodo’ e Giovanni e Chiara in piedi fecero inginocchiare Anna che dovette prendere in bocca il pene di Loris e succhiarlo fino a farlo venire nella sua bocca, ingoiando tutto e ripulendolo con la lingua. Chiara era soddisfatta stava avendo una grande rivincita, certo lei era sempre stata una ragazza allegra ma che la piccola Anna dicesse di lei che era una troia quando erano state a scuola assieme non lo aveva scordato, eppure lei non le aveva fatto nulla, solo era piu’ aperta e disinibita delle altre, conosceva anche la famiglia di Giorgio, visto che i suoi li frequentavano da anni erano amici di infanzia.
Ora la piccola santarellina era diventata una grande troia una schiava sottomessa. Che divertimento per lei. Poi Chiara si apparto’ con Giovanni e gli chiese se poteva avere a disposizione per se Anna magari una giornata o un fine settimana, e Giovanni le disse che doveva sentire a casa cosa ne pensavano gli altri. La invito’ a passare a trovarli il giorno dopo cosi avrebbe potuto vederla nella sua quotidianità.
Chiara accetto’ con gioia.
CAPITOLO 9.
Quando rientrarono, Giovanni ando’ a parlare con Ines mentre Anna andava in camera di Padron Elio.
Giovanni: Ciao zia, stavi dormendo?
No, rispose Ines dimmi Giovanni, che cè problemi?
No volevo dirti, questa sera abbiamo incontrato una vecchia compagna di classe di Anna, e l’ho messa a conoscenza delle situazione di Anna ed era molto elettrizzata, e l’ho invitata, le piacerebbe avere Anna a disposizione, ma ho pensato che era meglio venisse qui, credo abbiano un piccolo conto in sospeso tra di loro dai tempi della scuola.
Ah davvero? Interessante, va bene ci saro’ viene domani hai detto? A che ora?
Nel pomeriggio, le ho promesso che avrei chiesto se si poteva prestargli Anna per qualche giorno o un fine settimana.
Si tranquillo vedremo domani cosa fa e come si comporta, poi ne riparliamo. Buona notte caro.
Notte zia.
Ines stava leggendo un romanzo sado maso, lo scopo era capire come comportarsi per migliorare la sottomissione di Anna e ne prendeva spunti.
Il giorno successivo, Anna era stata messa a svolgere i suoi lavori sempre nuda come le era stato imposto.
Il pranzo sempre con il solito rituale, e il riposino pomeridiano a farsi prendere dai maschi della famiglia. Appena se ne andavano al lavoro era il turno della signora Ines.
Ma quel pomeriggio, una visita era attesa e Anna lo ricordava, non sapeva cosa le sarebbe successo e l’ansia la rodeva dentro.
Alle 16,30 in anticipo si senti’ il campanello suonare, Ines ando’ ad aprire, una donna sui trent’anni carina, castana, fisico discreto abbastanza sofisticata trucco leggero, gonna al ginocchio, scarpe di marca, profumata, una bella donna meno bella di Anna, ma piacevole da guardare. Ines le chiese se fosse Chiara.
Si disse, sono Chiara mi ha invitato Giovanni a passare.
Si entra cara, vieni entrarono in cucina e li vi era Anna nuda ed in attesa e quando era in attesa era sempre in ginocchio, mani dietro la schiena. Aveva il suo bel collare. E gli occhi bassi.
Ines le disse: avanti cagnetta abbiamo una visita, vieni a salutare.
Anna sapeva che doveva avvicinarsi carponi e baciare la mano della persona a cui veniva presentata come schiava. E cosi fece.
Ma che educata esclamo’ Chiara con evidente ironia.
Vieni Chiara, la invito’ Ines e tu seguici su da brava. Andarono in soffitta dove era stata allestita la camera delle punizioni, qui Ines fece il resoconto della vita di Anna, e dei suoi doveri e delle punizioni.
Poi fatta stendere sul lettino e legate con le ginocchia tirate su e la figa ed il culo esposti, Ines fece vedere come si bagnava Anna, e Chiara tocco’ e disse ma vero è ma come bagna la cagnetta, e Ines le offri di divertirsi a fistarla, Chiava aveva le mani ed i polsi piu’ esili di Ines, e in breve fu dentro la figa di Anna la stava fistando. Andava avanti ed indietro e presto Anna ebbe un orgasmo travolgente.
Allora Ines la invito’ a provare con il culo, visto che lei ancora non era riuscita a infilarla completamente nel culo. Chiara invece con le sue manine riusci a fistarla anche nel culo, avere la mano di Chiara nel culo fino al polso sapendo che non si amavano, umiliava totalmente Anna ma la faceva godere nella sua vergogna.
Chiara era totalmente eccitata, e allora Ines le offri di leccarla, Chiara si tolse la gonna e gli slip e si mise su una delle poltrone con le gambe sollevate e Ines si inginocchio’ a leccarla le passava la lingua sulla figa a piatto, e poi le stuzzicava il clitoride e la porto’ rapidamente all’orgasmo. Forse anche lei aveva trovato la sua strada, era bisex ed era senza uomo da anni. Ora forse si capiva meglio e stava sperimentando molte cose anche per lei nuove.
Poi lei e Chiara scesero in cucina a farsi un caffè come vecchie amiche lasciando Anna legata in soffitta.
Quale sarà il destino di Anna deciso dalle due nuove alleate?

CAPITOLO 10.
Chiara volle visitare la casa, per capire dice come viveva la cagnetta, e parlava, parlava e Ines pendeva dalla sue labbra, le diceva che sarebbe stato interessante oltre a marchiare la schiava, di portarla da una sua amica medico, per prepararla, tagliarle i capelli piu’ corti in modo che si veda bene il collare al collo, e lei poteva portare dei suoi amici a visitarla e organizzare delle vere e proprie feste per la schiava, non solo, se voleva insieme potevano affittare qualche locale dove invitare suoi amici ed esibirla e farla usare.¨
Ines era eccitata ad ascoltare Chiare e tutte le cose che diceva, tutte cose si rendeva conto lei non avrebbe mai potuto e saputo fare. Aveva le gote rosse, aveva il respiro affannoso. Chiara vedeva che la robusta donna non era una raffinata, e che poteva portarla dalla sua parte, ora che era eccitata le avrebbe fatto accettare tutto quello che pensava di fare ad Anna.
Erano arrivate nella stanza di Ines, e Chiara le prese il viso e le diede un bacio sulle labbra, e infilo’ una mano sotto la vestito di Ines, le tocco’ il mutande, Ines allargo’ le gambe istintivamente per agevolarla. E Chiara esclamo’ ma sei bagnatissima come una troia, ti piace allora quello che ti propongo.
Siiii , sospiro’ Ines inarcando il bacino per farsi toccare meglio.
Chiara aveva lei il ruolo dominante anche con Ines la teneva in pugno, hai un cazzo finto?
Si si , le rispose Ines.
Prendilo, e Ines si precipito’ a prendere uno strap on che aveva nel comodino.
Spogliati le ordino’ Chiara. Ines si denudo’ tolto il vestitino da casa che era solo allcciato davanti si tolse mutande e reggiseno.
Chiara la fece stendere sul letto, e le apri’ le cosce, poi allacciatosi lo strap on, si mise sopra di lei e la scopo’.
TI scopo come una troia.
Sii siiii grazie ti prego scopami ho voglia di godere. Diceva la Ines.
E la scopo’ a lungo portandola a diverse volte all’orgasmo, la baciava in bocca Chiara alla Ines che non era per niete erotica ed attraente, ma Chiara aveva il suo scopo. Ines era al settimo cielo.
Dopo un ‘oretta di orgasmi Ines era spossata, ma Chiara aveva tutta la padronanza di se.
E le disse: Allora tesoro che ne dici, ti presento alla mia amica medico cosi stabiliamo quando marchiare la cagna.
Si cara si quando vuoi’.
Brava tesoro, resta nuda sotto il vestito dai, poi andremo tutte e tre io te e la cagna nel centro estetico medico della mia amica e faremo preparare la cagna, con tutti i simbole della sottomissione, Inanellamento della fica e dei capezzoli. E alcune scritte alle quali pensiamo che appena si spoglia si capisca che è una troia e una schiava, che ne dici? E sarebbe utile anche farle firmare un contratto in cui lei si cede come schiava, e farlo firmare anche al marito.
Oh sii sii, sei una mente perversamente acuta e intelligente, e sai cosa fare io mi fido totalmente di te, cara. Conosciamo la tua amica, veramente sono impaziente.
Bene ora vai a prendere tu la cagna, si starà annoiando da sola, io devo andare, e uno di questi giorni passo con la mia amica, dammi il tuo numero di telefono.
Ines era elettrizzata e cerco’ un pezzo di carta dove scrivere il suo numero ansiosa di compiacere la giovane e bella Chiara.
Era come un’adolescente che vuole compiacere il suo primo amichetto questo sentimento di accontentare Chiara era una forma di innamoramento che non sapeva determinare ma le piaceva compiacerla.
Ando’ a prendere Anna in soffitta, la slego’ e la fece scendere, ordinandole di preparare la cena mentre lei si andava a fare una doccia.
Due il giorno dopo, al mattino giunse la telefonata di Chiara, Ines sentendola ando’ in brodo di giuggiole. Ohhh Chiara sai ti ho pensato, sono cosi felice che mi chiami, (voleva dirle mi manchi, se tu fossi qui vorrei che mi sbattessi come ieri), come stai, hai novità?
Chiara: si la mia amica è disponibile per la marchiatura anche questo sabato, tu che ne dici?
Ines: si certo stasera lo dico a mio fratello, sai devo informarlo di queste novità.
Chiara: va bene certo, mi fai sapere?
Ines: oh si appena gli ho parlato ti telefono immediatamente.
Chiara grazie cara, ci vediamo sabato allora.
Ines alla sera parlo’ al fratello di marchiare la schiava e di metterle anelli alla passera e ai capezzoli che la sua nuova amica Chiara aveva una dottoressa che poteva farlo, e sarebbe stata disponibile sabato, bisognava avvisare Giorgio di portarla il sabato per procedere.
Il fratello disse che andava bene, Anna aveva sentito tutto il discorso ne avevano parlato apertamente come se lei non fosse presente, ed era agitata all’idea di venire marchiata avevano parlato di un marchio con ferro rovente. Ma non osava parlare.
Il venerdi sera, appena il marito arrivo’ a casa, Elio e Ines erano li ad aspettarlo con Anna nuda tenuta al guinzaglio da Ines.
Spiegarono a Giorgio le loro intenzioni e gli chiesero di portare Anna domani nel pomeriggio da loro, gli consegnarono un documento che gli chiedevano di firmare in cui Anna diventava una schiava di loro proprietà e lui accettava, e che doveva firmarlo anche Anna.

Cotratto di sottomissione tra schiava Anna e Padroni famiglia M________________
La sottoscritta Anna G. nella sua piena convinzione e per sua libera scelta, e con animo sincero chiede a Elio M.. Che accetti la sottomissione della mia volontà alla sua. Che mi prenda sotto la sua protezione e guida, al fine di crescere in armonia e reciproca fiducia nel rispetto dei ruoli. Dare soddisfazione ai suoi desideri, capricci, soddisfazione dei suoi bisogni, sono in sintonia con il mio desiderio di essergli sottomessa e di impegnarmi a soddisfarli e di essere a sua disposizione offrendogli l’uso del mio tempo, dei miei talenti e delle mie capacità. Inoltre chiedo con una sincera umiltà che egli come mio Padrone che accetti la custodia del mio corpo per il soddisfacimento dei miei bisogni sessuali e per il suo miglioramento anche estetico. Per raggiiungere questi obiettivi gli è dato ampio potere di disporre del mio corpo in ogni momento e luogo, in presenza di chiunque, per farne uso o dono ad altri come meglio lo riterrà opportuno.
Gli chiedo di guidarmi in ogni comportamento sessuale o sensuale legato ad uno scenario con o senza la di lui presenza ma sotto sempre la sua guida, in modo che questo porti ad uno sviluppo e sbocciatura della mia maturità sessuale in quanto persona, come fortemente desidero.
Accetto le seguenti pratiche:
sottomissione;
umiliazione;
Esibizione;
Masochismo;
Schiava sessuale.
Essere prestata a uomini, donne e coppie per soddisfarli in ogni loro richiesta. Venire ceduta ad altri anche in via permanente.
Offro la mia sottomissione come inteso sopra in tutti i suoi termini, alla famiglia M......., in totale consapevolezza e rispetto delle regole accettate.
In A....................il 4 luglio 2017
La sottomessa___________________________
I Padroni _______________________________
Il marito _________________________________

Giorgio solo a leggere il contratto si era eccitato e aveva un’erezione che premeva nei pantaloni, disse loro che firmava subito e cosi fece poi lo passo’ ad Anna che lo firmo’.
Elio se lo mise in tasco e disse: divertitevi stanotte ci vediamo domani.
Giorgio porto’ Anna in camera per scoparla, e si sfogo’ su di lei ma lei oramai non provava piacere con il marito, aveva bisogno di sentirsi dominata e lui non ci riusciva., ma si concesse da brava schiava sapeva che era tra i suoi doveri, Giorgio la prese in varie posizioni e la inculo’ entrandole nel culo oramai pronto a ricevere calibri ben piu’ grossi del suo, e alla fine le venne dentro, era eccitato come non lo era stato mai, e quella notte ne fece tre. Poi si addormento’ profondamente sfinito.

Ines telefono’ quella sera stessa a Chiara per annunciarle la firma del contratto firmato anche dal marito.

CAPITOLO 11
Il sabato mattina, i due coniugi erano ancora a letto ma svegli, Giorgio eccitato al pensiero di quanto poteva accadere quel giorno, Anna invece preoccupata ma non eccitata, timorosa, aveva scoperto il piacere per la sottomissione, aveva scoperto di godere nella vergogna, di godere del suo masochismo, ma un marchio a fuoco, ne aveva paura, sentiva un nodo in gola e allo stomaco.
Giorgio la bacio’ poi si alzo per andare in doccia.
Dopo di lui anche lei ando’ in doccia, e sotto la doccia piangeva calde lacrime, uno sfogo per se stessa, e la paura la attanagliava. Cosa sarebbe successo di lei? Fino a dove sarebbe arrivato il suo degrado? Fin dove la sua stessa libido l’avrebbe portata? Suo marito aveva fatto svegliare in lei un demone, il demone della perversione.
Quando scese, non si era vestita, sempre nuda, aveva rimesso il collare dal quale oramai non si separava mai solo per fare la doccia.
Giorgio le disse: Ha telefonato Elio, ci ha invitati a pranzo, da loro.
Anna, abbasso’ la testa e non rispose, sicuramente non aveva nulla da dire e la sua opinione non contava, avevano già deciso.
Si recarono alla casa dei vicini lei nuda al guinzaglio attraverso il campo, vi era una vettura sconosciuta in cortile, segno che il Padron Elio aveva invitati, Giorgio all’idea di arrivare e sfoggiare la moglie nuda e tenuta al guinzaglio davanti a sconosciuti, ebbe un’erezione.
Ines apri loro la porta e prese il guinzaglio dalle mani di Giorgio che segui, diventando una comparsa nella situazione, cosa che lo fece avere un guizzo al cazzo.
Ines trionfante entro’ nella sala dove oltre ad Elio e i suoi figli, vi era Chiara che Giorgio riconobbe con imbarazzo essendo oltre ad un ex compagna di scuola amica di famiglia erano cresciuti quasi assieme una bella signora di una quarantina di anni ben fatta, elegante, che venne presentata come dottoressa Elisabetta V. Un medico che si sarebbe occupata della marchiatura.
Ines porto’ la schiava a rendere omaggio ai padroni, Anna educatamente uno ad uno li saluto’ Buongiorno Padrone Elio, Buongiorno Signor Mario, Buongiorno Signor Giovanni, poi davanti alla Chiara, Buongiorno Signora Chiara, e infine venne presentata alla dottoressa Alla quale dovette presentarsi su ordine di Ines.
Buongiorno dottoressa, sono la schiava della famiglia M. Sono una cagna in addestramento, ho trovato la mia condizione giusta ed ideale a stare nella sottomissione e a soddisfare coloro che mi sono superiori, per volontà di mio marito ora sono una proprietà della famiglia a cui sono devota e sono a disposizione per rendere omaggio ai loro ospiti. La dottoressa le diede un buffetto come si farebbe ad un cane. Poi distolse lo sguardo e si mise a conversare con il capofamiglia.
Spiego’ che si potevano raggiungere grandi risultati nella preparazione fisica della schiava, ma spesso era consigliato di fare un periodo in clinica, dove poter mettere in tutta sicurezza degli anelli alla figa, una serie che poteva consentire di chiudere la figa della schiava meglio di una cintura di castità. La serie di anelli tra cui uno al clitoride attraverso i quali far passare uno stilo di metallo, che si chiudeva con una plachetta sopra il clitoride, e con un luchetto in modo che nulla sarebbe passato e la castità della schiava era garantita non potendo nemmeno sgrillettarsi, e anche se vi premeva sopra, non avrebbe tratto gran piacere perchè era fatto in modo che la plachetta essendo con un incavo toccasse pochissimo il clitoride o niente dipende dalle dimensioni. In questo modo si controllano gli orgasmi della schiava.
Ma un lavoretto fatto bene necessità di un ambiente adeguato per evitare infezioni che poi andando curate mettono fuori uso la schiava per un certo periodo. Cosa che è meglio evitare in quanto è proprio che la schiava deve servire i padroni e una schiava fuori uso non serve ai padroni. Certo noi abbiamo a disposizione piu’ schiave e quindi una quando è in cura le altre sono a servizio. Alcune le noleggiamo pure. Ma se una volta avete tempo venite a visitardi nella nostra clinica abbiamo stanze per gli ospiti, in fondo è anche un vero centro benessere, dove si puo’ stare come in albergo, certo non è molto economico, ma la nostra è una clientela scelta e che puo’ permettersi i soggiorni con i prezzi che proponiamo. Consideri che offriamo anche dei servizi che un hotel normale non puo’ permettersi di offrire.
Abbiamo il personale che è altamente qualificato, sia sottomesse che dominanti, infermiere e inservienti di ogni tipo, e ovviamente le schiave che possono venire messe a disposizione degli ospiti che vengono scelte da un catalogo.
Spesso si tratta anche di signore di alta borghesia che vengono a trascorrere un periodo di piacere da noi, disposte a subire umiliazioni e punizioni ed essere usate dai clienti con l’accordo di fidanzati e mariti o amanti. Abbiamo anche sottomessi maschi, ovviamente bisogna averne per tutti i gusti lei capisce.
Elio ascoltava questa affascinante signora annuendo con la testa, certo non avrebbe immaginato nulla del genere, che peccato non esserne venuto a conoscenza prima.
Ines aveva condotto Anna in cucina, e le aveva tolto il guinzaglio e messa al lavoro per preparare il tavolo lei aveva già fatto il di piu’ dalla sera prima aveva cucinato per tutti ora si trattava solo di preparare il tavolo nel salone, e di terminare la cottura.
Il pranzo servito da Anna procedette egregiamente, Anna era bella e si muoveva con grazia assolvendo al suo compito di cameriera, poi si sedeva sulle ginocchia di Padrone Elio che la imboccava, e pareva felice del suo ruolo.
Dopo il pranzo durante il quale Anna mangio’ solo quello che Elio le dava quindi molto poco, anche su consiglio della dottoressa Elisabetta, che era meglio non mangiasse troppo. Chiara si era seduta accanto a Giorgio che era un po’ in imbarazzo e lei lo accarezzava sotto il tavolo e ogni tanto gli sussurrava qualcosa all’orecchio, e lui diventava rosso, ma pareva anche eccitato.
Presero il caffè servito da Anna, e alcuni gradirono l’amaro, poi fu Chiara a rompere il ghiaccio dicendo che forse era ora di salire, in soffitta.
Anna li comincio’ a tremare, e sudare, Elisabetta la prese per un braccio e disse: andate io e Ines magari vi raggiungiamo fra un attimo.
Elisabetta fece mettere in ginocchio la schiava, e gli disse: ascolta, so perfettamente che hai parura, ma ti assicuro che è solo un momento, poi ti metto un unguento, che ti aiuterà a sopportare il bruciore, tu sei disposta vero ad un po’ di sofferenza per i tuoi padroni vero?
Anna: si... si ... Signora, ma ho molta paura. Mi dispiace.
Anna fece cenno a Ines di lasciarla sola con la schiava, ed Elisabetta le disse: tesoro guardami negli occhi, se non vuoi fermo tutto, ma se sei pronta, sappi che mi occupero’ di te, e sono un medico so quello che possiamo fare o non fare, ovviamente loro vogliono che tu senta dolore, ma io posso aiutarti, prendi ingoia questa pasticca, e ti assicuro che sentirai molto meno dolore di quanto immagini meno di una buona dose di sculacciate alle quali sei già abituata. O mi sbaglio?
Anna: non si sbaglia Signora, sono stata già punita spesso.
Anna ingoio’ la pasticca che le dava Elisabetta e poi si rilasso’. La prese per mano e salirono in soffitta dove aveva già predisposto tutti appena arrivata al mattino con Chiara.
Chiara aveva messo un ferro a scaldare su un piccolo scaldino elettrico, era una S , alta cinque centimetri, larga tre centimetri.
Quando Elisabetta seguita da Anna arrivo’ la fece stendere sul lettino e la legarono piegata in due con le natiche esposte. Elisabetta disinfetto’ la groppa di Anna, una bella groppa bel esposta. Poi prese il ferro che aveva un’asta di circa 30 centimetri, era oramai pronto, lo applico’ sulla parte superiore della natica destra molto in alto, e lo tenne per circa 5 secondi.
Un urlo usci’ dalla gola di Anna e poi svenne.
Subito la dottoressa si avvicino’ tocco’ il polso, poi le applico’ una garza preparata sulla bruciatura del marchio prese il telefono e chiamo’. Chiese un autoambulanza.
Giorgio era scattato in piedi, Elio pure e i figli, Ines si torceva le mani e chiedeva ma cosa succede.
Collasso, voglio ricoverarla da me. Non vi preoccupate andrà tutto bene. Ines vuoi accompagnarla tu servirà qualcuno che le stia vicino.
Giorgio si intromise e disse: sono il marito vengo io.
Elisabetta lo squadro’ e disse: scusa ma meglio che ci sia una donna e poi tu l’hai venduta a loro. Non credi sia meglio che te ne stai a casa e ti preoccupi del tuo lavoro lei è in buone mani con noi. La porto alla mia clinica.
E’ sufficiente che Ines venga con noi, siete d’accordo. Ed Elio rispose per tutti che era la cosa migliore.
Appena l’ambulanza arrivo’ due infermieri salirono presero Anna e la misero su una barella la portarono giu’ dalla soffitta e caricata in ambulanza partirono.
Ines e Chiara salirono sull’auto di Elisabetta e partirono.
CAPITOLO 12. La clinica.
Arrivate alla clinica, che poi era non solo una clinica ma poteva essere un centro di benessere dove venivano pazienti per diete, riposo, ecc. Saune massaggi, trattamenti estetici, vi era di tutto.
Anna venne portata in una sala ambulatoriale, venne visitata da un paio di medici e venne deciso il ricovero da Elisabetta.
Ines venne alloggiata in una stanza del centro, cosi poteva seguire la situazione. Elisabetta le disse poi ci vediamo, nel frattempo mettiti comoda e usufruisci dei serivi offerti sei mia ospite.
Chiara l’accompagno’ nella stanza dove sarebbe stata, e Ines chiese, ma mio dio ora che succederà? Come pensi che stia Anna?
Chiara rispose: stai tranquilla, Elisabetta questa sera ci dirà della situazione dobbiamo avere fiducia in lei. E’ molto brava, vedrai che la rimetterà in sesto.
Ines: pensi che abbiamo esagerato? Sant’Iddio ci siamo messi nei guai? Ma la colpa è del marito, è lui che ha voluto tutto questo.
Chiara le disse che doveva calmarsi, agitarsi non serviva a molto.
Intanto se vuoi telefona direttamente a casa e avvisali di non preoccuparsi che è tutto sotto controllo le disse Chiara.
Ines stava per usare il cellulare quando entro’ una infermiera giunonica, con un fisico da lottatrice. Dicendo scusate Chi di voi è la Signora Ines?
Io io rispose Ines. Venga mi segua, ah lasci cellulare è vietato usarlo qui per via delle onde che possono influire sui macchinari della clinica. Non serve vi spiego di piu’, Chiara si accodo’ e seguirono l’infermiera.
Arrivarono ad una stanza e dove vi era una finestra che consentiva di vedere nella stanza accanto e videro Anna che era attaccata a una maschera respiratoria, e aveva due flebo. E pareva incosciente ed Elisabetta che la visitava. Poi Elisabetta con una giovane in camice bianco che poteva essere un’infermiera, venne da loro.
Disse: Allora questa è la situazione dovrà riposare molto, è fuori pericolo ma è il cuore che ha avuto un piccolo collasso. Al momento non possiamo fare molto, se non aspettare il riposo è la soluzione migliore ci vorranno un po’ di giorni.
Oh mio dio si disperava Ines cosa facciamo adesso. Dobbiamo spiegare che la colpa è del marito è lui la causa di tutto.
Elisabetta guardava con una smorfia quella donna grande e grossa e spaventata.
Le disse: senta Ines adesso chiami suo fratello e faccia anche informare il marito che Anna resta ricoverata fino a nuovo ordine in attesa di accertaementi è fuori pericolo ma ha bisogno di cure
Non vi è altro da aggiungere per ora.
Si dottoressa si dottoressa lei ha ragione. Faccio cosi subito.
Ines non vide lo sguardo di Chiara con la dottoressa e la strizzatina d’occhio.
Chiara accompagno’ Ines nel salottino dove vi era il telefono e le disse che sarebbe stato bene che Giorgio venisse anche lui con Elio, e magari portassero il contratto di sottomissione di Anna, perchè è bene che la dottoressa sia a conoscenza di tutto questo se si vuole il suo aiuto. Sai come medico se viene fuori che vi era un contratto come quello sono guai per voi.
Ines era spaventata da tutto questo e quindi informato il fratello di quanto accaduto disse quanto le aveva di riferire Chiara.

Elio e Giorgio partirono con l’auto di Elio, arrivarono in mezz’ora alla clinica ma non essendo conosciuti dovettero cercare un parcheggio all’esterno. Chiesero della dottoressa e alla fine dopo un po’ qualcuno venne a prenderli, si incontrarono con Chiara subito che li accolse e li fece entrare nella stanza con la finestra per vedere Anna, e la videro sedata e con le flebo e la maschera ad ossigeno.
Ne furono impressionati.
Chiesero di Ines ma gli venne detto che era tanto provata che le hanno dato un calmante e lasciata a riposare in una stanza.
Chiara chiese del contratto e disse che dovevano mostrarlo alla dottoressa la quale forse li avrebbe aiutati, ma doveva essere a conoscenza di tutto.
Andarono nello studio della dottoressa, dove vi era lei e forse un altro dottore, non furono presentati.
Chiara consegno’ il contratto a Elisabette che lo lesse.
Poi disse che era un problema questa cosa poteva anche ritorcersi contro di loro, doveva lei adesso dichiarare che il malessere non era dovuto a situazioni di giochi sado maso fatti da persone non esperte, e anche lei avendo partecipato senza visitare prima la sottomessa rischiavano tutti una denuncia penale.
A quel punto preciso’ che erano tutti coinvolti, quindi ognuno avrebbe dovuto mantenere la ovvia riservatezza sulla questione, fece loro firmare una confessione sulle attività svolte, e un accordo con il quale si impegnavano a lasciare sotto le cure e la guida della dottoressa Elisabetta Anna anche come sottomessa in quanto le pratiche che doveva svolgere dovevano essere monitorate attentamente. Sottolineava l’accordo che Elisabetta diventava la proprietaria di Anna e che l’avrebbe lasciata abitare e svolgere i suoi doveri a casa della famiglia M. , ma con delle condizioni di controllo che sarebbero esercitate da lei o da persona da lei incaricata, e che Ines avrebbe dovuto restare al suo servizio in quanto era necessario fosse istruita adeguatamente, e per pagare in qualche modo le prestazioni della clinica.
Sia Elio che Giorgio firmarono il nuovo accordo. Pur di evitare delle complicazioni ringraziando la dottoressa di tutto il disturbo che si dava e del suo interessamento per il proseguo delle loro attività.
Chiara disse loro che avrebbero comunque mandato loro una delle loro schiave per divertirsi e per svolgere i lavori domestici, cosi non sentiranno la mancanza della loro schiava Anna e ovviamente del fatto che non hanno Ines che si occupa delle faccende domestiche. Giorgio chiese quando sarebbe arrivata questa loro nuova schiava?
E Chiara rispose che già il giorno dopo sarebbe andata da loro, anzi prima da Giorgio, e poi dal lunedi mattina a casa dei suoi vicini, esattamente come faceva Anna prima.
Ringraziarono e se ne andarono.

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