La tisana di mio nipote

di
genere
incesti

LA TISANA DI MIO NIPOTE
Qualche tempo fa sono stata male.
Ero andata sulla pista ciclabile di Imperia: un freddo terribile.
Eh, ma sono giovane e bella e forte, cosa vuoi che mi succeda?
E naturalmente mi sono ammalata.
Un raffreddore terribile, mal di gola, ossa a pezzi e chiusa in casa.
Brava Annamaria, la temeraria, la incosciente.
Dunque quella mattina ero a casa, in pigiama, una vestaglia pesante addosso: sembravo una vecchia, seduta sul divano col fazzoletto in mano.
Telefona mio nipote.
No, sto male. Non rompere. Si, sono sola. No, non ho bisogno di nulla. Non ci pensare nemmeno.
E invece dopo mezz'ora si presenta.
Ma non ti avevo detto di non rompermi le palle? Sto male, come devo dirtelo?
Arrivano intanto messaggi sul mio telegram.
Leggo.
Chi è zia?
Ammiratori.
Devi rispondere?
No vado a mettermi a letto, sono sfinita.
Ti faccio compagnia zia.
Tu devi andartene affanculo, chiaro?
Ti preparo una tisana calda, ti va zia?
Squilla il telefono. Un numero sconosciuto.
E questo chi cazzo è?, mi chiedo perplessa.
Chi zia?
Un numero che non conosco. Di certo qualche spam.
Fammi vedere...no, zia, questo è il padre del mio amico. Ti cerca disperatamente. L'industriale fottutamente ricco e fottutamente porco, ricordi?
Ah, si, e come fa ad avere il mio numero?
Ma zia, glielo ho dato io. Quello farebbe follie per scoparti.
Follie di che tipo?
Non saprei, ma direi cifre enormi.
Senti Federico, io sto male, fai una cosa: parlaci tu, vedi quanto offre e poi ci penso, va bene? Ora vado a letto.
Ero sotto le coperte, cercavo di prendere sonno, quando mio nipote arriva con la sua tisana calda.
Bevila zia, vedrai che ti farà bene.
Faccio sorsi piccoli e lenti, mentre mio nipote mi accarezza.
Mi rimetto sotto le coperte.
Ora lasciami in pace, gli dico, e mi assopisco.
Non so quanto tempo passò, ma quando aprii gli occhi mio nipote era affianco a me che mi accarezzava le tette.
Ma cazzo fai? Ti pare il momento?
Mi rispose con un numero.
Che significa?
La sua offerta zia.
Rimasi un attimo interdetta.
Dici sul serio?
Assolutamente.
E che gli hai risposto?
Che avrei parlato con te e gli avrei fatto sapere.
Ok. Digli che va bene. Ma non deve avere fretta. Mi richiamasse tra qualche giorno, quando starò bene.
Presi il telefono.
Una marea di messaggi a cui rispondere.
Come ti senti zia, meglio?
Si, buona la tisana calda col miele, grazie.
Con i tuoi ammiratori tutto a posto?
Si, si, ora cerco di rispondere a qualcuno.
Mio nipote si avvicina e comincia ad accarezzarmi.
Sei bellissima zia.
Lo lascio fare. Non ho cuore di scacciarlo.
Ho il raffreddore Federico...
Non me ne frega un cazzo zia, voglio la tua fica e il tuo culo.
Non risposi.
Prese a spogliarmi.
Mi lasciai sfilare il pigiama, sotto ero nuda, senza reggiseno e senza slip.
Mi ritrovai la sua lingua che leccava avidamente la mia fica mentre con le mani martoriava i miei capezzoli.
Iniziai a inumidirmi, ad ansimare di piacere.
Mio nipote si spoglia in un baleno, si inginocchia affianco a me e mi mette in bocca il suo cazzo lungo e duro.
Lo pompino con voracità, succhiandolo avidamente.
Sento le sue gocce sulla lingua e provo un piacere intenso.
Si allunga su di me, allargo le gambe, con una mano mi dilata la fica leggermente pelosa, mentre con l'altra impugna il suo cazzo e me lo infila con decisione.
Urlo di piacere, mentre comincia a spingere con decisione e in profondità.
Ansimo di piacere mentre lui aumenta il ritmo dei colpi.
Ti voglio in bocca, gli sussurro in un orecchio, mentre con le dita gli afferro i muscoli della schiena.
Si, ma prima ti inculo, mi dice mentre, uscendo, mi fa girare e mettere a quattro zampe.
Mi allarga il culo con le mani, tuffa la lingua nel mio buco, lo sento leccare furiosamente, e subito dopo il suo cazzo inizia a penetrare duro e deciso.
Urlo di piacere, ancheggiando, mentre lui affonda con violenza.
Dio che godimento!
Mi masturbo, e, mentre sento il mio culo bruciare di piacere, vengo ansimando come una porca in calore.
Mio nipote è tutto un tremore.
Esce dal mio culo, io mi stendo, lui mi sale sopra, si sega, pochi secondi e la mia faccia viene investita dalla sua sborra.
Apro la bocca, cerco di ingoiare tutto quello che posso, afferro il suo cazzo ancora duro, lo lecco, lo bacio, lo accarezzo, me lo passo sul viso, lo lecco ancora assaporando tutta la sborra che posso.
Sono sfinita, devo andare in bagno a fare pipì.
Mi lavo, mi guardo soddisfatta allo specchio.
Mi rimetto il pigiama e mi infilo nel letto, mentre mio nipote si riveste e mi guarda innamorato.
Riprendo il telefono.
Le chiamate aumentano.
Rispondo.
In chat tutti a chiedermi: Perché ci metti tanto a rispondermi?
Scusami, ma stavo dormendo, sto male.
Mio nipote è di nuovo su di me.
Lo blocco e lo allontano.
Ancora? Gli chiedo con aria decisa. Non ti è bastato?
Tu non mi basti mai zia, ho sempre voglia di te, mi dice accarezzandomi le tette.
Basta! Gli urlo quasi incazzata.
Sono stanca, come devo dirtelo? Vai via!
Ma stai meglio? Mi chiede baciandomi.
Ma si...sono stanca, ma mi sento meglio, gli rispondo con un leggero sorriso mentre sento ancora le sue labbra che mi cercano.
Ora vai via, Federico, ti prego, ho bisogno di stare sola.
Telegram @seduzioneamaranto per chattare con me
Canale Telegram a ingresso libero per immagini di me, il link nella mia pagina Instagram @ladyam.annamaria
di
scritto il
2026-03-13
5 5 7
visite
3 7
voti
valutazione
9.3
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Io, mia sorella e il mostro nero

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.