Erotici Racconti

In autostrada

Scritto da , il 2018-01-10, genere esibizionismo

questo è il mio primo racconto, ed è una storia vera, successa un paio di anni fa.
Eravamo in autostrada, io guidavo con al fianco mia moglie, era estate, eravamo vestiti sportivi, tornavamo da una passeggiata in montagna, io calzoni corti e maglietta lei leggins e canotta.
Ad un certo punto mia moglie disse: “devo prendere una cosa dietro” si slacciò la cintura e si infilò tra i sedili… non ci feci subito caso ma girandomi verso di dei mi trovai il suo culo praticamente di fianco al viso, non resistetti e gli diedi un bel morso… lei stranamente non si arrabbiò anzi mi diede dello scemo e continuò a cercare chissà cosa sui sedili dietro…allora iniziai a palparle il culo e gli strattonai leggins e mutande abbassandoli, lei non poteva muoversi incastrata tra i sedili, chiunque dalle macchine vicine avrebbe potuto vedere benissimo il culo bianco di mia moglie.
Lei un po’ protestò ma senza troppa convinzione, strano, allora continuai a palparle il culo ed accarezzarle la figa da dietro… per fortuna non c’era troppo traffico altrimenti sarebbe stata dura continuare a guidare in quella posizione così scomoda. Dopo poco infatti mi pregò di poter tornare al suo posto, io acconsentii facendole promettere però di non tirarsi su i calzoni, lei acconsenti subito.
A questo punto mi trovavo a fianco mia moglie praticamente nuda dalla vita in giù, iniziai a sdilatinarla senza pietà, lei allora scivolò un po’ più in basso si tolse del tutto calzoni e mutande e allargò le gambe più che poteva per agevolarmi il lavoro di dita.
Poco dopo mi ritrovai a superare una fila di camion… passato il primo si iniziarono a sentire i clacson… evidentemente lo spettacolo visto dalla cabina del camion non doveva essere male!lei fece finta di nulla anche se credo che dalla sua posizione potesse anche vedere i visi dei camionisti che passavamo...
Io non ce la facevo più stavo esplodendo nei calzoni e non potevo neppure sistemarmelo visto che almeno una mano sul volante dovevo tenerla, lei lo capì e allungò una mano, me lo tirò fuori e iniziò a menarmelo piano piano, poi avvicinò la testa, ma alla prima leccata... rischiammo di schiantarci!
“fermati subito!”
Non me lo feci ripetere, adocchiata un’area di sosta mi fermai con un’inchiodata, la macchina era mezza storta più sulla strada che nell’area di sosta ma l’urgenza era troppa. Non mi fece mettere neppure il freno a mano, si mise in ginocchio sul sedile culo in alto e si infilò il mio cazzo direttamente in gola, iniziò a pompare come non aveva mai fatto prima, lo prendeva tutto fino in gola, mentre io le infilavo le dita in ogni buco possibile. Sentimmo un concertino di clacson, erano i camion di prima che ci superavano di nuovo… sentendo quel suono venne urlando sul mio cazzo, io non resistetti più e le riempii la bocca, costringendola a bersi tutto quanto.
Ci ricomponemmo e ripartimmo verso casa come se nulla fosse.

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