Nel mondo dei cuckold Pt.3 (storia vera)

Scritto da , il 2017-01-13, genere tradimenti

Mi prende la mano e mi fa toccare i suoi capelli; sono appiccicati.
Io la spoglio e comincio a leccarla mentre ho il cazzo di marmo e lei mentre gode mi dice:”mi ha portato nel suo appartamento e mi ha scopato, nel culo, tre volte, in tutte le posizioni. Alla fine, avevo la sua sborra dappertutto, nel culo, sulle tette... in faccia. Gli avevo promesso il culo e lui se l'è preso”.
Ne esce una scopata memorabile anche perchè io so come farla venire e lei adora farlo mentre ripensa a quanto appena accaduto, a quanto abbia fatto la troia con lui.
Seguirono altri incontri nel corso degli anni, alcuni fugaci, in auto, altri più articolati a casa di lui quando lei sentiva il desiderio di essere inculata.
A volte capitava che, uscendo insieme, fossi io ad accompagnarla da lui aspettando in macchina tremante che lei tornasse carica di sesso appena fatto.
Una volta sono riuscito anche a vederla di sfuggita. E' stato tremendamente sconvolgente. Eravamo fuori entrambi ma ognuno per conto suo, io a cena, lei nel solito bar quando sul telefono mi arriva un messaggio di Marina:”E' arrivato Maurizio..te non venire”.
Mi si contorcono le budella come sempre in queste situazioni e mentre cerco di svincolarmi dai commensali pagando la mia parte di conto per andarmene mi arriva un nuovo sms:”vado via.. non mi chiamare”.
Io esco, prendo l'auto, e conoscendo i luoghi dove si erano appartati altre volte mi metto alla ricerca.
Li trovo al primo tentativo, strada buia e poco trafficata, l'auto di lei è parcheggiata e io passo velocemente ma avevo fatto troppo alla svelta e nell'abitacolo non c'era movimento.
Faccio il giro e al secondo passaggio già la testa di lei era scomparsa..
Più avanti nel tempo mi sono maledetto per non essermi fermato in disparte a osservare tutto a distanza ma i tremori che avevo addosso non mi rendevano lucidissimo.
Decisi di fare un ultimo passaggio e vidi Marina sopra di lui a smorzacandela poi proseguii e andai ad aspettarla al bar.
Il telefono squilla:”amore, finito ora, dove sei?”. Mi raggiunge, esce dall'auto raggiante, mi avvicino, faccio per baciarla sulle labbra e lei.. si ritrae.
La guardo stupito, meravigliato e lei mi pugnala:”dai amore.. ho ancora la sborra sulla bocca”.
Ancora oggi quelle parole mi mettono i brividi e il desiderio crescente di queste emozioni era diventato come una fottuta droga.
I suoi incontri che intervallavano pause anche di 3 mesi l'uno dall'altro erano decisamente pochi per me e lei, nonostante il mio “via libera” non ne approfittava come avrebbe potuto.
Ricordo tante ma tante volte in cui la vedevo prepararsi per uscire sperando fosse la volta buona, ricordo di aver passato serate di noia assassina aspettandola sveglio, fumando l'impossibile e la delusione cocente di vederla tornare intatta e la pena nel dover attendere un'altra settimana, un'altra uscita, un'altra occasione.
Trovavo anche inaccettabile il fatto che Maurizio si dimostrasse spesso svogliato e indisponibile quindi, pensa e ripensa, decisi che era il momento che lei conoscesse qualcun altro, magari casualmente, ma come fare... segue

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