Il Preside
di
Ex cornuto
genere
corna
Quel giorno mi arrivò una chiamata dalla scuola di nostro figlio. Per il giorno successivo eravamo convocati in Presidenza per qualcosa che aveva fatto Enrico, nostro figlio, che allora frequentava le medie. Tornato a casa ne parlai con Ilenia, mia moglie, che avete già conosciuto per la bella esperienza con John, il Nigeriano che voleva intervistare ma che invece le aveva aperto tutti i buchi con suo (e mio) sommo piacere.
Enrico si difese dicendo che aveva solo bisticciato con un suo compagno, ma che non era successo niente di grave.
Comunque decidemmo di recarci a scuola l'indomani mattina. Chissà cosa vole dirci Mario, il Preside della scuola? Mario era un tipo magro, brizzolato, sulla cinquantina, sempre elegante. Quando ci era capitato di incrociarlo era stato sempre gentile, soprattutto con Ilenia, che guardava sempre con un po' di sfrontatezza, ma d'altronde lei era sempre molto ammirata...
Il mattino dopo, intorno alle 10, ci recammo a scuola. Mario ci accolse subito, facendoci accomodare nel suo ufficio.
"Un po' furbetto il vostro ragazzo, vero?"
"Perchè, che ha combinato?" chiesi io.
"Mah, niente di particolare... In effetti ha solo litigato con un suo compagno, che pare abbia offeso lei, Ilenia.
"Ah, e cosa avrebbe detto di me?" domandò Ilenia preoccupata.
"Sa, quelle offese gratuite che spesso si affibbiano alle madri degli altri... Avrebbe insinuato che lei è... è un po' puttana..." E così dicendo a guardò fisso da sotto le sue lenti da vista, girando poi lo sguardo su di me...
"Bah, sono cose da ragazzi. Non c'è mai niente di vero..."
"Certo, certo", si affrettò a dire Mario, continuando a fissare Ilenia... "Ma vi ho chiamati qui anche per un altro motivo. So che lei, Ilenia, scrive per il giornale locale, e volevo chiederle se era disposta a tenere un corso di scrittura peer i ragazzi della scuola. In questo caso ci dimenticheremo anche il bisticcio di Enrico con il suo compagno. Cosa ne dite? Sarà ben retribuito, ovviamente..."
"Certo! Si affrettò a rispondere Ilenia. Le sarebbe sempre piaciuto lavorare con i ragazzi della scuola, ma non c'era mai stata occasione.
"Tu cosa ne pensi, Carlo?" mi chiese Ilenia.
"Benissimo, certo che si può fare..." Ma a quel punto avevo già capito dove voleva andare a parare Mario...
"Bene", disse Mario, "Però dobbiamo fare insieme un programma, Ilenia, così vediamo cosa ne esce fuori. Potremmo vederci qui, o a casa vostra, magari domani mattina."
"Domani mattina va bene", dissi io "Magari vi posso aiutare..." dissi guardando Mario fisso negli occhi.
"Perfetto" disse Mario dopo un attimo di esitazione "Allora a domani mattina, sarò da voi verso le 10, se non è troppo presto."
"No, no, va benissimo! Allora a domani!" disse Ilenia alzandosi dalla sedia mostrando a Mario la profonda scollatura sulle sue piccole ma splendide tette.
Uscendo da scuola mi chiedevo se Ilenia avesse capito o, come sempre, facesse un po' la gatta morta. Così non le dissi nulla, e aspettai di vedere cosa sarebbe successo il giorno dopo.
Il mattino dopo Ilenia si svegliò tutta eccitata. Fece una lunghissima doccia, e non persi occasione di ammirare il suo corpo ben affusolato, di neo quarantenne ma ancora molto tonica e soda. AL pensiero che Mario avrebbe potuto metterle le mani addosso ero già eccitato come una scimmia...
E le dieci arrivarono, finalmente, e Mario suonò alla nostra porta. Lo facemmo accomodare in sala, che fungeva anche da studio, e Ilenia aveva già preparato una sedia a fianco a quella che usava quando stava al computer.
A quel punto io mi accomodai sul divano, mentre loro si sedevano e cominciavano a lavorare al "progetto". A tratti partecipavo anche io, ma a un certo punto dovetti andare in bagno.
Dopo cinque minuti tornai in sala, e vidi che Mario non aveva perso tempo... Era in piedi di fianco a Ilenia, e le stava praticamente strusciando la patta sulla spalla, mentre con nonchalance continuava a parlarle... Lei ovviamente cercò il mio sguardo, cercando l'approvazione definitiva. E gliela diedi, facendo un palese occhiolino, che ovviamente colse anche Mario...
E non perse tempo... Mentre Ilenia scriveva lui si discostò e tirò fuori il cazzo duro dai pantaloni... Che minchia! Non lunghissimo ma largo come una lattina di Coca Cola! e due coglioni grossi come kiwi... Ilenia si girò verso di lui, non essendosi ancora accorta di nulla, e... si ritrovò il cazzone svettante di Mario proprio all'altezza della bocca.
Mario disse:"Allora è vero quello che dice il compagno di tuo figlio?"
Ilenia non fiatò, ma, come ipnotizzata, prese in mano quel bel cazzo e avvicinò la bocca.
"Te lo dico io, Mario, è verissimo", dissi con il cuore in gola.
Ilenia mi lanciò uno sguardo languidissimo, e continuando a guardarmi spalancò la bocca fino alla base del cazzone di Mario. E cominciò piano piano a pomparlo...
"Claudio sei proprio fortunato ad avere una moglie così troia." disse Mario, mentre spingeva con forza la testa di Ilenia sul suo cazzo.
L'atmosfera era incandescente, e Ilenia e Mario non persero molto tempo a spogliarsi completamente. E così feci io.
Vennero vicino a me sul divano. Ilenia si distese con la testa appoggiata alle mie gambe, mentre Mario cominciò a leccare la figona pelosa di Ilenia, affondando la testa tra le sue cosce.
La leccò per una decina di minuti, e lei mugolava colando i suoi succhi sul divano, poi Mario la fece alzare e disse: "Dai Carlo, stenditi, e tu, Ilenia, mettiti a 69 su di lui!"
Obbedimmo subito, e Ilenia si ritrovò con la figa sulla mia bocca e con il culo in aria.
Mario non perse tempo, e le infilò subito il cazzone nella figa, mentre io continuavo a leccare...
Era davvero enorme, e nonostante Ilenia fosse bagnatissima riuscì ad entrare solo piano piano, centimetro dopo centimetro, e forse riuscì ad entrare perché lo stavo leccando anche io… A questo pensiero non resistetti e sborrai subito, come un coniglio…
Mario si piegò su Ilenia e lo sentii sussurrare: “Vedi come gode quel cornuto di Carlo? E’ proprio un frocio cornuto, eh?”
Quelle parole sembrarono eccitare ancor di più Ilenia, che con un colpo di reni fece entrare tutto il cazzo di Mario. Io mi sentivo avvampare… Come osava darmi del frocio cornuto?... Ma era la verità, e godevo come non mai, e soprattutto godevo nel sentire Ilenia gemere come una cagna sotto i colpi di cazzo di Mario, che intanto la sculacciava come una vacca.
A un certo punto la fece girare, e io mi trovai ancora sotto, a leccare i grossi coglioni di Mario che mi sbattevano in faccia. Ilenia ormai urlava come una pazza, credo che avesse raggiunto già cinque o sei orgasmi.
Mario si interruppe e mi fece uscire da sotto. Stese di nuovo Ilenia sul divano e prese a leccarle il culo. Lei non ne aveva mai preso uno tanto grosso…
“Dai Carlo, tienimelo in caldo mentre preparo il culo a questa troia!” disse con tono perentorio.
Mi inginocchiai sotto di lui e lo presi in bocca… Non lo avevo mai fatto e… rimasi estasiato dalla consistenza e dai sapori che aveva quell’uccellone, e lo pompai con foga…
Ma ormai Mario era pronto, e mi tolse il cazzo di bocca per appoggiarlo sul buchino di Ilenia. Centimetro dopo centimetro lei lo prese tutto… “Mi spacchi il culooooo!” Gridò Ilenia, e venne ancora almeno altre due volte, perché Mario la stava anche sgrillettando. Poi le spinte si fecero più veloci e Mario mi fece segno di avvicinarmi e mi spinse la testa sulla pancia di Ilenia. Lei lo incitava: “Sborra dai! Sborrami tutta maiale! Voglio tutta la sborra!”
Ancora due colpi poderosi e, togliendo al cazzo dal culo di Ilenia, urlò: “Sborroooooo!!”
Il primo fiotto uscì violentissimo, e arrivò fino alla bocca di Ilenia. Gli altri sette o otto si sparsero in gran parte sulla mia faccia e sulle tette di Ilenia.
E io sborrai di nuovo come un cane, e mentre sborravo mugolando cominciai a leccare tutto… Volevo ripulire tutto, come fa un vero frocio cornuto…
“Vedi Ilenia” disse Mario, “vedi che frocio cornuto che hai sposato? D’ora in poi, se ti va un vero cazzo, io sarò sempre pronto… Sei davvero una gran figa!”
Ci rivestimmo in silenzio. Mi sentivo umiliato ma, a dire il vero, non avevo mai provato tanto godimento.
Da quel giorno, per diversi mesi, il Preside divenne il nostro toro da monta, e Ilenia ormai andava spesso nel suo ufficio, e quando lo faceva mi metteva in video chiamata, così potevo segarmi come un maiale…
Enrico si difese dicendo che aveva solo bisticciato con un suo compagno, ma che non era successo niente di grave.
Comunque decidemmo di recarci a scuola l'indomani mattina. Chissà cosa vole dirci Mario, il Preside della scuola? Mario era un tipo magro, brizzolato, sulla cinquantina, sempre elegante. Quando ci era capitato di incrociarlo era stato sempre gentile, soprattutto con Ilenia, che guardava sempre con un po' di sfrontatezza, ma d'altronde lei era sempre molto ammirata...
Il mattino dopo, intorno alle 10, ci recammo a scuola. Mario ci accolse subito, facendoci accomodare nel suo ufficio.
"Un po' furbetto il vostro ragazzo, vero?"
"Perchè, che ha combinato?" chiesi io.
"Mah, niente di particolare... In effetti ha solo litigato con un suo compagno, che pare abbia offeso lei, Ilenia.
"Ah, e cosa avrebbe detto di me?" domandò Ilenia preoccupata.
"Sa, quelle offese gratuite che spesso si affibbiano alle madri degli altri... Avrebbe insinuato che lei è... è un po' puttana..." E così dicendo a guardò fisso da sotto le sue lenti da vista, girando poi lo sguardo su di me...
"Bah, sono cose da ragazzi. Non c'è mai niente di vero..."
"Certo, certo", si affrettò a dire Mario, continuando a fissare Ilenia... "Ma vi ho chiamati qui anche per un altro motivo. So che lei, Ilenia, scrive per il giornale locale, e volevo chiederle se era disposta a tenere un corso di scrittura peer i ragazzi della scuola. In questo caso ci dimenticheremo anche il bisticcio di Enrico con il suo compagno. Cosa ne dite? Sarà ben retribuito, ovviamente..."
"Certo! Si affrettò a rispondere Ilenia. Le sarebbe sempre piaciuto lavorare con i ragazzi della scuola, ma non c'era mai stata occasione.
"Tu cosa ne pensi, Carlo?" mi chiese Ilenia.
"Benissimo, certo che si può fare..." Ma a quel punto avevo già capito dove voleva andare a parare Mario...
"Bene", disse Mario, "Però dobbiamo fare insieme un programma, Ilenia, così vediamo cosa ne esce fuori. Potremmo vederci qui, o a casa vostra, magari domani mattina."
"Domani mattina va bene", dissi io "Magari vi posso aiutare..." dissi guardando Mario fisso negli occhi.
"Perfetto" disse Mario dopo un attimo di esitazione "Allora a domani mattina, sarò da voi verso le 10, se non è troppo presto."
"No, no, va benissimo! Allora a domani!" disse Ilenia alzandosi dalla sedia mostrando a Mario la profonda scollatura sulle sue piccole ma splendide tette.
Uscendo da scuola mi chiedevo se Ilenia avesse capito o, come sempre, facesse un po' la gatta morta. Così non le dissi nulla, e aspettai di vedere cosa sarebbe successo il giorno dopo.
Il mattino dopo Ilenia si svegliò tutta eccitata. Fece una lunghissima doccia, e non persi occasione di ammirare il suo corpo ben affusolato, di neo quarantenne ma ancora molto tonica e soda. AL pensiero che Mario avrebbe potuto metterle le mani addosso ero già eccitato come una scimmia...
E le dieci arrivarono, finalmente, e Mario suonò alla nostra porta. Lo facemmo accomodare in sala, che fungeva anche da studio, e Ilenia aveva già preparato una sedia a fianco a quella che usava quando stava al computer.
A quel punto io mi accomodai sul divano, mentre loro si sedevano e cominciavano a lavorare al "progetto". A tratti partecipavo anche io, ma a un certo punto dovetti andare in bagno.
Dopo cinque minuti tornai in sala, e vidi che Mario non aveva perso tempo... Era in piedi di fianco a Ilenia, e le stava praticamente strusciando la patta sulla spalla, mentre con nonchalance continuava a parlarle... Lei ovviamente cercò il mio sguardo, cercando l'approvazione definitiva. E gliela diedi, facendo un palese occhiolino, che ovviamente colse anche Mario...
E non perse tempo... Mentre Ilenia scriveva lui si discostò e tirò fuori il cazzo duro dai pantaloni... Che minchia! Non lunghissimo ma largo come una lattina di Coca Cola! e due coglioni grossi come kiwi... Ilenia si girò verso di lui, non essendosi ancora accorta di nulla, e... si ritrovò il cazzone svettante di Mario proprio all'altezza della bocca.
Mario disse:"Allora è vero quello che dice il compagno di tuo figlio?"
Ilenia non fiatò, ma, come ipnotizzata, prese in mano quel bel cazzo e avvicinò la bocca.
"Te lo dico io, Mario, è verissimo", dissi con il cuore in gola.
Ilenia mi lanciò uno sguardo languidissimo, e continuando a guardarmi spalancò la bocca fino alla base del cazzone di Mario. E cominciò piano piano a pomparlo...
"Claudio sei proprio fortunato ad avere una moglie così troia." disse Mario, mentre spingeva con forza la testa di Ilenia sul suo cazzo.
L'atmosfera era incandescente, e Ilenia e Mario non persero molto tempo a spogliarsi completamente. E così feci io.
Vennero vicino a me sul divano. Ilenia si distese con la testa appoggiata alle mie gambe, mentre Mario cominciò a leccare la figona pelosa di Ilenia, affondando la testa tra le sue cosce.
La leccò per una decina di minuti, e lei mugolava colando i suoi succhi sul divano, poi Mario la fece alzare e disse: "Dai Carlo, stenditi, e tu, Ilenia, mettiti a 69 su di lui!"
Obbedimmo subito, e Ilenia si ritrovò con la figa sulla mia bocca e con il culo in aria.
Mario non perse tempo, e le infilò subito il cazzone nella figa, mentre io continuavo a leccare...
Era davvero enorme, e nonostante Ilenia fosse bagnatissima riuscì ad entrare solo piano piano, centimetro dopo centimetro, e forse riuscì ad entrare perché lo stavo leccando anche io… A questo pensiero non resistetti e sborrai subito, come un coniglio…
Mario si piegò su Ilenia e lo sentii sussurrare: “Vedi come gode quel cornuto di Carlo? E’ proprio un frocio cornuto, eh?”
Quelle parole sembrarono eccitare ancor di più Ilenia, che con un colpo di reni fece entrare tutto il cazzo di Mario. Io mi sentivo avvampare… Come osava darmi del frocio cornuto?... Ma era la verità, e godevo come non mai, e soprattutto godevo nel sentire Ilenia gemere come una cagna sotto i colpi di cazzo di Mario, che intanto la sculacciava come una vacca.
A un certo punto la fece girare, e io mi trovai ancora sotto, a leccare i grossi coglioni di Mario che mi sbattevano in faccia. Ilenia ormai urlava come una pazza, credo che avesse raggiunto già cinque o sei orgasmi.
Mario si interruppe e mi fece uscire da sotto. Stese di nuovo Ilenia sul divano e prese a leccarle il culo. Lei non ne aveva mai preso uno tanto grosso…
“Dai Carlo, tienimelo in caldo mentre preparo il culo a questa troia!” disse con tono perentorio.
Mi inginocchiai sotto di lui e lo presi in bocca… Non lo avevo mai fatto e… rimasi estasiato dalla consistenza e dai sapori che aveva quell’uccellone, e lo pompai con foga…
Ma ormai Mario era pronto, e mi tolse il cazzo di bocca per appoggiarlo sul buchino di Ilenia. Centimetro dopo centimetro lei lo prese tutto… “Mi spacchi il culooooo!” Gridò Ilenia, e venne ancora almeno altre due volte, perché Mario la stava anche sgrillettando. Poi le spinte si fecero più veloci e Mario mi fece segno di avvicinarmi e mi spinse la testa sulla pancia di Ilenia. Lei lo incitava: “Sborra dai! Sborrami tutta maiale! Voglio tutta la sborra!”
Ancora due colpi poderosi e, togliendo al cazzo dal culo di Ilenia, urlò: “Sborroooooo!!”
Il primo fiotto uscì violentissimo, e arrivò fino alla bocca di Ilenia. Gli altri sette o otto si sparsero in gran parte sulla mia faccia e sulle tette di Ilenia.
E io sborrai di nuovo come un cane, e mentre sborravo mugolando cominciai a leccare tutto… Volevo ripulire tutto, come fa un vero frocio cornuto…
“Vedi Ilenia” disse Mario, “vedi che frocio cornuto che hai sposato? D’ora in poi, se ti va un vero cazzo, io sarò sempre pronto… Sei davvero una gran figa!”
Ci rivestimmo in silenzio. Mi sentivo umiliato ma, a dire il vero, non avevo mai provato tanto godimento.
Da quel giorno, per diversi mesi, il Preside divenne il nostro toro da monta, e Ilenia ormai andava spesso nel suo ufficio, e quando lo faceva mi metteva in video chiamata, così potevo segarmi come un maiale…
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