Erotici Racconti

Le Origini di una Ninfomane (Storie Vere part.2)

Scritto da , il 2016-11-30, genere prime esperienze

Per vari anni, il posto in cui scopai per la prima volta diventò il mio rifugio del peccato.
Dopo T. ebbi un periodo di calma, giusto un mese o due. In quel periodo, però, non mo fermai nello sperimentare e nel scoprire il mio corpo.
Mi masturbavo mentre guardavo i porno e più guardavo porno, più imparavo cose nuove, cose nuove che avrei tanto voluto provare al più presto.
Nel 2007 incontrai G., un ragazzo che frequentava le mie stesse scuole medie e che ha sempre avuto un modo scherzoso e spinto di relazionarsi con me.
Era sera, ero in corriera che tornavo a casa quando salì lui, G.
Mi salutò e mi chiese se poteva sedersi vicino a me. "Perché no?" mi dissi. G, nel giro di un'estate, era maturato a livello fisico, ora era muscoloso e trasudava ormoni da ogni angolo del suo corpo.
Parlammo, niente di più, se non un bacio. G ad un certo punto mi si scagliò addosso, prendendomi contro il finestrino della corriera, e mi infilò la lingua in bocca. Inutile dirlo che la mia vagina ebbe un sussulto, un brivido di piacere e si bagnò tutta. Ma mi limitai a recitare la mia parte di ragazzetta innocente.
Dopo qualche giorno di baci violenti sui sedili di un autobus, decisi di scrivergli.
Come per la precedente volta gli chiesi se voleva fare una passeggiata con me per i campi.
Camminammo fino al famoso fossato recintato da alberi, approfittando della situazione e della privacy, mi prese e mi baciò con molta foga. Mi bagnai.
La mia eccitazione era alta e potei constatare che anche la sua era messa molto bene.
Il suo cazzo premeva contro i jeans. Era grosso, molto più di quello di T.
Mi girò così da avere il suo petto contro la mia schiena e iniziò a premere il suo pacco contro il mio culo che, lentamente, facevo ondeggiare su di lui. La mia figa, intanto, chiedeva pietà. Voleva essere scopata.
Lasciai fare a lui. Eh sì, diamine! Sapeva come toccarmi e come farmi impazzire di voglia. Le sue erano mani esperte, la sua lingua mi assaporava un po' ovunque.
Mise una sua mano sotto la maglietta, iniziò a giocare con i miei capezzoli turgidi. Sussultavo e spingevo il culo contro il suo pacco.
Entrambi avevamo l'eccitazione fin sopra ai capelli.
Mi prese e mi girò nuovamente verso di lui. Mi calò i leggins e iniziò a massaggiarmi la figa. Premeva contro il clitoride il bastardo. Godeva nel vedermi sussultare e avere spasmi di piacere.
Le mie mutande erano ormai zuppe di piacere e G. me le calò definitivamente.
Per la prima volta nella mia vita, ricevetti del sesso orale. Era talmente bravo e talmente passionale, che ebbi il primo orgasmo. La sua lingua sfiorava e picchiettava contro il clitoride, assaporava la mia vagina e ci sputava contro. Ero eccitata, assaggiavo ogni momento e lo godevo con piacere.
In quel momento mi sentivo trattata come una regina.
Eppure non ero sazia.
Bramavo il suo cazzo dentro di me, lo immaginavo mentre me lo picchiettava sulla fuga bagnata e mi penetrava con violenza.
Finalmente lo tira fuori.
Era bollente, la cappella gonfia strusciava contro la mia figa, lo strofinava sul clitoride.
Mi fece indietreggiare contro un pioppo. La corteccia liscia e fredda mi solleticava la pelle del culo.
Mi alzò una gamba, poi l'altra. Mi ritrovai abbracciata a lui. Le due forti braccia mi tenevano le gambe, le sue mani mi aprivano il culo così da avere la figa bella larga.
Mi penetrò.
Sbattè contro la cervice, affondando colpi come se dovesse trivellare la terra. Non mi guardava e non mi baciava, questo mi fece sentire ancora più porca. Era il genere di sesso che piaceva a me.
Una delle sue mani che aprivano il mio culo, si spostò sul buco.
Iniziò a massaggiarmi l'ano, prima esternamente e poi infilò un dito.
Sapevo cosa voleva fare.
Mi lasciò le gambe, tornai con i piedi per terra. Mi girai e mi misi a 90.
G. iniziò a sfiorarmi il culo con il suo grosso cazzo.
Ero ansiosa quanto preoccupata. Non avevo mai fatto sesso anale, non sapevo cosa si provava.
Cercai di girarmi con il viso per controllare cosa stesse facendo, ma mi prese la faccia e me la rigirò.
Senza dirmi nulla, iniziò a premere con la sua cappella sull'ano finché non la infilò.
Sono sincera, mi fece male all'inizio ma la mia eccitazione prevaricava su tutto e in quel momento il dolore passò in secondo luogo.
Con un colpo secco infilò il cazzo tutto dentro al culo, d'altronde, tolto il dente tolto il dolore.
Mi scopò per qualche minuto e poi lo sfilò.
Voleva giocare e io amo i giochi. Dopo anni sono ancora convinta che lui avesse già capito che persona ero.
Mi penetrò nuovamente la figa e poi di nuovo il culo.
Questa alternanza mi faceva un effetto davvero magnifico. Mi stava facendo salire ogni tipo di godimento.
Sentivo la sua cappella pulsare, il suo cazzo diventare sempre più bollente.
Lo tolse subito dalla figa, lo infilò violentemente nel culo e in un attimo mi riempì con il suo prezioso liquido.
Il solo pensiero di quello che aveva fatto, mi portò ad un orgasmo comandato dalla mia testa.
Sì, mi era appena venuto nel culo e la cosa mi era piaciuta.
Rimase dentro di me ancora qualche secondo, poi, delicatamente, lo tolse facendo colare tutto.
Mi girai, lo guardai. Era provato, ma il suo viso era soddisfatto. Le sue labbra si incurvarono in un sorriso malizioso.
Ci sistemammo.
Mi guardò è disse:
-Quando ci rivediamo?
Aveva capito di aver fatto colpo su di me, di certo non era interessato ad una relazione sentimentale. La nostra stava diventando una relazione di sesso, fisica.
Sì, mi ero innamorata. Ma solo sessualmente.

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