Erotici Racconti

Il desiderio di una madre

Scritto da , il 2016-10-14, genere incesti

Premessa: La storia che vi vado a narrare è una storia vera. È lo sfogo di una madre che, dopo aver letto i miei racconti, ha voluto condividere con me affinché io potessi raccontarvelo e rendervi partecipi. In questo modo, secondo lei, potrebbe essere più facile per altre madri che vivono a stessa situazione, vincere il tabù dell’incesto sapendo che non sono le uniche a provare un’attrazione sessuale per il proprio figlio. La storia racconta l’inizio di questa relazione. Ovviamente i nomi sono nomi di fantasia. Qui vi racconterò la storia in prima persona, proprio come è stata raccontata a me.

Buongiorno, mi chiamo Annamaria ed ho 47 anni e sono separata da tre anni, la relazione che ora ho con mio figlio Lorenzo ha cominciato ad emergere dopo il suo 18simo compleanno. Il tutto cominciò un giorno quando, tornando a casa prima del solito, entrai in bagno e lo vidi in piedi sotto la doccia mentre si masturbava. Bloccata dalla sorpresa non sapevo che fare, rimasi a guardarlo ammirando che bel giovane fosse diventato, ma più ancora mi colpì il suo sesso. Era grosso, lungo e sporgeva abbondantemente dalla mano che lo impugnava. Dopo qualche lunghissimo secondo Lorenzo si accorse di me, lui non disse niente ed io nemmeno, chiusi la tenda della doccia e molto imbarazzata raggiunsi la mia camera. La serata passò come se niente fosse successo, parlammo delle solite cose, come era andata la giornata, commenti alle notizie del telegiornale e così via, ma, anche se non lo davo a vedere, la visione del giovane corpo di mio figlio in quell’atteggiamento e di quel sesso in erezione mi aveva turbata. Il turbamento e la vergogna mi ripresero alla sera sola nel letto quando mi accorsi che, mentre mi stavo masturbando, mi immaginavo di avere tra le mani il sesso di mio figlio. Passò qualche giorno, quell’insano desiderio sembrava aver lasciato i miei pensieri, fino a quando Lorenzo, scrutandomi dall’alto al basso, mi disse che se volevo trovare di nuovo un fidanzato avrei dovuto vestirmi in modo più sexy, avrei dovuto cercare di mettere meglio in evidenza le mie forme. Io sorrisi e lo ringrazia del complimento ma poi aggiunse: “Se tu non fossi mia mamma ti avrei già fatto la corte da tempo.” Presi questa sua frase per una ulteriore galanteria, ma certo il pensiero che mio figlio mi desiderasse non mi aiutò a togliermi dalla mente lui nudo che si masturbava sotto la doccia, quando ero sola nel mio letto mi toccavo. Senza rendermene conto comincia a dargli ascolto e cambiai il mio modo di vestire. Abiti più fascianti, scollature generose e gonne un poco più corte, tanto da accorgermi che mio figlio mi guardava con un’attenzione che prima non mostrava. Da parte mia però, un po’ per gioco, ed un po’ civetteria femminile mi accorsi che mostravo seni e cosce molto di più di quello che la decenza e la morale consigliano ad una madre di mostrare al figlio. Mi accorgevo che gli sguardi concupiscenti di mio figlio mi eccitavano, facevano crescere uno strano calore dentro di me. Il mio piccolo era cresciuto, era diventato un uomo, io non lo guardavo più come prima, non più come un figlio e non più con gli occhi di una madre. Dalla separazione con suo padre non ho avuto più relazioni, solo amici con i quali fare sesso per soddisfare i nostri bisogni corporali, ma ora nella mia testa l’unico pensiero che mi gira è il desiderio carnale di mio figlio, ho voglia di fare l’amore con lui, di accarezzare il suo sesso, di sentirlo dentro il mio ventre, ma una parola mi blocca, mi fa quasi svenire: incesto! Non pensavo che a quello. Anche Lorenzo si accorse che qualcosa non andava. Uno dei giorni seguenti, abbracciandomi per darmi un bacio, mi fece sparire rapidamente dalla mia testa il pensiero dell’incesto, lasciando solo il piacere procurato dai suoi baci sul collo e dalle sue mani nei mie capelli dicendomi: “Mamma ti voglio bene, puoi chiedermi tutto, sono pronto a fare qualsiasi cosa per te..” Se solo avesse saputo cosa mi girava in testa! A poco a poco la nostra complicità erotica aumentò, e questo genere di abbracci divennero più frequenti, tanto che alla fine, in preda ad una pulsione sessuale improvvisa, decisi di rimuovere da dentro di me il tabù dell’incesto, l’importante è che non fossi io a costringerlo a fare sesso ma doveva essere un qualcosa che uscisse in modo spontaneo dal nostro animo. Mi ricordo che il giorno che successe tutto era un martedì sera, lo guardavo con amore ed il mio desiderio per lui riemerse in modo prorompente, mamma mia come lo desideravo! Avevo però bisogno di sapere se anche lui mi desiderava. Prima di guardare un po’ di televisione insieme come al solito, mi feci la doccia e indossando una camicia da notte corta tipo babydoll, con sopra una vestaglia che lasciai volutamente aperta lo raggiunsi sul divano. Seduta con le gambe sotto di me, la vestaglia aperta lasciava in bella vista le mie cosce. Nella penombra notai a più riprese il suo sguardo scrutare tra le mie gambe ma, ahimè, non successe niente, neanche un accenno, anzi Lorenzo andò a letto prima del solito dopo avermi dato il bacio della buona notte ed un’ultima occhiata alle cosce. Lascia passare una decina di minuti ed anche io decisi di andare a letto, quindi, passando davanti alla sua camera come d’abitudine, aprii la porta e gli augurai la buona notte. “Buona notte amore.” “Buona notte mamma, ti voglio bene.” Mi rispose. Nel mio letto non riuscivo a dormire, non capivo quando mi diceva “ti voglio bene” a che tipo di amore alludesse. Decisi di masturbarmi per rilassarmi ma non ci riuscii, volevo sapere se l’attrazione sessuale che provavo nei suoi confronti fosse reciproca. Mi alzai e mi diressi verso la sua camera, socchiusi la porta e gli chiesi: “Tesoro, mi sento molto sola stasera, non riesco a prendere sonno, posso venire vicino a te?” Sorpreso dalla mia richiesta rispose quasi balbettando “Si mamma..” Cosi dicendo si spostò un po’ di lato facendomi spazio nel suo letto e, notando il mio babydoll quasi trasparente mi disse: “Ma mamma, sei quasi nuda!” Senza rispondergli alzai il lenzuolo per sdraiarmi al suo fianco e non potei fare a meno di vedere il suo sesso duro. Gli facevo un bell’effetto! Mio figlio si eccitava per sua mamma! Sdraiata al suo fianco non potei più resistergli, mio figlio mi attirava come una calamita, come se non bastasse era anche con il cazzo duro. Avevo voglia del suo sesso! In un istante la mia testa scivolò lungo il suo ventre, la mia mano sollevò e libero il suo cazzo duro dagli slip, e la mia bocca si chiuse attorno alla sua cappella gonfia. Con un lento movimento della testa comincia a massaggiare con la bocca il suo cazzo al massimo dell’erezione. Lorenzo sdraiato sulla schiena non si mosse, e non cercò in nessun modo di evitarmi o di respingermi. Mi bastarono una dozzina di movimenti su e giù, poche leccate alla sua cappella e pochi massaggi ai suoi coglioni gonfi per sentire Lorenzo gridare di piacere. Sentii le sue mani premere sulla mia testa, tanto da imprigionare il suo cazzo scosso da una serie di contrazioni nella mia bocca. Un getto di sperma caldo e denso mi riempì la gola, lo deglutii fin quando riuscii, poi iniziò a colarmi dalle labbra. Solo dopo che Lorenzo ebbe finito di sborrare, e ancora con il suo cazzo duro in bocca, realizzai cosa avevamo appena fatto. Piena di vergogna, confusa ed imbarazzata, mi alzai e senza neanche guardarlo in faccia scappai in camera mia. Sdraiata sul letto, con le cosce inondate dei miei umori e con ancora il gusto dolce della sborra di Lorenzo in bocca, mi masturbai pensando a lui. Avevo ancora voglia di mio figlio. Sentivo ancora nella mia bocca la sensazione dei violenti getti di sperma usciti dal suo cazzo, segno della sua voglia, infatti Lorenzo era qualche giorno che non faceva sesso con la sua ragazza. Mio figlio ha una fidanzatina più grande di lui che ha un lavoro che la tiene impegnata durante la settimana. Si vedono solitamente il sabato e la domenica, spesso il sabato notte dorme da lei. Forse lei in questi giorni “ha le sue cose”, questo spiegherebbe l’abbondante sborrata. Le altre notti, siccome frequenta l’ultimo anno del liceo, dorme ovviamente a casa. Stranamente non sono gelosa di questa situazione, anzi sono felice abbia questa relazione. Il mattino seguente, quando mi sono svegliata ho notato che Lorenzo, senza dirmi niente, era già uscito. Da un certo punto di vista mi sentivo sollevata, ero in ansia all’idea di salutarlo al risveglio dopo quello che era successo alla sera. Lorenzo non tornò a casa il mercoledì sera, forse anche lui era imbarazzato per quello che era successo, si era fermato a dormire dalla sua ragazza. Da qualche settimana avevo programmato di partire questo giovedì pomeriggio sul tardi per andare a trovare una zia con dei problemi di salute e passare da lei il week-end. Verso le cinque Lorenzo tornò da scuola e come se niente fosse successo mi salutò e mi chiese: “Mamma, ti va se vengo con te dalla zia?” Non so come feci a mascherare la gioia per tale richiesta ed ovviamente gli risposi di si. Lorenzo mise le sue cose in uno zainetto e in un attimo fu pronto per la partenza. Felice e rassicurata dalla sua compagnia salimmo in macchina e via. Per comodità indossavo una giacca con un abito semplice, abbottonato sul davanti che mi arrivava appena sopra al ginocchio, seduta in macchina mi si alzava fino a metà coscia. Ero senza collant, l’autunno era da poco iniziato ma faceva ancora caldo . Viaggiammo per circa mezzora senza aver mai iniziato un discorso, solo mezze battute e mezze risposte quando, nel crepuscolo della sera, Lorenzo si girò verso di me ed appoggiò la sua mano destra sul mio ginocchio , quindi la fece scivolare tra le mie cosce sotto il vestito. Rimasi sorpresa dalla sua iniziativa, ma più la sua mano saliva lungo le cosce, più io, forse inconsciamente, aprivo le gambe per aiutarlo in questa sua progressione. La sua mano arrivò fino all’inguine, e qui cominciò a massaggiarmi da sopra le mutandine. Era impensabile fino a qualche giorno prima che mio figlio prendesse l’iniziativa di accarezzarmi così intimamente. Sentivo che la mia vagina si stava bagnando abbondantemente. Le sue dita spostarono l’elastico e passando sui miei peli umidi e si infilarono tra le mie labbra aperte. Ebbi una scossa quando sentii il suo dito medio accarezzarmi il clitoride ormai esposto per l’eccitazione e scivolarmi nella vagina. Con le mani strette al volante, feci molta fatica a mantenermi calma. Quando le sue dita si muovevano dentro di me, avrei voluto che mi scopasse subito lì, sul ciglio della strada. Ad un certo punto Lorenzo tolse lentamente la sua mano dalle mie cosce, mi prese la mano destra e l’appoggiò sulla sua patta. Sotto la sua tuta da jogging sentivo il suo cazzo duro e gonfio, capii subito cosa voleva. Glielo accarezzai un po’, poi Lorenzo allentò il cordone che chiudeva il pantalone della tuta e guidò la mia mano nei suoi slip, subito impugnai il cazzo duro. In quel momento mi scordai completamente di essere sua madre, e mentre lui ricominciava a sditalinarmi lo segai lentamente. Improvvisamente Lorenzo emise un lungo gemito alzando contemporaneamente il bacino. Sentii un liquido caldo e appiccicoso colarmi tra le dita: mio figlio aveva goduto nelle mie mani. Non ci scambiammo neanche una parola, solo mentre Lorenzo si stava pulendo con dei fazzolettini recuperati dalla mia borsa lo sentii sussurrare: “Mamma ti amo!” Arrivati a casa della zia la salutammo con gli immancabili convenevoli, la aiutai a preparare la cena. Dopo, con l’aiuto di Lorenzo, riassettai la cucina ed accompagnai a letto la zia. Lorenzo fece la doccia per primo e alla fine ci ritrovammo sul divano a guardare la televisione insieme. Ma la tele non aveva niente di interessante da offrirci, le nostre menti e d i nostri pensieri erano da tutt’altra parte. Ci guardammo negli occhi senza parlare, nella penombra della luce diffusa dal video, Lorenzo si inginocchiò davanti a me, mi alzò la camicia da notte, mi aprì le cosce, e dopo aver scostato le mutandine affondo la sua lingua tra le mie labbra più intime. Con la testa piegata all’indietro lo lasciai fare senza dire una parola. Le sue labbra succhiavano il mio clitoride gonfio di desiderio, la sua lingua leccava le mie grandi labbra e si infilava nel profondo della mia vagina. Non ne potevo più dal piacere, dovetti mettermi le mani sulla bocca per non gridare. Ogni mio angolo intimo era esplorato dalla sua lingua, le sue labbra sul mio clito gonfio lo succhiavano delicatamente. Stavo per urlare. Presi un cuscino e me lo misi sul viso e inizia a morderlo per non farmi sentire. Lorenzo in pochi minuti, era riuscito ad innescare in me un orgasmo di una intensità che mai avevo provato. Dopo questi intensi momenti, mi ripresi e andammo silenziosamente nella mia camera. Nella camera illuminata fiocamente da un abat-jour, seduta sul bordo del letto mi tolsi la camicia da notte, Lorenzo fece lo stesso con il suo pigiama. La mia mano subito corse al suo inguine, impugnai si suoi testicoli e cominciai ad accarezzarli prima di salire e prendergli in mano il cazzo ormai duro. Stavo facendo eccitare mio figlio e la cosa mi piaceva. Senza dire una parola le sue mani si posarono sulle mie spalle e mi spinsero dolcemente indietro. Mi sdraiò sulla schiena e aprendomi le gambe ormai totalmente offerte a lui, si stese su di me. Senza alcuna difficoltà, il suo cazzo bollente trovò la strada per entrare e, con una sola spinta, mi penetrò per tutta la sua lunghezza. Iniziò a scoparmi con energia ma anche con dolcezza allo stesso tempo, chiusi le gambe su di lui per tenerlo più profondamente dentro di me. La mia fantasia era diventata realtà, stavo facendo l’amore con mio figlio. Ricominciai di nuovo a gridare, Lorenzo mise una mano sulla mia bocca come un bavaglio per non svegliare la zia. Non ci volle molto, sentii un’ondata di piacere partire dal ventre fino a tutti gli angoli del mio corpo, ebbi un orgasmo come mai mi era successo in tutta la mia vita. Lorenzo arrivò all’orgasmo insieme a me. Ben piantato dentro di me, sentii il suo seme schizzare nel profondo del mio ventre. Fu un momento fantastico quando, ancora l’uno dentro all’altra mi abbracciò e mi disse: “Mamma, sei il mio grande amore, ti amo!” Restammo a lungo abbracciati l’uno all’altra accarezzandoci e baciandoci al punto che le nostre salive mischiate ci colavano dai lati della bocca. Mentre gli accarezzavo i fianchi ed suo culetto sodo, le mia mani risalendo verso il suo inguine sentirono i suoi coglioni ancora tesi e gonfi, il suo cazzo ancora duro non aveva avuto neanche un minuto di “periodo refrattario”, la mia fica era tutta umida ed io ancora vogliosa. Mi avvicinai al suo orecchio e gli mormorai: “Amore prendimi ancora, entra nel grembo ti tua madre, ma fallo piano, dolcemente, ricorda che non siamo soli in casa.” Subito entrò di nuovo in me, si muoveva lentamente a volte rimaneva profondamente nella mia vagina fermo per diversi secondi, mi stringeva a lui, mi accarezzava i seni. Fu un momento meraviglioso, un momento di piacere che non avevo mai provato e che sicuramente non dimenticherò mai più. Fu molto difficile non piangere dall’emozione quando sentii Lorenzo godere di nuovo nel mio ventre dicendo: “Ohhhh.. Mamma ti amo!” Quelle parole furono per me qualcosa di esplosivo tanto che ebbi un nuovo orgasmo. Non avevo mai provato con nessun uomo quella sensazione di piacere, nemmeno con suo padre. Alla mattina presto Lorenzo mi prese un’altra volta. Mai mi ero donata ad un uomo in quel modo. Sia il venerdì sera che a sabato sera facemmo nuovamente l’amore, Lorenzo ed io eravamo diventati amanti. Rientrando a casa la domenica sera, mentre guidavo, continuavo a pensare di essere una depravata, una cattiva madre e completamente pazza per aver fatto l’amore con mio figlio, ma la sua mano che accarezzava le mie cosce scoperte mi ricordò che alla fine eravamo entrambi adulti e consenzienti allora, a quel punto, decisi di mettere le cose in chiaro. Io ero innanzi tutto sua madre, una madre che lo amava follemente, ma ero anche la sua amante quando lo desiderava e lui il mio amante quando lo desideravo a mia volta. Dovevamo avere due vite separate, quella pubblica di madre e figlio, e quella segreta di amanti. Appena arrivati a casa, Lorenzo mi prese per mano e senza parlare mi portò nella mia, o forse nostra, camera da letto. Era la nostra prima notte soli, senza doverci preoccupare di nessuno. Ci spogliammo rapidamente senza staccarci gli occhi da dosso. Lessi il suo desiderio nel suo sguardo. Le mie mutandine erano già tutte bagnate, mi sentivo aperta, pronta ricevere Lorenzo un’altra volte dentro di me. Ormai nuda, mi distesi sul letto, aprii vergognosamente le cosce e gli dissi con un filo di voce: “Vieni tesoro, prendimi di nuovo, facciamo l’amore.” Il mio sguardo non si staccava dal suo cazzo già pronto e duro, il suo prepuzio si era ritirato lasciando bene esposta la sua cappella gonfia. La visione del sesso di mio figlio in quella guisa scaldava i miei sensi, non riuscivo più a controllare la mia eccitazione. Glielo baciai e leccai il bordo della sua cappella più volte prima di infilamelo in bocca come un chupa-chup. Le mie mani toccavano la carne della mia carne, era meraviglioso. Lorenzo si lasciò fare per qualche istante, poi si avvicinò a me si pose tra e mie cosce, io lo tirai verso di me tenendo il suo cazzo tra le mani per guidarlo nella mia fica ormai fradicia. Quando la sua cappella era ormai contro le mie labbra, si alzò sulle braccia guardandomi con desiderio, come se aspettasse il permesso di entrare. Allora io lo presi per le chiappe dicendogli: “Entra in me, non ne posso più dalla voglia. Entra nel ventre della mamma, presto scopami! Voglio sentirti fino in fondo e donami il tuo liquido d’amore.” A questo punto lo tirai a me e mi penetrò. Con un potente colpo di reni mi impalò prendendo possesso di tutta la mia fica, dalle labbra fino all’utero. Io lanciai un grido di sorpresa ma anche di piacere sentendomi penetrata ed aperta in quel modo da mio figlio. Nessuno mi aveva mai scopata con quella foga, fu bellissimo! Lorenzo ormai dentro di me invoco il mio nome: “Mammaaaa..” Sentire la sua voce chiamarmi unitamente al suo cazzo dentro di me, aumentò il mio piacere. Cominciò a scoparmi con lungo e lento vai e vieni, era bellissimo sentirlo per tutta la sua lunghezza. Tirai la sua testa verso di me per baciarlo appassionatamente mentre con il bacino cercavo di accompagnare i suoi movimenti. Era talmente eccitato che non resistette molto. Lorenzo mi strinse a se, la respirazione ed il suo “va e vieni” andavano aumentando, lo sentivo tremare, stava per godere. La sua bocca si staccò dalla mia e mi disse: “Mamma, mamma, ti amo!” Gli strinsi le gambe attorno al suo bacino per tenerlo bene dentro di me, il suo sperma caldo inondo il fondo della mia vagina che si contraeva attorno al suo cazzo ad ogni suo schizzo. “Si.. tesoro, ti sento.. ti sento bene, è bello sentirti schizzare nel mio ventre.. anche io ti amo!” Restammo avvinti in quella posizione finché il sesso di Lorenzo non finì di avere contrazioni e finché non espulse anche l’ultima goccia di sperma. Io non avevo goduto, ero troppo attenta al suo piacere ed a gustare la sua sborrata dentro di me, ma ora volevo godere anche io, sentivo il piacere crescere dentro di me. Lorenzo era disteso al mio fianco, potei così costatare il vigore sessuale di un ragazzo di 18 anni, il suo sesso, nonostante avesse appena sborrato era ancora duro. Passando una gamba sopra di lui mi trovai a cavallo del suo bacino, presi il suo cazzo tra le mani e me lo infilai cavalcandolo. Iniziai a sfregarmi sul suo cazzo come una gatta in calore, me lo infilai il più profondo possibile. Volevo sentire la sua cappella contro il mio utero. Lorenzo si lasciava fare, guardava il suo cazzo uscire ed entrare nella mia fica bollente. Mi chinai verso di lui e ci baciammo appassionatamente. Mentre la mia lingua giocava con la sua, lui mi accarezzava i seni pesanti che si muovevano al ritmo dei mie movimenti, quindi abbandonò la mia bocca ed iniziò a succhiarmi i capezzoli resi turgidi da queste piacevoli sensazioni e dal suo cazzo annegato nella mia fica inondata dalla sua sborra e dai mie umori. Approfittai del vigore di mio figlio a lungo, con la testa affondata nel suo collo lo coprii di baci, le sue mani scivolavano sul mio corpo e alla fine si strinsero sui miei fianchi quando, arrivando all’orgasmo, gridai di piacere esplicando tutto l’amore che avevo per lui. Lorenzo mi raggiunse subito con il suo orgasmo riempiendo il mio ventre di nuovo con la sua sborra calda. Tra gemiti e sussurri mi disse: “Mamma sei favolosa, ti amo..” Da quei giorni, era l’ottobre 2014 fino alla fine dell’anno scolastico, abbiamo dormito insieme quasi tutte le notti, a parte quando lui dormiva dalla sua ragazza o quando era venuta a passare qualche giorno da noi una nostra giovane cugina. Quella volta Lorenzo mi raggiunse in camera a notte fonda, facemmo l’amore in silenzio quindi ritornò nel suo letto. Mi è sempre piaciuto fare pompini ai miei amanti, ma con mio figlio ancora di più. Mi piace prendere tra le labbra il suo sesso ancora floscio per poi sentirlo allungarsi ed indurirsi nella mia bocca. Anche a lui piace, mi dice che glielo succhio meglio della sua ragazza, ed anche quando la scopa e lei raggiunge l’orgasmo, la sua vagina non pulsa attorno al suo cazzo come la mia quando mi fa godere. Praticamente ormai ogni mattina, prima di andare a scuola abbiamo il nostro momento dedicato al sesso, o ancora a letto, o in bagno o in cucina. A letto, lo facciamo appena svegli per iniziare la giornata con piacere, in bagno a volte mi raggiunge sotto la doccia, in cucina spesso appoggiata sul tavolo alla pecorina. A volte, piuttosto che niente, quando è già vestito pronto per uscire, mi inginocchio davanti a lui, gli apro la patta e gli faccio un bel pompino ingoiando tutto il suo succo caldo. Mi ricordo il periodo di Pasqua del 2015, quando mia nipote era a casa nostra, dopo aver fatto l’amore di notte in silenzio, e non sto a dirvi quanto è difficile per me, alla mattina mentre ero in cucina a preparare la colazione e mia nipote dormiva ancora, Lorenzo mi si avvicina da dietro in silenzio, mi abbraccia, mi bacia sul collo e mi dice: “Mamma ti voglio!” Appoggiato a me, sentivo il suo cazzo duro contro il mio culo. Io indossavo una T-shirt lunga senza niente sotto. Le sue mani scivolarono sotto la maglietta e mentre la sinistra saliva accarezzandomi i seni e titillandomi il capezzolo, la destra scendeva ad accarezzarmi la fica. Quando le sue dita si infilarono tra le mie labbra, era già tutta bagnata. Lo lasciai fare, mi piace quando sono tra le sue braccia. Comunque non posso resistergli, sono pronta a fare tutto ciò che chiede. Con la testa piegata all’indietro le nostre labbra si incontrarono e le nostre lingue si mescolarono in un lungo bacio appassionato. Ero eccitata e piegandomi in avanti gli dissi: “Allora? Che aspetti? Prendimi qui subito!” “E se arriva Giulia?” “Se arriva Giulia la sentiamo scendere, dai sbrigati!” Mi chinai in avanti appoggiandomi al tavolo, e mi aprii le natiche offrendogli la mia fica ormai fradicia. In un attimo Lorenzo mi alzò la T-shirt sopra le anche, si abbassò il pigiama, con una mano mi teneva per le anche e con l’altra indirizzò il suo cazzo tra le labbra della mia fica. Emisi un gemito di piacere, per fortuna ero bagnatissima e lubrificatissima, in un sol colpo mi penetrò profondamente. Ne l’uno ne l’altra potevamo ormai resistere, bastarono pochi colpi che sentii le sue mani stringersi sulle mie anche e lui gemere gridando: “Ohh… mamma godo..” “Ssss…. Zitto che svegli Giulia!” Profondamente dentro di me il suo cazzo mi inondo di sperma, io aggrappata al tavolo ebbi un violento orgasmo. Era una cosa stranissima, mai nessun uomo mi aveva mai procurato un orgasmo così veloce, forte ed intenso come quel giorno con mio figlio. Lasciando la presa tolse il suo sesso dalla mia vagina e baciandomi mi disse per l’ennesima volta: “Mamma ti amo!” Io rimasi sdraiata qualche secondo sul tavolo della cucina prima di riprendermi e di rialzarmi. Nel mio ventre sentivo una sensazione fantastica, come un brivido, sentivo lo sperma che colava dalla mia fica sulle mie cosce. Presi un tovagliolo di carta per bloccarne la fuoriuscita e aprii la finestra della cucina per far sparire l’odore del sesso presente dopo questo accoppiamento furtivo. Per tutta l’estate 2015 tra me e mio figlio ci fu solo tenerezza, complicità, amore, piacere e sesso. Purtroppo con l’anno scolastico 2015/2016 si è iscritto all’università ed ha dovuto trasferirsi in un’altra città io, logicamente, ne ho sofferto molto. Su consiglio di mio figlio, per non rimanere sempre sola, ho cercato di fare nuove amicizie. Ora ho una relazione con una persona, un ottimo compagno, una bella persona e mi scopa anche bene ma non è la soluzione alle mie pene, non è mio figlio. Lorenzo mi manca, ho il bisogno irrazionale di sentire il suo cazzo tra le mie mani, nella mia bocca nel mio ventre. In occasione della sua prima visita a novembre, abbiamo fatto il botto. Il mio compagno era assente per motivi professionali allora abbiamo dormito insieme. Dormire è un modo di dire, abbiamo passato tutta la notte a fare l’amore. Meno male che ho avuto l’idea di comprarmi in farmacia del lubrificante. In questo modo i nostri rapporti sono durati molto più a lungo ed ogni volta che lui mi prendeva io godevo come una pazza. Quella notte devo aver avuto 6 o 7 orgasmi. Totalmente esausti alla fine ci siamo addormentati l’uno nelle braccia dell’altro. Un giorno mi ha fatto una sorpresa, è venuto ad aspettarmi all’uscita dal lavoro. Appena salita in macchina, sicura che nessuno potesse conoscerci, l’ho baciato voluttuosamente e l’ho accarezzato tra le gambe, aveva già il cazzo duro. Non siamo andati a casa, ci siamo fermati in un motel come due amanti. Appena chiusa la porta della camera, mi sono spogliata, gli ho abbassato i pantaloni e gli ho fatto un lungo pompino fino a che non mi ha dato in premio il sentir schizzare il suo seme caldo ed abbondante in fondo alla mia gola. Dopo di ciò ho continuato ad accarezzarlo per mantenerlo in erezione quindi ho aperto le gambe e gli ho detto: “Amore scopami! Fai godere la mamma!” Mi ha scopata con voglia, anche a lui mancavo, e mi ha fatto godere due volte. Mio figlio continua frequentare la sua ragazza, io ho trovato un equilibrio con il mio compagno. Spesso scopando con il mio compagno penso a mio figlio. Con mio figlio non scopo, faccio l’amore. Con mio figlio spesso parliamo della nostra situazione, non sappiamo dove ci porterà. Abbiamo deciso di continuare a vivere la nostra relazione amorosa senza farci delle domande, senza rimpianti e rimorsi per aver iniziato questo rapporto proibito dalla morale e dalla società benpensante. Sappiamo che non possiamo fare a meno l’uno dell’altra finché un giorno non si sposerà ed avrà dei figli. Se poi un giorno si sposerà…

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