Storia di una notte clandestina, la mattina

Scritto da , il 2016-06-23, genere incesti

storia di una notte clandestina… la mattina

Dopo la fantastica cavalcata della notte prima ci addormentammo abbracciati, come si vede nei film di hollywood. Il mio corpo nudo contro il suo, il mio viso sui sui fantastici pettorali.
Dormimmo, non so per quanto, con lui il tempo non ha più senso. Dopo il sonno venne di nuovo la voglia, la voglia di lui la voglia dei essere sua. Lui dormiva supino e io mi raggomitolai addosso a lui, pelle contro pelle. Casualmente la mia coscia toccò il suo membro. Notai subito un sussulto, il pene che si gonfiava leggermente.
“Buongiorno Ru.”
“Buongiorno pa.”
“Dormito bene principessa.”
“Dormo sempre bene quando ci sei tu.”
“Sei stata fantastica ieri sera. Dai vieni qua.” E così facendo mi invita a sdraiarmi sopra di lui. Da quella posizione posso sentire il suo membro crescere contro il mio pube, le sue labbra sono a pochi centimetri dalle mie, non è possibile resistere. La mia bocca tocca la sua, la sua lingua entra nella mia bocca. Il bacio diventa sempre più focoso forte, quasi osceno. Ci stacchiamo per prendere fiato.
“Mi hai devastata ieri sera.”
“Non ti ho devastata… ti ho sfondata… è beh diverso”. Mi risponde con un tono che esprime tutta la sua lussuria. Le sue parole oscene hanno l’effetto di una poesia d’amore alle mie orecchie.
Sento le sue mani sulle mie spalle, le sento spingere verso il basso, capisco cosa vuole. Scivolo verso il basso, con la lingua passo sui pettorali prima e gli addominali poi. Non è il momento di fare la smorfiosetta, arrivo al suo attrezzo che è gia eretto e senza indugi me lo infilo in bocca, le vene gonfie del pene e la consistenza, che ho testato anche con un piccolo morso da lui molto apprezzato, mi eccitano da morire. Dopo poco sento le sue mani sulla mia testa.
“Fermati un attimo facciamo 69”. Con velocità mi giro e poi riprendo il mio lavoro. Era un po’ che non sentivo la sua lingua tra le mie gambe. La sua tecnica è fantastica, lecca il clitoride, si immerge tra le labbra, e lecca poi arriva fino all’ano. Il piacere che mi da’ è fantastico. Ma dopo poco sento le sue mani alla base del pene. e la sua voce: “Ru fermati fermati”. Stacco la bocca dalla mia gustosa colazione, il glande è gonfio e quasi viola, con il prepuzio dilatato, gli titillo il prepuzio con la punta della lingua, so che lo adora. “No ti prego stai ferma”, mi dice. Sento il suo respiro pesante mentre tenta di trattenere l’orgasmo e l’eiaculazione. “Vieni amore, intanto siediti sulla mia faccia”. Inarco la schiena per portare il mio sesso vicino alla sua bocca, sento la sua bocca affondare tra le mie gambe e la lingua quasi scavare nelle mia vagina. Il gioco dura poco sento la sua bocca staccarsi, e lui che tenta di sfilarsi da sotto di me. “Vado in bagno aspettami qua.”
Appena lui sparisce in bagno non riesco a trattenermi, mi sdraio sul letto e comincio a toccarmi, in modo leggero, non voglio venire da sola, voglio venire con lui.
“Ru vieni qua vieni”. Sento la voce di mio padre dal bagno, salto fuori dal letto come una molla in tensione. Entrando in bagno lo vedo difronte a me, mi da le spalle, è in piedi davanti al lavandino e al grande specchio, completamente nudo, i suo dorsali e le sue natiche sono uno spettacolo. Mi avvicino da dietro lo cingo alla vita toccando i suoi forti addominali e baciandogli la schiena, il mio corpo si comprime contro il suo. Ci guardiamo attraverso lo specchio e così vedo che sul lavandino c’è un profilattico ancora non usato. Lo vedo appoggiare le mani sul lavandino, e contemporaneamente sento il suo sedere spingere verso di me. “sai cosa devi fare” dice. Si lo so cosa devo fare, cado in ginocchio dietro a lui e senza indugio infilo la faccia e la mia lingua tra le sue natiche, le mie mani vanno davanti a masturbarlo.la posizione è oscena, la mia lingua lecca l’ano di mio padre, lui apprezza moltissimo, normalmente non è molto loquace durante il sesso, ma quando gli faccio questo si fa’ sentire.
“Ru alzati… mettimi il goldone”, mi dice con la sua voce resa roca dal piace. Mi alzo e cingendolo da dietro gli infilo il profilattico. So già come finirà, il profilattico non ha scopo ne contraccettivo ne di prevenzione. Finita “la vestizione” comincio a masturbarlo prima lentamente, poi più velocemente ogni tanto gli do dei colpi forti per sentire la sua reazione, lui rimane in silenzio, l’unica cosa che cambia è il ritmo del respiro. Dopo non molto sento il suo corpo irrigidirsi, e lui emette un suono roco ma chiaramente di piacere, vedo il serbatoio del profilattico riempirsi. Continuo il movimento della mano ma lui mi rallenta. “vediamo se hai imparato”, mi dice. Con Sensualità mi lascio cadere in ginocchio e spalanco la bocca, estraggo anche la lingua. Chiudo gli occhi ma guardo tra le ciglia, vedo lui che si toglie il profilattico , lo avvicina alla mia bocca e ne svuota il contenuto nella mia bocca. Subito dopo sento il glande appoggiarsi sulla lingua, non so cosa fare, ho troppe cose in bocca e quindi ingoio tutto lo sperma di mio papà per poi succhiare il glande. “Vorace” esclama in un misto di eccitazione e fastidio per la mia bocca sul suo glande ipersensibile. Quelle parole mi eccitano mi fanno sentire donna, la sua donna. “vai in camera, io arrivo subito”. Eseguo senza discutere, mi sdraio sul letto a gambe spalancate. Lui si avvicina a me e quasi a tradimento appoggia un hitachi sul mio clitoride, la vibrazione è intensa è mi fa sussultare, lui mi blocca al letto afferrandomi dal bacino, tento di muovermi per alleviare la pressione del vibratore ma lui mi trattiene, mi sale sopra tenendo il vibratore tra le mie gambe, è impossibile per me muovermi, lui avvicina la sua bocca alla mia e cominciamo un bacio con la lingua profondo quasi osceno. E’ in quel momento, con il vibratore premuto sul clitoride, e la lingua di mio padre in bocca, che raggiungo l’orgasmo. Un orgasmo violento che mi fa’ inarcare la schiena sotto il suo peso, un orgasmo che mi toglie il fiato. il suo baciare si fa’ più leggero, si stacca da me e mi dice “sei bellissima quando vieni”. Lui si alza e va in bagno, io me ne sto sdraiata a godermi il momento, poco dopo lui esce dal bagno quasi già vestito, “dai principessa muoviti devo andare in studio”. In poco tempo e con poca voglia mi rivesto, non voglio andare a casa. Lui mi da un rotolo di banconote da 20 euro “questi sono per il taxi e di alla mamma che stasera sono a casa”. Prendo i soldi e li metto nella borsetta, mi avvio verso la porta della stanza, lui mi accompagna, “sei stata fantastica principessa” mi dice mentre la sua mano destra agguanta il mio sedere. “Anche tu” rispondo ricambiando toccandogli il membro.

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