Provocazione (parte terza)

Scritto da , il 2016-03-18, genere dominazione

Decido che è arrivato il momento e mi avvicino nuovamente a lei, "allora, vuoi continuare?" Le chiedo con fare retorico, lei risponde " certo! " come a volermi lanciare una sfida, colgo il momento e comincio a sbottonarle la camicetta che scivola velocemente verso il tappeto. Anna ha un seno enorme e sodo con i capezzoli rosa e turgidi, tenta di coprirsi incrociando le braccia e poggiando le mani sulle spalle ma l'unica cosa che ottiene è la compressione di quel seno che la rende ancora più eccitante. Sento il cazzo duro che preme insistentemente contro la patta dei pantaloni, mentre abbasso la cerniera laterale della gonna di Anna per farla cadere poi giù ai suoi piedi.
Adoro questo momento, faccio un passo indietro, davanti a me una donna bellissima bendata ed indifesa cerca infruttuosamente di coprirsi il seno con in dosso soltanto autoreggenti nere ed un perizoma di pizzo dello stesso colore, non le tolgo le scarpe, la voglio ancora così, è la mia musa.
Il fatto che non le stia vicino adesso la mette in uno stato di totale vulnerabilità pur continuando a mordersi il labbro, del resto non può vedere cosa faccio o dove mi trovo di preciso, ma infondo è proprio questo ad eccitarla. Adesso posso riavvicinarmi, poggio il mio dito medio sulla sua bocca, lei lo bacia, le dico "non ti ho detto di baciarlo!" , e mentre fa per fermarsi, lo ficco bene dentro la sua bocca e le dico " succhialo, succhialo per bene" , sento "oddio!" e poi comincia come se volesse tiramelo via, con qualche resistenza estraggo il dito da quella bocca avida, le sfioro il seno facendo poi una lieve pressione sul capezzolo, la mia mano scende sul suo ventre continua verso l'interno delle sua coscia poi si ferma e risale fino a sfiorarle appena le mutandine, ecco un altro "oddio!" provenire da quella bocca vogliosa, mente insisto nello sfiorare il solco delle sue grandi labbra gonfie. Mi posiziono al suo fianco prendo la sua mano destra portandola alla sua fica e le dico "adesso toccati da sola, ma non azzardarti a venire" le lascio la mano voglio sentire la sua esitazione la quale si rivela solo temporanea, comincia ad accarezzarsi la fica, vedo la sua mano muoversi in maniera circolare sotto le mutandine prima lentamente poi con più frenesia, i suoi gemiti adesso si fanno lunghi e più intensi così le ricordo che non deve venire, ancora. La cosa la eccita ed ecco arrivare il terzo" oddio!" tiro fuori il cazzo che adesso è talmente duro da essersi scappellato da solo. Mentre lei continua a toccarsi e godere allo scuro di tutto, le metto una mano attorno al collo facendo una lieve pressione, la sua mano va sempre più veloce e le sue gambe cominciano a flettersi per far largo ai suoi gesti sempre più ampi e decisi. Le dico allora " prendi in mano il cazzo, senza fermarti " adesso sento " OH MAMMA!"mentre osservo la mia musa presa per il collo a suonarsi la fica con la mano destra mentre con la sinistra scivola avanti e indietro lungo l'asta. Adesso le metto due dita dentro la bocca in un crescendo di lussuria che porta la mia compagna di giochi ad abbandonare ogni compostezza, si dimentica pure di menarmelo adesso lo stringe forte ma la sua mano è ferma, la sua lingua invece compone vortici vogliosi intorno alle mie dita e a tratti succhia, le dico allora " vuoi fare così col mio cazzo? Vuoi il cazzo?" Un deciso "SI...SII ...SIII!!!" Incoronava adesso l'apice della sua eccitazione.
Decido che la mia musa ha bisogno di sedersi, così la conduco al divano.
La faccio sedere ha ancora il respiro pesante, mi piazzo davanti a lei e comincio a passarle il cazzo sulle guance arrossate, quando lei con una mano lo afferra e se lo porta alla bocca "senza mani, e devi leccarlo come fosse un gelato" le dico mentre lei comincia come una micina a gustarsi la mia cappella gonfia, lo lecca tutto dal basso verso l'alto, affonda la lingua tra le mie palle ne prende una e la succhia poi si ferma e mi dice timidamente " almeno le palle posso succhiarle? " le intimo per l'ennesima volta di non fare domande, poi la faccio alzare e la faccio mettere a quattro zampe sul tappeto.

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