Sul divano di casa

Scritto da , il 2014-02-04, genere sentimentali

Se non fosse stato per le immagini che mi vedevano soggiacere alle efficacissime intemperanze che il mio nero ospite mi stava facendo subire, sotto il vigile sguardo di chi aveva organizzato quell'incredibile confronto, nessuno avrebbe certo mai potuto immaginarmi capace che potessi rendermi disponibile a compiere simili evoluzioni.
Le sue labbra carnose andavano comprimendo le mie, obbligandomi a rispondere alle voraci esplorazioni della sua lingua che mi andava esplorando il palato, parimenti al turgido pene già ben oltre la cavità vaginale risalita impietosamente sino ad invadere ogni anfratto delle viscere.
Percossa senza alcuna pietà, ormai prossima a svenire, invasa in quel modo inaudito al quale non avevo saputo opporre alcuna resistenza, già immaginando ciò che innumerevoli volte avevo cerebralmente condiviso attraverso le morbose fantasie vissute in maniera del tutto complice assieme al mio compagno, gemevo senza più alcun ritegno.
Come un velenoso serpente, incuneatosi dentro al mio ventre pronto ad accoglierne l'inesorabile esplosione di piacere che non mi avrebbe sicuramente risparmiata, quale ulteriore suggello a quel manifesto potere che mi andava imponendo, non potevo fare altro che subire arrendevole ogni colpo di maglio incitandolo a mia volta a castigarmi come meritavo.
Non potevo negare quanto fosse eccitante essere presa in quel modo, perfettamente consapevole di quanto tutto ciò avrebbe fatto inevitabilmente impazzire il mio stesso compagno alla sola idea di quel nerissimo pene incuneatosi dentro al mio corpo a procurarmi il più convulso piacere.
Se le mie gementi reazioni fossero state registrate, assieme alle immagini che ne documentavano in maniera palese la totale compartecipazione, egli sarebbe rimasto ulteriormente allibito nello scoprire sino a che punto mi fossi resa talmente troia dal consentire che tutto ciò potesse avere compiuto seguito.
Egli in fondo non desiderava altro che valutare ciò che solo attraverso l'immaginazione mi permetteva di essere altrettanto porca dal poter soddisfare ogni più estrema aspettativa di surreali amanti ai quali concedermi senza alcun pregiudizio.
Tangibile era invece quell'asta che mi stava battendo in ogni dove ed alla quale non potevo impedire di prendersi arcaiche rivincite attraverso il tribale richiamo che quella nera epidermide aveva saputo imporre sul mio contrastante pallore.
Scodellandomi i seni oltre le coppe del reggiseno, stritolandoli a dovere, e mordendomi i capezzoli sino ad ottenere le mie imploranti suppliche, si godeva la mia completa disponibilità resa ancor più stimolante dal fatto di vedermi con ancora indosso tutti quegli intimi orpelli che maggiormente ponevano in risalto la mia sofisticata femminilità.
L'impalpabile slip, sfilatomi con estrema destrezza ed abbandonato sul pavimento, indicava come fosse stato talmente abile dall'indurmi a cedergli subito non opponendo eccessive resistenze che potessero indurre a credere in una mia volontà di ostacolarne l'azione.
Affinché fossi edotta sulla conclusione del rituale mi annunciò di essere pronto ad inondarmi il ventre di sperma, attendendo perfidamente di sentirmi arrivare all'orgasmo prima di compiere quanto aveva promesso.
Le mie urla generarono nel solerte ideatore di un tale confronto una reazione altrettanto efficace stimolandolo a documentare in ogni dettaglio l'avvenuta profanazione in modo tale che fosse palesemente registrato ogni indizio al fine di non lasciare alcun dubbio su quanto avvenuto.

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