Trasformazione matrigna 2
scritto il 2026-11-07 tempo di lettura 3 min
di
Richard
genere
Incesti
cura
A+
Rifugiatami in cucina, aprii il rubinetto dell'acqua fredda, cercando di far scorrere via quel calore che mi bruciava ancora dentro. Iniziai a lavare i piatti con gesti meccanici, passandoci la spugna sopra mentre la mente continuava a rincorrere quell'immagine: il suo corpo nudo, la luce dorata, il mio stesso tocco voluttuoso che aveva lasciato i miei slip completamente inzuppati dei miei umori caldi. Sentivo ancora quel bagnato intimo e pulsante, una carezza costante che mi ricordava quanto fossi scossa e bagnata da quel desiderio inconfessabile.
Poi, sentii dei passi lenti scendere dalle scale. Il battito cardiaco mi accelerò di nuovo, un tuffo al cuore che mi bloccò il respiro in gola. La porta della cucina si aprì e lui entrò.
Era appena uscito dalla doccia. Aveva i capelli ancora umidi che gocciolavano sulle spalle larghe, la pelle fresca, lucida per l'acqua e il calore del bagno, e indossava solo un paio di boxer aderenti. Il corpo era straordinariamente turgido, vivo, e attraverso la stoffa elastica e sottile dei boxer era impossibile non notare la forma netta, pesante e durissima della sua erezione mattutina.
Finsi di darmi un tono, cercando di ricompormi mentre lasciavo la spugna nel lavandino e mi asciugavo le mani con un canovaccio, voltandomi verso di lui.
«Ah, ben svegliato...» dissi, sforzandomi di mantenere la voce ferma, mentre i miei occhi traditori scivolavano inevitabilmente lungo quel torace scolpito e bagnato per inchiodarsi, con un tuffo al basso ventre, su quel volume inequivocabile che premeva prepotente contro la stoffa.
Lui si avvicinò con un'andatura lenta e sonnolenta, fingendo la più totale naturalezza, come se quel corpo turgido e fremente fosse la cosa più normale del mondo. Io rimasi lì, irrigidita davanti al lavandino, cercando di mantenere un controllo che stava già colando a picco.
Senza dire una parola, mi arrivò alle spalle. Con un gesto spontaneo, quasi da figlio affettuoso ma del tutto ignaro, mi cinse la vita con le braccia, appoggiandosi pesantemente al mio corpo e lasciandomi un bacio leggero e svogliato sulla guancia, ancora mezzo addormentato.
In quel preciso istante, un brivido lunghissimo e incandescente mi attraversò da cima a fondo. Il suo membro durissimo, intrappolato a malapena dai boxer, si premette con forza contro la curva delle mie natiche. Sentii ogni singola pulsazione di quella carne calda contro il mio bacino: la mia vagina vibrò violentemente, bagnando i miei slip al punto che una goccia calda scivolò lungo l'interno coscia, mentre il mio orifizio anale pulsava in sincrono con i battiti del mio cuore.
Con il respiro corto, la bocca in fuoco e la salivazione aumentata, finsi la massima indifferenza. Con un movimento fluido e misurato, sfruttando un piccolo passo di lato con fare del tutto disinvolto, riuscii a sgusciare lentamente da quel contatto senza dire una sola parola, allontanandomi da lui con il cuore che batteva all'impazzata.
Poi, sentii dei passi lenti scendere dalle scale. Il battito cardiaco mi accelerò di nuovo, un tuffo al cuore che mi bloccò il respiro in gola. La porta della cucina si aprì e lui entrò.
Era appena uscito dalla doccia. Aveva i capelli ancora umidi che gocciolavano sulle spalle larghe, la pelle fresca, lucida per l'acqua e il calore del bagno, e indossava solo un paio di boxer aderenti. Il corpo era straordinariamente turgido, vivo, e attraverso la stoffa elastica e sottile dei boxer era impossibile non notare la forma netta, pesante e durissima della sua erezione mattutina.
Finsi di darmi un tono, cercando di ricompormi mentre lasciavo la spugna nel lavandino e mi asciugavo le mani con un canovaccio, voltandomi verso di lui.
«Ah, ben svegliato...» dissi, sforzandomi di mantenere la voce ferma, mentre i miei occhi traditori scivolavano inevitabilmente lungo quel torace scolpito e bagnato per inchiodarsi, con un tuffo al basso ventre, su quel volume inequivocabile che premeva prepotente contro la stoffa.
Lui si avvicinò con un'andatura lenta e sonnolenta, fingendo la più totale naturalezza, come se quel corpo turgido e fremente fosse la cosa più normale del mondo. Io rimasi lì, irrigidita davanti al lavandino, cercando di mantenere un controllo che stava già colando a picco.
Senza dire una parola, mi arrivò alle spalle. Con un gesto spontaneo, quasi da figlio affettuoso ma del tutto ignaro, mi cinse la vita con le braccia, appoggiandosi pesantemente al mio corpo e lasciandomi un bacio leggero e svogliato sulla guancia, ancora mezzo addormentato.
In quel preciso istante, un brivido lunghissimo e incandescente mi attraversò da cima a fondo. Il suo membro durissimo, intrappolato a malapena dai boxer, si premette con forza contro la curva delle mie natiche. Sentii ogni singola pulsazione di quella carne calda contro il mio bacino: la mia vagina vibrò violentemente, bagnando i miei slip al punto che una goccia calda scivolò lungo l'interno coscia, mentre il mio orifizio anale pulsava in sincrono con i battiti del mio cuore.
Con il respiro corto, la bocca in fuoco e la salivazione aumentata, finsi la massima indifferenza. Con un movimento fluido e misurato, sfruttando un piccolo passo di lato con fare del tutto disinvolto, riuscii a sgusciare lentamente da quel contatto senza dire una sola parola, allontanandomi da lui con il cuore che batteva all'impazzata.
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