Factotum
scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 5 min
di
Mimmuzzo
genere
Etero
cura
A−
A volte la vita capita. Tutto qui. Ci si annoia. Ci si annoia per anni. Poi...
Poi un pomeriggio sei lì, sulla cyclette della sala attrezzi dove vai a provare a tenerti in forma dopo esserti stufato di appunti e dispense e: -L'unica cosa che mi manca veramente di quand'ero sposata è averci per casa uno che mi aiuti quando c'è da spostare un mobile...- dice la tipa che pedala di fianco a te. Di fianco a me, cioè.
Cinquant'anni, fisico come prosciugato dopo decenni di cardio e diete da fame.
Anche se in teoria non ce l'aveva con me, ma con la signorotta cicciotta che criceta sul tapis roulant di fronte: -È vedova?- le chiedo.
-Divorziata.-
In teoria, perché in realtà ce l'aveva proprio con me...
-Pensi di farcela?- mi chiede Serena di fronte alla libreria alta e lunga quanto una porta di calcio che ha in soggiorno. -Ho tolto tutto, quindi non dovrebbe essere così pesante, no? E poi vedo che... Sì, insomma: sei ben messo... Quindi dovresti farcela, a spostarla quel tanto che basta per infilarcisi dietro e dare una mano di bianco al muro...-
-Boh... Io ci provo...-
Ci provo. E ce la faccio. Con un po' di strattoni che mi pompano il sangue nei muscoli. Sui quali la maglietta, che già è attillata, inizia a tirare ancora di più...
-Visto che ci sono, la mano di bianco te la do io, Serena. Poi rimetto a posto la libreria... Va bene?-
Alzando gli occhi dalla mia maglietta, con le guance fucsia come prugne: -Come? Oh, grazie, che tesoro che sei...- balbetta. -Il rullo è lì ... Io nel frattempo... Ti fermi a cena, vero? Nel frattempo preparo un risotto... Salsiccia e funghi... Okay?-
-Sì, grazie.-
-Hai finito? Il risotto è quasi pronto, deve solo mantecarsi...-
-Rimetto i libri a posto, nel frattempo?-
-No, grazie, hai già fatto troppo! Un bicchiere di prosecco lo vuoi?-
È lì, di fronte ai fornelli, in una tuta talmente striminzita che, secca com'è, la fa sembrare un'asse da stiro... I capelli (lunghi, rosso rame), gli occhi verdi (splendidi), il sorriso (splendido splendente) sono più che sufficienti, però, a farmi venire un'erezione... -Voglio te- dico con un filo di voce. Praticamente sicuro che sto per fare una figura barbina perché, molto probabilmente, m'ha invitato a casa sua solo perché aveva bisogno che l'aiutassi. E il risotto è l'unica cosa che intende darmi in cambio...
E invece la figura barbina la faccio pochi secondi dopo, quando dopo il terzo, quarto affondo (non li ho contati, ma di sicuro non sono arrivato al sesto) vengo dopo essere riuscito a stento a penetrarla. Di là, nel soggiorno ingombro di libri, sul divano...
Sono lì lì per raccontarle che non faccio l'amore da due anni; e cioè da quando, col pretesto che ero indietro con gli esami, la mia ragazza (una compagna di corso), prima ha iniziato a tenermi il broncio (-I miei mi hanno detto di pensarci bene, su 'sta cosa che sto con uno che non dà esami per fare dei lavoretti che non portano a niente...-) e poi se n'è andata in Erasmus... Invece: -Andiamo, tesorino: il risotto si fredda- mi fa Serena.
Il risotto è davvero buono. Ne mangiamo qualche forchettata bevendoci sopra un paio di bicchieri di prosecco. Poi ci ritroviamo sul divano. Serena si poggia sulla spalliera perché la prenda da dietro, stavolta... Sarà pure seccolina, ma così piegata è comunque un gran bello spettacolo... L'afferro per i fianchi e glielo spingo dentro. Ce l'ho dura come se fosse di marmo, la salsiccia, e so già che stavolta durerò a sufficienza da farla godere. Anzi: dopo qualcosa come venti minuti che la stantuffo, dopo che è venuta mordendo un cuscino perché i vicini non ne sentissero le urla di piacere, mi fa: -Basta così, amore... Non ne ho più, basta... Vieni, lascia fare a me...-
Si siede, me lo stringe con entrambe le mani e inizia a sfregarmelo finché: -Ti schizzerò in faccia- l'avverto.
-In faccia, sì... Sì, così...-
Ci si annoia. Per anni. Poi, un giorno, ti rendi conto di essere diventato il factotum della palestra in cui vai a provare a tenerti in forma quando non ne puoi più di preparare esami di cui non t'importa niente...
L'altro ieri, mentre seduto sulla panca piana aspettavo che passassero i tre minuti tra una serie e l'altra (sto allenando la forza, in questo periodo...) l'amica cicciotta di Serena mi fa: -Ho proprio bisogno di qualcuno che mi passi il tosaerba... Il giardino sarà grande quanto un campo di calcetto... Poi ci sarebbe da potare la siepe... Un lavoro di due, tre ore al massimo... Se ti porti il cambio, quando hai finito puoi farti la doccia...-
-Da te?-
-E dove, caro: dalla vicina?-
QUESTA È UNA STORIA DI FANTASIA. CERCA I MIEI RACCONTI ("SCAMBIO DI COPPIA", "PREGARE NON È SERVITO A NULLA", "VINCENT") SU GOOGLE PLAY LIBRI O SU AMAZON.
Poi un pomeriggio sei lì, sulla cyclette della sala attrezzi dove vai a provare a tenerti in forma dopo esserti stufato di appunti e dispense e: -L'unica cosa che mi manca veramente di quand'ero sposata è averci per casa uno che mi aiuti quando c'è da spostare un mobile...- dice la tipa che pedala di fianco a te. Di fianco a me, cioè.
Cinquant'anni, fisico come prosciugato dopo decenni di cardio e diete da fame.
Anche se in teoria non ce l'aveva con me, ma con la signorotta cicciotta che criceta sul tapis roulant di fronte: -È vedova?- le chiedo.
-Divorziata.-
In teoria, perché in realtà ce l'aveva proprio con me...
-Pensi di farcela?- mi chiede Serena di fronte alla libreria alta e lunga quanto una porta di calcio che ha in soggiorno. -Ho tolto tutto, quindi non dovrebbe essere così pesante, no? E poi vedo che... Sì, insomma: sei ben messo... Quindi dovresti farcela, a spostarla quel tanto che basta per infilarcisi dietro e dare una mano di bianco al muro...-
-Boh... Io ci provo...-
Ci provo. E ce la faccio. Con un po' di strattoni che mi pompano il sangue nei muscoli. Sui quali la maglietta, che già è attillata, inizia a tirare ancora di più...
-Visto che ci sono, la mano di bianco te la do io, Serena. Poi rimetto a posto la libreria... Va bene?-
Alzando gli occhi dalla mia maglietta, con le guance fucsia come prugne: -Come? Oh, grazie, che tesoro che sei...- balbetta. -Il rullo è lì ... Io nel frattempo... Ti fermi a cena, vero? Nel frattempo preparo un risotto... Salsiccia e funghi... Okay?-
-Sì, grazie.-
-Hai finito? Il risotto è quasi pronto, deve solo mantecarsi...-
-Rimetto i libri a posto, nel frattempo?-
-No, grazie, hai già fatto troppo! Un bicchiere di prosecco lo vuoi?-
È lì, di fronte ai fornelli, in una tuta talmente striminzita che, secca com'è, la fa sembrare un'asse da stiro... I capelli (lunghi, rosso rame), gli occhi verdi (splendidi), il sorriso (splendido splendente) sono più che sufficienti, però, a farmi venire un'erezione... -Voglio te- dico con un filo di voce. Praticamente sicuro che sto per fare una figura barbina perché, molto probabilmente, m'ha invitato a casa sua solo perché aveva bisogno che l'aiutassi. E il risotto è l'unica cosa che intende darmi in cambio...
E invece la figura barbina la faccio pochi secondi dopo, quando dopo il terzo, quarto affondo (non li ho contati, ma di sicuro non sono arrivato al sesto) vengo dopo essere riuscito a stento a penetrarla. Di là, nel soggiorno ingombro di libri, sul divano...
Sono lì lì per raccontarle che non faccio l'amore da due anni; e cioè da quando, col pretesto che ero indietro con gli esami, la mia ragazza (una compagna di corso), prima ha iniziato a tenermi il broncio (-I miei mi hanno detto di pensarci bene, su 'sta cosa che sto con uno che non dà esami per fare dei lavoretti che non portano a niente...-) e poi se n'è andata in Erasmus... Invece: -Andiamo, tesorino: il risotto si fredda- mi fa Serena.
Il risotto è davvero buono. Ne mangiamo qualche forchettata bevendoci sopra un paio di bicchieri di prosecco. Poi ci ritroviamo sul divano. Serena si poggia sulla spalliera perché la prenda da dietro, stavolta... Sarà pure seccolina, ma così piegata è comunque un gran bello spettacolo... L'afferro per i fianchi e glielo spingo dentro. Ce l'ho dura come se fosse di marmo, la salsiccia, e so già che stavolta durerò a sufficienza da farla godere. Anzi: dopo qualcosa come venti minuti che la stantuffo, dopo che è venuta mordendo un cuscino perché i vicini non ne sentissero le urla di piacere, mi fa: -Basta così, amore... Non ne ho più, basta... Vieni, lascia fare a me...-
Si siede, me lo stringe con entrambe le mani e inizia a sfregarmelo finché: -Ti schizzerò in faccia- l'avverto.
-In faccia, sì... Sì, così...-
Ci si annoia. Per anni. Poi, un giorno, ti rendi conto di essere diventato il factotum della palestra in cui vai a provare a tenerti in forma quando non ne puoi più di preparare esami di cui non t'importa niente...
L'altro ieri, mentre seduto sulla panca piana aspettavo che passassero i tre minuti tra una serie e l'altra (sto allenando la forza, in questo periodo...) l'amica cicciotta di Serena mi fa: -Ho proprio bisogno di qualcuno che mi passi il tosaerba... Il giardino sarà grande quanto un campo di calcetto... Poi ci sarebbe da potare la siepe... Un lavoro di due, tre ore al massimo... Se ti porti il cambio, quando hai finito puoi farti la doccia...-
-Da te?-
-E dove, caro: dalla vicina?-
QUESTA È UNA STORIA DI FANTASIA. CERCA I MIEI RACCONTI ("SCAMBIO DI COPPIA", "PREGARE NON È SERVITO A NULLA", "VINCENT") SU GOOGLE PLAY LIBRI O SU AMAZON.
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Mimmuzzo
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