Gki slip gialli
scritto il 2026-05-29 tempo di lettura 5 min
di
PatrocloPiemontese
genere
gay
cura
D+
Gli slip gialli
Il sesso migliore è quello inaspettato, che fai in un luogo impensabile con un bel ragazzo che hai incontrato per caso, sull’aereo, o sul treno o alla fermata di un tram: vi guardate, vi intendete e via, a scopare furtivamente da qualche parte.
E’ andata così questa volta, o quasi.
Lo incontro in piazza Benefica: giovane, biondo con gli occhi tra l’azzurro e il grigio; jeans attillati, si intravede il pacco; camicia bianca fuori dai pantaloni, i glutei stretti nei jeans disegnano due belle curve. Non si vedono le mutande: le avrà? O magari va in giro senza? Voglio sapere.
Ci guardiamo.
Mi rimane il dubbio: ci starà o mi faccio una figuraccia ad abbordarlo?
Si ferma presso una bancarella di intimo, fruga tra gli slip ammucchiati alla rinfusa. Sono slip bassi, di molti colori e di taglie diverse. Mi metto a rovistare anch’io.
Lui mi guarda e mi dice: cerco degli slip bassi, non griffati di colore giallo intenso, ma non riesco a trovarli.
Gli slip gialli sono una rarità. Io li preferisco bianchi, bassi con l’elastico un po’ lasso. 5 € e ne prendo due paia: stoffa morbida, comodi un po’ più grandi di quanto vesto abitualmente.
Lui non compra, ma osa e mi chiede: come ti chiami? Sei simpatico.
E io: tu sei bellissimo.
Sorride. Continuiamo tra le bancarelle, senza parlare, ma restando affiancati. Usciamo dalla bolgia del mercato.
Ci scambiamo i contatti?
Si certo. Ma tu dove abiti?
Qui vicino in via san Donato. Magari vieni a vedere lo studio dove vivo: ti offro un aperitivo.
Io abito qui sulla piazza, ma la casa è completamente in disordine, per cui non ti faccio salire e accetto con piacere l’invito.
Allora ci vediamo da me tra mezz’ora, il tempo di fare un’altra commissione, andare a casa, farmi una doccia e ti aspetto. Non portare nulla, da me c’è tutto.
Vado a casa, mi doccio rapidamente, l’agitazione è al massimo, prendo alcune gocce di benzodiazepine per controllare la tensione. Ho un paio di slip gialli, non bassi come piacerebbero a me, un po’ attillati, non laschi.
Voglio godermi il piacere della sorpresa.
Pantaloni stretti e leggeri, maglietta e via.
Sono in anticipo: arrivo sotto casa sua e cazzeggio a guardare le vetrine per far passare 10 minuti.
Mando un messaggio: sono qui.
Risponde subito: apro, 5p.
Non prendo l’ascensore, salgo a piedi, per calmarmi, e rilassarmi. Al quinto piano ci sono 4 porte: una è socchiusa e mentre mi avvicino si apre per farmi entrare: lui è dietro alla porta: indossa solo un paio di slip di intimissimi: bianchi. Lo abbraccio, ci limoniamo con passione, a lungo, con gli occhi chiusi. Accarezzo i suoi glutei passando con le mani sotto agli slip. Mi spoglia. Arrivato agli slip gialli si ferma, mi guarda e scoppia in una risata di gusto.
Quando vai via questi li lasci a me, per ricordo.
Certo.
Mi sfila gli slip gialli, sono di una marca sconosciuta: me li ha regalati un amico che li ha presi a Sao Paulo in Brasile.
Li annusa.
Mi piacciono: poi li provo.
Ho il cazzo durissimo: me lo masturba con lentezza; si abbassa e mi lecca il glande. Il suo dito scivola in mezzo alle natiche. Mi penetra inaspettatamente. Sento salire lo sperma, cerco di trattenerlo, invano; così gli vengo in bocca: un orgasmo non voluto, che un po’ mi imbarazza.
Andiamo a letto.
Mi asciugo con il panno carta che mi porge e mi sdraio. Lui va in cucina e arriva con una bottiglia di nebbiolo, fresco, con due calici.
Seduti sul letto sorseggiamo il nettare. Chiacchieriamo, Di cinema.
Lui è ancora in slip: non sembra eccitato. Ci baciamo, ci tocchiamo.Gli abbasso gli slip: sorpresa: indossa un perizoma formato da un triangolo di stoffa bianca e da un cordino che passa proprio in mezzo alle natiche.
Il pisello sta dentro, girato in basso: ma lo spettacolo inatteso del perizoma mi manda in visibilio. Palpeggio il pacco, lui si gira sulla schiena: le natiche con in mezzo il cordino del perizoma: lo sposto, col dito comincio a frugare; penetro: gridolino di piacere. Gli accarezzo la schiena, lo tocco e lo bacio dappertutto.
E‘ un ragazzo stupendo.
Si volta, l’uccello indurito è uscito. Sfilo il perizoma, e succhio con piacere, percepisco la delicatezza del glande, ha un’erezione imponente.
Si mette il preservativo e mi fa sedere sul suo uccello: entra lentamente, è un po’ grosso, e mi fa un po’ male. Mi scopa, con calma, prima lentamente, poi con decisione. Cambiamo posizione un paio di volte; il suo ritmo costante e deciso mi porta sull’orlo dell’orgasmo. Resisto.
Inumidisce il pollice e mi masturba il glande. Improvvisamente urla: vengo! Sento le contrazioni della sua eiaculazione e vengo anch’io.
Una scopata così con questo ragazzo bellissimo è la prova che il paradiso esiste, qui sulla terra, però.
Ancora un sorso di nebbiolo.
Prevale il silenzio: quasi a voler sorseggiare il godimento appena provato.
Lo saluto baciandolo ancora una volta sulla bocca e succhiandogli le labra. Torno a casa, senza mutande. Nella tasca, dove di solito si metto il fazzoletto, il suo paio di initimissimi bianco. Oggi un cimelio, domani un ricordo. Del paradiso.
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