Anita_ parte terza
scritto il 2026-10-23 tempo di lettura 5 min
di
Paolino72
genere
trio
cura
A
SERGIO CUSTODE DI NOTTE
Prendo fiato, riapro gli occhi e guardo distratto verso la porta. Una sagoma in ombra, brilla solo un cazzo duro nel pugno.
È il portiere che fa il giro di controllo. Ci ha sentito, visto e si segava; ha spento la torcia per rimanere nascosto, per non farsi scoprire con l'uccello fuori, Ora la riaccende, e ci illumina, ci abbaglia.
“Che succede qui?”
Anita è scattata in piedi e cerca di coprirsi con le due mani.
Io guardo lei e ammicco. Ha capito al volo: abbiamo un unico modo per non essere ricattabili o segnalati al personale e quasi sicuramente licenziati. Sergio è giovane ed eccitato, sarà facile coinvolgerlo e convincerlo così a mantenere il segreto.
Dico: “Spegni quella luce e vieni qui"
Anita toglie un braccio e lascia vedere il seno, poi sposta la mano dall’inguine e la mette su un fianco, il triangolo di peli è come una freccia che indica dove andare, allarga un po' le gambe, una posa da amazzone pronta al combattimento o da puttana pronta a dare sesso.
Ha persino la voce roca: "Sì, Sergio, vieni qui, da me”.
Non può resistere e si avventa su di lei, le bacia frenetico il collo, i capezzoli, le mani sulla schiena scendono sul culo e stringono.
Filmo tutto, è la nostra assicurazione e comunque sarà eccitante rivedere la scena. Anita passa la mano sull'uccello, duro e già con qualche goccia sulla cappella. Lo stringe alla base e risale con il pugno chiuso. Lo scappella e torna giù. Un po' di su e giù mentre Sergio le stringe le tette e si avvicina. È Anita che si infila il cazzo in mezzo ai seni, li comprime con le mani e inizia una spagnola da vera porca. Si massaggia i capezzoli, chiude gli occhi con trasporto e poi li spalanca per vedere la faccia stravolta del custode. Non perdo l'occasione di filmarla: è bellissima così ‘abbrutita’. China appena la testa e spinge fuori la lingua, lui si solleva un po' e le infila tutto in bocca, gridando “Siiii”. Anita prosegue nella pompa, è brava, sembra esperta (lo farà al marito?) e sembra godere: ha una mano tra le gambe e sta ravanando; con l’altra gli massaggia le palle.
Mi affianco ad Anita perché possa accarezzarmi l'asta ma Sergio è più veloce, mi stringe i coglioni a borsa e mi acchiappa l’asta e inizia a segarmi lui. Nessun uomo lo aveva mai fatto e, in quella situazione irreale e spinta, lo trovo eccitante e perverso. Lui va oltre e se lo mette in bocca. Mi piace, non credevo, lo lascio sbocchinare un po', frulla con la lingua, proprio una puttanella. Gli accarezzo il culo, è bianco, senza peli, morbido. Lo potrei inculare, è carino e a lui piacerebbe. Chissà a me? Ma mi viene un'idea differente.
Passo dietro Anita che ci aveva guardato con sorpresa mentre bulicciavamo, le allargo le chiappe, la lecco dal buco del culo al clitoride, dove incontro la sua mano maialona che vaga e gira. Continuo sull’ano, con la lingua ben distesa, succhiando leggermente. Soffio e la sento fremere, la pelle d’oca. Appoggio le labbra e aspiro più forte. Faccio la lingua a punta e le entro dentro. Si direbbe che le piaccia anche questo. L'avrà mai fatto il marito o è il tipo da chiavata tradizionale veloce? Da come se la gusta direi che lui la trascura. L'indice fa giri circolari sul buchino e la punta del dito entra. Lo tiro via subito per non spaventarla ma lo rinfilo, più profondo, esco. Rientro. Esco. Entro fino in fondo, con tutto il dito. È zitta, non si striscia più la sorca ma non mi scosta, è in attesa.
Voglio inculare lei: era questa l'idea.
Le appoggio la minchia sul buco e spingo pianissimo. Ha ricominciato a masturbarsi quindi arretro un po' e penetro un po'. Si sta toccando, le piace. La prima sodomia, la prima inculata.
Impressionante dove può arrivare una moglie fedele, da chiesa la domenica. Dopo aver aperto uno spiraglio tra le cosce una sera un po' etilica, può finire a sditalinarsi frenetica a quattro zampe con un cazzo in bocca e un'altro che la incula vergine. Sa persino che sto facendo foto e video per i posteri, ma la eccita di più. Magari vorrebbe che fossero pubbliche.
È davvero stretta nel culo e devo tirarlo fuori, con un plop da stappata e un piccolo peto suo. Sputo saliva sull’ano e col dito la distribuisco all’interno. Spingo il cazzo dentro che scivola bene, mi piace vedere il buco che si allarga oramai abituato al paletto dentro. Mugola con la verga del ragazzo in gola e accelera il movimento della testa, anch'io pompo più veloce. Lui urla e diventa rosso. Le sta venendo in bocca. Anita non si ritira, aspetta che si svuoti poi si raddrizza, inghiottisce e dalle labbra le cola un filo di sperma. Ho continuato a sodomizzarla e adesso inizia a urlare, mentre si tocca forsennata. La inculo fino in fondo alle palle e veniamo insieme, si contorce, ancora come un animale ferito, dà l’impressione di soffrire ma invece è rapita dal godere. Le spruzzo sborra nell’intestino, schizzo a più riprese, mi sento anch'io un animale che sfonda la sua femmina.
Siamo stremati tutte e tre.
Sono rimasto dentro anche con l'uccello mezzo mollo. Comincio a pisciare, un clistere di urina. Subito non capisce poi mi apostrofa: “Sei davvero un maiale!"
Deve correre in bagno e la seguo. Filmo mentre si svuota.
Ricomincerei.
Prendo fiato, riapro gli occhi e guardo distratto verso la porta. Una sagoma in ombra, brilla solo un cazzo duro nel pugno.
È il portiere che fa il giro di controllo. Ci ha sentito, visto e si segava; ha spento la torcia per rimanere nascosto, per non farsi scoprire con l'uccello fuori, Ora la riaccende, e ci illumina, ci abbaglia.
“Che succede qui?”
Anita è scattata in piedi e cerca di coprirsi con le due mani.
Io guardo lei e ammicco. Ha capito al volo: abbiamo un unico modo per non essere ricattabili o segnalati al personale e quasi sicuramente licenziati. Sergio è giovane ed eccitato, sarà facile coinvolgerlo e convincerlo così a mantenere il segreto.
Dico: “Spegni quella luce e vieni qui"
Anita toglie un braccio e lascia vedere il seno, poi sposta la mano dall’inguine e la mette su un fianco, il triangolo di peli è come una freccia che indica dove andare, allarga un po' le gambe, una posa da amazzone pronta al combattimento o da puttana pronta a dare sesso.
Ha persino la voce roca: "Sì, Sergio, vieni qui, da me”.
Non può resistere e si avventa su di lei, le bacia frenetico il collo, i capezzoli, le mani sulla schiena scendono sul culo e stringono.
Filmo tutto, è la nostra assicurazione e comunque sarà eccitante rivedere la scena. Anita passa la mano sull'uccello, duro e già con qualche goccia sulla cappella. Lo stringe alla base e risale con il pugno chiuso. Lo scappella e torna giù. Un po' di su e giù mentre Sergio le stringe le tette e si avvicina. È Anita che si infila il cazzo in mezzo ai seni, li comprime con le mani e inizia una spagnola da vera porca. Si massaggia i capezzoli, chiude gli occhi con trasporto e poi li spalanca per vedere la faccia stravolta del custode. Non perdo l'occasione di filmarla: è bellissima così ‘abbrutita’. China appena la testa e spinge fuori la lingua, lui si solleva un po' e le infila tutto in bocca, gridando “Siiii”. Anita prosegue nella pompa, è brava, sembra esperta (lo farà al marito?) e sembra godere: ha una mano tra le gambe e sta ravanando; con l’altra gli massaggia le palle.
Mi affianco ad Anita perché possa accarezzarmi l'asta ma Sergio è più veloce, mi stringe i coglioni a borsa e mi acchiappa l’asta e inizia a segarmi lui. Nessun uomo lo aveva mai fatto e, in quella situazione irreale e spinta, lo trovo eccitante e perverso. Lui va oltre e se lo mette in bocca. Mi piace, non credevo, lo lascio sbocchinare un po', frulla con la lingua, proprio una puttanella. Gli accarezzo il culo, è bianco, senza peli, morbido. Lo potrei inculare, è carino e a lui piacerebbe. Chissà a me? Ma mi viene un'idea differente.
Passo dietro Anita che ci aveva guardato con sorpresa mentre bulicciavamo, le allargo le chiappe, la lecco dal buco del culo al clitoride, dove incontro la sua mano maialona che vaga e gira. Continuo sull’ano, con la lingua ben distesa, succhiando leggermente. Soffio e la sento fremere, la pelle d’oca. Appoggio le labbra e aspiro più forte. Faccio la lingua a punta e le entro dentro. Si direbbe che le piaccia anche questo. L'avrà mai fatto il marito o è il tipo da chiavata tradizionale veloce? Da come se la gusta direi che lui la trascura. L'indice fa giri circolari sul buchino e la punta del dito entra. Lo tiro via subito per non spaventarla ma lo rinfilo, più profondo, esco. Rientro. Esco. Entro fino in fondo, con tutto il dito. È zitta, non si striscia più la sorca ma non mi scosta, è in attesa.
Voglio inculare lei: era questa l'idea.
Le appoggio la minchia sul buco e spingo pianissimo. Ha ricominciato a masturbarsi quindi arretro un po' e penetro un po'. Si sta toccando, le piace. La prima sodomia, la prima inculata.
Impressionante dove può arrivare una moglie fedele, da chiesa la domenica. Dopo aver aperto uno spiraglio tra le cosce una sera un po' etilica, può finire a sditalinarsi frenetica a quattro zampe con un cazzo in bocca e un'altro che la incula vergine. Sa persino che sto facendo foto e video per i posteri, ma la eccita di più. Magari vorrebbe che fossero pubbliche.
È davvero stretta nel culo e devo tirarlo fuori, con un plop da stappata e un piccolo peto suo. Sputo saliva sull’ano e col dito la distribuisco all’interno. Spingo il cazzo dentro che scivola bene, mi piace vedere il buco che si allarga oramai abituato al paletto dentro. Mugola con la verga del ragazzo in gola e accelera il movimento della testa, anch'io pompo più veloce. Lui urla e diventa rosso. Le sta venendo in bocca. Anita non si ritira, aspetta che si svuoti poi si raddrizza, inghiottisce e dalle labbra le cola un filo di sperma. Ho continuato a sodomizzarla e adesso inizia a urlare, mentre si tocca forsennata. La inculo fino in fondo alle palle e veniamo insieme, si contorce, ancora come un animale ferito, dà l’impressione di soffrire ma invece è rapita dal godere. Le spruzzo sborra nell’intestino, schizzo a più riprese, mi sento anch'io un animale che sfonda la sua femmina.
Siamo stremati tutte e tre.
Sono rimasto dentro anche con l'uccello mezzo mollo. Comincio a pisciare, un clistere di urina. Subito non capisce poi mi apostrofa: “Sei davvero un maiale!"
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