Anita_ parte seconda

scritto il 2026-10-22 tempo di lettura 5 min

di
genere
dominazione
cura
D−

DOPO L’ORARIO

Entra un po' prima delle venti. Non c'è più nessuno, solo un custode che dormicchia nella gabbiotta al cancello.

" Finalmente. Stavo per andare via”
Ride mi bacia sulla bocca ma la spingo via.
“Non pensare bastino due moine. Ti devo punire “
" Ah, e come? Vado nell'angolino?”
" Quello dopo. Prima ti sculaccio”
Ride.
" Cosa vuoi dire?”
La spingo sul tavolo, sollevò il vestito fino alla vita e " SCIAFF!”
La prima sculacciata, a mano aperta in parte sulle mutande e in parte sulla chiappa.
" Auch” più di sorpresa che dolore. Gira la testa per guardarmi ma non le sorrido.
La guardo severo.
La trovo bellissima. Le autoreggenti marroni le inquadrano il culo morbido, coperto dallo slip di pizzo azzurro. È molto poco coprente, non nasconde il taglio tra le natiche e, sotto, un cespuglio nero di peli dietro cui occhieggia quella fica che ho sditalinato poche ore prima.
Mi esplode l'uccello. Mi dolora, compresso nelle mutande e i pantaloni. Lo tiro fuori e lo lascio all’aria. La scoperei subito e ne sarebbe contenta ma vogliamo aspettare e divertirci di più. Due porci.
La colpisco ancora. Più forte. Grida. Sulla natica inizia ad apparire la traccia della mano: rossa sul gluteo che sembra ancora più bianco.
“Mi fai male"
“Lo meriti, Anita.Sei stata cattiva"
“-"
“Conta ad alta voce"
“Cosa?"
" Conta ogni colpo e ringrazia”
“SCIAFF!"
" Ahi… Due… Grazie”
“SCIAFF"
“Tre… quattro… cinque… grazie… grazie"
“SCIAFF"
“AHI! MI FAI MALE…troppo forte… sei…grazie"
Prendo l'elastico delle mutandine e le abbasso, lentamente, mentre le guardo il culo arrossato e poi la peluria della fica. Mi sembra brilli la sotto ma non voglio toccare, non ancora, deve cuocersi bene.
Mi tocco il cazzo che sbuca dai pantaloni ma mi viene in mente che è più stuzzicante se lo fai lei, mentre la sculaccio.
“Prendilo in mano e segalo, ma piano, non voglio godere subito".
Obbedisce silenziosa e stringe la manina sull'uccello e la muove su e giù.
" SCHIAFF!! Forte a mano aperta, sulla parte bassa della natica destra.
" Ahhh! Ahiii!”
" Conta”
" Sette… Grazie… padrone”
A sentire quell'epiteto poco ci manca che le venga in mano. La devo fermare.
Guardando adesso vedo proprio brillare gli umori tra il pelo. Prendo il telefono e scatto qualche foto, più da lontano e primi piani sui segni e sui genitali.
" Cosa fai? Non voglio. Non mi fido. Le farai vedere a tutti e magari le metti online”
" Piantala! Le guarderemo solo noi due, il padrone e la sua schiava. Le potrai usare per masturbarti davanti a me o quando non ci sono”
" Mhmhmh"
“Togli vestito, calze e tutto. Lascia le mutandine a metà coscia”
Esegue veloce mentre continuo a fotografare. Ha un bel seno, morbido con i capezzoli tesi e spinti in fuori. Li pizzico entrambi, li tiro e struscio.
“Mhmhmh"
" Continua da sola. So che lo fai sempre”
" Non è vero”
" SCHIAFF!”
" CHE MALE”
" Allora obbedisci…schiava”
Con le due mani si accarezza i seni, sfiora e tira i capezzoli.
" Otto, grazie padrone” con voce rotta e eccitata.
Le tolgo gli occhiali e la fotografo di fronte, mentre mi guarda, i capezzoli tra pollice e indice, le mutande abbassate e la fica pelosa.
“Adesso vai nell’angolo e pensa a come farti perdonare”.
La faccio girare e le fotografo il culo segnato di rosso. Lo accarezzo e lei ha uno scarto, si aspettava la sculacciata, invece massaggio, lambisco e sento la peluria, la pelle setosa e la carne morbida, quasi un’adolescente. È più caldo dove ho colpito forte, rosso scuro che tende al viola; le fa male sicuramente e brucia.
"Allargati le chiappe con le mani e chinati"
Lo fa e così fotografo il buco del culo, il perineo, le labbra della fica bagnata e, in mezzo ai peli, il grilletto gonfio. Scorro l'indice dalla canala fino al grilletto, poi ritorno indietro con anche il medio. Mi fermo sull'ano, massaggio circolare e spingo un po' la punta dell'indice.
“Lì no! Sono vergine. Non ho mai voluto. Mi fa paura"
" Vedremo” ma mi fermo.
“Accarezzati ancora le tette e di’: ‘Sono una porcellina a cui piace toccarsi e farsi guardare’”
" Sono una porce… LLINA mhmhmh..." mugola perché la masturbo, la scopo con tre dita.
“... mi piace toccarmi e che mi guardi e fotografi".
Non resisto più. Le vado dietro e scorro l'uccello dove erano le dita prima. Rimango in po' fermo con l'asta che le allarga le labbra e la cappella sul clitoride. Passo un braccio da dietro e appoggio la mano sul suo inguine, faccio pressione sulla punta del cazzo spingendolo verso la figa, lo ruoto e sento che le escono molti succhi e un sospiro.
"Ohohohoh”
“Chiedimelo". Capisce che cosa intendo.
“Ora chiavami, ti prego… padrone”
Sposto l'uccello sul buco mentre con la mano continuo a sgrillettarla. È come un lago, quasi non spingo, è lei che mi aspira e si impala con un colpo di reni.
"Ah siiiii! Mhmhmh. Non fermarti”
Sospiro anch'io, mi avvolge, un guanto di carne. Resto inguainato e piantato fino in fondo, poi inizio a uscire; e a entrare; di nuovo uscire, entrare, uscire… la mano gira veloce sul grilletto e Anita comincia a muggire, ululare, gridare e godere. Godo anch'io, la riempo di sperma; due orgasmi forti, insieme, contemporanei.

Prendo fiato, riapro gli occhi e guardo distratto verso la porta. Una sagoma in ombra, brilla solo un cazzo duro nel pugno.
109
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Anita_parte prima

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.