Qualche ora soltanto
scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 8 min
di
Crazy Horse
genere
tradimenti
cura
A
Il martedì mattina Alessandro era nel proprio ufficio.
Aveva appena terminato una riunione quando prese il telefono.
Aprì Instagram.
Ludovica aveva pubblicato alcune fotografie del fine settimana.
Era stata a Venezia con Andrea.
Nella prima immagine indossava un cappotto bianco davanti al Canal Grande. Nella seconda sorrideva seduta al tavolo di un ristorante.
Nell’ultima Andrea la baciava sulla guancia.
Alessandro guardò quella fotografia qualche secondo più delle altre.
Poi aprì la conversazione.
*Buongiorno, bellissima.*
La risposta arrivò quasi immediatamente.
*Buongiorno Ale ❤️*
*Com’è andata Venezia?*
*Benissimo. Era da tanto che volevo tornarci.*
*Ho visto le fotografie.*
*Ti piacciono?*
*Molto belle.*
*Anche quella con Andrea? 😏*
Alessandro sorrise.
*Anche.*
*Bugiardo.*
*Perché?*
*Perché secondo me sei un pochino geloso.*
Lui rimase qualche istante a guardare lo schermo.
*E se fosse?*
La risposta arrivò immediatamente.
*Mi piacerebbe.*
Alessandro rise.
*Sei terribile.*
*Lo so.*
Poi Ludovica aggiunse:
*Comunque mi sei mancato.*
*Anche tu.*
*Quando ci vediamo?*
Alessandro controllò l’agenda.
Il mercoledì pomeriggio aveva soltanto un appuntamento, che sarebbe terminato verso le 15:30.
*Domani pomeriggio sei libera?*
*Dopo le tre sì.*
*Allora potremmo vederci.*
*Dove?*
Alessandro rifletté.
*Ti mando un indirizzo.*
*Un’altra sorpresa?*
*Questa volta niente lago.*
*Peccato 😂*
*Preferivi il lago?*
*Preferisco te.*
Alessandro sorrise.
*Allora siamo d’accordo.*
~~~
Il mercoledì pomeriggio Ludovica arrivò davanti a un elegante palazzo in zona Porta Venezia.
Alessandro la stava aspettando nell’androne.
Indossava un completo grigio e una camicia azzurra, senza cravatta.
Quando la vide, sorrise.
«Ciao, Ludo.»
«Ciao, Ale.»
Lei gli gettò le braccia intorno al collo e lo baciò.
Alessandro ricambiò.
«Mi sei mancata.»
Ludovica sorrise.
«Anche tu.»
Poi si guardò intorno.
«Dove siamo?»
«In un appartamento del gruppo.»
«Ah.»
«Lo utilizziamo per ospitare alcuni dirigenti e consulenti quando vengono a Milano.»
«Interessante.»
Alessandro chiamò l’ascensore.
«È libero per qualche giorno.»
Ludovica sorrise maliziosamente.
«Che coincidenza.»
«Davvero incredibile.»
Lei rise.
~~~
L’appartamento si trovava all’ultimo piano.
Era un attico moderno, con grandi finestre, parquet chiaro e una terrazza affacciata sui tetti di Milano.
Ludovica entrò e si guardò intorno.
«Ale, ma è bellissimo.»
«Ti piace?»
«Molto.»
Appoggiò la borsa su una poltrona.
«Quindi questo sarebbe il tuo pied-à-terre segreto?»
Alessandro scoppiò a ridere.
«Non esageriamo.»
«Però potrebbe diventarlo.»
«Vedremo.»
Lei gli si avvicinò.
«Sai che mi piace quando dici così?»
«Così come?»
«Quando fai il misterioso.»
Alessandro le accarezzò una guancia.
«Non sto facendo il misterioso.»
«No?»
«No.»
La baciò.
Ludovica ricambiò, stringendosi a lui.
Quando si separarono, lei sorrise.
«Finalmente.»
Lui rise.
Poi la baciò ancora.
~~~
Alessandro aveva fatto preparare qualcosa da mangiare.
Sul tavolo del soggiorno c’erano alcuni piccoli piatti, frutta fresca e una bottiglia di champagne.
Ludovica si tolse il cappotto.
Indossava una gonna nera, un maglione chiaro e gli stivali alti che Alessandro ormai conosceva bene.
Lui li notò immediatamente.
«Ancora quegli stivali.»
Lei sorrise.
«Ti danno fastidio?»
«Sai benissimo di no.»
«Allora non vedo il problema.»
Alessandro rise.
Ludovica gli si avvicinò.
«Comunque oggi non ho tantissimo tempo.»
«Quanto?»
«Fino alle sette, più o meno.»
«Tre ore.»
«Ti bastano?»
Alessandro la guardò.
«Dovranno bastare.»
Lei sorrise.
«Allora non sprechiamole.»
Gli prese la mano e lo baciò.
Alessandro la strinse a sé.
Per qualche minuto dimenticarono il pranzo, lo champagne e la vista sui tetti di Milano.
~~~
Più tardi erano distesi sul letto.
Ludovica aveva la testa appoggiata sul petto di Alessandro.
Lui le accarezzava lentamente i capelli.
Avevano trascorso buona parte del pomeriggio insieme, senza telefoni, appuntamenti o interruzioni.
Era la seconda volta che facevano l’amore.
E Alessandro cominciava a trovare sorprendentemente naturale quella nuova intimità.
«Ale?»
«Dimmi.»
«Sei contento?»
Lui sorrise.
«Molto.»
«Anch’io.»
Ludovica sollevò il viso e lo baciò.
Poi si sistemò nuovamente accanto a lui.
«Comunque non pensavo che saresti diventato così intraprendente.»
Alessandro rise.
«È un problema?»
«Assolutamente no.»
«Bene.»
Lei sorrise.
«Anzi, mi piace.»
Rimasero in silenzio qualche minuto.
Poi Ludovica prese il telefono dal comodino.
Aveva alcuni messaggi.
Uno era di Andrea.
*Amore, stasera riesci a passare da me? ❤️*
Ludovica rispose.
*Certo. Verso le otto.*
Alessandro osservò distrattamente la conversazione.
«Andrea?»
«Sì.»
«Vi vedete stasera?»
«Ceniamo insieme.»
«Capisco.»
Ludovica posò il telefono.
Poi lo guardò.
«Che c’è?»
«Niente.»
«Ale.»
«Dimmi.»
«Sei geloso?»
Lui sorrise.
«Ancora questa domanda?»
«Perché non mi rispondi mai.»
Alessandro rimase qualche istante in silenzio.
«Forse un po’.»
Ludovica sorrise soddisfatta.
«Davvero?»
«Sì.»
«Mi piace.»
«Non dovrebbe.»
«Perché?»
«Perché hai un fidanzato.»
«Lo so.»
Lei gli accarezzò il viso.
«E tu hai una moglie.»
«Appunto.»
«Ma adesso sono qui con te.»
Alessandro annuì.
«Lo so.»
Ludovica lo baciò.
«Allora godiamoci queste ore.»
E ripresero a fare l’amore.
~~~
Verso le sei si alzarono.
Ludovica andò in bagno a sistemarsi.
Alessandro rimase in camera, seduto sul bordo del letto.
Prese il telefono.
Beatrice gli aveva scritto.
*Amore, stasera rientri per cena?*
Rispose immediatamente.
*Certo. Verso le otto.*
*Perfetto ❤️*
Alessandro appoggiò il telefono.
Qualche minuto dopo Ludovica uscì dal bagno.
Aveva nuovamente indossato la gonna, il maglione e gli stivali.
Si stava sistemando i capelli.
«Come sto?»
Alessandro sorrise.
«Benissimo.»
«Non si vede niente?»
«Di cosa?»
Lei rise.
«Del nostro allenamento pomeridiano.»
«Direi di no.»
Ludovica si avvicinò.
«Peccato.»
Alessandro scoppiò a ridere.
«Sei impossibile.»
«Lo so.»
Poi gli sistemò il colletto della camicia.
«Anche tu sei presentabile.»
«Grazie.»
«Anche se preferivo come stavi prima.»
Lui sorrise.
«Ludo…»
Lei rise e lo baciò.
~~~
Prima di uscire si sedettero qualche minuto sul divano.
Ludovica aveva appoggiato le gambe sulle ginocchia di Alessandro.
Lui le teneva una mano.
«Posso chiederti una cosa?» disse lei.
«Certo.»
«Perché hai scelto proprio questo appartamento?»
«Perché è comodo. È in centro, riservato e possiamo stare tranquilli.»
«Quindi potremmo tornare.»
«Se ti va.»
Ludovica sorrise.
«Mi va.»
Poi si fece pensierosa.
«Sai che questa storia sta diventando una cosa seria?»
Alessandro la guardò.
«In che senso?»
«Nel senso che non è più soltanto una cena o una notte sul lago.»
Lui annuì.
«È vero.»
«Ci scriviamo tutti i giorni. Ci cerchiamo. Organizziamo quando vederci.»
«Già.»
Ludovica gli accarezzò una mano.
«Non voglio complicarti la vita.»
«Nemmeno io la tua.»
«Però non voglio nemmeno smettere di vederti.»
Alessandro sorrise.
«Neanch’io.»
Lei sembrò soddisfatta.
«Allora per il momento va bene così.»
«Direi di sì.»
Ludovica gli diede un bacio.
Poi guardò l’orologio.
«Devo andare.»
~~~
Alessandro l’accompagnò fino all’ingresso del palazzo.
Fuori cominciava a fare buio.
Ludovica si voltò verso di lui.
«Mi scrivi?»
«Certo.»
«Stasera?»
«Stasera.»
Lei sorrise.
«Promesso?»
«Promesso.»
Si baciarono un’ultima volta.
Poi Ludovica si allontanò.
Alessandro rimase a guardarla mentre attraversava il marciapiede.
Quando scomparve dietro l’angolo, tornò nell’androne.
~~~
Quella sera Ludovica era a casa di Andrea.
Avevano ordinato una pizza e stavano guardando una serie televisiva.
Andrea le teneva un braccio intorno alle spalle.
«Com’è andata oggi?» le domandò.
«Bene.»
«Hai lavorato?»
«Un po’. Ho avuto un appuntamento nel pomeriggio.»
«Con l’agenzia?»
«Sì.»
Andrea annuì.
«A proposito, ho visto che il gruppo Toselli ha annunciato una nuova apertura a Firenze.»
Ludovica sorrise.
«Davvero?»
«Sì. Un hotel di lusso. Operazione interessante.»
«Immagino.»
«Quel Toselli è davvero uno che sa fare affari.»
Lei trattenne una risata.
«Me l’hai già detto.»
«Lo so.»
Andrea la baciò sulla fronte.
«Comunque sono contento che tu lo abbia conosciuto.»
«Anch’io.»
Ludovica appoggiò la testa sulla sua spalla.
Il telefono vibrò.
Un messaggio di Alessandro.
*Mi manchi già.*
*Anche tu.*
Ludovica rimase qualche secondo a fissare lo schermo.
Poi scrisse:
*Oggi sono stata benissimo.*
*Anch’io.*
*Dobbiamo rifarlo.*
*Assolutamente. Se riesci a stare ai miei ritmi 😏*
*Ma pensa te…*
Andrea le accarezzò i capelli.
«Tutto bene, amore?»
Ludovica spense il telefono.
«Sì.»
Lo baciò.
«Benissimo.»
~~~
Alessandro era in soggiorno con Beatrice.
Lei stava raccontando di un incontro organizzato dalla fondazione per la settimana successiva.
«Dobbiamo ancora definire alcuni dettagli per la serata di beneficenza», disse.
«Capisco.»
«Ah, ho parlato anche con gli organizzatori.»
«Di cosa?»
«Di quella ragazza della vostra pubblicità.»
Alessandro si voltò.
«Ludovica?»
«Sì.»
«Ah.»
«Mi hanno detto che sarebbe una buona idea invitarla.»
Lui annuì.
«Potrebbe essere.»
Beatrice sorrise.
«Tra l’altro mi sembra una ragazza molto carina.»
«Sì.»
«E poi è giovane. Ci farebbe bene coinvolgere qualche volto nuovo.»
«Sono d’accordo.»
Beatrice gli prese una mano.
«Magari viene con il fidanzato.»
Alessandro la guardò.
«Il fidanzato?»
«Sì. Ho visto qualche fotografia sul suo profilo. Un bel ragazzo.»
Lui sorrise appena.
«Ah, sì.»
«Sembrano una bella coppia.»
«Immagino.»
Beatrice continuò a parlare dell’evento.
Alessandro la ascoltava.
Ma intanto pensava a Ludovica.
Alla sua voce.
Ai suoi baci.
Alle ore trascorse insieme quel pomeriggio.
E soprattutto a una cosa che cominciava a diventare evidente.
Non gli bastava più incontrarla occasionalmente.
Voleva che Ludovica avesse un posto nella sua vita.
Anche se non sapeva ancora quale.
Aveva appena terminato una riunione quando prese il telefono.
Aprì Instagram.
Ludovica aveva pubblicato alcune fotografie del fine settimana.
Era stata a Venezia con Andrea.
Nella prima immagine indossava un cappotto bianco davanti al Canal Grande. Nella seconda sorrideva seduta al tavolo di un ristorante.
Nell’ultima Andrea la baciava sulla guancia.
Alessandro guardò quella fotografia qualche secondo più delle altre.
Poi aprì la conversazione.
*Buongiorno, bellissima.*
La risposta arrivò quasi immediatamente.
*Buongiorno Ale ❤️*
*Com’è andata Venezia?*
*Benissimo. Era da tanto che volevo tornarci.*
*Ho visto le fotografie.*
*Ti piacciono?*
*Molto belle.*
*Anche quella con Andrea? 😏*
Alessandro sorrise.
*Anche.*
*Bugiardo.*
*Perché?*
*Perché secondo me sei un pochino geloso.*
Lui rimase qualche istante a guardare lo schermo.
*E se fosse?*
La risposta arrivò immediatamente.
*Mi piacerebbe.*
Alessandro rise.
*Sei terribile.*
*Lo so.*
Poi Ludovica aggiunse:
*Comunque mi sei mancato.*
*Anche tu.*
*Quando ci vediamo?*
Alessandro controllò l’agenda.
Il mercoledì pomeriggio aveva soltanto un appuntamento, che sarebbe terminato verso le 15:30.
*Domani pomeriggio sei libera?*
*Dopo le tre sì.*
*Allora potremmo vederci.*
*Dove?*
Alessandro rifletté.
*Ti mando un indirizzo.*
*Un’altra sorpresa?*
*Questa volta niente lago.*
*Peccato 😂*
*Preferivi il lago?*
*Preferisco te.*
Alessandro sorrise.
*Allora siamo d’accordo.*
~~~
Il mercoledì pomeriggio Ludovica arrivò davanti a un elegante palazzo in zona Porta Venezia.
Alessandro la stava aspettando nell’androne.
Indossava un completo grigio e una camicia azzurra, senza cravatta.
Quando la vide, sorrise.
«Ciao, Ludo.»
«Ciao, Ale.»
Lei gli gettò le braccia intorno al collo e lo baciò.
Alessandro ricambiò.
«Mi sei mancata.»
Ludovica sorrise.
«Anche tu.»
Poi si guardò intorno.
«Dove siamo?»
«In un appartamento del gruppo.»
«Ah.»
«Lo utilizziamo per ospitare alcuni dirigenti e consulenti quando vengono a Milano.»
«Interessante.»
Alessandro chiamò l’ascensore.
«È libero per qualche giorno.»
Ludovica sorrise maliziosamente.
«Che coincidenza.»
«Davvero incredibile.»
Lei rise.
~~~
L’appartamento si trovava all’ultimo piano.
Era un attico moderno, con grandi finestre, parquet chiaro e una terrazza affacciata sui tetti di Milano.
Ludovica entrò e si guardò intorno.
«Ale, ma è bellissimo.»
«Ti piace?»
«Molto.»
Appoggiò la borsa su una poltrona.
«Quindi questo sarebbe il tuo pied-à-terre segreto?»
Alessandro scoppiò a ridere.
«Non esageriamo.»
«Però potrebbe diventarlo.»
«Vedremo.»
Lei gli si avvicinò.
«Sai che mi piace quando dici così?»
«Così come?»
«Quando fai il misterioso.»
Alessandro le accarezzò una guancia.
«Non sto facendo il misterioso.»
«No?»
«No.»
La baciò.
Ludovica ricambiò, stringendosi a lui.
Quando si separarono, lei sorrise.
«Finalmente.»
Lui rise.
Poi la baciò ancora.
~~~
Alessandro aveva fatto preparare qualcosa da mangiare.
Sul tavolo del soggiorno c’erano alcuni piccoli piatti, frutta fresca e una bottiglia di champagne.
Ludovica si tolse il cappotto.
Indossava una gonna nera, un maglione chiaro e gli stivali alti che Alessandro ormai conosceva bene.
Lui li notò immediatamente.
«Ancora quegli stivali.»
Lei sorrise.
«Ti danno fastidio?»
«Sai benissimo di no.»
«Allora non vedo il problema.»
Alessandro rise.
Ludovica gli si avvicinò.
«Comunque oggi non ho tantissimo tempo.»
«Quanto?»
«Fino alle sette, più o meno.»
«Tre ore.»
«Ti bastano?»
Alessandro la guardò.
«Dovranno bastare.»
Lei sorrise.
«Allora non sprechiamole.»
Gli prese la mano e lo baciò.
Alessandro la strinse a sé.
Per qualche minuto dimenticarono il pranzo, lo champagne e la vista sui tetti di Milano.
~~~
Più tardi erano distesi sul letto.
Ludovica aveva la testa appoggiata sul petto di Alessandro.
Lui le accarezzava lentamente i capelli.
Avevano trascorso buona parte del pomeriggio insieme, senza telefoni, appuntamenti o interruzioni.
Era la seconda volta che facevano l’amore.
E Alessandro cominciava a trovare sorprendentemente naturale quella nuova intimità.
«Ale?»
«Dimmi.»
«Sei contento?»
Lui sorrise.
«Molto.»
«Anch’io.»
Ludovica sollevò il viso e lo baciò.
Poi si sistemò nuovamente accanto a lui.
«Comunque non pensavo che saresti diventato così intraprendente.»
Alessandro rise.
«È un problema?»
«Assolutamente no.»
«Bene.»
Lei sorrise.
«Anzi, mi piace.»
Rimasero in silenzio qualche minuto.
Poi Ludovica prese il telefono dal comodino.
Aveva alcuni messaggi.
Uno era di Andrea.
*Amore, stasera riesci a passare da me? ❤️*
Ludovica rispose.
*Certo. Verso le otto.*
Alessandro osservò distrattamente la conversazione.
«Andrea?»
«Sì.»
«Vi vedete stasera?»
«Ceniamo insieme.»
«Capisco.»
Ludovica posò il telefono.
Poi lo guardò.
«Che c’è?»
«Niente.»
«Ale.»
«Dimmi.»
«Sei geloso?»
Lui sorrise.
«Ancora questa domanda?»
«Perché non mi rispondi mai.»
Alessandro rimase qualche istante in silenzio.
«Forse un po’.»
Ludovica sorrise soddisfatta.
«Davvero?»
«Sì.»
«Mi piace.»
«Non dovrebbe.»
«Perché?»
«Perché hai un fidanzato.»
«Lo so.»
Lei gli accarezzò il viso.
«E tu hai una moglie.»
«Appunto.»
«Ma adesso sono qui con te.»
Alessandro annuì.
«Lo so.»
Ludovica lo baciò.
«Allora godiamoci queste ore.»
E ripresero a fare l’amore.
~~~
Verso le sei si alzarono.
Ludovica andò in bagno a sistemarsi.
Alessandro rimase in camera, seduto sul bordo del letto.
Prese il telefono.
Beatrice gli aveva scritto.
*Amore, stasera rientri per cena?*
Rispose immediatamente.
*Certo. Verso le otto.*
*Perfetto ❤️*
Alessandro appoggiò il telefono.
Qualche minuto dopo Ludovica uscì dal bagno.
Aveva nuovamente indossato la gonna, il maglione e gli stivali.
Si stava sistemando i capelli.
«Come sto?»
Alessandro sorrise.
«Benissimo.»
«Non si vede niente?»
«Di cosa?»
Lei rise.
«Del nostro allenamento pomeridiano.»
«Direi di no.»
Ludovica si avvicinò.
«Peccato.»
Alessandro scoppiò a ridere.
«Sei impossibile.»
«Lo so.»
Poi gli sistemò il colletto della camicia.
«Anche tu sei presentabile.»
«Grazie.»
«Anche se preferivo come stavi prima.»
Lui sorrise.
«Ludo…»
Lei rise e lo baciò.
~~~
Prima di uscire si sedettero qualche minuto sul divano.
Ludovica aveva appoggiato le gambe sulle ginocchia di Alessandro.
Lui le teneva una mano.
«Posso chiederti una cosa?» disse lei.
«Certo.»
«Perché hai scelto proprio questo appartamento?»
«Perché è comodo. È in centro, riservato e possiamo stare tranquilli.»
«Quindi potremmo tornare.»
«Se ti va.»
Ludovica sorrise.
«Mi va.»
Poi si fece pensierosa.
«Sai che questa storia sta diventando una cosa seria?»
Alessandro la guardò.
«In che senso?»
«Nel senso che non è più soltanto una cena o una notte sul lago.»
Lui annuì.
«È vero.»
«Ci scriviamo tutti i giorni. Ci cerchiamo. Organizziamo quando vederci.»
«Già.»
Ludovica gli accarezzò una mano.
«Non voglio complicarti la vita.»
«Nemmeno io la tua.»
«Però non voglio nemmeno smettere di vederti.»
Alessandro sorrise.
«Neanch’io.»
Lei sembrò soddisfatta.
«Allora per il momento va bene così.»
«Direi di sì.»
Ludovica gli diede un bacio.
Poi guardò l’orologio.
«Devo andare.»
~~~
Alessandro l’accompagnò fino all’ingresso del palazzo.
Fuori cominciava a fare buio.
Ludovica si voltò verso di lui.
«Mi scrivi?»
«Certo.»
«Stasera?»
«Stasera.»
Lei sorrise.
«Promesso?»
«Promesso.»
Si baciarono un’ultima volta.
Poi Ludovica si allontanò.
Alessandro rimase a guardarla mentre attraversava il marciapiede.
Quando scomparve dietro l’angolo, tornò nell’androne.
~~~
Quella sera Ludovica era a casa di Andrea.
Avevano ordinato una pizza e stavano guardando una serie televisiva.
Andrea le teneva un braccio intorno alle spalle.
«Com’è andata oggi?» le domandò.
«Bene.»
«Hai lavorato?»
«Un po’. Ho avuto un appuntamento nel pomeriggio.»
«Con l’agenzia?»
«Sì.»
Andrea annuì.
«A proposito, ho visto che il gruppo Toselli ha annunciato una nuova apertura a Firenze.»
Ludovica sorrise.
«Davvero?»
«Sì. Un hotel di lusso. Operazione interessante.»
«Immagino.»
«Quel Toselli è davvero uno che sa fare affari.»
Lei trattenne una risata.
«Me l’hai già detto.»
«Lo so.»
Andrea la baciò sulla fronte.
«Comunque sono contento che tu lo abbia conosciuto.»
«Anch’io.»
Ludovica appoggiò la testa sulla sua spalla.
Il telefono vibrò.
Un messaggio di Alessandro.
*Mi manchi già.*
*Anche tu.*
Ludovica rimase qualche secondo a fissare lo schermo.
Poi scrisse:
*Oggi sono stata benissimo.*
*Anch’io.*
*Dobbiamo rifarlo.*
*Assolutamente. Se riesci a stare ai miei ritmi 😏*
*Ma pensa te…*
Andrea le accarezzò i capelli.
«Tutto bene, amore?»
Ludovica spense il telefono.
«Sì.»
Lo baciò.
«Benissimo.»
~~~
Alessandro era in soggiorno con Beatrice.
Lei stava raccontando di un incontro organizzato dalla fondazione per la settimana successiva.
«Dobbiamo ancora definire alcuni dettagli per la serata di beneficenza», disse.
«Capisco.»
«Ah, ho parlato anche con gli organizzatori.»
«Di cosa?»
«Di quella ragazza della vostra pubblicità.»
Alessandro si voltò.
«Ludovica?»
«Sì.»
«Ah.»
«Mi hanno detto che sarebbe una buona idea invitarla.»
Lui annuì.
«Potrebbe essere.»
Beatrice sorrise.
«Tra l’altro mi sembra una ragazza molto carina.»
«Sì.»
«E poi è giovane. Ci farebbe bene coinvolgere qualche volto nuovo.»
«Sono d’accordo.»
Beatrice gli prese una mano.
«Magari viene con il fidanzato.»
Alessandro la guardò.
«Il fidanzato?»
«Sì. Ho visto qualche fotografia sul suo profilo. Un bel ragazzo.»
Lui sorrise appena.
«Ah, sì.»
«Sembrano una bella coppia.»
«Immagino.»
Beatrice continuò a parlare dell’evento.
Alessandro la ascoltava.
Ma intanto pensava a Ludovica.
Alla sua voce.
Ai suoi baci.
Alle ore trascorse insieme quel pomeriggio.
E soprattutto a una cosa che cominciava a diventare evidente.
Non gli bastava più incontrarla occasionalmente.
Voleva che Ludovica avesse un posto nella sua vita.
Anche se non sapeva ancora quale.
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