Il giorno dopo

scritto il 2026-10-12 tempo di lettura 8 min

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tradimenti
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A

Il sabato mattina Alessandro si svegliò alle otto e mezza.

Beatrice non era più a letto.

Prese il telefono.

Nessun messaggio di Ludovica.

Aprì Instagram e rilesse la conversazione della notte precedente.

Sorrise.

Ripensò alla cena, alla saletta privata, alla ragazza seduta davanti a lui con quel vestito nero.

E soprattutto al momento in cui l’aveva baciata.

Era stato lui a prendere l’iniziativa.

Una decisione che, fino a qualche giorno prima, non avrebbe neppure preso in considerazione.

Aprì la conversazione.

*Buongiorno, bellissima.*

Inviò il messaggio.

Poi si alzò e andò in bagno.

~~~

Beatrice era in cucina.

Indossava un paio di jeans e un maglione beige. Stava leggendo il giornale con una tazza di caffè davanti.

«Buongiorno, dormiglione.»

Alessandro le si avvicinò e la baciò.

«Buongiorno, amore.»

«Com’è andata ieri?»

«Bene.»

«Avete concluso qualcosa?»

«Vedremo. È ancora presto.»

Beatrice annuì.

«Oggi pensavo di andare a Como. Ti ricordi?»

«Certo.»

«Partiamo verso le undici?»

«Perfetto.»

Alessandro si preparò un caffè.

Il telefono vibrò.

Ludovica.

*Buongiorno Ale ❤️*

Poi un secondo messaggio.

*Mi hai pensata?*

Alessandro sorrise.

*Un pochino 🤭*

*Bugiardo.*

*Va bene. Parecchio.*

*Molto meglio 😘*

Alessandro rimise il telefono sul tavolo.

«Chi ti scrive di sabato mattina?» domandò Beatrice.

«Un cliente.»

«Non ti lasciano mai in pace.»

«Già.»

Beatrice tornò al giornale.

Alessandro prese il telefono e lo mise in tasca.

Era la seconda volta, nel giro di poche ore, che mentiva a sua moglie.

E cominciava a farlo con una facilità che avrebbe dovuto preoccuparlo.

~~~

Alle undici Alessandro e Beatrice partirono per il lago di Como.

Avevano una villa sulle colline sopra Cernobbio, acquistata quasi quindici anni prima.

Era uno dei posti preferiti di Beatrice.

Ci trascorrevano molti fine settimana, soprattutto in primavera e in estate.

Durante il viaggio parlarono dei figli, di alcuni amici e delle vacanze di Natale.

«Margherita vorrebbe andare in montagna», disse Beatrice.

«Dove?»

«Courchevel, naturalmente.»

Alessandro rise.

«Ha gusti economici, nostra figlia.»

«Chissà da chi avrà preso.»

Lui le accarezzò una mano.

«Da sua madre, evidentemente.»

Beatrice sorrise.

«Spiritoso.»

Il telefono di Alessandro vibrò nel vano centrale.

Una notifica.

Lui abbassò appena gli occhi.

Ludovica.

Non lo prese.

Beatrice continuò a parlare.

«Filippo invece probabilmente viene con Camilla.»

«Bene.»

«Dovremmo organizzare qualcosa tutti insieme.»

«Assolutamente.»

Alessandro annuiva, ma una parte della sua attenzione era rimasta al telefono.

Quando arrivarono alla villa, Beatrice andò a parlare con la governante.

Lui rimase qualche minuto in soggiorno.

Aprì Instagram.

*Stamattina sei sparito.*

*Ero in macchina.*

*Con Beatrice?*

*Sì. Siamo venuti sul lago.*

*Che romantici.*

Alessandro sorrise.

*Un sabato tranquillo.*

*Anch’io oggi vedo Andrea.*

*Lo so. Me l’avevi detto.*

~~~

Ludovica era ancora nel proprio appartamento.

Aveva appena finito di prepararsi per il pranzo con Andrea.

Indossava una gonna corta di lana grigia, un maglione nero e un paio di stivali alti.

Davanti allo specchio si sistemò i capelli.

Il telefono vibrò.

Andrea.

*Sono sotto ❤️*

Ludovica prese la borsa e uscì.

Andrea la aspettava davanti al portone.

Quando la vide, sorrise.

«Amore, sei bellissima.»

«Grazie.»

Si baciarono.

«Com’è andata ieri sera?»

«Bene.»

«Vi siete divertite?»

«Sì, molto.»

Andrea le aprì la portiera della propria BMW.

«Dove siete andate alla fine?»

«In un ristorante in centro.»

«Bello?»

Ludovica sorrise appena.

«Molto.»

Andrea mise in moto.

«Hai concluso qualche collaborazione interessante?»

«Vedremo.»

«Sei misteriosa oggi.»

Lei rise.

«Sono sempre misteriosa.»

«Questo è vero.»

Andrea le prese una mano e la baciò.

Ludovica lo guardò con affetto.

Gli voleva bene.

Non stava pensando di lasciarlo.

E non aveva alcuna intenzione di farlo.

~~~

Il ristorante era affollato.

Andrea aveva prenotato un tavolo vicino alla finestra.

Ordinarono due primi e una bottiglia d’acqua.

«Ah, comunque», disse Ludovica mentre sistemava il tovagliolo sulle ginocchia, «ieri sera ho rivisto Alessandro Toselli.»

Andrea alzò immediatamente gli occhi.

«Davvero?»

«Sì.»

«Dove?»

«Era al ristorante dove avevamo la cena.»

«Ma dai!»

Ludovica sorrise.

«Ci siamo salutati e abbiamo parlato un po’.»

«Incredibile. Ma allora vi conoscete davvero.»

«Beh, ci siamo conosciuti allo stadio.»

«Sì, ma non pensavo vi ricordaste uno dell’altra.»

Ludovica esitò appena.

«Ci seguiamo su Instagram.»

Andrea rise.

«Fantastico.»

«Sei più contento tu di me.»

«Ludo, quello è uno degli imprenditori più importanti del settore. Ti avevo già detto che mi piacerebbe conoscerlo.»

«Me lo ricordo.»

«E com’è? Sempre simpatico?»

«Molto.»

«Di cosa avete parlato?»

«Del suo lavoro, soprattutto. Mi ha raccontato qualcosa degli alberghi.»

Andrea annuì, interessato.

«Dev’essere uno che ha parecchie cose da insegnare.»

«Sicuramente.»

Ludovica prese un sorso d’acqua.

«Comunque è davvero una persona piacevole.»

«Immagino.»

«Ed è anche molto elegante.»

Andrea sorrise.

«Mi sa che ti sta simpatico.»

«Abbastanza.»

«Beh, se lo rivedi, digli che il tuo fidanzato lo ammira.»

Ludovica scoppiò a ridere.

«Davvero dovrei dirglielo?»

«Perché no?»

«Va bene.»

Andrea tornò a guardare il menu.

«Magari un giorno capita l’occasione di conoscerlo.»

Ludovica sorrise.

«Magari.»

Il cameriere arrivò con i piatti.

La conversazione si spostò su altri argomenti.

Ludovica guardò Andrea.

Era felice di averle raccontato quella parte della serata. Adesso, se il nome di Alessandro fosse saltato fuori nuovamente, non avrebbe dovuto inventarsi ogni volta una spiegazione.

Naturalmente, c’era un dettaglio che aveva preferito omettere.

Alessandro Toselli non era semplicemente al ristorante.

Era l’uomo con cui aveva trascorso tutta la serata.

E che l’aveva baciata sotto casa.

~~~

A Como, Alessandro e Beatrice pranzarono sulla terrazza coperta della villa.

Nonostante il freddo, la giornata era luminosa.

Il lago appariva immobile.

Beatrice raccontava di una mostra che avrebbe voluto visitare la settimana successiva.

Alessandro la ascoltava.

Era una donna intelligente, elegante e ancora molto attraente.

La guardò mentre parlava.

Per un istante si domandò perché avesse sentito il bisogno di baciare un’altra donna.

Non trovò una risposta convincente.

Forse perché non ce n’era una.

«Che c’è?» domandò Beatrice.

«Niente.»

«Mi guardi in modo strano.»

Alessandro sorrise.

«Sei bella.»

Lei rise.

«Che adulatore.»

«Dico sul serio.»

Beatrice allungò una mano sul tavolo.

Lui la prese.

«Ti amo», disse lei.

«Anch’io.»

Ed era vero.

~~~

Nel pomeriggio Alessandro uscì per una passeggiata nel giardino.

Aveva lasciato Beatrice in soggiorno, intenta a leggere.

Prese il telefono.

Scrisse a Ludovica.

*Come va il pranzo?*

La risposta arrivò dopo qualche minuto.

*Bene. Siamo appena usciti dal ristorante.*

*Ti sei divertita?*

*Sì.*

Poi aggiunse:

*Ma ieri sera di più.*

Alessandro sorrise.

*Anche io.*

*Davvero?*

*Decisamente.*

Ludovica inviò un cuore.

Poi una fotografia.

Era seduta in macchina, con le gambe accavallate.

*Ti piace il look di oggi?*

Alessandro osservò l’immagine.

Gli stivali gli ricordarono immediatamente la sera del loro primo incontro.

*Molto.*

*Monello 😘*

Alessandro guardò ancora la fotografia.

Poi scrisse:

*Mi ricordi la sera in cui ci siamo conosciuti.*

*Per gli stivali?*

*Esattamente.*

Ludovica rispose con una faccina sorridente.

*Quindi ti piacciono.*

*Direi proprio di sì.*

*Interessante.*

Alessandro sorrise.

*Perché?*

*Perché adesso so cosa mettermi la prossima volta.*

Lui rimase qualche istante a guardare il messaggio.

Poi scrisse:

*Allora dovremmo organizzare questa prossima volta.*

La risposta arrivò immediatamente.

*Finalmente cominci a ragionare.*

~~~

La domenica trascorse senza particolari novità.

Alessandro e Beatrice tornarono a Milano nel primo pomeriggio.

I figli arrivarono per cena.

Filippo raccontò di un nuovo progetto aziendale, mentre Margherita, collegata da Londra, partecipò alla conversazione in videochiamata.

Alessandro era di ottimo umore.

Dopo cena rimase in soggiorno con Beatrice.

Guardarono un film.

Lei si addormentò appoggiata alla sua spalla.

Alessandro le accarezzò i capelli.

Il telefono vibrò.

Un messaggio di Ludovica.

*Sei ancora sveglio?*

Lui aspettò qualche secondo.

Poi rispose.

*Sì.*

*Allora quando ci vediamo?*

Alessandro rifletté.

La settimana successiva sarebbe stata piuttosto impegnativa.

Lunedì aveva una riunione del consiglio d’amministrazione. Martedì sarebbe stato a Roma. Mercoledì e giovedì aveva diversi appuntamenti a Milano.

Il venerdì, invece, sarebbe stato libero.

*Venerdì prossimo?*

*Ancora venerdì? 😂*

*È un problema?*

*No. Però potremmo fare qualcosa di diverso.*

Alessandro sorrise.

*Tipo?*

*Non lo so. Sorprendimi.*

Lui rimase a riflettere.

Poi scrisse:

*Ci penso.*

*Mi fido di te.*

Seguì un altro messaggio.

*E comunque mi metterò gli stivali che ti piacciono.*

Alessandro rise piano.

*Allora non posso mancare.*

*Direi proprio di no.*

Poi Ludovica aggiunse:

*Buonanotte Ale ❤️*

Buonanotte Ludo*

Alessandro spense il telefono.

Beatrice si mosse accanto a lui.

«Mi sono addormentata?»

«Un pochino.»

Lei sorrise.

«Scusa.»

«Non devi scusarti.»

Le diede un bacio sulla fronte.

«Andiamo a letto?»

«Volentieri.»

~~~

Il lunedì mattina Alessandro arrivò in ufficio alle nove.

La segretaria lo informò degli appuntamenti della giornata.

Lui ascoltò, firmò alcuni documenti e si preparò per la prima riunione.

Poi chiamò il proprio assistente.

«Marco, venerdì prossimo ho impegni nel tardo pomeriggio?»

L’uomo controllò l’agenda.

«No, dottore. Dopo le cinque è libero.»

«Perfetto. Lasciamolo così.»

«Certamente.»

Alessandro aspettò che uscisse.

Poi prese il telefono.

Aprì la conversazione con Ludovica.

*Venerdì sera sei libera dalle otto?*

*Per te sì.*

*Bene.*

*Dove mi porti questa volta?*

Alessandro sorrise.

*Una sorpresa.*

*Ancora?*

*Ti avevo detto che ci avrei pensato.*

*Devo preoccuparmi?*

*Assolutamente no.*

*Allora mi fido.*

Seguì una pausa.

Poi Ludovica scrisse:

*Stivali confermati?*

Alessandro rise.

*Assolutamente confermati.*

*Perfetto ❤️*

Alessandro rimase qualche istante a guardare lo schermo.

Questa volta non aveva aspettato che fosse Ludovica a insistere.

Era stato lui a cercarla.

Lui a proporre il secondo incontro.

E soprattutto, per la prima volta, non aveva avuto bisogno di convincersi che si trattasse soltanto di una cena.

Voleva stare con lei.

E ormai aveva smesso di cercare una giustificazione.
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