È solo una cena

scritto il 2026-10-11 tempo di lettura 9 min

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Il lunedì mattina Alessandro si svegliò alle sette.

Beatrice dormiva ancora accanto a lui.

Rimase qualche minuto a letto, poi prese il telefono dal comodino.

Aprì Instagram.

Rilesse la conversazione della sera precedente.

Sorrise.

Era una proposta decisamente sfacciata, soprattutto considerando che proveniva da una ragazza di ventiquattro anni che conosceva da poche ore.

Aprì il profilo di Ludovica.

Scorse alcune fotografie. Una vacanza a Ibiza, un evento a Parigi, un servizio fotografico per un marchio di abbigliamento.

Era bellissima.

In una delle fotografie compariva anche il fidanzato.

Un bel ragazzo, alto, capelli scuri, sorriso sicuro. Indossava uno smoking e teneva Ludovica per la vita.

Alessandro lesse la didascalia.

My favourite person ❤️

La fotografia risaliva a due settimane prima.

Spense il telefono.

«Buongiorno.»

Beatrice si era svegliata.

«Buongiorno, amore.»

Lei si avvicinò e lo baciò.

«Già al telefono?»

«Stavo controllando un paio di cose.»

«Alle sette di mattina?»

«Purtroppo gli affari non dormono mai.»

Beatrice sorrise e gli accarezzò il petto.

«Neanche gli imprenditori, a quanto pare.»

Alessandro la strinse a sé.

Per qualche minuto dimenticò completamente Ludovica.

~~~

Alle nove era già in ufficio.

Il quartier generale del gruppo occupava gli ultimi tre piani di un elegante palazzo del centro.

La mattinata trascorse tra riunioni, telefonate e una videoconferenza con Londra.

Poco prima di mezzogiorno il telefono vibrò.

Una notifica di Instagram.

Ludovica.

*Buongiorno, Alessandro ☀️*

Lui aprì il messaggio.

*Buongiorno*

*Come sta il mio interista preferito?*

*Bene. Anche grazie alla vittoria di ieri.*

*Soltanto grazie a quella?*

Alessandro sorrise.

*Diciamo che è stata una bella serata.*

*Anche per me.*

Poi arrivò un altro messaggio.

*Comunque non mi hai ancora risposto.*

*Su cosa?*

*La cena.*

Alessandro appoggiò il telefono sulla scrivania.

Lo riprese dopo qualche secondo.

*Non credi che sarebbe complicato?*

*Una cena?*

*Una cena tra noi due.*

*Non pensavo fossi così timido.*

Lui rise.

*Non sono timido.*

*Allora qual è il problema?*

Alessandro esitò.

*Che siamo entrambi impegnati.*

La risposta arrivò dopo quasi un minuto.

*Lo so, Ale. Non ti ho mica chiesto di sposarmi.*

Scoppiò a ridere.

Poi scrisse: *Sei sempre così diretta?*

*Quando qualcuno mi interessa, sì.*

Alessandro rimase a guardare lo schermo.

Prima che potesse rispondere, la segretaria bussò alla porta.

«Dottore, sono arrivati gli avvocati.»

«Li faccia accomodare.»

Mise via il telefono.

La conversazione finì lì.

Per il momento.

~~~

Quella stessa sera Ludovica era a cena con Andrea.

Il ristorante era uno dei loro preferiti, un piccolo locale giapponese non lontano da casa.

Andrea aveva ventotto anni, lavorava per un importante fondo d’investimento e guadagnava già molto bene. Era ambizioso, brillante e profondamente innamorato di lei.

«Com’è andata ieri allo stadio?» le domandò mentre sfogliava la carta dei vini.

«Bene. Molto carino.»

«Hai fatto qualche contatto interessante?»

«Qualcuno.»

Ludovica prese un sorso d’acqua.

«Ah, sai chi ho conosciuto?»

«Chi?»

«Alessandro Toselli.»

Andrea alzò immediatamente gli occhi.

«Toselli? Quello del gruppo immobiliare?»

«Sì, proprio lui.»

«Ma dai.»

«Era nell’hospitality. Abbiamo parlato un po’.»

Andrea sembrava sinceramente colpito.

«Quello è un fenomeno.»

Ludovica sorrise.

«Addirittura?»

«Ludo, parliamo di uno che ha costruito un impero. Immobili, alberghi, operazioni internazionali. Ha fatto delle acquisizioni incredibili.»

«Non sapevo fosse così famoso.»

«Nel suo settore lo conoscono tutti.»

Andrea si sporse leggermente in avanti.

«Com’è dal vivo?»

Ludovica esitò appena.

«Simpatico. Molto elegante.»

«Immagino.»

«Anche affascinante, per essere un uomo della sua età.»

Andrea rise.

«Comunque è uno che dovrei conoscere. Magari un giorno riesci a presentarmelo.»

Ludovica abbassò gli occhi per nascondere un sorriso.

«Chissà.»

«Sarebbe interessante anche solo parlare con lui mezz’ora.»

«Beh, io ci ho parlato.»

«E di cosa?»

«Calcio. Milano. Alberghi.»

«Hai parlato di alberghi con lui?»

«Sì, perché?»

Andrea scoppiò a ridere.

«Niente, amore. Sei fantastica.»

Si sporse per baciarla.

Ludovica ricambiò.

~~~

Il martedì pomeriggio Alessandro era in macchina, diretto a un appuntamento.

Aveva appena terminato una telefonata quando aprì Instagram.

Ludovica aveva pubblicato una storia.

Era davanti allo specchio di un camerino, con indosso un abito rosso lungo e aderente.

Fitting day ❤️

Alessandro la guardò per qualche secondo.

Poi, quasi senza pensarci, reagì con un cuore.

Se ne pentì immediatamente.

Era un gesto sciocco.

Degno di un ragazzino.

Ma ormai l’aveva fatto.

La risposta arrivò poco dopo.

*Ti piace?*

*Molto elegante.*

*Soltanto elegante?*

Alessandro sorrise.

*Ti sta molto bene.*

*Grazie 😘*

Poi arrivò un altro messaggio.

*Però secondo me starebbe meglio per terra.*

Alessandro rimase a fissare lo schermo.

Non si aspettava tanta audacia.

*Ludovica…*

*Che c’è? 😂*

*Sei pericolosa.*

*Un pochino.*

Seguì una pausa.

*Ma soltanto con chi mi piace.*

Alessandro non rispose.

Questa volta, però, non riuscì a concentrarsi immediatamente sul lavoro.

~~~

Mercoledì sera Alessandro e Beatrice erano a cena a casa di amici.

Una serata piacevole, come tante altre.

Si parlò di politica, di vacanze e del matrimonio imminente della figlia dei padroni di casa.

Beatrice sedeva accanto a lui.

Ogni tanto gli prendeva la mano sotto il tavolo.

Alessandro era affettuoso, presente, perfettamente a proprio agio.

Verso le undici, mentre gli ospiti si spostavano in soggiorno, controllò il telefono.

Un messaggio di Ludovica.

*Sei sparito.*

Rispose dopo qualche minuto.

*Ho avuto giornate impegnative.*

*Immaginavo*.

*Tu come stai?*

*Bene. Sono fuori con Andrea.*

Alessandro guardò il messaggio.

*Divertiti.*

*Grazie.*

Passarono alcuni secondi.

*Ma preferirei essere fuori con te.*

Alessandro sentì qualcosa muoversi dentro di sé.

Guardò Beatrice.

Era dall’altra parte del soggiorno, intenta a conversare con un’amica.

Tornò al telefono.

*Non dovresti scrivermi certe cose mentre sei con il tuo fidanzato.*

*Hai ragione.*

Lui pensò che la conversazione fosse finita.

Poi arrivò un altro messaggio.

*Però tu mi stai rispondendo mentre sei con tua moglie.*

Alessandro sorrise involontariamente.

Era intelligente.

E decisamente più intraprendente di quanto avesse immaginato.

*Touché.*

*Buonanotte Ale ❤️*

Buonanotte Ludovica*

Ripose il telefono in tasca.

«Tutto bene?»

Beatrice gli si era avvicinata.

«Certo.»

«Chi era?»

«Una persona conosciuta allo stadio.»

Non era una bugia.

Ma era la prima volta, da molti anni, che Alessandro sentiva dover nascondere qualcosa a sua moglie.

~~~

Giovedì mattina Ludovica si svegliò nel letto di Andrea.

Lui era già in cucina a preparare il caffè.

«Amore, ti ho fatto il cappuccino!»

«Arrivo!»

Ludovica prese il telefono.

Nessun messaggio di Alessandro.

Aprì Instagram.

Guardò il suo profilo.

Poche fotografie: qualche evento aziendale, una vacanza in barca, un’immagine con Beatrice durante una serata di beneficenza.

La moglie era una donna molto bella.

Ludovica si soffermò sulla fotografia.

Elegante, bionda, raffinata.

Sembravano una coppia felice.

In effetti, Alessandro non le aveva mai detto il contrario.

E questo, curiosamente, rendeva tutto ancora più interessante.

Andrea entrò in camera con due tazze.

«Che fai?»

«Niente, guardavo Instagram.»

Lui le porse il cappuccino.

«Oggi hai quel servizio fotografico?»

«Sì, nel pomeriggio.»

«Stasera ci vediamo?»

«Credo di sì.»

Andrea si sedette accanto a lei.

«Ti amo.»

Ludovica sorrise e lo baciò.

«Anch’io.»

Era sincera.

Poi, mentre Andrea tornava in cucina, aprì la conversazione con Alessandro.

Scrisse:

*Buongiorno, uomo impegnato*

Aspettò qualche secondo.

Poi aggiunse:

*Comincio a pensare che tu abbia paura di me.*

Alessandro lesse il messaggio durante una riunione.

Sorrise appena.

Non rispose immediatamente.

Lo fece un’ora dopo, quando rimase solo nel proprio ufficio.

*Forse dovrei averne.*

*Perché?*

*Perché sei molto giovane, molto bella e decisamente troppo intraprendente.*

Ludovica visualizzò.

*Mi sembra una descrizione piuttosto positiva.*

*Non necessariamente per un uomo sposato.*

*Ancora questa storia?*

*È una storia importante.*

*Lo so.*

Per la prima volta, la risposta di Ludovica arrivò senza emoji.

*Non voglio crearti problemi Alessandro.*

Lui rimase a riflettere.

Poi scrisse:

*Neanche io voglio crearne a te.*

*Allora potremmo semplicemente andare a cena.*

Alessandro guardò fuori dalla finestra.

Milano era coperta da un cielo grigio.

Aveva cinquantasei anni, un’azienda da gestire, due figli e una moglie che amava.

Non gli mancava nulla.

Eppure, da quattro giorni, continuava a pensare a una ragazza conosciuta per caso allo stadio.

Una ragazza che aveva quasi l’età di sua figlia.

E che, nonostante fosse fidanzata, non faceva mistero di volerlo rivedere.

Riprese il telefono.

*Venerdì prossimo sei libera?*

La risposta arrivò immediatamente.

*Dipende.*

*Da cosa?*

*Da chi mi invita.*

Alessandro sorrise.

*Ti andrebbe di cenare con me?*

*Pensavo non me l’avresti mai chiesto.*

*È un sì?*

*Ovviamente, sì.*

Poi un altro messaggio.

*Dove mi porti?*

Alessandro rifletté qualche secondo.

Conosceva praticamente tutti i ristoranti più importanti di Milano.

E in molti di quei ristoranti conoscevano lui.

Doveva essere prudente.

*Preferirei scegliere io.*

*Mi piacciono le sorprese.*

*Allora siamo d’accordo.*

*Alle nove?*

*Alle nove.*

Ludovica inviò un cuore.

Alessandro appoggiò il telefono sulla scrivania.

Per qualche istante rimase immobile.

Poi si alzò, raggiunse la finestra e guardò la città.

Aveva appena invitato a cena una ragazza di ventiquattro anni.

Una ragazza fidanzata.

E l’aveva fatto sapendo perfettamente che, per entrambi, quella non sarebbe stata una semplice cena.

~~~

Quella sera Alessandro tornò a casa prima del solito.

Beatrice era in cucina.

«Sei in anticipo.»

«Ho finito presto.»

Lei gli sorrise.

«Che bella sorpresa.»

Alessandro le si avvicinò e la baciò.

«Che facciamo nel weekend?»

«Sabato pensavo di andare a Como. Domenica vengono i ragazzi.»

«Perfetto.»

Beatrice gli sistemò il colletto della camicia.

«Venerdì prossimo, invece, abbiamo qualcosa?»

Alessandro sentì un piccolo brivido.

«Perché?»

«Pensavo di prenotare da qualche parte.»

Lui esitò appena.

«Venerdì ho una cena di lavoro.»

«Ah, peccato.»

«Possiamo fare sabato.»

«Certo, amore.»

Beatrice lo baciò ancora.

Alessandro ricambiò.

Poi, quasi istintivamente, la strinse a sé.

Non provava ancora un vero senso di colpa.

Ma per la prima volta aveva mentito a sua moglie per poter vedere un’altra donna.

~~~

Ludovica, intanto, era a casa di Andrea.

Erano sul divano, davanti a una serie televisiva.

Lui le teneva un braccio intorno alle spalle.

«Amore?»

«Dimmi.»

«Venerdì prossimo esci con le ragazze?»

Ludovica si voltò.

«Perché?»

«Mi hanno invitato a una cena, ma pensavo di portarti.»

«Ah, no. Venerdì ho già un impegno.»

«Che impegno?»

«Una cena di lavoro.»

Andrea annuì.

«Con chi?»

«Un brand. Una cosa organizzata da un’agenzia.»

«Va bene.»

La baciò sulla fronte.

«Allora andiamo fuori sabato.»

«Volentieri.»

Ludovica si sistemò meglio tra le sue braccia.

Aspettò qualche minuto.

Poi prese il telefono e aprì Instagram.

Scrisse ad Alessandro.

*Ho una curiosità.*

Lui rispose poco dopo.

*Dimmi.*

*Come mi devo vestire venerdì?*

*Come preferisci.*

*Risposta sbagliata.*

Alessandro sorrise.

*Perché?*

*Perché volevo sapere come piacerebbe a te.*

Lui esitò.

Poi scrisse:

*Elegante.*

*Quanto elegante?*

*Sorprendimi.*

Ludovica sorrise.

Farò del mio meglio.

Poi aggiunse:

*Buonanotte Ale ❤️*

Alessandro rispose:

*Buonanotte Ludo*

Lei rimase qualche istante a guardare quello schermo.

Era la prima volta che lui la chiamava così.

Andrea le accarezzò i capelli.

«Con chi scrivi?»

Ludovica spense il telefono.

«Una mia amica.»

Poi si voltò e lo baciò.

Per la prima volta, entrambi avevano mentito alle persone che amavano per potersi incontrare.

E mancavano ancora otto giorni alla cena.
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