Una notte fuori Milano

scritto il 2026-10-13 tempo di lettura 15 min

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Il lunedì pomeriggio Alessandro telefonò al direttore di una delle strutture alberghiere del suo gruppo.

Era un piccolo hotel di lusso sul lago di Como, ricavato da una villa ottocentesca e circondato da un grande giardino.

Alessandro lo aveva acquistato sette anni prima.

Conosceva personalmente quasi tutti i dipendenti più anziani.

«Buongiorno, dottor Toselli.»

«Buongiorno, Giorgio. Come sta?»

«Molto bene, grazie. E lei?»

«Non mi lamento. Avrei bisogno di una cortesia.»

«Mi dica.»

«Venerdì sera vorrei venire da voi. Avrei bisogno della dépendance.»

«Certamente. Per quante persone?»

«Due.»

«Benissimo.»

«Vorrei anche organizzare una cena privata.»

«Possiamo farla servire direttamente nella dépendance.»

«Perfetto.»

«Desidera che prepariamo entrambe le camere?»

Alessandro esitò appena.

La dépendance comprendeva due camere da letto, oltre a un salotto e a una terrazza affacciata sul lago.

«Sì, grazie.»

«Certamente, dottore.»

«E Giorgio?»

«Mi dica.»

«Preferirei che la cosa rimanesse riservata.»

Ci fu una breve pausa.

«Naturalmente.»

Alessandro ringraziò e riagganciò.

Per qualche secondo rimase immobile.

Aveva appena organizzato una notte fuori Milano con una ragazza di ventiquattro anni.

Non era ancora successo nulla, a parte qualche bacio.

Ma questa volta sapeva perfettamente che cosa desiderava.

~~~

Il martedì sera Alessandro e Beatrice erano a cena.

Avevano ordinato sushi e stavano guardando il telegiornale.

«Venerdì devo andare sul lago», disse lui.

Beatrice alzò gli occhi.

«Ancora?»

«Abbiamo una cena con alcuni investitori. Sabato mattina devo fare un sopralluogo in una delle strutture.»

«Quindi dormi fuori?»

«Sì. Preferisco non tornare a Milano di notte.»

«Fai bene.»

Beatrice prese un altro pezzo di sushi.

«A che ora torni sabato?»

«Penso nel primo pomeriggio.»

«Perfetto. Così magari usciamo a cena.»

«Volentieri.»

Lei gli sorrise.

«Mi manchi quando dormi fuori.»

Alessandro ricambiò il sorriso.

«Anche tu.»

Non aggiunse altro.

~~~

La stessa sera Ludovica era a casa di Andrea.

Lui stava lavorando al computer, seduto al tavolo del soggiorno.

«Amore?»

«Dimmi.»

«Venerdì ho un evento sul lago di Como.»

Andrea alzò gli occhi.

«Bello.»

«Un marchio di abbigliamento. Cena, pernottamento e qualche attività sabato mattina.»

«Quindi dormi fuori?»

«Sì.»

«Peccato. Pensavo di portarti a cena.»

Ludovica gli si avvicinò e lo baciò.

«Facciamo sabato.»

«Affare fatto.»

Andrea tornò al computer.

«Dove vai di preciso?»

«In un hotel sul lago. Ti mando il nome.»

«Va bene.»

Ludovica si sedette sul divano.

Prese il telefono.

Aprì la conversazione con Alessandro.

*Ho sistemato tutto per venerdì.*

La risposta arrivò pochi minuti dopo.

*Anch’io.*

*Quindi posso sapere dove mi porti?*

*Sul lago di Como.*

*Davvero? 😍*

*Ti piace l’idea?*

*Molto.*

*Ho prenotato una dépendance privata in un albergo.*

Ludovica sorrise.

*Una dépendance tutta per noi?*

*Esattamente.*

*Che lusso*

*Non ti dispiace, spero.*

*Per niente.*

Poi aggiunse:

*Quindi dormiamo insieme?*

Alessandro lesse il messaggio due volte.

*Soltanto se lo vuoi.*

La risposta arrivò immediatamente.

*È da venerdì scorso che ci penso.*

Alessandro sorrise.

*Anch’io.*

*Allora siamo d’accordo.*

Seguì un cuore.

Poi un ultimo messaggio.

*E porterò gli stivali che ti piacciono.*

~~~

Venerdì Alessandro lasciò l’ufficio alle cinque e mezza.

Aveva chiesto alla segretaria di non fissare altri appuntamenti.

Tornò a casa, fece una doccia e preparò una piccola borsa da viaggio.

Scelse un completo blu scuro, una camicia azzurra e un cappotto di cashmere.

Quando scese, Beatrice era in soggiorno.

«Già pronto?»

«Sì.»

«Pensavo partissi più tardi.»

«Vorrei arrivare con un po’ di anticipo. Devo sistemare alcune cose prima della cena.»

Lei si avvicinò e gli sistemò il colletto.

«Sei bellissimo.»

Alessandro sorrise.

«Grazie, amore.»

Beatrice lo baciò.

«Buon lavoro.»

«Grazie.»

«Chiamami quando arrivi.»

«Certamente.»

La baciò ancora.

Poi prese la borsa e uscì.

~~~

Ludovica aveva trascorso quasi un’ora davanti all’armadio.

Alla fine aveva scelto un vestito nero corto, aderente, con maniche lunghe e una scollatura discreta.

Ai piedi indossava gli stivali neri alti fino al ginocchio che aveva portato la sera di San Siro.

Aveva lasciato i capelli sciolti.

Si guardò allo specchio.

Era soddisfatta.

Preparò una piccola borsa con il necessario per la notte e alcuni vestiti per il giorno successivo.

Poi prese il telefono.

Alessandro le aveva scritto.

*Arrivo tra dieci minuti.*

*Perfetto ❤️*

Quando sentì suonare il citofono, prese la borsa e scese.

~~~

La Porsche era parcheggiata davanti al palazzo.

Alessandro era appoggiato alla portiera, con il telefono in mano.

Quando vide Ludovica, sorrise.

Era bellissima.

Lei attraversò il marciapiede.

«Buonasera, Ale.»

«Buonasera, Ludo.»

Gli gettò le braccia intorno al collo e lo baciò sulle labbra.

Un bacio breve, ma decisamente più spontaneo di quelli della settimana precedente.

Alessandro ricambiò.

Poi la guardò.

«Sei uno spettacolo.»

Ludovica sorrise.

«Grazie.»

Lui abbassò gli occhi.

Notò immediatamente gli stivali.

«Alla fine li hai messi.»

«Te l’avevo promesso.»

«Ti stanno benissimo.»

«Lo so.»

Lei rise.

Alessandro le prese la borsa.

«Hai portato tutto?»

«Direi di sì.»

«Bene.»

Le aprì la portiera.

Ludovica si accomodò.

Quando Alessandro salì al posto di guida, lei si voltò verso di lui.

«Allora, dove mi porti?»

«Sul lago, te l’ho detto.»

«E cosa facciamo?»

Alessandro sorrise.

«Ceniamo. Poi vediamo.»

Ludovica lo osservò per qualche secondo.

«Comunque ho fatto preparare entrambe le camere», aggiunse lui.

«Entrambe?»

«La dépendance ne ha due.»

Lei sorrise.

«Che premuroso.»

«Mi sembrava giusto.»

«Quindi hai pensato proprio a tutto.»

«Mi piace essere organizzato.»

«Immaginavo.»

Ludovica indicò la borsa che aveva sistemato sul sedile posteriore.

«Comunque anch’io ho portato tutto il necessario per domani mattina.»

Alessandro rise.

«Quindi anche tu hai pensato proprio a tutto.»

«Mi piace essere organizzata.»

Si baciarono ancora.

Poi Alessandro mise in moto.

~~~

Il viaggio verso il lago durò poco più di un’ora.

Ludovica era di ottimo umore.

Parlarono di musica, di viaggi e di un evento a Parigi al quale lei avrebbe partecipato il mese successivo.

A un certo punto, mentre erano fermi a un semaforo, Alessandro le prese la mano.

Ludovica intrecciò le dita alle sue.

«Sei contento?» gli domandò.

«Molto.»

«Anch’io.»

Poi sorrise.

«Sai che Andrea continua a parlare di te?»

Alessandro rise.

«Ancora?»

«Dice che il tuo gruppo potrebbe essere interessante per il fondo in cui lavora.»

«Davvero?»

«Sì. Ha letto qualcosa su un’operazione che avete fatto a Londra.»

«Capisco.»

«Secondo me, se sapesse che sto andando via con te per la notte, sverrebbe.»

Alessandro la guardò per un istante.

«Credo proprio di sì.»

Ludovica rise.

Poi tornò seria.

«Ti dà fastidio che ti parli di lui?»

«No.»

«Davvero?»

«Davvero.»

Lei annuì.

«Bene.»

Dopo qualche secondo aggiunse:

«Perché io gli voglio bene.»

Alessandro le accarezzò la mano.

«Lo so.»

«Ma voglio stare con te.»

Lui sorrise.

«Anch’io.»

~~~

Arrivarono poco dopo le otto.

Il cancello della villa si aprì lentamente.

La Porsche percorse un vialetto illuminato da piccoli lampioni, attraversando un giardino di alberi secolari.

Ludovica guardava fuori dal finestrino.

«Ale…»

«Dimmi.»

«Ma è bellissimo.»

Lui sorrise.

«Aspetta di vedere il resto.»

Parcheggiò davanti all’ingresso principale.

Il direttore li accolse personalmente.

«Buonasera, dottor Toselli.»

«Buonasera, Giorgio.»

«Ben arrivato.»

Alessandro gli strinse la mano.

«Le presento Ludovica.»

«Piacere, signorina.»

«Piacere.»

«La dépendance è pronta. Se volete seguirmi.»

Un addetto prese le loro borse.

Attraversarono il giardino e raggiunsero una piccola costruzione indipendente affacciata direttamente sul lago.

L’interno era elegante, con pavimenti in parquet, mobili contemporanei e grandi finestre.

Il soggiorno aveva un camino acceso e una terrazza privata.

Su un tavolino erano stati preparati una bottiglia di champagne e due bicchieri.

Ludovica si guardò intorno.

«Non ci credo.»

Alessandro sorrise.

«Ti piace?»

«È meravigliosa.»

Giorgio mostrò loro le due camere e spiegò che la cena sarebbe stata servita alle nove.

Poi si congedò.

Quando la porta si chiuse, Ludovica si voltò verso Alessandro.

«Quindi siamo soli.»

«Esattamente.»

Lei sorrise.

«Finalmente.»

Gli si avvicinò.

Alessandro le appoggiò le mani sui fianchi.

Si baciarono.

Questa volta senza fretta.

Quando si separarono, Ludovica gli accarezzò il viso.

«Mi sei mancato.»

Alessandro sorrise.

«Anche tu.»

«Davvero?»

«Molto.»

Lei lo baciò ancora.

Poi si allontanò di qualche passo.

«Posso vedere la terrazza?»

«Naturalmente.»

~~~

Fuori faceva freddo.

Il lago era scuro, illuminato soltanto dalle luci delle ville sulla riva opposta.

Ludovica si appoggiò alla balaustra.

Alessandro le si avvicinò.

«Bel posto, vero?»

«Incredibile.»

Lei si voltò verso di lui.

«È tuo?»

«Del gruppo.»

«Quindi praticamente sì.»

Lui rise.

«Più o meno.»

«Deve essere bello avere tutte queste cose.»

Alessandro rifletté.

«È bello poterle condividere.»

Ludovica sorrise.

«Risposta da uomo esperto.»

«È un complimento?»

«Molto.»

Rimasero qualche minuto a guardare il lago.

Poi Ludovica gli prese una mano.

«Ale?»

«Dimmi.»

«Sei nervoso?»

Lui sorrise.

«Un po’.»

«Davvero?»

«Non capita tutti i giorni di trovarsi in una situazione del genere.»

«Nemmeno a me.»

Alessandro la guardò.

«Sei sicura di voler essere qui?»

Ludovica annuì.

«Sicurissima.»

Poi gli accarezzò la guancia.

«E tu?»

«Sì.»

Lei sorrise.

«Allora smettiamo di preoccuparci.»

Lo baciò.

~~~

La cena fu servita alle nove.

Un cameriere portò gli antipasti, poi lasciò la dépendance.

Il resto delle portate sarebbe arrivato a intervalli concordati.

Ludovica si era tolta il cappotto, ma aveva tenuto gli stivali.

Alessandro se ne accorse.

«Non hai intenzione di toglierli?»

Lei sorrise.

«Ti danno fastidio?»

«Assolutamente no.»

«Allora li tengo.»

Lui rise.

«Mi sembra giusto.»

Cenarono davanti alle grandi finestre affacciate sul lago.

Parlarono a lungo.

A un certo punto Ludovica gli raccontò di aver iniziato a lavorare sui social quasi per caso.

«All’inizio facevo tutto da sola. Fotografie, video, collaborazioni.»

«E adesso?»

«Adesso ho un’agenzia, ma continuo a occuparmi di molte cose personalmente.»

«Mi sembra che tu abbia costruito qualcosa di interessante.»

Lei sorrise.

«Detto da te è un complimento enorme.»

«Lo penso davvero.»

«Grazie.»

Ludovica bevve un sorso di vino.

«Posso chiederti una cosa?»

«Certo.»

«Beatrice sa che hai conosciuto una ragazza allo stadio?»

Alessandro scosse la testa.

«No.»

«Non le hai detto niente?»

«No.»

«Nemmeno che ci siamo parlati?»

«No.»

Ludovica annuì.

«Andrea invece sa che ti conosco.»

«Lo so.»

«Ma non sa tutto il resto.»

Alessandro sorrise appena.

«Beh… Immagino.»

Lei appoggiò il bicchiere.

«È strano, vero?»

«Cosa?»

«Essere qui.»

Lui annuì.

«Un po’.»

«Due persone che hanno già qualcuno e che decidono di passare la notte insieme.»

Alessandro la guardò.

«Detta così…»

Ludovica rise.

«È esattamente quello che stiamo facendo.»

«Hai ragione.»

Lei sorrise.

«Però sono contenta.»

«Anch’io.»

~~~

Dopo cena si spostarono sul divano davanti al camino.

Alessandro versò due piccoli bicchieri di champagne.

Ludovica si sedette accanto a lui.

Aveva accavallato le gambe e appoggiato una mano sul suo ginocchio.

«Sai una cosa?» disse.

«Dimmi.»

«Non pensavo che mi avresti davvero portata qui.»

«Perché?»

«Perché all’inizio sembravi così prudente.»

Alessandro sorrise.

«Lo ero.»

«E adesso?»

«Un po’ meno.»

Lei rise.

«Me ne sono accorta.»

Alessandro le accarezzò i capelli.

Ludovica si avvicinò.

Si baciarono.

Quando si separarono, lei rimase con il viso vicino al suo.

«Ale?»

«Dimmi.»

«Ma quindi è davvero la prima volta che tradisci tua moglie?»

Alessandro rimase in silenzio per qualche secondo.

«In questo modo, sì.»

«In ventinove anni?»

«Sì.»

«E perché proprio con me?»

Lui la guardò.

Questa volta non cercò una risposta elaborata.

«Perché ti desidero.»

Ludovica sorrise.

«Finalmente una risposta semplice.»

Poi lo baciò.

Alessandro la strinse a sé.

Rimasero sul divano ancora qualche minuto, tra baci e carezze.

Poi Ludovica si alzò.

Gli tese la mano.

«Vieni?»

Alessandro la guardò.

Sorrise.

Le prese la mano e si alzò.

Attraversarono insieme il soggiorno.

Davanti alla porta della camera da letto, Ludovica si fermò.

Si voltò e lo baciò ancora.

«Sei sicuro?» gli domandò.

Alessandro sorrise.

«Sì.»

Lei gli accarezzò il viso.

«Anch’io.»

Entrarono nella camera.

~~~

Una volta entrati, Alessandro richiuse la porta.

Ludovica si voltò verso di lui.

«Allora?»

«Allora cosa?»

«Adesso sei ancora nervoso?»

Alessandro sorrise.

«Un po’ meno.»

Le si avvicinò e la cinse da dietro, baciandole delicatamente il collo.

Ludovica inclinò la testa e sorrise.

«Ale, non pensavo fossi così intraprendente.»

«È tutta la sera che vorrei stare da solo con te.»

Lei si voltò tra le sue braccia.

«E adesso siamo soli.»

Lo baciò.

Questa volta Alessandro non esitò.

La strinse a sé e ricambiò il bacio con un trasporto che sorprese entrambi.

Quando si separarono, Ludovica gli accarezzò il viso.

«Mi piace questa versione di te.»

Alessandro rise piano.

«Quale?»

«Quella che smette di farsi tutte quelle domande.»

Lui sorrise.

«Credo sia merito tuo.»

«Lo so.»

Si baciarono ancora.

Poi Ludovica gli prese la mano e lo accompagnò verso il letto.

Quella notte, per la prima volta, Alessandro e Ludovica furono davvero amanti.

Non ci furono più esitazioni, né tentativi di convincersi che il loro rapporto fosse soltanto un gioco.

Più tardi rimasero distesi uno accanto all’altra.

Ludovica aveva la testa appoggiata sul petto di Alessandro.

«Ale?»

«Dimmi.»

«Posso dirti una cosa?»

«Certo.»

Lei sollevò il viso.

«Non pensavo che sarebbe stato così bello stare con te.»

Alessandro sorrise.

«Nemmeno io.»

«Devo offendermi?»

Lui scoppiò a ridere.

«Assolutamente no.»

Ludovica gli diede un piccolo bacio.

«Comunque sei pieno di sorprese.»

«Anche tu.»

Rimasero a parlare ancora per qualche minuto.

A un certo punto Ludovica gli domandò:

«Ti fa strano pensare ad Andrea?»

Alessandro la guardò.

«Un po’.»

«A me fa strano pensare a Beatrice.»

«Immagino.»

Lei sorrise appena.

«Eppure non vorrei essere da nessun’altra parte.»

Alessandro le accarezzò i capelli.

«Nemmeno io.»

Poco dopo si addormentarono abbracciati.

~~~

La mattina seguente Alessandro si svegliò poco dopo le otto.

Ludovica dormiva accanto a lui.

Aveva i capelli sparsi sul cuscino e il viso rilassato.

Alessandro rimase a guardarla.

La sera precedente avevano finalmente trascorso la notte insieme.

Era la prima volta che tradiva davvero Beatrice.

E, sorprendentemente, non provava il senso di colpa che si sarebbe aspettato.

Era felice.

Ludovica si mosse.

Aprì lentamente gli occhi.

«Buongiorno.»

Alessandro sorrise.

«Buongiorno, bellissima.»

Lei si avvicinò e lo baciò.

«Hai dormito bene?»

«Benissimo. Tu?»

«Anch’io.»

Gli appoggiò la testa sul petto.

Rimasero così per qualche minuto.

Poi Ludovica sollevò il viso.

«Ale?»

«Dimmi.»

«Posso farti una domanda?»

Lui rise.

«Un’altra?»

«Sì.»

«Vai.»

Lei sorrise.

«Ti sei pentito?»

Alessandro la guardò.

«No.»

«Davvero?»

«Davvero.»

Ludovica sembrò soddisfatta.

«Nemmeno io.»

Gli diede un altro bacio.

Poi si sistemò nuovamente accanto a lui.

~~~

Fecero colazione sulla terrazza, nonostante l’aria fredda.

Il personale aveva portato caffè, spremute, croissant e frutta fresca.

Ludovica indossava un maglione morbido e un paio di pantaloni comodi.

Alessandro aveva una camicia bianca e un paio di pantaloni scuri.

Sembravano una coppia in vacanza.

«A che ora dobbiamo andare?» domandò lei.

«Quando vuoi.»

«Davvero?»

«Abbiamo la dépendance fino al pomeriggio.»

Ludovica sorrise.

«Allora potremmo restare ancora un po’.»

«Molto volentieri.»

Lei prese un croissant.

«Comunque devo ammettere una cosa.»

«Cosa?»

«Sei molto meglio di quanto pensassi.»

Alessandro rise.

«In che senso?»

Ludovica gli rivolse un sorriso malizioso.

«In tutti i sensi.»

Lui scosse la testa, divertito.

«Sei impossibile.»

«Lo so.»

Poi tornò seria.

«Però sono stata davvero bene.»

«Anch’io.»

«E vorrei rivederti.»

Alessandro annuì.

«Lo faremo.»

«Presto?»

«Presto.»

Lei sorrise.

«Promesso?»

«Promesso.»

~~~

Lasciarono la villa poco dopo mezzogiorno.

Durante il viaggio verso Milano Ludovica si addormentò per una ventina di minuti.

Alessandro guidava in silenzio.

Ogni tanto la guardava.

Era ancora incredulo.

Aveva trascorso la notte con una ragazza di ventiquattro anni.

Una ragazza che avrebbe potuto essere sua figlia.

E che, soltanto tre settimane prima, non conosceva neppure.

Quando Ludovica si svegliò, si stiracchiò.

«Quanto ho dormito?»

«Poco.»

«Scusa.»

«Di cosa?»

«Ti ho lasciato guidare da solo.»

Alessandro sorrise.

«Sopravviverò.»

Lei rise.

Poi, quando si fermarono a un semaforo, gli prese una mano.

«Ale?»

«Dimmi.»

«Quando ci rivediamo?»

Lui la guardò per un istante.

«Non lo so ancora.»

Ludovica fece una piccola smorfia.

«Risposta sbagliata.»

Alessandro rise.

«Allora diciamo presto.»

«Molto meglio.»

~~~

Arrivarono davanti al palazzo di Ludovica poco prima delle due.

Alessandro parcheggiò.

Lei rimase seduta per qualche istante.

«Grazie.»

«Di cosa?»

«Di tutto.»

Alessandro sorrise.

«È stato un piacere.»

«Anche per me.»

Si baciarono.

Poi Ludovica prese la borsa.

Prima di scendere si voltò.

«Ale?»

«Dimmi.»

«Non sparire.»

Lui sorrise.

«Non ho intenzione di farlo.»

«Bene.»

Gli diede un ultimo bacio.

Poi scese dall’auto.

Alessandro la guardò entrare nel portone.

Rimase fermo qualche secondo.

Poi mise in moto.

~~~

Quando Alessandro tornò a casa, Beatrice era in soggiorno.

«Eccoti.»

Lui sorrise.

«Ciao, amore.»

Lei si alzò e lo baciò.

«Com’è andata?»

«Molto bene.»

«Il sopralluogo?»

«Tutto a posto.»

«Sono contenta.»

Beatrice gli prese il cappotto.

«Hai mangiato?»

«Sì.»

«Perfetto. Stasera ho prenotato per noi due.»

«Dove?»

«Una sorpresa.»

Alessandro rise.

«Oggi sono tutti pieni di sorprese.»

Beatrice sorrise.

«Meglio così.»

Lo baciò ancora.

Poi tornò in soggiorno.

Alessandro salì in camera.

Appoggiò la borsa sul letto.

Prese il telefono.

Un messaggio di Ludovica.

*Mi manchi già ❤️*

Alessandro sorrise.

Rispose:

*Anche tu.*

Rimase qualche istante a guardare lo schermo.

Poi lo spense.

Aveva appena trascorso una notte con una donna diversa da sua moglie.

Non sapeva ancora che cosa sarebbe diventata quella relazione.

Ma una cosa gli era ormai chiara.

Non voleva che rimanesse un episodio isolato.
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