Tre giorni con la mia Dea

scritto il 2026-10-09 tempo di lettura 5 min

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A

Era il primo giorno di un viaggio di tre giorni in una città dell’Est Europa. Avevamo passato il pomeriggio a girare e ci eravamo appena preparati per uscire a cena. La mia Dea era perfetta, come sempre. D’istinto l’ho afferrata all’altezza delle cosce e l’ho sollevata: quel gesto l’ha accesa all'istante. Mi ha baciato e siamo finiti sul letto. L’ho spogliata dei pantaloni e degli slip per cogliere subito quel momento di passione. Mi sono messo tra le sue gambe — luce accesa, tende aperte al piano terra che dava sulla strada — e l’ho portata al piacere con la bocca. Poi l’ho aiutata a rivestirsi e siamo usciti a mangiare.
"La prossima volta fatti leccare il sedere subito dopo l'orgasmo, dovrebbe prolungare il piacere", le ho suggerito mentre eravamo fuori.

Il giorno dopo, dopo un’altra giornata in giro per la città, siamo rientrati in stanza verso le 18:30. Lei si è seduta sul bordo del letto; mi sono chinato per sfilarle le scarpe. Mi guardava dall'alto mentre si sbottonava i pantaloni, e l'ho aiutata a togliersi anche quelli. Quando mi sono avvicinato ai suoi slip, però, mi ha fermato: "Fermo, annusa e basta".
Ho iniziato ad annusare la sua biancheria mentre lei mi premeva il naso contro le sue parti più sensibili. Nonostante un'intera giornata a camminare, aveva un profumo piacevole, fresco, incredibilmente intimo. Mi ha fatto attendere ancora, strofinandosi contro il mio viso e tenendomi lì.
"Sei il mio cane."
"Sì, sono il tuo cane."
"E allora abbaia. Fammi vedere quanto vuoi la mia generosità."
Ho abbaiato subito, come un cane affamato — e ne avevo davvero tanta.
Finalmente si è sdraiata sul letto e ha fatto tap tap con la mano sul materasso. Mentre salivo, si è sfilata gli slip. Potevo finalmente gustarla e lasciarle godere della mia lingua. Questa volta l'ho accarezzata anche dall'interno con le dita, finché non è esplosa e si è contorta in un'onda di piacere così forte da permettermi di raggiungere e leccare facilmente il suo punto G, mentre non smetteva di gemere.
Svanito l'apice, si è messa subito a quattro zampe. Ha seguito il suggerimento del giorno prima così l'ho leccata dolcemente sul sedere. Più la leccavo, più lei spingeva il bacino contro il mio viso, tenendomi una mano sulla testa mentre scivolava lentamente a pancia in giù.
Continuavo il mio servizio quando la sua mano è tornata sul clitoride. Si è girata, volendo di nuovo la mia lingua dove più le piaceva, fino a raggiungere un altro picco. Le ho sollevato le gambe e sono tornato subito con la lingua sul suo ano, accendendola per la terza volta. A quel punto mi ha fatto sdraiare a pancia in su e si è messa a quattro zampe sopra di me, offrendosi dall'alto fino a collassare dopo il terzo orgasmo. Ho fatto per tornare tra le sue natiche, ma mi ha fermato, dicendomi che era completamente sciolta.
Ci siamo sistemati e siamo usciti per la serata.
Al rientro, la passione si è riaccesa subito. Di nuovo lei sul letto a gambe aperte, e io a baciarla tra le cosce.
"Hai i preservativi, vero?"
"Certo."
Ne ho preso uno, l'ho messo ,e mi sono avvicinato. Lei lo ha preso il mio cazzo e se l'è infilato dentro. La baciavo ovunque, sussurrandole lodi, ripetendole quanto fosse bella e quanto fossi suo. Mi ha interrotto con uno sguardo: "Tu no, eh."
"Sì, padrona."
Voleva che la scopassi solo per il suo piacere. Venne 2 volte e dopo il suo secondo orgasmo mi ha spinto via con le mani e mi habfattonuscire con una contrazione. Ha ridacchiato, si è messa su un fianco e mi ha detto che potevo restare a riposare ai suoi piedi, come un cane.
Il terzo giorno, al rientro in stanza, ho fatto la doccia per primo e poi è toccata a lei. Ero sul letto a scorrere il telefono quando è uscita dal bagno completamente nuda e bagnata: una vista incredibile, con i capelli che gocciolavano sulla pelle chiara e coperta di tatuaggi.
"Pensavo mi avresti raggiunto sotto l'acqua", mi ha detto.
Si è avvicinata al letto e mi ha guidato a pancia in su, con la testa che sporgeva dal bordo del materasso. Rimanendo in piedi, mi ha calato il sesso sulla bocca e l'ho assaporata subito. Non è riuscita a raggiungere l'orgasmo, ma ha deciso comunque di premiarmi. Mi ha fatto sedere sul bordo del letto, ha preso il mio cazzo con entrambe le mani e ne ha messo la punta in bocca.
Quando mi ha sentito completamente duro, si è sollevata e mi ha chiesto di venire per lei, sulla sua pancia. Mentre mi toccavo, teneva la sua figa bagnata a contatto con il mio cazzo, fissandomi eccitata.
L'eiaculazione è stata un'esplosione continua sui suoi seni e sul suo ventre. Mi guardava con un'espressione sorpresa, come se non si aspettasse tanta abbondanza. Poi mi ha riaccompagnato sotto la doccia, dove l'ho lavata e adorata un'ultima volta prima di preparare le valigie e lasciare la città.
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