Prima la Madre, poi il Padre

di
genere
incesti

Ho appena finito di giocare a tennis con mio figlio.
Sono sotto le docce con lui e osservo la sua verga pendere ormai sviluppata e vigorosa. Presumo sia anche più lunga della mia. Stranamente, però, mi eccito un po'.
Quel pelo biondo che avvolge il pube e quel fisico praticamene perfetto per i suoi venti anni mi provocano particolari brividi. Cerco di non pensarci e mi giro dall’altra parte, anche per non far vedere l’erezione. Lui prende l’accappatoio e si va a rivestire. Resto ancora sotto l’acqua e mi masturbo. Ho troppa voglia. Vengo al pensiero di poter succhiare e leccare quel delizioso pezzo di carne.
Al ritorno in auto sono scosso. Luca mi parla dell’università, lo ascolto solo con un orecchio. I miei pensieri vagano altrove.
Domani è sabato, giornata di riposo per tutti, per cui mi stravacco sul divano a vedere la partita di calcio, ma poco dopo mi addormento. Mi sveglio di colpo verso le una di notte. Spengo la TV e faccio per andare a letto, quando sento strani rumori provenire dalla mai stanza da letto.
Silenziosamente mi avvicino. Dalla fessura della porta socchiusa vedo mio figlio che sta scopando la mamma a pecorina.
Carla si aggrappa con le mani alla sponda del letto, mentre Luca le trapana la passera come un leprotto. Dall’alto in basso. Vedo bene la brogna aperta che riceve un tronco dentro.
“Mmm, si Luca, scopa la mammina, dai, che ho voglia, mmm”. Parole come uno tsunami sulla mia faccia.
Sono sconvolto. Non so che fare, è una situazione talmente surreale che mi irrigidisce tutto, compreso il cazzo che si sta ingrossando a più non posso.
Dovrei intervenire, invece sono ipnotizzato ad osservare. Prende il cazzo e strofina la cappella sul clitoride, prima di sbatterglielo dentro nuovamente con lei che geme fortemente.
Comunque, ci sa fare il ragazzo. Nulla da che dire. Con quell’attrezzo di almeno venti centimetri.
Gioca facile anche. La fregna di mia moglie ormai è consumata e aperta come un tunnel dell’alta velocità, da quante volte ne ho goduto (e prima di me molti altri. In gioventù era una gran vacca e non lo ha mai nascosto).
L’ha girata e la sta baciando in bocca con la lingua, mentre la mazza scivola dentro la fica pelosa fradicia. Con una mano le strizza le mammelle cadenti mordicchiandole i capezzoli affusolati e turgidi.
Inizio a farmi una sega.
Scende con la lingua lungo il corpo e si cosparge il muso di umori nel leccare il nettare della bernarda materna. I mugugni aumentano.
Si premura di dare una leccata anche all’ano, quindi sputando un bel po' di saliva lavora lo sfintere con le dita alcune volte per oliare bene il buco che sta per sfondare.
Carla urla per il dolore dell’impatto penetrativo, ma poi la montata prende ritmo e lei si sgrilletta il clitoride nell’amplesso. Aumento la foga della masturbazione. Che infoiato che sono, altrettanto lo è Luca, che sta sudando nell’inculare la madre.
Mia moglie raggiunge l’orgasmo agitandosi con micro convulsioni di estasi. Luca si posiziona sopra di lei e lascia che la cappella inondi le sue tettone mature. Poi si fa ripulire la canna gocciolante dalle sue labbra.
Scappo in bagno a scaricare anche la mia di mazza.
Sto pisciando, quando entra il ragazzo, nudo con l’uccello ancora mezzo turgido.
“Ehm, Oh! Scusa papà” mi dice imbarazzato.
“Oh non preoccuparti” rispondo.
“Vieni pure, ho finito. Mi sono addormentato sul divano e stavo andando a letto”.
Ci scambiamo il posto sopra il water.
Lo provoco guardandolo pisciare. È bellissimo.
“Che fai nudo in giro di notte?”
Lui sobbalza e fa uscire un po' di urina dalla tazza.
“Ehm, avevo caldo e sotto il lenzuolo sto bene così” farfuglia.
Mi avvicino e gli prendo il pene in mano.
“Stai sbordando, attento”. Inizio a massaggiarglielo e lisciarglielo.
“Ma papà che stai facendo?” sempre più teso.
“E tu? Cosa hai appena fatto con tua mamma?”
Strizzo l’occhiolino.
Arrossisce di brutto e non riesce ad aprir bocca.
“Ssshhh!” gli sussurro nell’orecchio. “Ora mi diverto io con te”
Lo sego un pochettino baciandolo sul collo. Sento che nella mia mano si sta raddrizzando nuovamente il suo martello.
“Vieni in camera tua, e non fiatare”.
Passiamo in silenzio davanti alla mia stanza. Sbircio dentro e vedo Carla che sta dormendo alla grande. Ci credo, puttana. Con quello che ti sei preso in culo e in fica, gran troia.
Appena chiusa la porta, mi spoglio e mi avvento sul suo cazzo. Lo ingoio fino alle palle. È la prima volta che ne succhio uno ed è un’emozione incontenibile.
“Te lo succhia meglio la mamma? Eh? Dimmelo?”
“Oh papà continua, non fermarti, mmmm, ancora, mmm”
Mi riempio le guance della cappella e lecco le palle succulenti e piene.
“Ti voglio penetrare, girati”
“Non l’ho mai fatto papà, mi farai male?”
“C’è sempre una prima volta, figlio mio”
Inumidisco per bene il forellino e lo lavoro, come ha fatto lui come quello della madre, con le dita bagnate. Lo posiziono a pancia in giù e pian piano accarezzo il buco con la mia cappella bagnata.
Spingo poco alla vota, lui lascia uscire dei gridolini per il male della verginità. Insisto e finalmente vedo il glande scomparire all’interno del suo sedere. Il movimento è lento e pressante. Sento i suoi muscoli rilassarsi. Lo sto possedendo.
Lo stringo ai fianchi e mi muovo con armonia dentro e fuori. Ogni tanto rallento per sentire il respiro di godimento. Tocco il suo cazzo dritto e duro come il marmo.
Eccitatissimo esclamo “Eccomi, mmm, vengo dentro di te, mmmm tutto dentro, mmmm. Siii vengooo., mmm”
Lascio i miei coglioni sfiniti svuotarsi e godo nel veder colare il mio seme dal suo didietro.
Mi stacco e mi distendo stremato, lui mi dice “Papà fammi sborrare anche a me”
Riprendo tra le labbra il suo uccello. Lo sbocchino con furia e in breve sento lo sperma fluire nella mia bocca. Me ne sazio e bevo fino all’ultima goccia. Lo accarezzo finchè si addormenta.
Tornato nel letto matrimoniale, mia moglie apre gli occhi e a bassa voce mi fa “Abbiamo fatto un bel lavoro con il suo pisello. Notte”
Sorrido e mi giro su un lato.
Notte…
scritto il
2026-09-23
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