Romanzo di un giovane povero.
di
assiduo
genere
bisex
Papà dove lavorava gli davano un’ora di tempo per tornare a casa, pranzo (per modo di dire) e subito al lavoro. Allora aveva una bici con cui si spostava, il cantiere era abbastanza distante ed i tempi erano ristretti. Un giorno senza avvisare mamma, ha portato un suo compagno, lei alterata ma papà che con la massima calma le ha spiegato che avrebbero diviso il suo pranzo. Così è stato, subito dopo sono tornati al lavoro in bici, non con due bici, con una soltanto, l’amico seduto sulla canna con papà che pedalava. L’amico di nome Gianfranco papà in seguito lo ha portato diverse volte a pranzo
avvisando mamma in modo da non dividere il pranzo, che poi era un piatto di pasta. Papà quando usciva e quando tornava salutava mamma con un bacino, dopo poco tempo anche Gianfranco dava un bacino a mamma, Avevamo in casa una vecchia poltrona di vimini, la tenevamo in cucina, non la usavamo mai, mamma la utilizzava per appoggiarci i panni asciutti dopo il bucato. Una sera, papà e Gianfranco sono tornati ancora insieme, credevo che si trattasse di un invito a cena, invece mi ha spiegato che abitava in un altro paese, veniva al lavoro con l’autobus, si doveva alzare molto presto quindi per una sera provava a stare da noi, lo sistemavano sulla poltrona di vimini con una sedia davanti per allungare le gambe. Per me quello che diceva papà era tutto buono, gli volevo un bene straordinario, non mi sono mai posto il problema di dubitare di lui, non avevo neanche l’età per farlo. Tutto come previsto, dopo cena hanno portato la poltrona in camera, l’hanno preparata alla meno peggio poi a ora di andare a letto hanno chiuso la porta della camera ed io come al solito mi sono sistemato nel lettino che avevo in sala. Allora gli spazi erano questi, non si nuotava nell’oro anzi si aveva difficoltà a condurre una vita normale. Proprio per questa situazione, cioè l’arte di arrangiarsi la soluzione che avevano trovato per Gianfranco rientrava nella normalità, solo che da quella sera, tanto che si è trovato bene è rimasto sempre con noi. Una notte sentivo dei lamenti provenire dalla loro camera, pensando che mamma stesse poco bene, mi sono alzato dal letto, tramite lo spazio della porta lasciata socchiusa, ho visto qualcosa che non mi aspettavo. La luce
fioca della mia lampadina mi ha consentito di vedere che erano tutti insieme nel letto, che Gianfranco era sopra a mamma e che i lamenti erano gemiti di piacere, papà guardava la scena compiaciuto, ed anche per me è stata una situazione eccitante al punto di tornare a letto e farmi una sega mondiale. La mattina papà e Gianfranco uscivano presto, quando mi sono alzato ho chiesto a mamma come mai Gianfranco dormisse con loro, ha risposto che sulla sedia stava scomodo per consentirgli di riposare meglio lo avevano ospitato nel letto. Questa rivelazione di mamma la sera è stato l’oggetto della discussione serale, mi hanno spiegato tutto quello che potevano dirmi, che Gianfranco sarebbe rimasto sempre con noi. Strano ma sono stato molto felice di quello che stava
succedendo in casa, era un grande motivo di eccitazione, loro lasciavano sempre la porta della camera socchiusa consentendomi di sentire i gemiti di mamma che mi eccitavano da morire ed erano una preparazione alla mia sega che sono diventate due dopo qualche notte. Ora i baci che si davano nei saluti erano diversi, non si trattava più di bacini ma di baci lunghissimi sulla bocca con abbracci portentosi, non solo ma anche nei comportamenti normali qualcosa era cambiato, mamma come faceva spesso si metteva sulle gambe di papà ora questo accadeva anche sulle gambe di Gianfranco. Intanto con due retribuzioni il nostro tenore di vita, anche se lentamente, migliorava, la prima cosa che hanno fatto è stata quella di acquistare una motocicletta, ricordo ancora la marca, Motom, non era una moto come quella che si trovano oggi, però portava comodamente due persone, era papà a guidarla, Gianfranco si aggrappava a papà per non cadere, a volte guidava anche Gianfranco ed una volta ha voluto farmi fare un giro dopo averlo fatto fare a mamma che metteva la testa sul collo di Gianfranco quasi a morderlo. Quando sono tornato mamma è scesa sono salito io, mi sono aggrappato alla pancia di Gianfranco che forse era ancora eccitato da mamma, ho sentito il cazzo durissimo e grosso. Ho capito perché dormivano nello stesso letto, e sinceramente sono rimasto con la voglia l’avrei toccato ancora. In casa intanto era cambiato anche il modo di alimentarci, stavamo tutti meglio, mamma era frizzante, teneva la casa in ordine, cucinava piatti ottimi sempre affiancata o da papà o da Gianfranco quando non lavoravano. Si alzavano alle sei perché alle sette iniziava il turno di lavoro, una notte sentivo mamma supplicare Gianfranco, che voleva dormire perché era tardi di farne ancora un’altra, una sola e poi dormi, evidentemente papà già dormiva. Io frequentavo l’ultimo anno all’industriale ed un anno l’avevo ripetuto, mi
trovavo nel mezzo di una condizione eccitante senz’altro ed avevo capito che Gianfranco non piaceva solo a mamma, piaceva anche a me e papà anche se anche noi avevamo una bella dotazione però certe attitudini si ereditano. Eravamo in procinto di cambiare casa, avevano trovato molto vicino un appartamentino con due camere da letto, quindi non dormivo più in sala, sicuramente per loro non cambiava nulla, avrebbero dormito sempre nello stesso letto, ormai Gianfranco era parte integrante della famiglia, mamma aveva due mariti, i nonni dicevano che eravamo una famiglia rovinata, forse perché non erano riusciti a farlo loro. Nella nuova casa anche il modo di vestire era cambiato, nella prima il riscaldamento era dato da una stufa a kerosene mentre nella nuova c’era una caldaia con i termosifoni, questo consentiva una diversa igiene anche personale, una libertà nei comportamenti liberando papà da ogni tabù nei confronti di mamma e Gianfranco, era complice dei due li preparava al rapporto sessuale partecipando marginalmente per entrare in azione a rapporto finito quando c’era da nutrirsi degli umori sessuali di ognuno. Potevo entrare ed uscire dalla loro camera in ogni momento anche quando erano nel pieno delle loro azioni, con ripetuti inviti a partecipare. La mia ambizione primaria era Gianfranco, avrei emulato papà in tutte le sue azioni, mi rendevo conto che era il sostegno principale di mamma sotto l’aspetto sessuale, papà non era da meno, mancavo io per completare l’opera, mi sembrava troppo anche se mi sarei catapultato volentieri in quell’orgia famelica. Ero convinto che prima o dopo mi sarebbe capitata l’occasione di restare solo con Gianfranco ma le cose cambiano inaspettatamente e quando un giorno mi sono trovato ad osservare due ragazzi che scopavano nel sottoscala, ho capito subito che quella doveva essere la mia donna, aperta in tutti i sensi e libera da ogni pregiudizio. Mi sono proposto qualche giorno dopo, ho dichiarato i miei intenti, lei si è trovata subito d’accordo. Non avevo intenzione di aspettare la normalità parlando con la mia famiglia, anche con Gianfranco che era parte della famiglia, ho prospettato il mio piano, Maura, la ragazza non aspettava altro, abbiamo dovuto cambiare solo il letto. Come poteva finire? E’ aumentata la clientela per Gianfranco, anche Maura ha voluto provare quel cazzo, ora si che si poteva chiamare orgia. Eravamo tre maschi e due femmine, io e papà eravamo bisex ma quando eravamo sul letto non si capiva più nulla, ogni figa era buona, ogni cazzo ancora di più. Papà ha scopato anche Maura mentre Mamma e Gianfranco erano coppia fissa, esprimevo la mia volontà di leccare i sessi di ognuno mentre scopavano. Finalmente avevo raggiunto i miei obiettivi avere cazzo e figa a disposizione in ogni momento così come papà, a mamma e Maura che saltuariamente si univano, il cazzo non bastava mai.
avvisando mamma in modo da non dividere il pranzo, che poi era un piatto di pasta. Papà quando usciva e quando tornava salutava mamma con un bacino, dopo poco tempo anche Gianfranco dava un bacino a mamma, Avevamo in casa una vecchia poltrona di vimini, la tenevamo in cucina, non la usavamo mai, mamma la utilizzava per appoggiarci i panni asciutti dopo il bucato. Una sera, papà e Gianfranco sono tornati ancora insieme, credevo che si trattasse di un invito a cena, invece mi ha spiegato che abitava in un altro paese, veniva al lavoro con l’autobus, si doveva alzare molto presto quindi per una sera provava a stare da noi, lo sistemavano sulla poltrona di vimini con una sedia davanti per allungare le gambe. Per me quello che diceva papà era tutto buono, gli volevo un bene straordinario, non mi sono mai posto il problema di dubitare di lui, non avevo neanche l’età per farlo. Tutto come previsto, dopo cena hanno portato la poltrona in camera, l’hanno preparata alla meno peggio poi a ora di andare a letto hanno chiuso la porta della camera ed io come al solito mi sono sistemato nel lettino che avevo in sala. Allora gli spazi erano questi, non si nuotava nell’oro anzi si aveva difficoltà a condurre una vita normale. Proprio per questa situazione, cioè l’arte di arrangiarsi la soluzione che avevano trovato per Gianfranco rientrava nella normalità, solo che da quella sera, tanto che si è trovato bene è rimasto sempre con noi. Una notte sentivo dei lamenti provenire dalla loro camera, pensando che mamma stesse poco bene, mi sono alzato dal letto, tramite lo spazio della porta lasciata socchiusa, ho visto qualcosa che non mi aspettavo. La luce
fioca della mia lampadina mi ha consentito di vedere che erano tutti insieme nel letto, che Gianfranco era sopra a mamma e che i lamenti erano gemiti di piacere, papà guardava la scena compiaciuto, ed anche per me è stata una situazione eccitante al punto di tornare a letto e farmi una sega mondiale. La mattina papà e Gianfranco uscivano presto, quando mi sono alzato ho chiesto a mamma come mai Gianfranco dormisse con loro, ha risposto che sulla sedia stava scomodo per consentirgli di riposare meglio lo avevano ospitato nel letto. Questa rivelazione di mamma la sera è stato l’oggetto della discussione serale, mi hanno spiegato tutto quello che potevano dirmi, che Gianfranco sarebbe rimasto sempre con noi. Strano ma sono stato molto felice di quello che stava
succedendo in casa, era un grande motivo di eccitazione, loro lasciavano sempre la porta della camera socchiusa consentendomi di sentire i gemiti di mamma che mi eccitavano da morire ed erano una preparazione alla mia sega che sono diventate due dopo qualche notte. Ora i baci che si davano nei saluti erano diversi, non si trattava più di bacini ma di baci lunghissimi sulla bocca con abbracci portentosi, non solo ma anche nei comportamenti normali qualcosa era cambiato, mamma come faceva spesso si metteva sulle gambe di papà ora questo accadeva anche sulle gambe di Gianfranco. Intanto con due retribuzioni il nostro tenore di vita, anche se lentamente, migliorava, la prima cosa che hanno fatto è stata quella di acquistare una motocicletta, ricordo ancora la marca, Motom, non era una moto come quella che si trovano oggi, però portava comodamente due persone, era papà a guidarla, Gianfranco si aggrappava a papà per non cadere, a volte guidava anche Gianfranco ed una volta ha voluto farmi fare un giro dopo averlo fatto fare a mamma che metteva la testa sul collo di Gianfranco quasi a morderlo. Quando sono tornato mamma è scesa sono salito io, mi sono aggrappato alla pancia di Gianfranco che forse era ancora eccitato da mamma, ho sentito il cazzo durissimo e grosso. Ho capito perché dormivano nello stesso letto, e sinceramente sono rimasto con la voglia l’avrei toccato ancora. In casa intanto era cambiato anche il modo di alimentarci, stavamo tutti meglio, mamma era frizzante, teneva la casa in ordine, cucinava piatti ottimi sempre affiancata o da papà o da Gianfranco quando non lavoravano. Si alzavano alle sei perché alle sette iniziava il turno di lavoro, una notte sentivo mamma supplicare Gianfranco, che voleva dormire perché era tardi di farne ancora un’altra, una sola e poi dormi, evidentemente papà già dormiva. Io frequentavo l’ultimo anno all’industriale ed un anno l’avevo ripetuto, mi
trovavo nel mezzo di una condizione eccitante senz’altro ed avevo capito che Gianfranco non piaceva solo a mamma, piaceva anche a me e papà anche se anche noi avevamo una bella dotazione però certe attitudini si ereditano. Eravamo in procinto di cambiare casa, avevano trovato molto vicino un appartamentino con due camere da letto, quindi non dormivo più in sala, sicuramente per loro non cambiava nulla, avrebbero dormito sempre nello stesso letto, ormai Gianfranco era parte integrante della famiglia, mamma aveva due mariti, i nonni dicevano che eravamo una famiglia rovinata, forse perché non erano riusciti a farlo loro. Nella nuova casa anche il modo di vestire era cambiato, nella prima il riscaldamento era dato da una stufa a kerosene mentre nella nuova c’era una caldaia con i termosifoni, questo consentiva una diversa igiene anche personale, una libertà nei comportamenti liberando papà da ogni tabù nei confronti di mamma e Gianfranco, era complice dei due li preparava al rapporto sessuale partecipando marginalmente per entrare in azione a rapporto finito quando c’era da nutrirsi degli umori sessuali di ognuno. Potevo entrare ed uscire dalla loro camera in ogni momento anche quando erano nel pieno delle loro azioni, con ripetuti inviti a partecipare. La mia ambizione primaria era Gianfranco, avrei emulato papà in tutte le sue azioni, mi rendevo conto che era il sostegno principale di mamma sotto l’aspetto sessuale, papà non era da meno, mancavo io per completare l’opera, mi sembrava troppo anche se mi sarei catapultato volentieri in quell’orgia famelica. Ero convinto che prima o dopo mi sarebbe capitata l’occasione di restare solo con Gianfranco ma le cose cambiano inaspettatamente e quando un giorno mi sono trovato ad osservare due ragazzi che scopavano nel sottoscala, ho capito subito che quella doveva essere la mia donna, aperta in tutti i sensi e libera da ogni pregiudizio. Mi sono proposto qualche giorno dopo, ho dichiarato i miei intenti, lei si è trovata subito d’accordo. Non avevo intenzione di aspettare la normalità parlando con la mia famiglia, anche con Gianfranco che era parte della famiglia, ho prospettato il mio piano, Maura, la ragazza non aspettava altro, abbiamo dovuto cambiare solo il letto. Come poteva finire? E’ aumentata la clientela per Gianfranco, anche Maura ha voluto provare quel cazzo, ora si che si poteva chiamare orgia. Eravamo tre maschi e due femmine, io e papà eravamo bisex ma quando eravamo sul letto non si capiva più nulla, ogni figa era buona, ogni cazzo ancora di più. Papà ha scopato anche Maura mentre Mamma e Gianfranco erano coppia fissa, esprimevo la mia volontà di leccare i sessi di ognuno mentre scopavano. Finalmente avevo raggiunto i miei obiettivi avere cazzo e figa a disposizione in ogni momento così come papà, a mamma e Maura che saltuariamente si univano, il cazzo non bastava mai.
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