Vacanze finite
scritto il 2026-09-11 tempo di lettura 5 min
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Menestrello
genere
confessioni
cura
B+
In un pomeriggio di fine Agosto, io e mia moglie, rientrati dalle vacanze con le valige in mano, siamo sotto casa in attesa dell’ascensore, saliamo ed arrivati al nostro piano esce Lara, la mia vicina separata, quella che mi aveva intrappolato per farsi scopare un mese fa nella storia precedente. C’è un po’ di imbarazzo o forse lo penso io, complice le sue vacanze e le nostre, era un mese che non ci si vedeva ed io non ho il suo numero volontariamente, non vedendoci non avevamo più parlato dell’episodio passato, io poi cercavo di non pensarci, speravo che fosse stata solo una botta e via, magari nel frattempo aveva trovato un uomo. Ciao ciao come siete abbronzati , ho visto le foto sui social ve la siete goduta eee, mia moglie risponde: si certo poi soli e senza figlio è stata una vera goduria peccato sia finita e domani lavoro, disse mia moglie, mentre lui indicandomi è ancora a casa il solito fortunato, io sorrido allargo le braccia e dico capita che cosa ne posso. Lara sorrideva ed aveva letto nella parola “godute” di mia moglie 2 settimane di scopate mentre lei era stata a casa sola a masturbarsi e sicuro avendomi intrappolato un mese fa avrebbe voluto la sua parte pensavo io, sapeva di avermi in pugno e alla frase lavoro e lui è a casa gli era frullato sicuramente qualcosa nella testa lo sguardo non mentiva, finite le chiacchiere Lara disse sono in ritardo vi saluto corro a prendere mio figlio al centro estivo e ci salutò. Pericolo scampato, questi momenti sono sempre a rischio, entrammo in casa, io e mia moglie a disfare le valigie doccia riposino poi a tardo pomeriggio uscii a portare le valigie vuote in cantina, uscito sul pianerottolo Lara mi sentì e si precipitò e con la scusa dell’immondizia si infilò in ascensore per parlarmi, partì decisa, tu domani alla mezza sei da me visto che sei a casa e mi scopi tutto il pomeriggio, tutto mettendomi le tette in faccia, ecco qua aveva organizzato tutto la porca… va bene va bene le dissi preso alla sprovvista non mi potevo sottrarre, mentre pensavo cavoli ho fatto un guaio, cavoli mia moglie mi scoprirà come posso fare e poi dai ancora una volta poi tronchiamo, se ci scoprono, un turbine di pensieri, ma alla fine il cazzo comanda maledetto. Il giorno dopo alla mezza puntuale suono con un prosecco fresco in mano e abbandonati i rimorsi lascio comandare l’istinto animale. Drin drin, arrivo, lei apre in accappatoio, scusami ho finito ora la doccia, l’estetista mi ha fatto tardare, ma vedi sono tutta liscia per te, lo spalanca mostrando le cosce abbronzate e depilate per l’occasione, una bella figa rasata perfetta, quei segni dell’abbronzatura che mi fanno impazzire ed era pure tutta cosparsa di olio profumato, uao esclamo compiaciuto. Oh che carino hai portato anche il vino dai sediamoci che lo beviamo. Un bicchiere tira l’altro siamo belli allegri, io di scatto mi alzo prendo la bottiglia e tenendole la testa le verso in bocca quello che rimane del vino facendolo fuoriuscire colando sulle tette fino a bagnare la sua figa, mi inginocchio e gliela lecco ferocemente sentendo quel misto di umori e vino, lei gemeva di piacere ad ogni colpo di lingua mi teneva la testa contro la sua figa e chiedeva di non smettere. In un attimo ci ritrovammo nudi in un 69 sul tappeto del salotto, entrambi super eccitati andammo avanti un po’ a leccarci reciprocamente, lei mi succhiava le palle e il cazzo per poi affondare fino alla gola, io avevo la faccia nella sua figa bagnata e le scopavo il culo con le dita, poi di colpo lei soddisfatta della mia lingua si sposta e se lo infila nella figa per iniziare a cavalcare violentemente. Lara mi stava dominando per prendersi tutto il cazzo che nella sua solitudine gli era mancato, dopo una bella cavalcata era finalmente venuta liberandosi in un gemito, io ero stravolto mi aveva distrutto le palle a forza di saltare, ma lei non ancora contenta dopo che si sfilò il cazzo dalla figa si mise alla pecorina gridando rompimi il culo adesso porco. Io raccolsi le forze mi sputai sulla cappella ancora bagnata dai suoi umori e la penetrai con forza sentivo che lei aveva quel misto di piacere e dolore, erano le sue prime volte nel culo, ma mi chiedeva di conti nuare, l’accontentai, in quella posizione sentivo i miei coglioni battere sul culo, si stava sfondando per bene la troia, continuai fino a sborrarle nel culo, la porca con una mano raccolse la sborra fuoriuscita per portarsela alla bocca guardandomi in faccia con aria soddisfatta. Dentro di me sapevo che quello sguardo voleva dire sei di nuovo in trappola e ogni volta che avrò voglia tu sarai qui a soddisfarmi. Purtroppo aveva ragione, aspetteremo con ansia la prossima occasione, correndo sul filo del rasoio con tutti rischi del caso, forse proprio questo rendeva il tutto ancora più eccitante.
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