Stupida e Imbranata 4.1: Obbligo e Verità (revised)
di
Mono
genere
incesti
Mi svegliai nel tardo pomeriggio con una nausea terribile.
Non ricordavo come ero tornata a casa, chi mi aveva accompagnata, chi aveva avuto la gentilezza di mettermi a letto.
Un buco nero, blackout totale...
Barcollai fino in bagno, con la testa che mi girava tantissimo e mi buttai sotto la doccia, appoggiandomi contro il muro per non cadere.
Feci la pipì così, uno schizzo caldo in mezzo alle gambe sotto l'acqua fredda.
Una sensazione piacevole, in realtà, ma sentivo un bruciore terribile lì sotto. Fu quando mi pulii e vidi gli aloni rossi sulla spugna che mi preoccupai davvero.
Avevo tracce di sangue e sperma sia nell’ano che nella vagina.
Mi guardai allo specchio per ispezionare il resto del mio corpo...
“Wow, ieri notte seratona!”
Il viso con il trucco sfatto, occhiaie nere e qualche livido, specie sui seni che mi dovevano aver strizzato per ore, ma... Per i dolori che sentivo dappertutto, temevo peggio.
Mi lavai i denti per far passare quel sapore orrendo che sentivo in bocca, un retrogusto di alcool, vomito e sperma che, da qualche tempo, accompagnava i miei weekend, quando Franco, dopo avermi fatto bere e pippare gratis tutta la sera, mi portava a qualche festa privata di amici suoi, dicendomi che ero “una ragazza sveglia che sapeva come sdebitarsi".
Non succedeva tutti i weekend, ma succedeva.
E sicuramente era successo la notte precedente... Il dolore al collo e alla mandibola confermavano la sensazione di aver passato tutta la notte a fare bocchini.
Mi tuffai nuda sul letto per provare a concentrarmi e ricordare meglio.
Presi una dose da cavallo di Aulin per rendere tollerabile il mal di testa che non mi dava tregua, chiusi gli occhi.
Mi riaddormentai di un sonno agitato, pieno di sogni che si mescolavano con la realtà.
Sono ubriaca e strafatta, un taxi, il conducente che mi accompagna sulle scale per poi portarmi in braccio le ultime rampe... è gentile, mi aiuta a spogliarmi, mi mette a letto e, prima di andarsene, si merita una mancia...
Faccio il gesto di prendere il borsello, ma si abbassa la zip e capisco che vuole altro.
Mi avvicino per succhiarglielo, è sporco e sudato.
Lo prendo in bocca lo stesso.
Non è una sensazione piacevole... Ma so che durerà poco: lui è un ultracinquantenne arrapatissimo, io una diciannovenne, col visino acqua e sapone e un corpo da infarto... e poi lo sanno tutti che sono bravissima a fare i pompini.
In un minuto viene, facendo versi affannati e grugnendo commenti volgari.
“Sei una brava puttana. Ci rivedremo” è quello che mi ricordo meglio e che mi rimbomba in testa.
Sputo lo sperma nella prima cosa che trovo sottomano.
Mi sento pure in colpa a non ingoiare, ma proprio non ce la faccio più.
Lui si alza velocemente i pantaloni e se ne va.
Mi tuffo sul letto e spengo la luce.
Vorrei struccarmi e sciacquarmi la bocca ma non ne ho la forza.
“E’ un sogno o è realmente successo?” pensavo nel dormiveglia.
Col tempo emergono altri flashback, sensazioni, odori.
Ero a una festa in una villa fuori città, stravolta ma continuavano a farmi pippare, per svegliarmi quanto bastava per continuare a ciucciare...
Mentre facevo un pompino...L’ennesimo della serata... Sentivo che qualcuno mi scopava da dietro con un cazzo enorme... Era tanta roba e io sono venuta con le lacrime agli occhi.
Ne volevo ancora ma lui si sfila dalla figa e, senza tanti complimenti, mi lubrifica il buchino e inizia a infilarmelo in culo... Io tra orgasmi e droga non capivo più niente, ricordo solo che ero rannicchiata sul divanetto a sentire quel cazzone che mi devastava e mi lamentavo che iniziava a bruciare.
"Fatemi pippare se volete continuare a sfondarmi il culo così...” mi lamentai. Immediatamente mi accontentarono, rendendo più sopportabile quel cazzo e quelli che seguirono.
Ho sognato che parlavano di me come se non fossi presente...
“Franco, ma questa bottana pecchè non m'a puorti da me a fare un film? Cu ‘na troia del genere nci facimu i sordi! Diventa ‘na pornostar” disse qualcuno..
“Dammillu u tempu, fammela infognare per bene con la coca e ne parlamu...”
Ho sognato che qualcuno mi ha sollevato a forza e mi ha fatto cadere a terra. Me l’ha piazzato fra le tette e si è fatto una spagnola, venendomi in faccia mentre altri lo incitavano, facevano foto, commentavano...
Questo forse è successo davvero perché ho ancora il segno sul fianco che ho battuto...
Fra tutti questi ricordi confusi, si era già fatta sera tardi.
Il mal di testa e la nausea stavano passando, le vertigini e il torpore no.
Per riprendermi avevo bisogno di un litro di caffè e di qualcosa di sano da mangiare, visto che non toccavo cibo da più di 24 ore.
Riso in bianco con un filo d’olio, il mio rimedio da serataccia.
E mentre mangiavo iniziai a pensare.
In teoria, dopo aver perso la verginità, pensavo di ottenere tutta la libertà di cui non avevo mai goduto.
In pratica, però, sono arrivati presto nuovi problemi: la passione per coca e alcol, le richieste sempre più estreme di Franco e il terrore che, in qualche modo, a casa o all’università, si venisse a sapere cosa facevo, mettendomi in guai grossi...
Passai la notte sveglia a riordinare le idee e al mattino presi una decisione.
Preparai la valigia grande e chiamai un taxi per andare in stazione e prendere il primo treno per la Calabria.
In questo modo saltavo l’appello di luglio, anticipando la partenza di qualche settimana, ma stavo perdendo il controllo della mia vita e avevo bisogno di una pausa, quindi... Aria di casa, zero pensieri e vaffanculo al resto.
Mi feci venire a prendere alla stazione da Palma, mia sorella, che abita in un paese vicino e rimasi una settimana da lei, pregandola di non dire niente alla mamma che, vedendomi rientrare improvvisamente, si sarebbe preoccupata.
Ma soprattutto mi avrebbe mitragliato di domande.
Totò, il marito di Palma, come al solito, era la maggior parte del tempo via per lavoro e quindi passai una settimana a farmi coccolare e a fare la brava zietta con Pino, suo figlio, che aveva già compiuto 1 anno e che, praticamente, non avevo ancora visto.
Mia sorella voleva sapere i dettagli degli ultimi tempi, del tipo con cui l’avevo fatto per la prima volta e tutto il resto che, in questi mesi, le avevo accennato nelle nostre telefonate.
Io le ho sempre raccontato dei miei ragazzi e dei miei problemi, per la prima volta però, temevo il suo giudizio...anzi no... avevo paura di deluderla con tutte le decisioni stupide che avevo preso ultimamente.
Molto stupide.
Quindi...
Le parlai di Franco e del lavoro in discoteca.
Fui molto vaga sul perché e il come avessi deciso di concedermi proprio a lui (“Era gentile, mi riempiva di regali e poi morivo dalla voglia di farlo, finalmente...”)
Confessai di essermi data da fare anche con altri ragazzi che mi piacevano e di essermi divertita.
Sorvolai sul resto, sulle feste del weekend, sulla coca che avevo iniziato a pippare e cosa ero disposta a fare per non doverla pagare.
E già così mia sorella mi fece un cazziatone memorabile, ma mi giurò che non avrebbe detto niente a papà e mamma.
Io già ci contavo (sennò col cazzo che glielo dicevo) ma la sua promessa me la fece amare ancora di più.
Inscenare il mio finto arrivo per i miei genitori, alcuni giorni dopo, mi fece sentire una merda: i miei erano orgogliosissimi di avere una figlia che continuava gli studi per laurearsi in una grande città del nord, restando una brava ragazza onorata.
Peccato che negli ultimi mesi non avevo dato esami e, riguardo la brava ragazza e l’onore... Nel mio paese so di ragazze che, avendo fatto una frazione di quello che facevo io il sabato sera, erano etichettate a vita come “poco di buono”...
Ma il vero problema era un altro.
Era una settimana che ero sparita dalla circolazione e non rispondevo al telefono. Il mio intuito femminile e gli sms al veleno che Franco mi mandava mi facevano capire che era incazzato nero.
Sapevo che prima o poi avrei dovuto affrontare la cosa, anche se non facevo fatica a immaginare cosa avrei dovuto fare per avere indietro le foto più compromettenti.
Ma ero tornata giù proprio per non pensare a queste cose.
Passavo la settimana a casa dei miei, a fare la parte della brava figlia che avevano sempre conosciuto, mentre nei weekend, appena mi ripresi del tutto, mi veniva a prendere Palma, che lasciava Pino ai nonni per essere libere di darci a vita da spiaggia, ristoranti e localini.
Fu lì che notai che Palma era ingrassata dall’ultima volta che c’eravamo viste in costume.
Non che fosse imbruttita, anzi, ma ero abituata da sempre ad ammirare il suo fisico perfetto e vederla trascurata mi fece scattare il campanello d'allarme.
Palma era da sempre la ragazza più bella del paese, più alta di me, occhi chiari, capelli castani, seno pieno anche se meno grosso del mio, perfetto sul suo fisico longilineo.
Nessuno si stupì quando si sposò, appena finite le superiori, col figlio del sindaco, un giovane e brillante avvocato di quasi 20 anni più grande.
Futuro senza preoccupazioni assicurato, ma dopo le mie insistenze, mi raccontò la verità: “Da quando è nato Pino, facciamo poco l’amore... Ormai gli ho dato l’erede maschio e di me non sembra più importargli” mi confessò delusa, per aggiungere col magone “Penso che Totò veda altre, ma non ho mai avuto il coraggio di affrontare la cosa. Mangio per la frustrazione... E poi, se divento brutta, almeno capisco perché non mi vuole più...” .
In altri posti sarebbe logico separarsi, o sentire un terapista, ma non dalle mie parti, dove la responsabilità di apparire una bella coppia felice viene prima di tutto, soprattutto se fai parte di famiglie in vista.
Eravamo in spiaggia ed io pensavo a questa e altre cose, quando rompemmo il ghiaccio con Marta, una studentessa bolognese.
Marta era molto loquace e graziosa, con capelli ricci biondi, nasino all'insù, occhi neri e lentiggini, alta come me, quindi bassina, ma magra e super tonica, con un seno appena accennato e un culetto tondo e birichino.
“Sembra Pikachu in bikini!” pensai guardandola.
Aveva un anno in più di me e studiava le stesse mie cose.
Dopo un po’ ci hanno raggiunti i suoi amici, 2 ragazzi tutti alloggiati in un residence nelle vicinanze.
I ragazzi si unirono alla chiacchierata, rimanendo stupiti di come Palma, a 22 anni fosse già sposata e avesse un figlio.
Giù è abbastanza normale, a Bologna sembrava stranissimo, una roba medievale.
Ma dopo diverse chiacchiere e averci proposto un aperitivo, un discorso tira l’altro e ci invitarono a cena a una grigliata nel residence: il giorno dopo partivano e sembrava scortese dire di no.
Dall’aperitivo si passa al vino bianco, poi uno spumantino, limoncello, amaro, liquorino... insomma si era fatta una certa ora quando apparve una canna e la proposta di fumarcela nella camera di Marta lontani da occhi indiscreti.
Atmosfera rilassata, tasso alcolico alto... 2 ragazzi carini, 3 ragazze carine...Esce fuori un’altra canna, del rum e una bottiglia gelata di vodka, avanzi di qualche festicciola e da finire assolutamente prima della partenza... la situazione ideale per divertirsi, ma mi preoccupavo per mia sorella, che facesse qualcosa di troppo per poi pentirsi o finire nei guai.
Ad un certo punto la vodka finisce e, in un delirio di alcol e regressione adolescenziale, qualcuno propone il gioco della bottiglia, con obbligo o verità.
A me sembrava una stronzata destinata a finire a tarallucci e cazzi e guardai negli occhi Palma, che invece sembrava felice come una liceale in gita scolastica.
Lei sorrise dicendomi all’orecchio “Non puoi avere l’esclusiva delle cazzate” dandomi un abbraccio e un bacino sulla guancia per poi mettersi a ridere con gli altri ragazzi.
Il gioco era semplice: chi girava la bottiglia chiedeva a chi era uscito a sorte “obbligo o verità?" e una volta risposto alla domanda o fatta la penitenza, la vittima girava a sua volta la bottiglia.
Decidemmo che una persona poteva dire “verità” per 3 volte, dopodiché doveva scegliere l'obbligo per forza nei turni seguenti, per rendere le cose più interessanti.
La prima a girare fu Marta, in quanto padrona di casa.
L’inizio fu soft, con domande legate al passato e senza grandi imbarazzi, tipo “A che età hai fatto sesso la prima volta?”
Cose così, piccanti ma innocue, per arrivare alle domande più spinte in modo graduale, di pari passo con l’alcol che continuava a scorrere.
Ovviamente la prima a cui capitò una domanda stronza fui io
“Quando fai i pompini, ingoi?”
Pensai qualche secondo se mentire o no, un po’ offesa del fatto che davano per scontato che facevo pompini, ma decisi di non dare importanza alla cosa rispondendo con nonchalance “Sì, ma solo se ne ho voglia.”
Che poi era la verità.
Girai la bottiglia sperando di potermi vendicare di uno dei ragazzi e capitò Fabio, il più grande fra noi, coi suoi 24 anni.
Provai a metterlo in imbarazzo: “L’ultima volta che ti sei fatto una sega?”
Ma la sua risposta ci sorprese.
“Oggi pomeriggio, mentre mi facevo la doccia in camera dopo la spiaggia... Pensando a te e tua sorella...Siete super sexy in bikini”
Io diventai come un peperone, ma anche Palma sgranò gli occhi e arrossì un po’.
“Da...davvero?”
Fabio annuì e il fato volle che la bottiglia andasse proprio su Palma.
“Ultimo ditalino?” chiese Fabio.
"Lo vuoi proprio sapere?” chiese Palma un po’ imbarazzata, un po’ maliziosa
“Beh dopo la mia confessione, direi che possiamo dirci tutto”
“Ok, qualche giorno fa, dopo che Bruna mi ha raccontato delle scopate che si è fatta ultimamente...Quando sono restata sola ci ho ripensato e... mi è scivolata la mano..." rispose voltando lo sguardo verso di me.
“Ma... Palma!!!!” esclamai paonazza, non so nemmeno se per l’imbarazzo di passare per una zoccola o quello di scoprire che mia sorella si eccitava per le mie confidenze.
“Bruna, sono solo sincera...Hai scopato più tu in un mese da single, che io nell’ultimo anno da sposata” fu la sua risposta, con una risata generale.
Ci avrei scommesso che la prossima volta mi avrebbero chiesto dettagli sui miei weekend di devasto e manco a dirlo, dopo un paio di giri insignificanti, Marta mi colpì...”Bene bene, siamo tutti curiosi di sapere qualcosa di questi ragazzi che hai trombato negli ultimi tempi...” chiese insinuante.
“Tu formula la domanda e io rispondo” replicai con una punta di nervosismo.
“Facciamola facile, quanti ne hai scopati nell’ultimo mese?”
Messa così la questione mi dava qualche vantaggio, perché si riferiva solo a chi avevo scopato e non fatto pompe o altre cose e questo riduceva il numero...
Però anche sforzandomi, non ricordavo “esattamente” quanti. E anche approssimando in difetto, avrei comunque fatto la figura della zoccola o della bugiarda, ma era ancora peggio se ammettevo di non saperlo... Insomma avevo un gran casino in testa e l’alcol non aiutava...
“Sócc'mel! Da quanto ci sta a pensare, i déven esser un esercit?!” disse Marta, facendo sganasciare tutti dalle risate (io esclusa).
Cercai di riprendere in mano la situazione e urlai un numero a caso “Quattro!” pentendomi un attimo dopo, visto che, bugia per bugia, avrei potuto scegliere anche una cifra più bassa.
Ci fu un attimo di silenzio, in cui ero sulle spine in attesa della loro reazione... “Quattro? Nemmeno tanti... credo di aver fatto di peggio!” commentò Marta coprendo la ridarella con una mano davanti alla bocca.
Ma quando pensavo di essermela cavata, Fabio piazzò la stoccata finale “Dipende, se erano uno alla volta o tutti assieme!” e al mio rossore, giù altre risate, commenti e domande di dettagli a cui, chiaramente, mi rifiutavo di rispondere.
Anche Palma, l’unica che sapeva che quel numero era molto approssimato verso il basso si guardò bene dal dire qualcosa, forse pentita di avermi messo in una situazione così imbarazzante.
Adesso era il mio turno e speravo di rendere pan per focaccia.
E infatti uscì Marta.
“Quando e con chi, l’ultima scopata?” le chiesi
“Ieri mattina con Fabio, appena svegli”. rispose senza incertezza.
Per un attimo ebbi un cortocircuito mentale: quindi lei e Fabio stavano assieme?
“Però poi si è svegliato Gigi e gliel’ho succhiato mentre Fabio mi scopava da dietro... Fai un po’ tu...” aggiunse.
Mi ci volle un attimo per mettere a posto i pezzi del puzzle: Marta era in vacanza con 2 suoi “scopamici” che, a seconda dell’estro del momento, se la scopavano a turno o anche assieme, ma tutti liberi di cercare altre avventure, se c’era l’occasione.
Ero perplessa: pensavo che certe cose succedessero solo nei film e finissero sempre male.
Marta accese un’altra canna e girò la bottiglia, uscì Fabio.
Domanda banale su cosa avesse fatto con una turista romana abbordata un paio di giorni prima. Robe loro, niente di interessante.
Fabio gira la bottiglia, esce Palma, le passano la canna... L’ho detto che ci stavano puntando... “Rubo la domanda di prima. Quando l’ultima scopata?”
Palma ebbe un momento di smarrimento, pensandoci un po’ più del dovuto per essere una donna sposata “E’ un bel po’... Dalle vacanze di Natale” disse infine con un filo di voce.
“Che cazz...” pensai ad alta voce, capendo che mia sorella non aveva avuto il coraggio di dirmi quanto era grave la crisi col marito.
“Ma tuo marito è matto?” disse Fabio. “Avere sotto mano un tale tocco di gnocca e non fare l’amore tutte le volte che potete non ha senso!!”
“Dopo una gravidanza è un periodo complicato, non me la sento di entrare nei dettagli...” cercò di giustificarlo Palma, di fronte alla loro insistenza. “Però, si... scopare, non scopo da Natale” disse tristemente.
Volevo saperne di più, ma con un cenno mi fece intendere che non era il posto né il momento adatto.
Tocca girare a Palma, esce Marta.
Vedo mia sorella ancora turbata dall’ultima confessione, le suggerisco una domanda intrigante “Hai mai fatto sesso con una donna”. Marta senza insicurezze “Certo! Anzi l’ultimo anno di superiori avevo la morosa. Fantastiche scopate, lei super carina ma trooooppo gelosa!”.
Ammiravo la serenità con cui parlava di queste cose, senza falsi pudori o preoccuparsi di cosa pensavano gli altri. Mi sarebbe piaciuto averla come amica.
In ogni caso per qualche minuto la curiosità si spostò su di lei, lasciandoci un po’ tranquille.
Ma solo un po’ perché, manco a farlo apposta uscii io il turno dopo.
Quasi sentivo il rumore delle unghie che Marta stava affilando per scegliere una domanda abbastanza stronza da mettermi in imbarazzo.
“Dopo una bella inculata preferisci che ti vengano dentro o vuoi sentire la sborrata calda sulla schiena?” mi chiese con tanto di sorrisetto stronzo...
“Mah...Che razza di domanda è? E chi ti dice che io dia il culo?” provando a metterla in caciara...
“Perché, una ragazza come te non dà il culo?” replicò con un sorrisino sarcastico del tipo “Se neghi non ci credo nemmeno morta”.
Divenni paonazza “No...cioè...non è questo...” senza il coraggio di chiedere chiarimenti su quel “come te”, che poteva essere interpretato in molti modi e tutti abbastanza imbarazzanti.
Cercai di mantenere la calma ma ero un po’ turbata, fra alcol, canne e quella mitragliata di domande “Mi.. Mi eccita molto sentire lo schizzo caldo sulla schiena, dopo una pecorina o una... inculata...” ammisi malvolentieri, scatenando l’entusiasmo dei presenti (soprattutto i maschietti).
Solita figura da zoccola, ma soprattutto, era la terza verità e, la prossima volta, dovevo scegliere obbligo.
Ci furono un paio di giri interlocutori: Marta non si era toccata durante le vacanze perché aveva scopato quasi tutti i giorni e il primo cazzo Palma l’ha visto quando andava con gli scout,... Bla bla bla... Cose del genere, sicuramente piccanti, ma un po’ ripetitive.
In realtà sembrava che tutti aspettassimo la fine delle “verità” per passare a bomba agli obblighi, che, al momento, nessuno aveva ancora scelto (ovviamente).
Eccallà!
Gigi gira e viene il mio turno e questa volta devo scegliere l'obbligo. Già sapevo dove si andava a finire...
“Obbligo: levati il bikini”.
Mannaggiammè!
Ero direttamente venuta al residence dalla spiaggia e addosso avevo solo il bikini, un pareo e le ciabatte.
Però ebbi un'intuizione: mi voltai, mi allacciai al collo il pareo, trasformandolo in un abitino e quindi mi levai il reggiseno e le mutandine.
Oddio, il tessuto trasparente non lasciava spazio all’immaginazione e dovevo tenere il pareo con le mani perché non si vedesse tutto da sotto, ma era una questione di principio non dargliela vinta.
Giro io ed esce Fabio, anche lui con Obbligo... e già mi gusto la vendetta, che avevo maturato per tutto il tempo.
“Fabio, devi limonare Gigi”.
Colpiti ed affondati: stavolta eravamo noi a ridere, vedendo il loro disagio.
Per superare l’empasse, Marta si mise in mezzo fra loro due baciando prima l’uno e poi l’altro, avvicinando lentamente le labbra e la lingua dei due ragazzi per un bacio a tre, per poi levarsi e lasciarli continuare da soli per pochi secondi...
Quella ragazza era un demonio e quando mi guardò dritta negli occhi con aria trionfante sentii un brivido.
Nuovo giro: esce Palma e Fabio si vendica subito.
“Palma devi limonare Bruna!”
Mi sento una scema ad aver dato il via alla moda di far baciare le persone!
“Siamo sorelle!!!” provammo a protestare, ma furono irremovibili.
Bacini a fior di labbra e altre carezze innocenti ce le scambiavamo normalmente, ma limonare non ci era mai passato per la testa...
I primi approcci furono un disastro: l’imbarazzo era tanto e proprio non si riusciva a venire a capo alla cosa... Poi però mi scattò una scintilla e iniziai a darle dei bacini sulla guancia per passare a bacini a fior di labbra, e poi leccarle le labbra con la punta della lingua...
Palma era rossa come un peperone, con gli occhi chiusi e iniziava a sospirare forte, quando trovò il coraggio aprire un pochino le labbra.
Per diversi secondi ci trovammo così, senza che nessuno dei due avesse il coraggio di andare oltre.
Ma ci era stato ordinato di limonare, non di darci bacini.
“Come sta andando?” le chiesi...
“B...bene...” rispose esitante “nessuno mi ha mai baciata così”
“Non ti piace?” chiesi timorosa
“NOOOO, anzi dovresti dare lezioni ai ragazzi “ disse sorridendo e lasciandosi finalmente andare, ricambiando il bacio con dolcezza. Durò pochi secondi il tutto, o forse era il tempo a volare, ma ci lasciò con una sensazione bellissima
“Meno male che eravate imbarazzate...” Commentò Fabio con un risolino stronzo.
Fu lì che realizzai che, presa dalla foga, stavo strizzando i seni di Palma, che a sua volta mi stava palpando fianchi e cosce, ormai in bella vista.
Ci guardammo negli occhi senza il coraggio di dire nulla (e forse nemmeno c’era molto da dire)
Tocca a Palma, esce Marta.
Ci pensò un po’ su...Capivo che cercava qualcosa che potesse vendicarci di tutte le domande imbarazzanti con cui ci avevano bersagliato...
E invece... “Marta limona Bruna”,
“Noooo...Finitela di mettermi in mezzo!!!” urlai "E Poi proprio tu...” rivolta a mia sorella “sei un’infame!!!”
Ma forse voleva vendicarsi di tutti i cazzi che avevo assaggiato negli ultimi tempi, mentre lei moriva d’astinenza..
“Bene, bene” esclamò Marta sbronza come un birillo mentre gattonava a 4 zampe verso di me.
Sono mezza paralizzata mentre vedo questa miciona che si avvicina “Aiuto!” dico fingendomi preoccupata ma nessuno mi aiuta, impegnati a ridere a crepapelle.
E dietro i tre cretini ci incitavano, dicendo “Li-mo-ne! Li-mo-ne!”
So che nel mondo fatato dei racconti erotici tutto deve essere fregne fradice e cazzi in tiro, ma in quella situazione, con Marta che da sbronza faceva la femme fatale, veniva da ridere anche a me.
Si piazzò di fronte, per poi aggiungere con un diavoletto negli occhi "Il POPOLO SOVRANO reclama che ci slinguazziamo!"
Improvvisamente stampò le labbra e mi mise tutta la lingua dentro, mentre con le mani mi stringeva a sè.
Mi mancava il fiato e mi girava la testa... mi scansai un attimo per respirare.
Mia sorella (stronza) era piegata in due dal ridere vedendomi così...
“Ah si?” dissi, offesa che mi prendesse in giro per il mio disagio... e per ripicca mi tuffai a limonare duro Marta, facendo scivolare la mano nei suoi pantaloncini per palparle il culo.
Mi resi conto che sotto i pantaloncini aderenti dell’adidas non portava niente, così come sotto il top coordinato non aveva reggiseno e questo mi caricò ancora di più, facendo scivolare la mano sempre più giù, fino a toccarla lì sotto, dove, sai che sorpresa... era bella bagnata...
“Che fai?” mi chiese maliziosa infilando una mano sotto il pareo per stringermi una tetta...
Era scatenata e iniziò a mordicchiarmi i capezzoli per poi baciarmi ancora per un tempo che mi sembrò lunghissimo... Poi, improvvisamente, si scansò e usando la mano come ventaglio, disse al gruppo “Gesummaria, sento un gran caldo! Andava bene il bacio? Proporrei un bel bagno di mezzanotte per rinfrescarci...”
“Scommetto che vuole farlo da nudi” pensai 3...2...1...
“Ovviamente il bagno lo facciamo nudi” aggiunse sfilandosi il top e mostrando le tettine per dare il buon esempio.
Io ero un po’ preoccupata: è vero che era la spiaggia privata di un residence, ma se qualcuno ci vedeva nude in compagnia di queste persone, entro la mattina dopo tutti, marito di Palma compreso, l’avrebbero saputo.
Guardai negli occhi mia sorella e lentamente le sparì il sorriso: aveva capito che per lei la serata era finita.
“Andate voi, io non me la sento...Anzi forse è meglio se vado a casa” disse con la morte nel cuore.
Cercarono di convincerla ma Palma fece presente che, probabilmente, anche a Bologna, un marito non era granchè contento se la moglie faceva il bagno nuda con dei ragazzi.
Volevo andare con lei, ma insisteva per tornare da sola e Marta si offrì di darmi un passaggio fino a casa.
Quando Palma mi sussurrò all’orecchio “Tu devi restare, così mi racconti tutto”, mi venne il batticuore... Guardandola negli occhi, esitante, le feci cenno di sì, misi in un cassetto il buonsenso e andai con loro in spiaggia.
Rientrai a casa di Palma che erano le 4 del mattino passate.
Cercai di fare meno rumore possibile, facendo tutto al buio, ma appena mi sdraiai sul lettone, la sentii abbracciarmi stretta.
“Ti ho svegliata? Sono distrutta!” le chiesi sussurrando senza ragione, visto che non c’era nessun altro in casa.
“Non riuscivo a dormire, ero preoccupata non sentendoti rientrare. Com’è andata?”
“Peccato che non potevi restare... Erano delusissimi! ” le dissi maliziosamente.
Palma sorrise “Addirittura..?”
Faceva un gran caldo, mi sdraiai accanto a lei come facevamo da bambine e la strinsi forte.
Prima che si sposasse succedeva spesso di dormire assieme e coccolarci, mentre ci confidavamo le nostre cotte o com’era andata una serata con un ragazzo.
Cose da sorelle che si vogliono bene, fatte senza malizia...
Quella sera era diverso.
Sarà stato l’alcool, il bacio o la sua confessione di essersi eccitata ascoltando i miei racconti, ma da quando mi ha chiesto di restare per poi raccontarle tutto, non riuscivo a pensare ad altro.
“Allora, racconta... Avete fatto il bagno nudi?”
“Si, certo...”
“E... Com’è stato?”
“Siamo andati in una caletta, lì vicino. Quando mi sono levata il pareo mi sono sentita divorata dagli occhi; io ero preoccupata che qualche passante mi riconoscesse per cui cercavo di stare un po’ in penombra. Abbiamo giocato in acqua, ma presto mi hanno circondata. Mi toccavano, mi baciavano... sentivo le gambe tremare per tutte quelle carezze”, le confidai a bassa voce, quasi fosse un segreto.
“Ti accarezzavano tutti e due assieme?”
“Tutti e tre...Anche Marta si è unita...Anzi lei è quella che per prima mi ha baciata e ha iniziato a toccarmi i seni e...”
“...e lì sotto?” aggiunse Palma.
“Si, credo di sì... Anche se con la testa confusa per l’alcool e le canne non sono sicura su chi abbia iniziato. Ero tesa, ma Marta e i ragazzi continuavano a coprirmi di baci e pian piano mi sono sciolta”.
“E poi?” mi chiese ansiosa.
“In acqua li ho stretti in mano... Erano già duri e quello di Fabio è proprio grosso... Erano come impazziti, volevano scopare lì in spiaggia, ma avevo paura che succedeva un casino. Per convincerli gli ho promesso che avrei fatto tutto, tutto quello che volevano, ma solo se rientravamo in casa... Ovviamente hanno accettato... Mi sono ritrovata nuda nel lettone coi due ragazzi... Ho iniziato a succhiarli, sapevano ancora di mare...”
“Li hai succhiati tutti e due assieme? Ma tu fai cose del genere?” mi chiese Palma.
Annuii, un po’ imbarazzata... Per un’attimo mi sentii in colpa per averle omesso un bel po’ di dettagli delle feste dove mi portava Franco. Mi sembrava di aver tradito la sua fiducia, ma stasera non volevo avere più segreti.
“E poi? Raccontami!” con la voce rotta.
“Ho iniziato a fare un bocchino a Gigi, mentre Fabio ha iniziato a scoparmi da dietro... Ogni tanto si davano il cambio, lo succhiavo a uno e l’altro mi scopava”.
Sentivo il respiro di Palma diventare più pesante, mentre ascoltava la sua dolce sorellina confessarle di aver fatto la troia.
“Mentre succhiavo Gigi, Marta era seduta su una poltroncina a guardarci e sditalinarsi... Non riuscivamo a staccare gli occhi l’una dall’altra... Dopo un po’ si è avvicinata e si è messa a leccare anche lei il cazzo di Gigi, cercando la mia lingua"
Sentivo il fruscio del lenzuolo e percepivo il movimento della mano di Palma: si stava toccando... Per abbracciarla infilai una mano sotto il lenzuolo sudato, accarezzandole un seno... Sentendo il mio tocco, ebbe un sussulto, ma mi lasciò fare.
"Mentre lecchiamo il cazzo, ci guardiamo sempre negli occhi... Fabio intanto mi scopa di brutto e, sarà la situazione, l’eccitazione o il suo cazzone ma dopo pochi minuti ho il primo orgasmo... Stupendo, quasi svengo... Gigi a vedermi venire così, non resiste più e mi sborra in bocca, io faccio per ingoiare, ma ... Marta si avvicina e mi bacia per condividere lo sperma.”
“Sei... siete... siete...” ansima Palma, senza riuscire a finire la frase.
Non risposi ma scesi con la mano dentro le mutandine, iniziando a toccarmi anch’io, mentre con l’altra mano avevo preso a palpare le sue tette, ancora gonfie e piene, nonostante la gravidanza...
“E... E poi?...” biascicò con gli occhi chiusi.
“Fabio... a vedere la scena del doppio pompino non ha resistito, e mi ha sborrato sul viso e le tette... Marta mi ha pulito con la lingua gli schizzi di sperma in faccia, poi ha preso a leccarmi i seni, ed è scesa con la lingua fino all’ombelico e poi ancora più giù..."
A sentire “mi ha sborrato sul viso” Palma è eccitatissima, ma mi ferma un momento prima di venire mordendosi fortissimo le labbra, come se non raggiungere l’orgasmo rendesse meno vergognoso ciò che stavamo facendo. Io le accarezzo la testa e le dò bacini dolci, ma non smetto di toccarmi...
“E... tu?” mi sussurra con gli occhi ancora appannati, iniziando a leccarmi il viso e poi, dopo un attimo di esitazione, i capezzoli, come ad imitare Marta.
“Mio dio... Hai ancora il sapore di sperma sulle tette” si lascia sfuggire iniziando a lappare avidamente... E probabilmente era vero perché al residence avevo rinunciato a fare la doccia, vista l’ora...
“Io non capivo più niente e premevo forte la bocca di Marta mentre mi leccava lì, lei era bravissima e mi ha fatto godere di nuovo... Poi si è girata a 69 piazzandomi la fica dritta in faccia... E... ho capito che dovevo ricambiare, anche se non l’avevo mai fatto prima... Esitando, ho iniziato a leccarla, succhiarle il grilletto e infilare le dita imitando quello che mi faceva lei ... I suoi mugolii e sospiri mi facevano capire che stava per godere e presi a leccarla sempre...più...forte...” le ultime frasi le dissi a fatica mentre stavo venendo.
Vedendomi godere, anche Palma perse il controllo e iniziò a baciarmi a tutta lingua mentre con la mano riprese a sditalinarsi senza più nascondersi. Nel giro di un minuto anche lei, finalmente, ebbe un orgasmo che la lasciò sconvolta... Io l’abbracciai forte... Eravamo eccitate e turbate, ma se io ero stanchissima, per lei era come se si fosse aperto il vaso di pandora.
Ormai era nuda e la vedevo continuare a toccarsi convulsamente mentre, baciandomi, chiedeva altri dettagli.
“Quindi hai anche leccato la sua fica? ”
“Sì, ce la siamo leccata per un bel po’” ammisi ricambiando i baci.
“Com’è leccare...una fica?” chiese imbarazzata
“E’ una sensazione strana, più simile a limonare che a fare un bocchino... non hai niente in bocca, lecchi, succhi... Il sapore di Marta però era buono...”
“E questo tu non l’avevi mai fatto?”
“No, non era mai capitato...”
“Mentre invece succhiare o scopare due cazzi assieme, sì?”
Deglutii, vergognandomi un po’ di averle omesso questi ed altri dettagli degli afterhour in discoteca “Sì, qualche volta l’ho fatto”
“Poi... Cosa altro è successo?” chiese ansiosa Palma
Non so dire se si riferisse alla serata o alle mie feste del weekend, istintivamente continuai il racconto...
“A vedere la scena ai ragazzi è tornata la voglia e ci hanno separate per farselo succhiare...”
“Li hai scopati ancora?”
Avvicinai la mia mano a quella con cui Palma si stava toccando, provocandole un sussulto di sorpresa, ma lasciò che fossi io a continuare quel ditalino.
Mi prese la testa fra le mani e mi baciò a lungo a tutta lingua... “Non...non smettere...” mi implorava con voce rotta fra un bacio e l’altro... “Dimmi tutto, fammi impazzire... Come li hai fatti venire?” mentre, ormai senza più freni, avvicinava la mano alla mia fighetta per ricambiare la carezza.
Quando mi sfiorò le labbra e il grilletto sentii una scossa elettrica...
“Gigi mi ha sbattuto in tutti i modi... E’ durato tantissimo, alla fine mi ha sborrato in bocca ” Biascicai mentre i miei fianchi si muovevano per favorire quella carezza.
“Fabio... Fabio invece ha voluto farmi culo col suo cazzone... Mi ha fatto malissimo per entrare, mi ha sfondata... Ma Marta lo ha aiutato guidando la penetrazione e leccando tanto il buchino e accarezzandomi lì sotto e alla fine è entrato tutto... Mi hanno devastata, ma ho anche goduto... tanto... Mi ha sborrato sulla schiena” Ansimai vicinissima all’ennesimo orgasmo, il più strano della serata.
“Gli hai dato anche il culo? A uno che non avevi mai visto prima? E con un cazzo così grosso?”
Annuii, spostandole la mano verso il mio sfintere “Senti com’è ancora aperto... E’ tanto allenato, sai? Franco e i suoi amici lo vogliono tutte le volte... E poi... A Marta e i ragazzi avevo giurato che avrei fatto tutto quello che volevano, se rientravamo in casa... E non potevo rifiutarmi...”
“Quindi a queste feste non solo scopi e sbocchini tutti ma ti fai fottere il culo da sconosciuti e... Chissà cos’altro” mi accusò aumentando il ritmo del ditalino
“S...Sì...Mi trattano tutti come una troia da fottere come gli pare” le confessai ansimando un attimo prima di venire.
A sentire le mie parole anche Palma venne, in modo ancora più rumoroso ed eccitante della prima volta.
Si lasciò cadere accanto a me e mi strinse fortissimo per poi riempire di baci il mio viso.
“Sono...sono sconvolta” sussurrò guardando il soffitto ancora col fiatone. Per poi aggiungere “Giura...giurami che tutto quello che è successo questa sera non lo saprà nessuno”
Non c’era bisogno che me lo chiedesse... “Sarà un nostro segreto...” le sussurrai all’orecchio stringendola forte...
Però lì accadde qualcosa che non mi aspettavo.
Palma si alzò e mi diede un ceffone fortissimo
“Questo è per aver disonorato la nostra famiglia”.
Poi mi diede un manrovescio col palmo della mano, altrettanto violento “E questo è per non avermi raccontato tutto e avermi presa per il culo per queste settimane”.
io iniziai a piangere forte, ma non reagii: me li meritavo.
Palma a vedermi così iniziò a piangere pure lei e mi abbracciò fortissimo.
“Scusa...Scusa...” mi implorò baciandomi gli occhi per fermare le lacrime.
“No, hai ragione. Sono la vergogna della famiglia” le dissi disperata, stringendola a me.
“Adesso però mi dici cosa ti sta succedendo su, al nord ...” mi sussurrò nel orecchio mentre coccolandomi cercava di calmare il mio pianto.
Ed io raccontai.
Le dissi di come Franco mi avesse convinta a fargli i pompini, di come persi la verginità in cambio di qualche regalo e un nuovo taglio dal parrucchiere, di come il mio capo mi riempisse di coca e mi ricattasse con le foto per convincermi a fare la troia alle feste coi suoi amici.
Le confessai anche che non davo esami da mesi e stavo pensando di lasciare l’università, vista la situazione che vivevo.
Quando finii smisi di piangere, come se confessare queste cose, mi togliesse un gran peso dalla coscienza.
Palma era sconvolta e arrabbiatissima.
“Sono una cretina... Avrei dovuto capire che qualcosa non andava quando ho notato che eri depilata lì sotto. Solo le poco di buono fanno queste cose...”.
“Scusami, mi spiace tanto... E’ stato tutto così strano, mi sono ficcata nei casini e non sapevo che fare”
“Non è con me che devi dispiacerti... Ma pensa se papà e mamma lo sapessero.... morirebbero di crepacuore... Ma se lo sapessero i nostri fratelli, prima ammazzerebbero te e poi quel delinquente che ti ha disonorata.”
Sapevo che non esagerava.
Palma si fermò a pensare qualche momento.
“Hai detto che Franco è di queste parti e, nelle discoteche, ha un giro di droga e battone?” mi chiese come a ragionarci su.
Annuii.
“Mi spiace, ma... L’unica idea che mi viene in mente è parlarne a Totò... Col suo lavoro da avvocato ha molti contatti... Influenti... E sicuramente qualcuno di questi è in grado di dire le paroline giuste al tuo amico”
Ebbi un brivido.
L’idea di coinvolgere Totò e le sue “amicizie” l’avevo scartata a priori. Già confessare tutto a Palma era stato difficilissimo, figurarsi a suo marito... Che a sua volta avrebbe dovuto contattare persone con cui mai avrei voluto avere niente a che fare...
Guardai Palma negli occhi.
“Dici che è l’unico modo?” chiesi con un filo di voce.
Palma abbassò lo sguardo, annuendo e mi abbracciò forte.
“Tesoro...Fai... Fai bene a fare tutte le esperienze che puoi... Divertiti, fatti storie in giro, fottitene di tutto... Non finire come me...” mi sussurrò commossa. “Ma... Finire in certi giri, farti ricattare... Mettere a rischio i tuoi studi e il tuo futuro... Questo no” .
A sentire questi discorsi iniziai a piangere anch’io, l’abbracciai forte e giuro, senza malizia, le diedi un bacino sulle labbra che si trasformò in un lungo bacio.
Sentivo che, dopo il primo momento di incazzatura, a sentire la mia confessione Palma doveva essersi di nuovo eccitata, ma stavano spuntando le prime luci dell’alba ed eravamo troppo esauste e sconvolte per andare oltre.
Ci addormentammo così, nude e abbracciate.
“Ti voglio tanto bene” ebbi appena la forza di dire prima di cadere in un sonno di piombo.
(continua col quinto e ultimo capitolo)
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Non ricordavo come ero tornata a casa, chi mi aveva accompagnata, chi aveva avuto la gentilezza di mettermi a letto.
Un buco nero, blackout totale...
Barcollai fino in bagno, con la testa che mi girava tantissimo e mi buttai sotto la doccia, appoggiandomi contro il muro per non cadere.
Feci la pipì così, uno schizzo caldo in mezzo alle gambe sotto l'acqua fredda.
Una sensazione piacevole, in realtà, ma sentivo un bruciore terribile lì sotto. Fu quando mi pulii e vidi gli aloni rossi sulla spugna che mi preoccupai davvero.
Avevo tracce di sangue e sperma sia nell’ano che nella vagina.
Mi guardai allo specchio per ispezionare il resto del mio corpo...
“Wow, ieri notte seratona!”
Il viso con il trucco sfatto, occhiaie nere e qualche livido, specie sui seni che mi dovevano aver strizzato per ore, ma... Per i dolori che sentivo dappertutto, temevo peggio.
Mi lavai i denti per far passare quel sapore orrendo che sentivo in bocca, un retrogusto di alcool, vomito e sperma che, da qualche tempo, accompagnava i miei weekend, quando Franco, dopo avermi fatto bere e pippare gratis tutta la sera, mi portava a qualche festa privata di amici suoi, dicendomi che ero “una ragazza sveglia che sapeva come sdebitarsi".
Non succedeva tutti i weekend, ma succedeva.
E sicuramente era successo la notte precedente... Il dolore al collo e alla mandibola confermavano la sensazione di aver passato tutta la notte a fare bocchini.
Mi tuffai nuda sul letto per provare a concentrarmi e ricordare meglio.
Presi una dose da cavallo di Aulin per rendere tollerabile il mal di testa che non mi dava tregua, chiusi gli occhi.
Mi riaddormentai di un sonno agitato, pieno di sogni che si mescolavano con la realtà.
Sono ubriaca e strafatta, un taxi, il conducente che mi accompagna sulle scale per poi portarmi in braccio le ultime rampe... è gentile, mi aiuta a spogliarmi, mi mette a letto e, prima di andarsene, si merita una mancia...
Faccio il gesto di prendere il borsello, ma si abbassa la zip e capisco che vuole altro.
Mi avvicino per succhiarglielo, è sporco e sudato.
Lo prendo in bocca lo stesso.
Non è una sensazione piacevole... Ma so che durerà poco: lui è un ultracinquantenne arrapatissimo, io una diciannovenne, col visino acqua e sapone e un corpo da infarto... e poi lo sanno tutti che sono bravissima a fare i pompini.
In un minuto viene, facendo versi affannati e grugnendo commenti volgari.
“Sei una brava puttana. Ci rivedremo” è quello che mi ricordo meglio e che mi rimbomba in testa.
Sputo lo sperma nella prima cosa che trovo sottomano.
Mi sento pure in colpa a non ingoiare, ma proprio non ce la faccio più.
Lui si alza velocemente i pantaloni e se ne va.
Mi tuffo sul letto e spengo la luce.
Vorrei struccarmi e sciacquarmi la bocca ma non ne ho la forza.
“E’ un sogno o è realmente successo?” pensavo nel dormiveglia.
Col tempo emergono altri flashback, sensazioni, odori.
Ero a una festa in una villa fuori città, stravolta ma continuavano a farmi pippare, per svegliarmi quanto bastava per continuare a ciucciare...
Mentre facevo un pompino...L’ennesimo della serata... Sentivo che qualcuno mi scopava da dietro con un cazzo enorme... Era tanta roba e io sono venuta con le lacrime agli occhi.
Ne volevo ancora ma lui si sfila dalla figa e, senza tanti complimenti, mi lubrifica il buchino e inizia a infilarmelo in culo... Io tra orgasmi e droga non capivo più niente, ricordo solo che ero rannicchiata sul divanetto a sentire quel cazzone che mi devastava e mi lamentavo che iniziava a bruciare.
"Fatemi pippare se volete continuare a sfondarmi il culo così...” mi lamentai. Immediatamente mi accontentarono, rendendo più sopportabile quel cazzo e quelli che seguirono.
Ho sognato che parlavano di me come se non fossi presente...
“Franco, ma questa bottana pecchè non m'a puorti da me a fare un film? Cu ‘na troia del genere nci facimu i sordi! Diventa ‘na pornostar” disse qualcuno..
“Dammillu u tempu, fammela infognare per bene con la coca e ne parlamu...”
Ho sognato che qualcuno mi ha sollevato a forza e mi ha fatto cadere a terra. Me l’ha piazzato fra le tette e si è fatto una spagnola, venendomi in faccia mentre altri lo incitavano, facevano foto, commentavano...
Questo forse è successo davvero perché ho ancora il segno sul fianco che ho battuto...
Fra tutti questi ricordi confusi, si era già fatta sera tardi.
Il mal di testa e la nausea stavano passando, le vertigini e il torpore no.
Per riprendermi avevo bisogno di un litro di caffè e di qualcosa di sano da mangiare, visto che non toccavo cibo da più di 24 ore.
Riso in bianco con un filo d’olio, il mio rimedio da serataccia.
E mentre mangiavo iniziai a pensare.
In teoria, dopo aver perso la verginità, pensavo di ottenere tutta la libertà di cui non avevo mai goduto.
In pratica, però, sono arrivati presto nuovi problemi: la passione per coca e alcol, le richieste sempre più estreme di Franco e il terrore che, in qualche modo, a casa o all’università, si venisse a sapere cosa facevo, mettendomi in guai grossi...
Passai la notte sveglia a riordinare le idee e al mattino presi una decisione.
Preparai la valigia grande e chiamai un taxi per andare in stazione e prendere il primo treno per la Calabria.
In questo modo saltavo l’appello di luglio, anticipando la partenza di qualche settimana, ma stavo perdendo il controllo della mia vita e avevo bisogno di una pausa, quindi... Aria di casa, zero pensieri e vaffanculo al resto.
Mi feci venire a prendere alla stazione da Palma, mia sorella, che abita in un paese vicino e rimasi una settimana da lei, pregandola di non dire niente alla mamma che, vedendomi rientrare improvvisamente, si sarebbe preoccupata.
Ma soprattutto mi avrebbe mitragliato di domande.
Totò, il marito di Palma, come al solito, era la maggior parte del tempo via per lavoro e quindi passai una settimana a farmi coccolare e a fare la brava zietta con Pino, suo figlio, che aveva già compiuto 1 anno e che, praticamente, non avevo ancora visto.
Mia sorella voleva sapere i dettagli degli ultimi tempi, del tipo con cui l’avevo fatto per la prima volta e tutto il resto che, in questi mesi, le avevo accennato nelle nostre telefonate.
Io le ho sempre raccontato dei miei ragazzi e dei miei problemi, per la prima volta però, temevo il suo giudizio...anzi no... avevo paura di deluderla con tutte le decisioni stupide che avevo preso ultimamente.
Molto stupide.
Quindi...
Le parlai di Franco e del lavoro in discoteca.
Fui molto vaga sul perché e il come avessi deciso di concedermi proprio a lui (“Era gentile, mi riempiva di regali e poi morivo dalla voglia di farlo, finalmente...”)
Confessai di essermi data da fare anche con altri ragazzi che mi piacevano e di essermi divertita.
Sorvolai sul resto, sulle feste del weekend, sulla coca che avevo iniziato a pippare e cosa ero disposta a fare per non doverla pagare.
E già così mia sorella mi fece un cazziatone memorabile, ma mi giurò che non avrebbe detto niente a papà e mamma.
Io già ci contavo (sennò col cazzo che glielo dicevo) ma la sua promessa me la fece amare ancora di più.
Inscenare il mio finto arrivo per i miei genitori, alcuni giorni dopo, mi fece sentire una merda: i miei erano orgogliosissimi di avere una figlia che continuava gli studi per laurearsi in una grande città del nord, restando una brava ragazza onorata.
Peccato che negli ultimi mesi non avevo dato esami e, riguardo la brava ragazza e l’onore... Nel mio paese so di ragazze che, avendo fatto una frazione di quello che facevo io il sabato sera, erano etichettate a vita come “poco di buono”...
Ma il vero problema era un altro.
Era una settimana che ero sparita dalla circolazione e non rispondevo al telefono. Il mio intuito femminile e gli sms al veleno che Franco mi mandava mi facevano capire che era incazzato nero.
Sapevo che prima o poi avrei dovuto affrontare la cosa, anche se non facevo fatica a immaginare cosa avrei dovuto fare per avere indietro le foto più compromettenti.
Ma ero tornata giù proprio per non pensare a queste cose.
Passavo la settimana a casa dei miei, a fare la parte della brava figlia che avevano sempre conosciuto, mentre nei weekend, appena mi ripresi del tutto, mi veniva a prendere Palma, che lasciava Pino ai nonni per essere libere di darci a vita da spiaggia, ristoranti e localini.
Fu lì che notai che Palma era ingrassata dall’ultima volta che c’eravamo viste in costume.
Non che fosse imbruttita, anzi, ma ero abituata da sempre ad ammirare il suo fisico perfetto e vederla trascurata mi fece scattare il campanello d'allarme.
Palma era da sempre la ragazza più bella del paese, più alta di me, occhi chiari, capelli castani, seno pieno anche se meno grosso del mio, perfetto sul suo fisico longilineo.
Nessuno si stupì quando si sposò, appena finite le superiori, col figlio del sindaco, un giovane e brillante avvocato di quasi 20 anni più grande.
Futuro senza preoccupazioni assicurato, ma dopo le mie insistenze, mi raccontò la verità: “Da quando è nato Pino, facciamo poco l’amore... Ormai gli ho dato l’erede maschio e di me non sembra più importargli” mi confessò delusa, per aggiungere col magone “Penso che Totò veda altre, ma non ho mai avuto il coraggio di affrontare la cosa. Mangio per la frustrazione... E poi, se divento brutta, almeno capisco perché non mi vuole più...” .
In altri posti sarebbe logico separarsi, o sentire un terapista, ma non dalle mie parti, dove la responsabilità di apparire una bella coppia felice viene prima di tutto, soprattutto se fai parte di famiglie in vista.
Eravamo in spiaggia ed io pensavo a questa e altre cose, quando rompemmo il ghiaccio con Marta, una studentessa bolognese.
Marta era molto loquace e graziosa, con capelli ricci biondi, nasino all'insù, occhi neri e lentiggini, alta come me, quindi bassina, ma magra e super tonica, con un seno appena accennato e un culetto tondo e birichino.
“Sembra Pikachu in bikini!” pensai guardandola.
Aveva un anno in più di me e studiava le stesse mie cose.
Dopo un po’ ci hanno raggiunti i suoi amici, 2 ragazzi tutti alloggiati in un residence nelle vicinanze.
I ragazzi si unirono alla chiacchierata, rimanendo stupiti di come Palma, a 22 anni fosse già sposata e avesse un figlio.
Giù è abbastanza normale, a Bologna sembrava stranissimo, una roba medievale.
Ma dopo diverse chiacchiere e averci proposto un aperitivo, un discorso tira l’altro e ci invitarono a cena a una grigliata nel residence: il giorno dopo partivano e sembrava scortese dire di no.
Dall’aperitivo si passa al vino bianco, poi uno spumantino, limoncello, amaro, liquorino... insomma si era fatta una certa ora quando apparve una canna e la proposta di fumarcela nella camera di Marta lontani da occhi indiscreti.
Atmosfera rilassata, tasso alcolico alto... 2 ragazzi carini, 3 ragazze carine...Esce fuori un’altra canna, del rum e una bottiglia gelata di vodka, avanzi di qualche festicciola e da finire assolutamente prima della partenza... la situazione ideale per divertirsi, ma mi preoccupavo per mia sorella, che facesse qualcosa di troppo per poi pentirsi o finire nei guai.
Ad un certo punto la vodka finisce e, in un delirio di alcol e regressione adolescenziale, qualcuno propone il gioco della bottiglia, con obbligo o verità.
A me sembrava una stronzata destinata a finire a tarallucci e cazzi e guardai negli occhi Palma, che invece sembrava felice come una liceale in gita scolastica.
Lei sorrise dicendomi all’orecchio “Non puoi avere l’esclusiva delle cazzate” dandomi un abbraccio e un bacino sulla guancia per poi mettersi a ridere con gli altri ragazzi.
Il gioco era semplice: chi girava la bottiglia chiedeva a chi era uscito a sorte “obbligo o verità?" e una volta risposto alla domanda o fatta la penitenza, la vittima girava a sua volta la bottiglia.
Decidemmo che una persona poteva dire “verità” per 3 volte, dopodiché doveva scegliere l'obbligo per forza nei turni seguenti, per rendere le cose più interessanti.
La prima a girare fu Marta, in quanto padrona di casa.
L’inizio fu soft, con domande legate al passato e senza grandi imbarazzi, tipo “A che età hai fatto sesso la prima volta?”
Cose così, piccanti ma innocue, per arrivare alle domande più spinte in modo graduale, di pari passo con l’alcol che continuava a scorrere.
Ovviamente la prima a cui capitò una domanda stronza fui io
“Quando fai i pompini, ingoi?”
Pensai qualche secondo se mentire o no, un po’ offesa del fatto che davano per scontato che facevo pompini, ma decisi di non dare importanza alla cosa rispondendo con nonchalance “Sì, ma solo se ne ho voglia.”
Che poi era la verità.
Girai la bottiglia sperando di potermi vendicare di uno dei ragazzi e capitò Fabio, il più grande fra noi, coi suoi 24 anni.
Provai a metterlo in imbarazzo: “L’ultima volta che ti sei fatto una sega?”
Ma la sua risposta ci sorprese.
“Oggi pomeriggio, mentre mi facevo la doccia in camera dopo la spiaggia... Pensando a te e tua sorella...Siete super sexy in bikini”
Io diventai come un peperone, ma anche Palma sgranò gli occhi e arrossì un po’.
“Da...davvero?”
Fabio annuì e il fato volle che la bottiglia andasse proprio su Palma.
“Ultimo ditalino?” chiese Fabio.
"Lo vuoi proprio sapere?” chiese Palma un po’ imbarazzata, un po’ maliziosa
“Beh dopo la mia confessione, direi che possiamo dirci tutto”
“Ok, qualche giorno fa, dopo che Bruna mi ha raccontato delle scopate che si è fatta ultimamente...Quando sono restata sola ci ho ripensato e... mi è scivolata la mano..." rispose voltando lo sguardo verso di me.
“Ma... Palma!!!!” esclamai paonazza, non so nemmeno se per l’imbarazzo di passare per una zoccola o quello di scoprire che mia sorella si eccitava per le mie confidenze.
“Bruna, sono solo sincera...Hai scopato più tu in un mese da single, che io nell’ultimo anno da sposata” fu la sua risposta, con una risata generale.
Ci avrei scommesso che la prossima volta mi avrebbero chiesto dettagli sui miei weekend di devasto e manco a dirlo, dopo un paio di giri insignificanti, Marta mi colpì...”Bene bene, siamo tutti curiosi di sapere qualcosa di questi ragazzi che hai trombato negli ultimi tempi...” chiese insinuante.
“Tu formula la domanda e io rispondo” replicai con una punta di nervosismo.
“Facciamola facile, quanti ne hai scopati nell’ultimo mese?”
Messa così la questione mi dava qualche vantaggio, perché si riferiva solo a chi avevo scopato e non fatto pompe o altre cose e questo riduceva il numero...
Però anche sforzandomi, non ricordavo “esattamente” quanti. E anche approssimando in difetto, avrei comunque fatto la figura della zoccola o della bugiarda, ma era ancora peggio se ammettevo di non saperlo... Insomma avevo un gran casino in testa e l’alcol non aiutava...
“Sócc'mel! Da quanto ci sta a pensare, i déven esser un esercit?!” disse Marta, facendo sganasciare tutti dalle risate (io esclusa).
Cercai di riprendere in mano la situazione e urlai un numero a caso “Quattro!” pentendomi un attimo dopo, visto che, bugia per bugia, avrei potuto scegliere anche una cifra più bassa.
Ci fu un attimo di silenzio, in cui ero sulle spine in attesa della loro reazione... “Quattro? Nemmeno tanti... credo di aver fatto di peggio!” commentò Marta coprendo la ridarella con una mano davanti alla bocca.
Ma quando pensavo di essermela cavata, Fabio piazzò la stoccata finale “Dipende, se erano uno alla volta o tutti assieme!” e al mio rossore, giù altre risate, commenti e domande di dettagli a cui, chiaramente, mi rifiutavo di rispondere.
Anche Palma, l’unica che sapeva che quel numero era molto approssimato verso il basso si guardò bene dal dire qualcosa, forse pentita di avermi messo in una situazione così imbarazzante.
Adesso era il mio turno e speravo di rendere pan per focaccia.
E infatti uscì Marta.
“Quando e con chi, l’ultima scopata?” le chiesi
“Ieri mattina con Fabio, appena svegli”. rispose senza incertezza.
Per un attimo ebbi un cortocircuito mentale: quindi lei e Fabio stavano assieme?
“Però poi si è svegliato Gigi e gliel’ho succhiato mentre Fabio mi scopava da dietro... Fai un po’ tu...” aggiunse.
Mi ci volle un attimo per mettere a posto i pezzi del puzzle: Marta era in vacanza con 2 suoi “scopamici” che, a seconda dell’estro del momento, se la scopavano a turno o anche assieme, ma tutti liberi di cercare altre avventure, se c’era l’occasione.
Ero perplessa: pensavo che certe cose succedessero solo nei film e finissero sempre male.
Marta accese un’altra canna e girò la bottiglia, uscì Fabio.
Domanda banale su cosa avesse fatto con una turista romana abbordata un paio di giorni prima. Robe loro, niente di interessante.
Fabio gira la bottiglia, esce Palma, le passano la canna... L’ho detto che ci stavano puntando... “Rubo la domanda di prima. Quando l’ultima scopata?”
Palma ebbe un momento di smarrimento, pensandoci un po’ più del dovuto per essere una donna sposata “E’ un bel po’... Dalle vacanze di Natale” disse infine con un filo di voce.
“Che cazz...” pensai ad alta voce, capendo che mia sorella non aveva avuto il coraggio di dirmi quanto era grave la crisi col marito.
“Ma tuo marito è matto?” disse Fabio. “Avere sotto mano un tale tocco di gnocca e non fare l’amore tutte le volte che potete non ha senso!!”
“Dopo una gravidanza è un periodo complicato, non me la sento di entrare nei dettagli...” cercò di giustificarlo Palma, di fronte alla loro insistenza. “Però, si... scopare, non scopo da Natale” disse tristemente.
Volevo saperne di più, ma con un cenno mi fece intendere che non era il posto né il momento adatto.
Tocca girare a Palma, esce Marta.
Vedo mia sorella ancora turbata dall’ultima confessione, le suggerisco una domanda intrigante “Hai mai fatto sesso con una donna”. Marta senza insicurezze “Certo! Anzi l’ultimo anno di superiori avevo la morosa. Fantastiche scopate, lei super carina ma trooooppo gelosa!”.
Ammiravo la serenità con cui parlava di queste cose, senza falsi pudori o preoccuparsi di cosa pensavano gli altri. Mi sarebbe piaciuto averla come amica.
In ogni caso per qualche minuto la curiosità si spostò su di lei, lasciandoci un po’ tranquille.
Ma solo un po’ perché, manco a farlo apposta uscii io il turno dopo.
Quasi sentivo il rumore delle unghie che Marta stava affilando per scegliere una domanda abbastanza stronza da mettermi in imbarazzo.
“Dopo una bella inculata preferisci che ti vengano dentro o vuoi sentire la sborrata calda sulla schiena?” mi chiese con tanto di sorrisetto stronzo...
“Mah...Che razza di domanda è? E chi ti dice che io dia il culo?” provando a metterla in caciara...
“Perché, una ragazza come te non dà il culo?” replicò con un sorrisino sarcastico del tipo “Se neghi non ci credo nemmeno morta”.
Divenni paonazza “No...cioè...non è questo...” senza il coraggio di chiedere chiarimenti su quel “come te”, che poteva essere interpretato in molti modi e tutti abbastanza imbarazzanti.
Cercai di mantenere la calma ma ero un po’ turbata, fra alcol, canne e quella mitragliata di domande “Mi.. Mi eccita molto sentire lo schizzo caldo sulla schiena, dopo una pecorina o una... inculata...” ammisi malvolentieri, scatenando l’entusiasmo dei presenti (soprattutto i maschietti).
Solita figura da zoccola, ma soprattutto, era la terza verità e, la prossima volta, dovevo scegliere obbligo.
Ci furono un paio di giri interlocutori: Marta non si era toccata durante le vacanze perché aveva scopato quasi tutti i giorni e il primo cazzo Palma l’ha visto quando andava con gli scout,... Bla bla bla... Cose del genere, sicuramente piccanti, ma un po’ ripetitive.
In realtà sembrava che tutti aspettassimo la fine delle “verità” per passare a bomba agli obblighi, che, al momento, nessuno aveva ancora scelto (ovviamente).
Eccallà!
Gigi gira e viene il mio turno e questa volta devo scegliere l'obbligo. Già sapevo dove si andava a finire...
“Obbligo: levati il bikini”.
Mannaggiammè!
Ero direttamente venuta al residence dalla spiaggia e addosso avevo solo il bikini, un pareo e le ciabatte.
Però ebbi un'intuizione: mi voltai, mi allacciai al collo il pareo, trasformandolo in un abitino e quindi mi levai il reggiseno e le mutandine.
Oddio, il tessuto trasparente non lasciava spazio all’immaginazione e dovevo tenere il pareo con le mani perché non si vedesse tutto da sotto, ma era una questione di principio non dargliela vinta.
Giro io ed esce Fabio, anche lui con Obbligo... e già mi gusto la vendetta, che avevo maturato per tutto il tempo.
“Fabio, devi limonare Gigi”.
Colpiti ed affondati: stavolta eravamo noi a ridere, vedendo il loro disagio.
Per superare l’empasse, Marta si mise in mezzo fra loro due baciando prima l’uno e poi l’altro, avvicinando lentamente le labbra e la lingua dei due ragazzi per un bacio a tre, per poi levarsi e lasciarli continuare da soli per pochi secondi...
Quella ragazza era un demonio e quando mi guardò dritta negli occhi con aria trionfante sentii un brivido.
Nuovo giro: esce Palma e Fabio si vendica subito.
“Palma devi limonare Bruna!”
Mi sento una scema ad aver dato il via alla moda di far baciare le persone!
“Siamo sorelle!!!” provammo a protestare, ma furono irremovibili.
Bacini a fior di labbra e altre carezze innocenti ce le scambiavamo normalmente, ma limonare non ci era mai passato per la testa...
I primi approcci furono un disastro: l’imbarazzo era tanto e proprio non si riusciva a venire a capo alla cosa... Poi però mi scattò una scintilla e iniziai a darle dei bacini sulla guancia per passare a bacini a fior di labbra, e poi leccarle le labbra con la punta della lingua...
Palma era rossa come un peperone, con gli occhi chiusi e iniziava a sospirare forte, quando trovò il coraggio aprire un pochino le labbra.
Per diversi secondi ci trovammo così, senza che nessuno dei due avesse il coraggio di andare oltre.
Ma ci era stato ordinato di limonare, non di darci bacini.
“Come sta andando?” le chiesi...
“B...bene...” rispose esitante “nessuno mi ha mai baciata così”
“Non ti piace?” chiesi timorosa
“NOOOO, anzi dovresti dare lezioni ai ragazzi “ disse sorridendo e lasciandosi finalmente andare, ricambiando il bacio con dolcezza. Durò pochi secondi il tutto, o forse era il tempo a volare, ma ci lasciò con una sensazione bellissima
“Meno male che eravate imbarazzate...” Commentò Fabio con un risolino stronzo.
Fu lì che realizzai che, presa dalla foga, stavo strizzando i seni di Palma, che a sua volta mi stava palpando fianchi e cosce, ormai in bella vista.
Ci guardammo negli occhi senza il coraggio di dire nulla (e forse nemmeno c’era molto da dire)
Tocca a Palma, esce Marta.
Ci pensò un po’ su...Capivo che cercava qualcosa che potesse vendicarci di tutte le domande imbarazzanti con cui ci avevano bersagliato...
E invece... “Marta limona Bruna”,
“Noooo...Finitela di mettermi in mezzo!!!” urlai "E Poi proprio tu...” rivolta a mia sorella “sei un’infame!!!”
Ma forse voleva vendicarsi di tutti i cazzi che avevo assaggiato negli ultimi tempi, mentre lei moriva d’astinenza..
“Bene, bene” esclamò Marta sbronza come un birillo mentre gattonava a 4 zampe verso di me.
Sono mezza paralizzata mentre vedo questa miciona che si avvicina “Aiuto!” dico fingendomi preoccupata ma nessuno mi aiuta, impegnati a ridere a crepapelle.
E dietro i tre cretini ci incitavano, dicendo “Li-mo-ne! Li-mo-ne!”
So che nel mondo fatato dei racconti erotici tutto deve essere fregne fradice e cazzi in tiro, ma in quella situazione, con Marta che da sbronza faceva la femme fatale, veniva da ridere anche a me.
Si piazzò di fronte, per poi aggiungere con un diavoletto negli occhi "Il POPOLO SOVRANO reclama che ci slinguazziamo!"
Improvvisamente stampò le labbra e mi mise tutta la lingua dentro, mentre con le mani mi stringeva a sè.
Mi mancava il fiato e mi girava la testa... mi scansai un attimo per respirare.
Mia sorella (stronza) era piegata in due dal ridere vedendomi così...
“Ah si?” dissi, offesa che mi prendesse in giro per il mio disagio... e per ripicca mi tuffai a limonare duro Marta, facendo scivolare la mano nei suoi pantaloncini per palparle il culo.
Mi resi conto che sotto i pantaloncini aderenti dell’adidas non portava niente, così come sotto il top coordinato non aveva reggiseno e questo mi caricò ancora di più, facendo scivolare la mano sempre più giù, fino a toccarla lì sotto, dove, sai che sorpresa... era bella bagnata...
“Che fai?” mi chiese maliziosa infilando una mano sotto il pareo per stringermi una tetta...
Era scatenata e iniziò a mordicchiarmi i capezzoli per poi baciarmi ancora per un tempo che mi sembrò lunghissimo... Poi, improvvisamente, si scansò e usando la mano come ventaglio, disse al gruppo “Gesummaria, sento un gran caldo! Andava bene il bacio? Proporrei un bel bagno di mezzanotte per rinfrescarci...”
“Scommetto che vuole farlo da nudi” pensai 3...2...1...
“Ovviamente il bagno lo facciamo nudi” aggiunse sfilandosi il top e mostrando le tettine per dare il buon esempio.
Io ero un po’ preoccupata: è vero che era la spiaggia privata di un residence, ma se qualcuno ci vedeva nude in compagnia di queste persone, entro la mattina dopo tutti, marito di Palma compreso, l’avrebbero saputo.
Guardai negli occhi mia sorella e lentamente le sparì il sorriso: aveva capito che per lei la serata era finita.
“Andate voi, io non me la sento...Anzi forse è meglio se vado a casa” disse con la morte nel cuore.
Cercarono di convincerla ma Palma fece presente che, probabilmente, anche a Bologna, un marito non era granchè contento se la moglie faceva il bagno nuda con dei ragazzi.
Volevo andare con lei, ma insisteva per tornare da sola e Marta si offrì di darmi un passaggio fino a casa.
Quando Palma mi sussurrò all’orecchio “Tu devi restare, così mi racconti tutto”, mi venne il batticuore... Guardandola negli occhi, esitante, le feci cenno di sì, misi in un cassetto il buonsenso e andai con loro in spiaggia.
Rientrai a casa di Palma che erano le 4 del mattino passate.
Cercai di fare meno rumore possibile, facendo tutto al buio, ma appena mi sdraiai sul lettone, la sentii abbracciarmi stretta.
“Ti ho svegliata? Sono distrutta!” le chiesi sussurrando senza ragione, visto che non c’era nessun altro in casa.
“Non riuscivo a dormire, ero preoccupata non sentendoti rientrare. Com’è andata?”
“Peccato che non potevi restare... Erano delusissimi! ” le dissi maliziosamente.
Palma sorrise “Addirittura..?”
Faceva un gran caldo, mi sdraiai accanto a lei come facevamo da bambine e la strinsi forte.
Prima che si sposasse succedeva spesso di dormire assieme e coccolarci, mentre ci confidavamo le nostre cotte o com’era andata una serata con un ragazzo.
Cose da sorelle che si vogliono bene, fatte senza malizia...
Quella sera era diverso.
Sarà stato l’alcool, il bacio o la sua confessione di essersi eccitata ascoltando i miei racconti, ma da quando mi ha chiesto di restare per poi raccontarle tutto, non riuscivo a pensare ad altro.
“Allora, racconta... Avete fatto il bagno nudi?”
“Si, certo...”
“E... Com’è stato?”
“Siamo andati in una caletta, lì vicino. Quando mi sono levata il pareo mi sono sentita divorata dagli occhi; io ero preoccupata che qualche passante mi riconoscesse per cui cercavo di stare un po’ in penombra. Abbiamo giocato in acqua, ma presto mi hanno circondata. Mi toccavano, mi baciavano... sentivo le gambe tremare per tutte quelle carezze”, le confidai a bassa voce, quasi fosse un segreto.
“Ti accarezzavano tutti e due assieme?”
“Tutti e tre...Anche Marta si è unita...Anzi lei è quella che per prima mi ha baciata e ha iniziato a toccarmi i seni e...”
“...e lì sotto?” aggiunse Palma.
“Si, credo di sì... Anche se con la testa confusa per l’alcool e le canne non sono sicura su chi abbia iniziato. Ero tesa, ma Marta e i ragazzi continuavano a coprirmi di baci e pian piano mi sono sciolta”.
“E poi?” mi chiese ansiosa.
“In acqua li ho stretti in mano... Erano già duri e quello di Fabio è proprio grosso... Erano come impazziti, volevano scopare lì in spiaggia, ma avevo paura che succedeva un casino. Per convincerli gli ho promesso che avrei fatto tutto, tutto quello che volevano, ma solo se rientravamo in casa... Ovviamente hanno accettato... Mi sono ritrovata nuda nel lettone coi due ragazzi... Ho iniziato a succhiarli, sapevano ancora di mare...”
“Li hai succhiati tutti e due assieme? Ma tu fai cose del genere?” mi chiese Palma.
Annuii, un po’ imbarazzata... Per un’attimo mi sentii in colpa per averle omesso un bel po’ di dettagli delle feste dove mi portava Franco. Mi sembrava di aver tradito la sua fiducia, ma stasera non volevo avere più segreti.
“E poi? Raccontami!” con la voce rotta.
“Ho iniziato a fare un bocchino a Gigi, mentre Fabio ha iniziato a scoparmi da dietro... Ogni tanto si davano il cambio, lo succhiavo a uno e l’altro mi scopava”.
Sentivo il respiro di Palma diventare più pesante, mentre ascoltava la sua dolce sorellina confessarle di aver fatto la troia.
“Mentre succhiavo Gigi, Marta era seduta su una poltroncina a guardarci e sditalinarsi... Non riuscivamo a staccare gli occhi l’una dall’altra... Dopo un po’ si è avvicinata e si è messa a leccare anche lei il cazzo di Gigi, cercando la mia lingua"
Sentivo il fruscio del lenzuolo e percepivo il movimento della mano di Palma: si stava toccando... Per abbracciarla infilai una mano sotto il lenzuolo sudato, accarezzandole un seno... Sentendo il mio tocco, ebbe un sussulto, ma mi lasciò fare.
"Mentre lecchiamo il cazzo, ci guardiamo sempre negli occhi... Fabio intanto mi scopa di brutto e, sarà la situazione, l’eccitazione o il suo cazzone ma dopo pochi minuti ho il primo orgasmo... Stupendo, quasi svengo... Gigi a vedermi venire così, non resiste più e mi sborra in bocca, io faccio per ingoiare, ma ... Marta si avvicina e mi bacia per condividere lo sperma.”
“Sei... siete... siete...” ansima Palma, senza riuscire a finire la frase.
Non risposi ma scesi con la mano dentro le mutandine, iniziando a toccarmi anch’io, mentre con l’altra mano avevo preso a palpare le sue tette, ancora gonfie e piene, nonostante la gravidanza...
“E... E poi?...” biascicò con gli occhi chiusi.
“Fabio... a vedere la scena del doppio pompino non ha resistito, e mi ha sborrato sul viso e le tette... Marta mi ha pulito con la lingua gli schizzi di sperma in faccia, poi ha preso a leccarmi i seni, ed è scesa con la lingua fino all’ombelico e poi ancora più giù..."
A sentire “mi ha sborrato sul viso” Palma è eccitatissima, ma mi ferma un momento prima di venire mordendosi fortissimo le labbra, come se non raggiungere l’orgasmo rendesse meno vergognoso ciò che stavamo facendo. Io le accarezzo la testa e le dò bacini dolci, ma non smetto di toccarmi...
“E... tu?” mi sussurra con gli occhi ancora appannati, iniziando a leccarmi il viso e poi, dopo un attimo di esitazione, i capezzoli, come ad imitare Marta.
“Mio dio... Hai ancora il sapore di sperma sulle tette” si lascia sfuggire iniziando a lappare avidamente... E probabilmente era vero perché al residence avevo rinunciato a fare la doccia, vista l’ora...
“Io non capivo più niente e premevo forte la bocca di Marta mentre mi leccava lì, lei era bravissima e mi ha fatto godere di nuovo... Poi si è girata a 69 piazzandomi la fica dritta in faccia... E... ho capito che dovevo ricambiare, anche se non l’avevo mai fatto prima... Esitando, ho iniziato a leccarla, succhiarle il grilletto e infilare le dita imitando quello che mi faceva lei ... I suoi mugolii e sospiri mi facevano capire che stava per godere e presi a leccarla sempre...più...forte...” le ultime frasi le dissi a fatica mentre stavo venendo.
Vedendomi godere, anche Palma perse il controllo e iniziò a baciarmi a tutta lingua mentre con la mano riprese a sditalinarsi senza più nascondersi. Nel giro di un minuto anche lei, finalmente, ebbe un orgasmo che la lasciò sconvolta... Io l’abbracciai forte... Eravamo eccitate e turbate, ma se io ero stanchissima, per lei era come se si fosse aperto il vaso di pandora.
Ormai era nuda e la vedevo continuare a toccarsi convulsamente mentre, baciandomi, chiedeva altri dettagli.
“Quindi hai anche leccato la sua fica? ”
“Sì, ce la siamo leccata per un bel po’” ammisi ricambiando i baci.
“Com’è leccare...una fica?” chiese imbarazzata
“E’ una sensazione strana, più simile a limonare che a fare un bocchino... non hai niente in bocca, lecchi, succhi... Il sapore di Marta però era buono...”
“E questo tu non l’avevi mai fatto?”
“No, non era mai capitato...”
“Mentre invece succhiare o scopare due cazzi assieme, sì?”
Deglutii, vergognandomi un po’ di averle omesso questi ed altri dettagli degli afterhour in discoteca “Sì, qualche volta l’ho fatto”
“Poi... Cosa altro è successo?” chiese ansiosa Palma
Non so dire se si riferisse alla serata o alle mie feste del weekend, istintivamente continuai il racconto...
“A vedere la scena ai ragazzi è tornata la voglia e ci hanno separate per farselo succhiare...”
“Li hai scopati ancora?”
Avvicinai la mia mano a quella con cui Palma si stava toccando, provocandole un sussulto di sorpresa, ma lasciò che fossi io a continuare quel ditalino.
Mi prese la testa fra le mani e mi baciò a lungo a tutta lingua... “Non...non smettere...” mi implorava con voce rotta fra un bacio e l’altro... “Dimmi tutto, fammi impazzire... Come li hai fatti venire?” mentre, ormai senza più freni, avvicinava la mano alla mia fighetta per ricambiare la carezza.
Quando mi sfiorò le labbra e il grilletto sentii una scossa elettrica...
“Gigi mi ha sbattuto in tutti i modi... E’ durato tantissimo, alla fine mi ha sborrato in bocca ” Biascicai mentre i miei fianchi si muovevano per favorire quella carezza.
“Fabio... Fabio invece ha voluto farmi culo col suo cazzone... Mi ha fatto malissimo per entrare, mi ha sfondata... Ma Marta lo ha aiutato guidando la penetrazione e leccando tanto il buchino e accarezzandomi lì sotto e alla fine è entrato tutto... Mi hanno devastata, ma ho anche goduto... tanto... Mi ha sborrato sulla schiena” Ansimai vicinissima all’ennesimo orgasmo, il più strano della serata.
“Gli hai dato anche il culo? A uno che non avevi mai visto prima? E con un cazzo così grosso?”
Annuii, spostandole la mano verso il mio sfintere “Senti com’è ancora aperto... E’ tanto allenato, sai? Franco e i suoi amici lo vogliono tutte le volte... E poi... A Marta e i ragazzi avevo giurato che avrei fatto tutto quello che volevano, se rientravamo in casa... E non potevo rifiutarmi...”
“Quindi a queste feste non solo scopi e sbocchini tutti ma ti fai fottere il culo da sconosciuti e... Chissà cos’altro” mi accusò aumentando il ritmo del ditalino
“S...Sì...Mi trattano tutti come una troia da fottere come gli pare” le confessai ansimando un attimo prima di venire.
A sentire le mie parole anche Palma venne, in modo ancora più rumoroso ed eccitante della prima volta.
Si lasciò cadere accanto a me e mi strinse fortissimo per poi riempire di baci il mio viso.
“Sono...sono sconvolta” sussurrò guardando il soffitto ancora col fiatone. Per poi aggiungere “Giura...giurami che tutto quello che è successo questa sera non lo saprà nessuno”
Non c’era bisogno che me lo chiedesse... “Sarà un nostro segreto...” le sussurrai all’orecchio stringendola forte...
Però lì accadde qualcosa che non mi aspettavo.
Palma si alzò e mi diede un ceffone fortissimo
“Questo è per aver disonorato la nostra famiglia”.
Poi mi diede un manrovescio col palmo della mano, altrettanto violento “E questo è per non avermi raccontato tutto e avermi presa per il culo per queste settimane”.
io iniziai a piangere forte, ma non reagii: me li meritavo.
Palma a vedermi così iniziò a piangere pure lei e mi abbracciò fortissimo.
“Scusa...Scusa...” mi implorò baciandomi gli occhi per fermare le lacrime.
“No, hai ragione. Sono la vergogna della famiglia” le dissi disperata, stringendola a me.
“Adesso però mi dici cosa ti sta succedendo su, al nord ...” mi sussurrò nel orecchio mentre coccolandomi cercava di calmare il mio pianto.
Ed io raccontai.
Le dissi di come Franco mi avesse convinta a fargli i pompini, di come persi la verginità in cambio di qualche regalo e un nuovo taglio dal parrucchiere, di come il mio capo mi riempisse di coca e mi ricattasse con le foto per convincermi a fare la troia alle feste coi suoi amici.
Le confessai anche che non davo esami da mesi e stavo pensando di lasciare l’università, vista la situazione che vivevo.
Quando finii smisi di piangere, come se confessare queste cose, mi togliesse un gran peso dalla coscienza.
Palma era sconvolta e arrabbiatissima.
“Sono una cretina... Avrei dovuto capire che qualcosa non andava quando ho notato che eri depilata lì sotto. Solo le poco di buono fanno queste cose...”.
“Scusami, mi spiace tanto... E’ stato tutto così strano, mi sono ficcata nei casini e non sapevo che fare”
“Non è con me che devi dispiacerti... Ma pensa se papà e mamma lo sapessero.... morirebbero di crepacuore... Ma se lo sapessero i nostri fratelli, prima ammazzerebbero te e poi quel delinquente che ti ha disonorata.”
Sapevo che non esagerava.
Palma si fermò a pensare qualche momento.
“Hai detto che Franco è di queste parti e, nelle discoteche, ha un giro di droga e battone?” mi chiese come a ragionarci su.
Annuii.
“Mi spiace, ma... L’unica idea che mi viene in mente è parlarne a Totò... Col suo lavoro da avvocato ha molti contatti... Influenti... E sicuramente qualcuno di questi è in grado di dire le paroline giuste al tuo amico”
Ebbi un brivido.
L’idea di coinvolgere Totò e le sue “amicizie” l’avevo scartata a priori. Già confessare tutto a Palma era stato difficilissimo, figurarsi a suo marito... Che a sua volta avrebbe dovuto contattare persone con cui mai avrei voluto avere niente a che fare...
Guardai Palma negli occhi.
“Dici che è l’unico modo?” chiesi con un filo di voce.
Palma abbassò lo sguardo, annuendo e mi abbracciò forte.
“Tesoro...Fai... Fai bene a fare tutte le esperienze che puoi... Divertiti, fatti storie in giro, fottitene di tutto... Non finire come me...” mi sussurrò commossa. “Ma... Finire in certi giri, farti ricattare... Mettere a rischio i tuoi studi e il tuo futuro... Questo no” .
A sentire questi discorsi iniziai a piangere anch’io, l’abbracciai forte e giuro, senza malizia, le diedi un bacino sulle labbra che si trasformò in un lungo bacio.
Sentivo che, dopo il primo momento di incazzatura, a sentire la mia confessione Palma doveva essersi di nuovo eccitata, ma stavano spuntando le prime luci dell’alba ed eravamo troppo esauste e sconvolte per andare oltre.
Ci addormentammo così, nude e abbracciate.
“Ti voglio tanto bene” ebbi appena la forza di dire prima di cadere in un sonno di piombo.
(continua col quinto e ultimo capitolo)
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