Parigi: prima di diventare Tania - parte 1
di
Gigi80
genere
gay
Mi chiamo Gigi, era il 2002 e avevo 22 anni, mi trasferii a Parigi in cerca di lavoro. Affittai una camera da un certo Vincent, conosceva l’italiano, Era un uomo maturo con cui dovevo e condividere il resto dell'appartamento.
Dopo qualche giorno me lo ritrovavo per casa nudo con il pisello in bella mostra, bello consistente e due palle grosse. Facevo finta di non guardarlo ma era bello da vedere e ci pensavo sempre. In camera dormivo nudo e porta chiusa poi però lasciavo uno spiraglio aperto per farmi spiare. Una sera lo vidi che mi spiava, feci finta di niente ed iniziai a masturbarmi. Lui non si fece avanti e andò poi in camera sua.
Mi svegliai la mattina presto, il mio primo pensiero era il suo grosso pisello. Non smettevo di pensarci e allora andai a spiarlo in camera sua. Ancora dormiva, era nudo e avevo voglia di toccarglielo. Entrai piano piano, mi siedo sul lato del letto e fissavo il suo pacco. Mi decisi e allungai la mano sulle palle, erano belle gonfie un piacere sentire tra le mani, poi iniziai a toccare il suo pisello ancora moscio. Lui non si sveglia e io continuo a toccarglielo. Il suo pene inizia a diventare duro, penso che se ne sia accorto, ma aveva gli occhi chiusi. Si gira a pancia in su e io lo tocco nuovamente, vidi all’improvviso che aveva gli occhi aperti e mi fissava. Tolsi le mani all’istante.
IO: scusa, ti ho svegliato. Il tuo pene è grosso e morivo dalla voglia di toccartelo. Tolgo il disturbo, mi dispiace.
Mi afferra per il polso mentre sto pe alzarmi e mi mette la mia mano sul suo cazzo.
LUI: Non mi dispiace che tu mi tocchi, se ti piace così tanto continua pure è tutto tuo.
Inizio a segarlo guardandoci negli occhi. Pian piano mi abbasso la testa sul suo pisello. Tocco la sua cappella con la punta della lingua poi la lecco, continuo a leccarglielo dell’alto verso giù fino a leccargli le palle. Gliele succhio ad uno ad uno dentro la mia bocca. Che meraviglia.
Lecco di nuovo verso il glande e inizio a fargli un bocchino.
Ahh!! Sospirava e gemeva.
Dopo qualche minuto mi ferma, si mette seduto.
LUI: Adesso girati e mettiti a pecora
IO: Ok, ma non lo ho mai preso in culo
LUI: Allora ci dobbiamo lavorare per un bel po’, ti preparo l’ano e vedrai che riuscirò un giorno a penetrarti.
Inizia a leccarmi l’ano, infila un dito e poi un altro dito, poi la cappella nel mio ano spingeva. Faceva troppo male e non riuscì a penetrarmi, mi stringeva le chiappe sul suo cazzo. Sborra sul mio ano cercando di penetrarmi.
Ci stendiamo sul letto
LUI: Da oggi in poi ti tromberò e sarai la mia puttanella
IO: D’accordo sono tutto tuo, ma ad un condizione, Non mi farai pagare l’affitto
LUI: D’accordo
Poi si alza in ginocchio e si mette ai miei piedi, Mi spinge le caviglie verso di me e allarga le mie gambe.
LUI: Anche a me piace il tuo cazzo
SI abbassa ed inizia a succhiarmelo per bene dandomi lezioni per un buon pompino. Sborro dentro la sua bocca, ingoia e mi ripulisce con la lingua tutto il pene.
Questa fu la mia prima esperienza gay con un uomo maturo e mi è piaciuto. Da quel giorno divenni la sua puttanella, a tutte le ore e tutti i giorni che eravamo a casa. Mi fece indossare abiti femminili ed ero eccitato e mi diede in nome di Tania. Dopo una settimana riuscì a penetrarmi e pronto per ricevere la sua sborra calda.
Dopo qualche giorno me lo ritrovavo per casa nudo con il pisello in bella mostra, bello consistente e due palle grosse. Facevo finta di non guardarlo ma era bello da vedere e ci pensavo sempre. In camera dormivo nudo e porta chiusa poi però lasciavo uno spiraglio aperto per farmi spiare. Una sera lo vidi che mi spiava, feci finta di niente ed iniziai a masturbarmi. Lui non si fece avanti e andò poi in camera sua.
Mi svegliai la mattina presto, il mio primo pensiero era il suo grosso pisello. Non smettevo di pensarci e allora andai a spiarlo in camera sua. Ancora dormiva, era nudo e avevo voglia di toccarglielo. Entrai piano piano, mi siedo sul lato del letto e fissavo il suo pacco. Mi decisi e allungai la mano sulle palle, erano belle gonfie un piacere sentire tra le mani, poi iniziai a toccare il suo pisello ancora moscio. Lui non si sveglia e io continuo a toccarglielo. Il suo pene inizia a diventare duro, penso che se ne sia accorto, ma aveva gli occhi chiusi. Si gira a pancia in su e io lo tocco nuovamente, vidi all’improvviso che aveva gli occhi aperti e mi fissava. Tolsi le mani all’istante.
IO: scusa, ti ho svegliato. Il tuo pene è grosso e morivo dalla voglia di toccartelo. Tolgo il disturbo, mi dispiace.
Mi afferra per il polso mentre sto pe alzarmi e mi mette la mia mano sul suo cazzo.
LUI: Non mi dispiace che tu mi tocchi, se ti piace così tanto continua pure è tutto tuo.
Inizio a segarlo guardandoci negli occhi. Pian piano mi abbasso la testa sul suo pisello. Tocco la sua cappella con la punta della lingua poi la lecco, continuo a leccarglielo dell’alto verso giù fino a leccargli le palle. Gliele succhio ad uno ad uno dentro la mia bocca. Che meraviglia.
Lecco di nuovo verso il glande e inizio a fargli un bocchino.
Ahh!! Sospirava e gemeva.
Dopo qualche minuto mi ferma, si mette seduto.
LUI: Adesso girati e mettiti a pecora
IO: Ok, ma non lo ho mai preso in culo
LUI: Allora ci dobbiamo lavorare per un bel po’, ti preparo l’ano e vedrai che riuscirò un giorno a penetrarti.
Inizia a leccarmi l’ano, infila un dito e poi un altro dito, poi la cappella nel mio ano spingeva. Faceva troppo male e non riuscì a penetrarmi, mi stringeva le chiappe sul suo cazzo. Sborra sul mio ano cercando di penetrarmi.
Ci stendiamo sul letto
LUI: Da oggi in poi ti tromberò e sarai la mia puttanella
IO: D’accordo sono tutto tuo, ma ad un condizione, Non mi farai pagare l’affitto
LUI: D’accordo
Poi si alza in ginocchio e si mette ai miei piedi, Mi spinge le caviglie verso di me e allarga le mie gambe.
LUI: Anche a me piace il tuo cazzo
SI abbassa ed inizia a succhiarmelo per bene dandomi lezioni per un buon pompino. Sborro dentro la sua bocca, ingoia e mi ripulisce con la lingua tutto il pene.
Questa fu la mia prima esperienza gay con un uomo maturo e mi è piaciuto. Da quel giorno divenni la sua puttanella, a tutte le ore e tutti i giorni che eravamo a casa. Mi fece indossare abiti femminili ed ero eccitato e mi diede in nome di Tania. Dopo una settimana riuscì a penetrarmi e pronto per ricevere la sua sborra calda.
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