La figa e il culo vergine di mia cugina

di
genere
incesti

Storia realmente accaduta ma nomi finti per proteggere le varie identità.

Voglio raccontarvi di un fatto che accadde ormai una decina di anni fa; i protagonisti siamo: io, Matteo e mia cugina Rebecca. Al tempo avevo 18 anni e mia cugina 19, sono 185cm per 77kg mentre mia cugina è circa 160cm capelli mori mossi con una quarta abbondante e un culo sul quale vorresti soffocare. Devo ammettere che mi è sempre piaciuta e varie sono le occasioni nelle quali mi sono sparato una sega su di lei ma mai avrei immaginato quello che sarebbe successo quel giorno di luglio. I miei genitori erano via per lavoro ed io tornavo da due settimane di vacanza con degli amici così venne deciso che sarei andato a casa di mia zia per una settimana nell’attesa del rientro dei miei. Mia cugina e mia zia vivevano da sole in questa villetta nei pressi di Torino.
Appena arrivato la porta si aprì con mia zia Gaia ad attendermi
-Ciao zia come stai? E da tanto che non ci si vede
-Ciao Matteo tutto bene, io e Rebecca siamo molto felici ti sia qui, vuoi farti una doccia il treno viaggio dalla Sicilia deve esser stato stancante
-si grazie zia
In doccia mi stavo già preparando a spararmi una sega date le due settimane di astinenza visti gli inesistenti spazi privati in vacanza, Dio mio se avevo le palle piene. Sfortunatamente mia zia mi chiamò per cena così finì velocemente la doccia e scesi. Mangiai e parlammo del più e del meno, durante tutta la cena non riuscì a staccare gli occhi da Rebecca, era ancora più figa dell’anno prima, e la sua quarta mi faceva pulsare il pisello sotto il tavolo, aveva pure aggiunto degli occhiali che davano al suo viso un’aria ancora più da zoccola. appena finita cena mi ritirai in camera mia e con il telefono aperto sulle foto in costume trovate sull’instagram di Rebecca inizia a segarmi. Venni interrotto proprio da mia cugina e a malapena riuscì a coprirmi con le coperte e a spegnere il telefono.
-che fai Matteo?
-ma niente, guardavo il telefono e fra poco vado a letto
-ti va di giocare a carta forbice e sasso come ai vecchi tempi
Si riferiva a quando da piccolini giocavano al celebre gioco con in palio per chi vincesse prima tre mani un desiderio a scelta
-non proprio Rebecca sono davvero stanco
-daiiii per favore cuginetto
E dicendo ciò si avvicinò al letto, stavo sudando freddo; se avesse visto Lerezione sarebbe stata la fine.
-Okok va bene giochiamo pure
Così giocammo e sul 2-0 per me già immaginavo cosa gli avrei potuto chiedere, e ovviamente la mia mente viaggiava sulle idee più erotiche salvo poi tornare alla realtà che quella era mia cugina e se mi avesse segnalato a mia zia i miei familiari mi avrebbero ucciso. In qualsiasi caso non importava perché Rebecca ribaltò la partita vincendo 3-2
-va bene hai vinto tu cosa vuoi? 5 euro? Che ti prenda il telecomando la prossima volta che siamo sul divano?
-in realtà….
Disse e con un rapido movimento prese il telefono spento sul letto
-vorrei che tu mi dessi il codice del tuo telefono
-sei matta? Col cazzo
-ti ricordi quale è la punizione per non rispettare il desiderio?
Si trattava di diventare lo schiavo per 48h all’altro
-si ma non mi puoi chiedere questo è violazione della privacy
-questo o diventi il mio schiavetto
Cazzo le foto erano ancora aperte sul telefono ma non avevo altra scelta.
-491582
Così procedette a sbloccare il mio telefono
-Matteo sei un maiale, segarti sulle mie foto. Che porco che sei
-ma che segarsi stavo solo guardando Instagram
-cazzate
E con un rapido movimento sfilò le coperte dal letto lasciandomi nudo con il cazzo ancora eretto
-MA CHE FAI REBECCA
-avevo visto bene dalla serratura ti stavi sparando un segone, certo che è grosso
Il mio cazzo nonostante fosse poco sopra la media di lunghezza, circa 17cm era qualsi il doppio di larghezza
-ti prego non lo dire alla zia
-dirlo alla zia? Ma va non sai da quanto desidero provare un pisello del genere
E così dicendo inizio a segarmelo
-Rebecca forse non dovremmo
Protestai con voce bassa ma mi zitti baciandomi. Inizio a farmi un pompino lentamente avvolgendo l’intera asta con la sua umida bocca aumentando il ritmo, dopo 10 minuti così non ce la facevo più
-Rebecca sto per venire
-NO, non ancora
E così smise il pompino e si mise davanti a me con le gambe aperte
-forza non è quello che hai sempre voluto?
Mi sfidò con tono provocatorio. Non me lo feci ripetere due volte. Iniziai a scoparla il più violentemente aggrappandomi all testiera del letto per spingere di più, mentre lei urlava dal piacere dovetti infilargli le mie mutande in bocca o la zia vi avrebbe scoperti.
-ODDIO SÌ, MI STAI SPACCANDO LA FIGA NON TI FERMARE
spingevo come un forsennato e letteralmente feci a pezzi la sua maglia facendo uscire quelle tettone su cui avevo fatto i peggio sogni e iniziando a mungerle mentre continuavo a scoparmela violentemente. Poi le volle mettersi sopra e inizio a dettare un ritmo assurdo si abbassava e alzava sul mio pisello velocissimamente e la vista del mio membro che spariva e riappariva mi portò a sborrare in men che non si dica.
-Rebecca sborro togliti
-No cugino riempimi tutta
Non ebbi tempo di controbattere che un caldo fiordo di sborra colo nella sua stretta fuga ormai dilaniata, due settimane per un diciottenne sono tante e la quantità di sborra ne era la prova, la sua fuga era completamente ricorretta di sborra ma il mio pisello non ne voleva sapere di afflosciarsi. Mia cugina respirava pesantemente e si era messa a pecorina dandomi il culo per riposare. In quel momento forse per la foga del momento mi venne un’idea malsana. Così silenziosamente mentre ancora si stava riprendendo spinsi il mio intero pisello nel suo culo. Dio quanto urlò, dovetti mettere tutta la mia mano nella sua bocca per soffocare l’urlo e ma non mi fermai e mentre con le mani la tenevo ferma sul letto continuavo a spingere nel suo culo con un pazzo mentre lei continuava a urlare che le stavo dilaniando il culo
-FERMATI MI FAI MALE
-lo so che ti piace puttana
-MI STAI SPACCANDO IL CULO MATTEO
-sei una troia taci
A riprova che gli piacque inizio a squirtate come una cagna dalla figa, urlando come una matta e con le gambe che ormai le tremavano quando ebbi finito scaricando un’altra enorme sborrata nel suo culo tirai fuori il mio membro sporco di sborra e sangue. La puttana era vergine nel culo. Lei ansimando mi disse
-coglione ero vergine mi hai spaccato il culo

Ci andammo a fare la doccia insieme con tanto di altra scopata e neanche a dirvelo nei giorni seguenti scopammo come degli animali
scritto il
2026-08-13
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