L’uomo del Supermercato - pt 3
di
Stella_eli44
genere
etero
Erano già passati due giorni da quella domenica sera post festa in vigna. Pensavo che quello che era successo mi potesse un po’ scuotere. Mi ero lasciata andare in qualcosa di più intimo rispetto alla prima volta. E per me era veramente tanto essere arrivata sino lì. Mi interrogavo per cercare le risposte che però ancora non avevo. Però stavo bene. Ero felice e non avevo ansia. Anche perché in questi due giorni lui era stato molto rispettoso. Ci eravamo sentiti con qualche messaggino, non mi chiamò mai. Non mi fece domande scomode. Solo qualche saluto. Che mi faceva piacere leggere e ai quali rispondevo con affetto. Ero anche molto presa. La mattina con il mio lavoro di infermiera e il pomeriggio con le pulizie che facevo presso due famiglie. Da quando ero separata per arrotondare un pochino mi davo da fare anche con le pulizie domestiche e mi piaceva molto, avevo il mio giro e mi trovavo bene. Certo era che avevo giornate molto stancanti e destate con questo caldo pazzesco ancora di più! Finite le faccende presso la famiglia da cui andavo il martedì pomeriggio entrai in macchina. Era caldissimo. Pur essendo le 18 il sole era ancora alto. Ero completamente sudata: neanche quel vestitino rosso in cotone elasticizzato in vita e con le spalle scoperte, un po’ scollato, riusciva a darmi un minimo di refrigerio. Ai piedi le infradito verde oliva mi regalavano un po' di sollievo, ma il caldo non dava tregua. Controllai il telefono. C’era un messaggino di Franco. Sorrisi e aprí whatsapp. “Ciao Stella..due chiacchiere oggi? Mi piacerebbe salutarti. Sei in giro?”
“Ciao Franco...ho appena finito di fare le faccende presso la famiglia da cui vado, non riesco 🥲”
Scrissi di getto che non riuscivo. Questo aspetto mi faceva ancora tanta ansia. Vederlo in giro...voleva dire attirare sguardi. Avevo timore. Però mi fece tanto piacere questa richiesta, avrei chiacchierato anche io volentieri con lui.
“Uffa che peccato, oggi ti avrei proprio incontrata volentieri. Ti ho pensata!”
Zac...il primo battito di cuore. Il caldo della macchina non mi aiutava a pensare con serenità. Avrei tanto voluto rispondere senza problemi...ma come fare. Mi stavo accorgendo che emergevano i piccoli problemini che una frequentazione di questo tipo poteva presentare.
Non aspettò la mia risposta, scrisse un altro messaggio: “dai non importa ci sentiamo quando sei meno occupata, bacio”
Rimasi combattuta ma poi mi feci coraggio: “senti, questa sera mangio a casa dei miei a mare. Poi torno a dormire a casa. Se vuoi ci possiamo vedere a mare. Rientrerò a casa alle 22...prima di lasciare mare se vuoi ci possiamo vedere lì (gli diedi una indicazione di un posto non lontano da dove i miei avevano casa. Era uno spiazzo da dove iniziava una camminata sulle dune che lambivano un tratto di mare che non era frequentato in quanto erano solo scogli e di sera non c’era nulla. Era frequentata di giorno da chi faceva trekking).Non posso fare tardi perche domani lavoro ma una passeggiata la possiamo fare. “
“ ah ho capito, ci andavo a pescare da giovane...va bene. Alle 22 sarò lì. Porterò i gelati dai! Hai preferenze?”
“Ah ah...no...fai tu!”
“Farò io allora si...bacio”
Mi fermai con le dita sul telefono un po’...e poi scrissi anche io “bacio” e premetti invio.
Scesi a mare e arrivai dopo una mezzoretta. Concordai con mia madre che fare per cena e poi misi il mio costumino, presi la sdraia e andai in spiaggia. Ero così felice, lo avrei rivisto. Un po di ansia c’era...vero che quel posto ci avrebbe garantito una passeggiata tranquilla ma mai dire mai...ma ormai era fatta...aveva prevalso la voglia di rivederlo. Tra me e me, nel relax della sdraia..intenta a prendere ultimi raggi di sole prima del buio...pensavo. Che mi metto? In realtà non mi ero portata niente dietro...dai miei avevo solo cose di mare. Questo era un altro pensiero sabotatore. Non aspettai che ne arrivassero altri ancora. Decisi di entrare in acqua. Feci il mio bagno..rientrai in casa che ormai era buio. Feci una doccia veloce. Nel togliermi il reggipetto...vidi il mio seno allo specchio. Mi tornarono in mente le mani di Franco. Oddio! Non mi riconoscevo più...lo osservai...i miei capezzolini erano di nuovo ritti... mi sentii turbata..mi guardavo il seno allo specchio...chiusi gli occhi...iniziai a passare le mie mani sul seno...oddio che brividi...mi piaceva accarezzarmi..mi toccavo la pelle, laureola, il capezzolo...avevo la pelle d’oca...mi sfilai il costume sotto...osservai sempre allo specchio il mio pube...I miei peli erano lucidi alla luce..il cuore mi batteva forte...la mano scivolò sulla mia vagina...sfiorai le labbra..erano umide...mi girai...osservai il mio sederotto...mi accarezzai da dietro...portai un dito tra le chiappine...brividi...mi fermai...aprii gli occhi e mi ritrovai con il cuore a mille. Oddio...mi sentivo così scema...queste cose le facevo a 20 anni ...entrai in doccia e mi rinfrescai. Era stata una giornata intensa...e quello che mi era successo in questi giorni mi aveva investito come un tornado. Non mi riconoscevo. Ero accesa. Chiusi l’acqua...mi rimisi una vestaglietta da casa e aiutai mia mamma ad apparecchiare e fare i piatti. Ci sedemmo tutti e tre e mangiammo raccontandoci le rispettive giornate e poi facemmo una videochiamata a mio figlio che era al centro estivo. Finito di mangiare...erano quasi le 22. Mi alzai da tavola..andai in camera a cercare qualcosa di pulito da mettere. Infilai unvestito verde oliva, di un tessuto leggero che quasi non si sentiva sulla pelle. Aveva una profonda scollatura a V più adatta a coprire un costume che per uscire..ma non avevo altro...in effetti incorniciava il décolleté un po con audacia valorizzando la forma del seno senza troppi giri di parole. Un sottile elastico segnava la vita, lasciando che la gonna cadesse morbida fino alle ginocchia con un leggero volant finale. le spalline erano sottili e mi accarezzavano le spalle nude. Misi le infradito ai piedi e salutai mamma e papà dicendo che volevo rientrare a letto presto. Salii in macchina e raggiunsi il posto che indicai a Franco. Distava 5 minuti di auto. Quando arrivai lui era già lì. Scesi, e gli andai incontro. Avevo il cuore in gola come a 20 anni.
“Ciao stella! Che bello vederti! Ma come sei bellaaaaa!!”. A queste parole arrossii subito abbassando gli occhi, gli sorrisi. “Grazie Franco, come stai?”
“Bene bene...ho comprato i gelati...ecco...ti va bene il cornetto panna e cioccolato?”
“ si si perfetto” sorrisi e lo presi in mano.
Franco era vestito un po come suo solito...bermuda, ciabatta da uomo e una polo un po sgualcita e un po stretta. In effetti non aveva un grandissimo gusto...era proprio il classico uomo solo che non si cura. Ma questo era un lato che mi faceva però anche tanta tenerezza. E così iniziando a mangiare il ns gelato iniziammo a camminare seguendo il percorso sulle dune. Non c’erano luci se non la luna che rifletteva sul mare calmo e piatto. In effetti era come pensavo...non c’era nessuno...e tra me e me pensavo menomale che sono con lui perché qui da sola non mi sarei di certo sentita a mio agio.
“Quindi che racconti di bello Elisa? Dura giornata oggi?”
“Si tanto..ho lavorato sia in ospedale che le pulizie poi al pomeriggio”
“Piccola ma te ti dai veramente da fare”
“Faccio quello che posso Franco, mi serve lavorare anche il pomeriggio..sai non è facile da sola”
“Capisco, sei meravigliosa”
Arrossì, mi piaceva parlare con lui. Mi rilassava tanto. “E tu che hai fatto di bello oggi a parte comprare i gelati ah ah”
“Ah ah...be io essendo in pensione diciamo che ho più tempo rispetto a te...oggi ho fatto un po di spesa, ho fatto un paio di lavatrici e riposato un po’ al pomeriggio. Poi ho preso un crodino con alcuni prima di cena”
“Bravoooo bella vita ihi ihi..il mio vecchietto ih ih”
Mi piaceva provocarlo un po...mi attenuava un po di tensione.
Poi in modo spontaneo senza pensarci troppo..vedendo il suo gelato più scuro e cioccoloso gli dissi “ehi ma non vale il tuo ha più cioccolato! Fammi sentire antipatico!” Lui ridendo e un po in imbarazzo mi passò il cornetto...e io leccai la parte al cioccolato arrossendo appena mi accorsi che forse ero stata troppo espansiva...ci guardammo e finimmo per ridere entrambi...”antipatico...adesso io finisco il tuo che è più buono!!” “ ah ah sentila...va bene accetto dammi il tuo ah ah”. E ci scambiammo i coni. Continuavamo a camminare...e scivolavamo da un discorso all’altro senza accorgerci che il tempo stava passando. In effetti non potevo fare tanto tardi.
“Dai sediamoci un po qui davanti al mare Elisa ti va?”
“Si è fatto già tardi Franco, domani mi devo alzare presto”
“Hai ragione...10 minuti e andiamo...tanto le macchine sono lì guarda “
“Va bene antipatico ma proprio sulla sabbia??”
Alle mie parole lui si tolse la maglietta e la stese in terra:”ecco, sediamoci qui dai!”
“Noooo ma che fai ah ah...mi dispiace!!”
“Ma va va..con sto caldo non mi pesa ah ah e poi pancia grande maglietta grande ah ah”
“Che scemo che sei!”
Ci sedemmo uno di fianco all’altro
Ci fu un po di silenzio...”sono contento di essere qui con te ora sai?”
“Lo dovrei sapere?!”
“Antipatica!! Mi sei mancata...domenica è stato bellissimo...sai non so mai se posso chiamarti durante il giorno ma se potessi lo farei sempre...mi sei mancata”
Erano parole molto belle. Mi faceva piacere sentirle. “Grazie Franco, è vero è stato bello anche per me”...dissi con un filo di voce roca. Lui si girò e si avvicinò alle mie labbra e mi baciò. Un bacio veloce ma le punte delle lingue si cercarono. Fu breve, tornò a rimettersi accanto a me. “Mi stai dando emozioni pazzesche Elisa...”...e si riavvicinò e mi diede un altro bacio...labbra su labbra...questa volta più lungo...mi lasciai trascinare cercando di non ascoltare i battiti che si facevano sempre più veloci. “Ci pensi mai a me Elisa?”...”si” dissi con un filo di voce...”e come mi pensi?” “E come ti dovrei pensare? Alto e con la pancia e con pochi capelli ah ah scemotto” “ ma no daiiii intendo ...” e si fece rosso in volto e faceva fatica a parlare “ cosa...cosa sono per te??”
Fu una frase molto tenera...che mi spiazzò...provai a farfugliare qualcosa “ehm..non lo so Franco...sei un insieme di emozioni molto belle che però non ho ancora messo a fuoco”...”emozioni passeggere?...cioè ti faccio una domanda stupida...ma se uno ti corteggiasse ora, un tuo coetaneo, tu accetteresti la sua corte?!” ...Risi a questa domanda ”scemotto ma vuoi sapere se mi corteggiasse un uomo se mi sentirei libera di accettare la sua corte? Questo vuoi dire?!“ Eh sì...esatto hai detto bene”
Avevo il cuore a mille...un po imbarazzata, lusingata..erano domande tenere...provai a rispondere come potevo”eh...che posso dire Franco...io sono una donna molto seria ... diciamo che oggi forse non potrei accettarle così liberamente...mi sentirei di mancare di rispetto ad un’altra persona con la quale sto iniziando...ripeto iniziando...ad avere intimità ... e quindi direi di no”. Dissi queste parole rissa fuoco sulle guance...”spero di aver risposto alla tua domanda Franco..ho sempre creduto all’importanza di essere seri...per me avere intimità con un uomo è un valore”. “Si stella...hai risposto” e si avvicinò di nuovo alle mie labbra con un altro bacio...soffice leggero ma sempre con le ns lingue che si cercavano timidamente. “E se la stessa persona per capire meglio perchè gli dici di no ti chiedesse se sei impegnata con un altro uomo che diresti?” “Penserei che capisce poco perché io ero già stata chiara ah ah...Direi la verità...(presi fiato)...che mi sto vedendo con un altro uomo e che si sono impegnata con lui”...ci guardammo...abbassai gli occhi e poi sorridendo un po per smontare ilphatos di questa discussione aggiunsi:”devo dirti il nome della persona con cui mi sto vedendo? Magari lo conosci?? Ah ah”
“Ah ah magari lo conosco...eh si”
Il tempo era passato...era ormai un po tardi.
“Andiamo Franco?”
“Aspetta cucciola...(si fece rosso) voglio dare un bacino ai piedini della mia stella..”
“Ah ah dai scemotto!!!ma Ti piacciono proprio così tanto ?!” Dissi tra imbarazzo e emozione. Franco si mise di fianco a me...prese la mia caviglia..tolse infradito e porto il mio piedino sul suo viso. Sentivo il suo naso percorrere tutta la pianta...e le labbra iniziarono ad accarezzare la pelle...”il tuo odore stella mi è fa impazzire...ormai lo riconosco, è stra sensuale”. I baci si fecero più audaci...la lingua uscì leccando la pianta sotto le dita e al centro. Era un misto di solletico che cercavo di trattenere e di piacere.
“Ehi Franco...fai il bravo dai...siamo all’aria aperta non si sa mai e poi abbiamo fatto tardi dobbiamo andare!”
“Non riesco a trattenermi stella mia ho voglia di annusarti e baciarti ancora un po”
Sorrisi e non riuscì a dirgli no...”ok ma non qui però ...andiamo in macchina dai, mi annusi in auto”
Non se lo fece ripetere due volte...raccolse la maglietta da terra e ci dirigemmo in macchina, nella sua. Una volta dentro, ci guardammo tutti e due in un misto di tenerezza, tensione, paura, desiderio. Con grande imbarazzo e voce roca mi disse “passami il piedino amore”. Sorrisi, sfilai le infradito, mi misi con la schiena contro la portiera e glieli allungai sulla pancia ancora nuda da prima. Appena sentii il mio tocco si fece prendere da un sospiro..”Che meraviglia”...e lì portò sul suo viso tornando a annusarmi con desiderio”. Era un gesto così buffo, nessuno mai aveva annusato i miei piedi...così buffo ma estremamente tenero, dolce e tremendamente sensuale. Chiusi gli occhi e mi lasciai trascinare in questi baci. Sentivo la bocca dovunque...pianta...dita...la parte esterna che mangiava con la bocca finendo sulle dita e poi di nuovo con la lingua. “Perché stella hai questo odore così buono??” “Scemotto non lo so..credo sia il mio odore come tu hai tuo”
“E allora il tuo odore mi piace troppo...quando ti ho vista la prima volta mai e poi mai avrei pensato che avrei potuto avere il tuo piede sulla bocca..come ora...anche se l’ho desiderato fin dal primo istante”
“Stupidotto”
“Davvero...guarda che mi fanno...mi hanno ringiovanito anche il pisellotto ah ah” e così dicendo si abbassò i pantaloni insieme agli slip a volermi mostrare una simil erezione.Emerse il suo membro...lucido e ancora ma in realtà ancora semi morbido...senza aspettare appoggiò i miei piedi sopra...il contatto della mia pelle con il suo membro mi fece sobbalzare...mi sentivo tutta bagnata di lui sulla pianta. La sua pelle umida di urina e presperma iniziò a lasciare il suo segnale dovunque e riempì di suo odore tutta la macchina. Mi stava nuovamente marcando di lui e una scossa mi pervase. Mi sentivo caldissima in mezzo alle gambe...e il seno iniziò a farsi duro e i capezzoli a premere contro la stoffa del reggipetto. Da tanto che diventarono sensibili mi facevano male. Avevo voglia di liberare le mie mammelle, la stessa sensazione che ebbi in bagno prima di fare la doccia. Sospiravo mentre il suo pene passava le mie piante..mi procurava tanto solletico...”cucciolo basta ah ah...mi fai il solletico..non resisto!!!” E tolsi i piedini...portandoli a me...
“Sei bella Elisa...bella e femmina...ti prego rimani così ma abbassati il vestitino”
Ero un misto di eccitazione e imbarazzo.. ma le mie mammelle non attendevano altro..sorrisi...abbassai le spalline sottili facendo scendere la parte sopra del vestitino...e sganciandomi il gancetto dietro...abbassai anche le spalline del reggipetto e le mammelle fuoriuscirono davanti ai suoi occhi...visibilmente eccitate...”sei troppo bella...troppo...” e si protese verso di me affondando goffamente il suo viso nel mio seno...afferrando una mammella..stringendola forte come suo solito...e portandola alla bocca cercando di fare entrare quanto poteva e succhiando e stringendo. Era bellissimo...un misto di brividi, dolore e piacere mi pervase. Succhiava e leccava ora da fuori tutto il seno...passava la lingua dovunque...lasciando traccia di saliva lungo tutta la mia pelle! Ero in estasi. “Eli...stella...voglio il tuo seno”
“È qui...è già tuo mi sembra “ sussurrai piano timimidamente ... “ voglio farlo mio venendoci sopra”
Ebbi un brivido di forte eccitazione a queste sue parole... l’idea che potesse fare sue le mie mammelle lasciando il suo seme anche lì come già fece con i miei piedi e la mia bocca mi faceva impazzire.
“Come facciamo però!? Siamo un po stretti qui in auto...”
“Ah ok...allora ho il piano b”
E lo disse sorridendo.. cosa che alleggerì un po la tensione..”eh sentiamo ...e quale sarebbe questo piano b???” Dissi anche io ridendo...”ehm...che vengo ancora nella bocca della mia femmina”
Risi..”ahperooo il mio vecchietto che piano B che ha pensato ah ah “ lo guardai rossa in viso..presi un elastico dalla borsa per legarmi i capelli...abbassai il vestitino sino ai piedi e lo sfilai. Ero solo in slip ora un po più libera nei movimenti. Provai a mettermi a gattoni come potevo per raggiungerlo meglio...ma ero un po scomoda...lui si appoggiò con la schiena alla porta e allargo le gambe e io con le ginocchia sul mio sedile e le mani sul suo stando attenta al cambio provai ad avvicinarmi...abbassai la mia testa sul suo pene...con la mano lo spostai contro la pancia e iniziai a baciarlo partendo dal basso...baci sull’asta...sulle palle. Morsetti con le labbra di lato dell’asta salendo sino alla cappella...che accolsi un po in bocca succhiando per poi farla uscire e poi rientrare piano alternando labbra e lingua che se ne prendevano cura. Lui ansimava e sentirlo godere per me era la cosa più bella, mi procurava felicità e piacere...mi faceva godere. Il suo sapore era per me buonissimo. Non so spiegare. Era molto diverso da quello del mio ex marito. Quello era un sapore più di sperma, leggero. Franco aveva un sapore più salato, lo sperma era un po più acido e si mischiava ad un po di pipì e mi faceva impazzire. Non so che cosa stimolasse ma non ne potevo fare a meno, aveva la capacità di mandare a mille la mia eccitazione. Con la mano segavo il cazzo e mi aiutavo con la bocca sulla cappella...e poi presi a segare e a strofinare il cazzo sul mio capezzolo facendo roteare la cappella bagnata lungo tutta laureola. Ridemmo quando nel toglierlo un filo di presperma si fece lungo unendo il suo cazzo al mio seno. Sorrisi...lo ruppi con le dita e lo portai alla mia bocca mangiandolo. “Nooooo stella...se mi fai vedere queste cose impazzisco!!” E poi disse “senti...girati sempre a gattoni ma porta il tuo sederotto davanti a me” “ ma che mi fai fareee dai francoooo...” “dai non ho mai visto il tuo sederotto ho voglia di vederlo”
Provai a fare quello che mi chiedeva anche se era difficile..mi girai mettendo le mani sul mio sedile e le ginocchia dove riuscii. Le gambe erano una vicina al volante e una su di lui. Ora aveva il mio sedere davanti, ancora in slip. Avevo slippini normali...neri di cotone con un filo di pizzo sui bordi. Sentii le sue mani sulle chiappe. Stringevano la carne morbida e palpavano dovunque. Ho un sedere morbido, pronunciato, ne piccolo ne grande. Dopo la gravidanza mi è rimasto un po’ morbidino e con un po’ ahimè di cellulite. Franco abbasso le mutandine...sentivo l’aria entrarmi nelle parti intime...iniziai a sentire il suo calore fin quando senti aprirmi le chiappine e il viso di Franco farsi strada in mezzo. Inizio a leccare tutto in mezzo. Sentivo la lingua passarmi sul buchino...provai scosse, brividi, piacere mai provato! A mio marito non concessi mai di leccarmi li in mezzo, fisime mie. Lui ci riuscii e mi piaceva pure. Le sue labbra succhiavano il mio ano...era una cosa pazzesca cosa mi provocava. “Stella sono in estasi non resisto...il tuo sapore di culo è buonissimo!!!”. Si adagiò sulla portiera e lasciandomi così...porto un mio piede sul cazzo e inizio a strofinarci sopra. Il cazzo stava iniziando a pulsare sul mio piede. Capii che non ce la faceva più, stava ansimando e...iniziai a sentire la pianta del mio piede bagnata del suo seme caldo. Lo lasciai fare perché potesse raggiungere al meglio il suo orgasmo...quando finì...con le dita raccolse lo sperma dai piedi...e sentii subito dopo le stesse dita bagnate di sperma sul mio ano che stavano spalmando lo sperma sul buchino. Me lo stava bagnando tutto di sperma. Dovetti mordere le labbra per resistere alla eccitazione che mi procurò. Mi sentivo tutta bagnata di lui dietro...era bellissimo. “Stella..così anche il tuo culotto è mio” “scemottoooo mi sa che ormai è già quasi tutto tuo ah ah dove non hai lasciato tue tracce??” “Be...nella patatina ah ah” “scemotto ah ah, è vero” e così dicendo provai a ricompormi. Mi sistemai gli slip, mi sedetti infilandomi il vestitino senza reggipetto. Mi rimisi le infradito. Rimasi volutamente bagnata di lui su ano e piedini. Mi faceva impazzire le sensazioni che ciò mi procurava. Poi presi dalla borsa le salviettine intime: “vieni qui Franco avvicinati” mi abbassai sul suo pene...lo presi in bocca per dargli l’ultimo bacino..e pulirlo un po..era ormai piccolo piccolo ma ancora bagnato di sperma che leccai un pochino con la lingua per togliergli ogni residuo. Poi lo estrassi dalla bocca e provando ad abbassare la pelle con le mani completai passando tutta la cappella. “Ecco..il mio ometto è pulito e come nuovo ah ah...puoi andare a nanna ah ah”
“Mi commuove tutto quello che fai...hai una dolcezza e una femminilità uniche”
“Che scemotto che sei”
“Ti voglio bene Elisa”
Lo guardai timidamente...”ti voglio bene Franco”
Ci salutammo...”vai piano Franco, scrivimi quando arrivi”
“Si tesoro..anche tu..ciao...ti voglio bene..”
“Ti voglio bene Franco” e chiusi la porta.
“Ciao Franco...ho appena finito di fare le faccende presso la famiglia da cui vado, non riesco 🥲”
Scrissi di getto che non riuscivo. Questo aspetto mi faceva ancora tanta ansia. Vederlo in giro...voleva dire attirare sguardi. Avevo timore. Però mi fece tanto piacere questa richiesta, avrei chiacchierato anche io volentieri con lui.
“Uffa che peccato, oggi ti avrei proprio incontrata volentieri. Ti ho pensata!”
Zac...il primo battito di cuore. Il caldo della macchina non mi aiutava a pensare con serenità. Avrei tanto voluto rispondere senza problemi...ma come fare. Mi stavo accorgendo che emergevano i piccoli problemini che una frequentazione di questo tipo poteva presentare.
Non aspettò la mia risposta, scrisse un altro messaggio: “dai non importa ci sentiamo quando sei meno occupata, bacio”
Rimasi combattuta ma poi mi feci coraggio: “senti, questa sera mangio a casa dei miei a mare. Poi torno a dormire a casa. Se vuoi ci possiamo vedere a mare. Rientrerò a casa alle 22...prima di lasciare mare se vuoi ci possiamo vedere lì (gli diedi una indicazione di un posto non lontano da dove i miei avevano casa. Era uno spiazzo da dove iniziava una camminata sulle dune che lambivano un tratto di mare che non era frequentato in quanto erano solo scogli e di sera non c’era nulla. Era frequentata di giorno da chi faceva trekking).Non posso fare tardi perche domani lavoro ma una passeggiata la possiamo fare. “
“ ah ho capito, ci andavo a pescare da giovane...va bene. Alle 22 sarò lì. Porterò i gelati dai! Hai preferenze?”
“Ah ah...no...fai tu!”
“Farò io allora si...bacio”
Mi fermai con le dita sul telefono un po’...e poi scrissi anche io “bacio” e premetti invio.
Scesi a mare e arrivai dopo una mezzoretta. Concordai con mia madre che fare per cena e poi misi il mio costumino, presi la sdraia e andai in spiaggia. Ero così felice, lo avrei rivisto. Un po di ansia c’era...vero che quel posto ci avrebbe garantito una passeggiata tranquilla ma mai dire mai...ma ormai era fatta...aveva prevalso la voglia di rivederlo. Tra me e me, nel relax della sdraia..intenta a prendere ultimi raggi di sole prima del buio...pensavo. Che mi metto? In realtà non mi ero portata niente dietro...dai miei avevo solo cose di mare. Questo era un altro pensiero sabotatore. Non aspettai che ne arrivassero altri ancora. Decisi di entrare in acqua. Feci il mio bagno..rientrai in casa che ormai era buio. Feci una doccia veloce. Nel togliermi il reggipetto...vidi il mio seno allo specchio. Mi tornarono in mente le mani di Franco. Oddio! Non mi riconoscevo più...lo osservai...i miei capezzolini erano di nuovo ritti... mi sentii turbata..mi guardavo il seno allo specchio...chiusi gli occhi...iniziai a passare le mie mani sul seno...oddio che brividi...mi piaceva accarezzarmi..mi toccavo la pelle, laureola, il capezzolo...avevo la pelle d’oca...mi sfilai il costume sotto...osservai sempre allo specchio il mio pube...I miei peli erano lucidi alla luce..il cuore mi batteva forte...la mano scivolò sulla mia vagina...sfiorai le labbra..erano umide...mi girai...osservai il mio sederotto...mi accarezzai da dietro...portai un dito tra le chiappine...brividi...mi fermai...aprii gli occhi e mi ritrovai con il cuore a mille. Oddio...mi sentivo così scema...queste cose le facevo a 20 anni ...entrai in doccia e mi rinfrescai. Era stata una giornata intensa...e quello che mi era successo in questi giorni mi aveva investito come un tornado. Non mi riconoscevo. Ero accesa. Chiusi l’acqua...mi rimisi una vestaglietta da casa e aiutai mia mamma ad apparecchiare e fare i piatti. Ci sedemmo tutti e tre e mangiammo raccontandoci le rispettive giornate e poi facemmo una videochiamata a mio figlio che era al centro estivo. Finito di mangiare...erano quasi le 22. Mi alzai da tavola..andai in camera a cercare qualcosa di pulito da mettere. Infilai unvestito verde oliva, di un tessuto leggero che quasi non si sentiva sulla pelle. Aveva una profonda scollatura a V più adatta a coprire un costume che per uscire..ma non avevo altro...in effetti incorniciava il décolleté un po con audacia valorizzando la forma del seno senza troppi giri di parole. Un sottile elastico segnava la vita, lasciando che la gonna cadesse morbida fino alle ginocchia con un leggero volant finale. le spalline erano sottili e mi accarezzavano le spalle nude. Misi le infradito ai piedi e salutai mamma e papà dicendo che volevo rientrare a letto presto. Salii in macchina e raggiunsi il posto che indicai a Franco. Distava 5 minuti di auto. Quando arrivai lui era già lì. Scesi, e gli andai incontro. Avevo il cuore in gola come a 20 anni.
“Ciao stella! Che bello vederti! Ma come sei bellaaaaa!!”. A queste parole arrossii subito abbassando gli occhi, gli sorrisi. “Grazie Franco, come stai?”
“Bene bene...ho comprato i gelati...ecco...ti va bene il cornetto panna e cioccolato?”
“ si si perfetto” sorrisi e lo presi in mano.
Franco era vestito un po come suo solito...bermuda, ciabatta da uomo e una polo un po sgualcita e un po stretta. In effetti non aveva un grandissimo gusto...era proprio il classico uomo solo che non si cura. Ma questo era un lato che mi faceva però anche tanta tenerezza. E così iniziando a mangiare il ns gelato iniziammo a camminare seguendo il percorso sulle dune. Non c’erano luci se non la luna che rifletteva sul mare calmo e piatto. In effetti era come pensavo...non c’era nessuno...e tra me e me pensavo menomale che sono con lui perché qui da sola non mi sarei di certo sentita a mio agio.
“Quindi che racconti di bello Elisa? Dura giornata oggi?”
“Si tanto..ho lavorato sia in ospedale che le pulizie poi al pomeriggio”
“Piccola ma te ti dai veramente da fare”
“Faccio quello che posso Franco, mi serve lavorare anche il pomeriggio..sai non è facile da sola”
“Capisco, sei meravigliosa”
Arrossì, mi piaceva parlare con lui. Mi rilassava tanto. “E tu che hai fatto di bello oggi a parte comprare i gelati ah ah”
“Ah ah...be io essendo in pensione diciamo che ho più tempo rispetto a te...oggi ho fatto un po di spesa, ho fatto un paio di lavatrici e riposato un po’ al pomeriggio. Poi ho preso un crodino con alcuni prima di cena”
“Bravoooo bella vita ihi ihi..il mio vecchietto ih ih”
Mi piaceva provocarlo un po...mi attenuava un po di tensione.
Poi in modo spontaneo senza pensarci troppo..vedendo il suo gelato più scuro e cioccoloso gli dissi “ehi ma non vale il tuo ha più cioccolato! Fammi sentire antipatico!” Lui ridendo e un po in imbarazzo mi passò il cornetto...e io leccai la parte al cioccolato arrossendo appena mi accorsi che forse ero stata troppo espansiva...ci guardammo e finimmo per ridere entrambi...”antipatico...adesso io finisco il tuo che è più buono!!” “ ah ah sentila...va bene accetto dammi il tuo ah ah”. E ci scambiammo i coni. Continuavamo a camminare...e scivolavamo da un discorso all’altro senza accorgerci che il tempo stava passando. In effetti non potevo fare tanto tardi.
“Dai sediamoci un po qui davanti al mare Elisa ti va?”
“Si è fatto già tardi Franco, domani mi devo alzare presto”
“Hai ragione...10 minuti e andiamo...tanto le macchine sono lì guarda “
“Va bene antipatico ma proprio sulla sabbia??”
Alle mie parole lui si tolse la maglietta e la stese in terra:”ecco, sediamoci qui dai!”
“Noooo ma che fai ah ah...mi dispiace!!”
“Ma va va..con sto caldo non mi pesa ah ah e poi pancia grande maglietta grande ah ah”
“Che scemo che sei!”
Ci sedemmo uno di fianco all’altro
Ci fu un po di silenzio...”sono contento di essere qui con te ora sai?”
“Lo dovrei sapere?!”
“Antipatica!! Mi sei mancata...domenica è stato bellissimo...sai non so mai se posso chiamarti durante il giorno ma se potessi lo farei sempre...mi sei mancata”
Erano parole molto belle. Mi faceva piacere sentirle. “Grazie Franco, è vero è stato bello anche per me”...dissi con un filo di voce roca. Lui si girò e si avvicinò alle mie labbra e mi baciò. Un bacio veloce ma le punte delle lingue si cercarono. Fu breve, tornò a rimettersi accanto a me. “Mi stai dando emozioni pazzesche Elisa...”...e si riavvicinò e mi diede un altro bacio...labbra su labbra...questa volta più lungo...mi lasciai trascinare cercando di non ascoltare i battiti che si facevano sempre più veloci. “Ci pensi mai a me Elisa?”...”si” dissi con un filo di voce...”e come mi pensi?” “E come ti dovrei pensare? Alto e con la pancia e con pochi capelli ah ah scemotto” “ ma no daiiii intendo ...” e si fece rosso in volto e faceva fatica a parlare “ cosa...cosa sono per te??”
Fu una frase molto tenera...che mi spiazzò...provai a farfugliare qualcosa “ehm..non lo so Franco...sei un insieme di emozioni molto belle che però non ho ancora messo a fuoco”...”emozioni passeggere?...cioè ti faccio una domanda stupida...ma se uno ti corteggiasse ora, un tuo coetaneo, tu accetteresti la sua corte?!” ...Risi a questa domanda ”scemotto ma vuoi sapere se mi corteggiasse un uomo se mi sentirei libera di accettare la sua corte? Questo vuoi dire?!“ Eh sì...esatto hai detto bene”
Avevo il cuore a mille...un po imbarazzata, lusingata..erano domande tenere...provai a rispondere come potevo”eh...che posso dire Franco...io sono una donna molto seria ... diciamo che oggi forse non potrei accettarle così liberamente...mi sentirei di mancare di rispetto ad un’altra persona con la quale sto iniziando...ripeto iniziando...ad avere intimità ... e quindi direi di no”. Dissi queste parole rissa fuoco sulle guance...”spero di aver risposto alla tua domanda Franco..ho sempre creduto all’importanza di essere seri...per me avere intimità con un uomo è un valore”. “Si stella...hai risposto” e si avvicinò di nuovo alle mie labbra con un altro bacio...soffice leggero ma sempre con le ns lingue che si cercavano timidamente. “E se la stessa persona per capire meglio perchè gli dici di no ti chiedesse se sei impegnata con un altro uomo che diresti?” “Penserei che capisce poco perché io ero già stata chiara ah ah...Direi la verità...(presi fiato)...che mi sto vedendo con un altro uomo e che si sono impegnata con lui”...ci guardammo...abbassai gli occhi e poi sorridendo un po per smontare ilphatos di questa discussione aggiunsi:”devo dirti il nome della persona con cui mi sto vedendo? Magari lo conosci?? Ah ah”
“Ah ah magari lo conosco...eh si”
Il tempo era passato...era ormai un po tardi.
“Andiamo Franco?”
“Aspetta cucciola...(si fece rosso) voglio dare un bacino ai piedini della mia stella..”
“Ah ah dai scemotto!!!ma Ti piacciono proprio così tanto ?!” Dissi tra imbarazzo e emozione. Franco si mise di fianco a me...prese la mia caviglia..tolse infradito e porto il mio piedino sul suo viso. Sentivo il suo naso percorrere tutta la pianta...e le labbra iniziarono ad accarezzare la pelle...”il tuo odore stella mi è fa impazzire...ormai lo riconosco, è stra sensuale”. I baci si fecero più audaci...la lingua uscì leccando la pianta sotto le dita e al centro. Era un misto di solletico che cercavo di trattenere e di piacere.
“Ehi Franco...fai il bravo dai...siamo all’aria aperta non si sa mai e poi abbiamo fatto tardi dobbiamo andare!”
“Non riesco a trattenermi stella mia ho voglia di annusarti e baciarti ancora un po”
Sorrisi e non riuscì a dirgli no...”ok ma non qui però ...andiamo in macchina dai, mi annusi in auto”
Non se lo fece ripetere due volte...raccolse la maglietta da terra e ci dirigemmo in macchina, nella sua. Una volta dentro, ci guardammo tutti e due in un misto di tenerezza, tensione, paura, desiderio. Con grande imbarazzo e voce roca mi disse “passami il piedino amore”. Sorrisi, sfilai le infradito, mi misi con la schiena contro la portiera e glieli allungai sulla pancia ancora nuda da prima. Appena sentii il mio tocco si fece prendere da un sospiro..”Che meraviglia”...e lì portò sul suo viso tornando a annusarmi con desiderio”. Era un gesto così buffo, nessuno mai aveva annusato i miei piedi...così buffo ma estremamente tenero, dolce e tremendamente sensuale. Chiusi gli occhi e mi lasciai trascinare in questi baci. Sentivo la bocca dovunque...pianta...dita...la parte esterna che mangiava con la bocca finendo sulle dita e poi di nuovo con la lingua. “Perché stella hai questo odore così buono??” “Scemotto non lo so..credo sia il mio odore come tu hai tuo”
“E allora il tuo odore mi piace troppo...quando ti ho vista la prima volta mai e poi mai avrei pensato che avrei potuto avere il tuo piede sulla bocca..come ora...anche se l’ho desiderato fin dal primo istante”
“Stupidotto”
“Davvero...guarda che mi fanno...mi hanno ringiovanito anche il pisellotto ah ah” e così dicendo si abbassò i pantaloni insieme agli slip a volermi mostrare una simil erezione.Emerse il suo membro...lucido e ancora ma in realtà ancora semi morbido...senza aspettare appoggiò i miei piedi sopra...il contatto della mia pelle con il suo membro mi fece sobbalzare...mi sentivo tutta bagnata di lui sulla pianta. La sua pelle umida di urina e presperma iniziò a lasciare il suo segnale dovunque e riempì di suo odore tutta la macchina. Mi stava nuovamente marcando di lui e una scossa mi pervase. Mi sentivo caldissima in mezzo alle gambe...e il seno iniziò a farsi duro e i capezzoli a premere contro la stoffa del reggipetto. Da tanto che diventarono sensibili mi facevano male. Avevo voglia di liberare le mie mammelle, la stessa sensazione che ebbi in bagno prima di fare la doccia. Sospiravo mentre il suo pene passava le mie piante..mi procurava tanto solletico...”cucciolo basta ah ah...mi fai il solletico..non resisto!!!” E tolsi i piedini...portandoli a me...
“Sei bella Elisa...bella e femmina...ti prego rimani così ma abbassati il vestitino”
Ero un misto di eccitazione e imbarazzo.. ma le mie mammelle non attendevano altro..sorrisi...abbassai le spalline sottili facendo scendere la parte sopra del vestitino...e sganciandomi il gancetto dietro...abbassai anche le spalline del reggipetto e le mammelle fuoriuscirono davanti ai suoi occhi...visibilmente eccitate...”sei troppo bella...troppo...” e si protese verso di me affondando goffamente il suo viso nel mio seno...afferrando una mammella..stringendola forte come suo solito...e portandola alla bocca cercando di fare entrare quanto poteva e succhiando e stringendo. Era bellissimo...un misto di brividi, dolore e piacere mi pervase. Succhiava e leccava ora da fuori tutto il seno...passava la lingua dovunque...lasciando traccia di saliva lungo tutta la mia pelle! Ero in estasi. “Eli...stella...voglio il tuo seno”
“È qui...è già tuo mi sembra “ sussurrai piano timimidamente ... “ voglio farlo mio venendoci sopra”
Ebbi un brivido di forte eccitazione a queste sue parole... l’idea che potesse fare sue le mie mammelle lasciando il suo seme anche lì come già fece con i miei piedi e la mia bocca mi faceva impazzire.
“Come facciamo però!? Siamo un po stretti qui in auto...”
“Ah ok...allora ho il piano b”
E lo disse sorridendo.. cosa che alleggerì un po la tensione..”eh sentiamo ...e quale sarebbe questo piano b???” Dissi anche io ridendo...”ehm...che vengo ancora nella bocca della mia femmina”
Risi..”ahperooo il mio vecchietto che piano B che ha pensato ah ah “ lo guardai rossa in viso..presi un elastico dalla borsa per legarmi i capelli...abbassai il vestitino sino ai piedi e lo sfilai. Ero solo in slip ora un po più libera nei movimenti. Provai a mettermi a gattoni come potevo per raggiungerlo meglio...ma ero un po scomoda...lui si appoggiò con la schiena alla porta e allargo le gambe e io con le ginocchia sul mio sedile e le mani sul suo stando attenta al cambio provai ad avvicinarmi...abbassai la mia testa sul suo pene...con la mano lo spostai contro la pancia e iniziai a baciarlo partendo dal basso...baci sull’asta...sulle palle. Morsetti con le labbra di lato dell’asta salendo sino alla cappella...che accolsi un po in bocca succhiando per poi farla uscire e poi rientrare piano alternando labbra e lingua che se ne prendevano cura. Lui ansimava e sentirlo godere per me era la cosa più bella, mi procurava felicità e piacere...mi faceva godere. Il suo sapore era per me buonissimo. Non so spiegare. Era molto diverso da quello del mio ex marito. Quello era un sapore più di sperma, leggero. Franco aveva un sapore più salato, lo sperma era un po più acido e si mischiava ad un po di pipì e mi faceva impazzire. Non so che cosa stimolasse ma non ne potevo fare a meno, aveva la capacità di mandare a mille la mia eccitazione. Con la mano segavo il cazzo e mi aiutavo con la bocca sulla cappella...e poi presi a segare e a strofinare il cazzo sul mio capezzolo facendo roteare la cappella bagnata lungo tutta laureola. Ridemmo quando nel toglierlo un filo di presperma si fece lungo unendo il suo cazzo al mio seno. Sorrisi...lo ruppi con le dita e lo portai alla mia bocca mangiandolo. “Nooooo stella...se mi fai vedere queste cose impazzisco!!” E poi disse “senti...girati sempre a gattoni ma porta il tuo sederotto davanti a me” “ ma che mi fai fareee dai francoooo...” “dai non ho mai visto il tuo sederotto ho voglia di vederlo”
Provai a fare quello che mi chiedeva anche se era difficile..mi girai mettendo le mani sul mio sedile e le ginocchia dove riuscii. Le gambe erano una vicina al volante e una su di lui. Ora aveva il mio sedere davanti, ancora in slip. Avevo slippini normali...neri di cotone con un filo di pizzo sui bordi. Sentii le sue mani sulle chiappe. Stringevano la carne morbida e palpavano dovunque. Ho un sedere morbido, pronunciato, ne piccolo ne grande. Dopo la gravidanza mi è rimasto un po’ morbidino e con un po’ ahimè di cellulite. Franco abbasso le mutandine...sentivo l’aria entrarmi nelle parti intime...iniziai a sentire il suo calore fin quando senti aprirmi le chiappine e il viso di Franco farsi strada in mezzo. Inizio a leccare tutto in mezzo. Sentivo la lingua passarmi sul buchino...provai scosse, brividi, piacere mai provato! A mio marito non concessi mai di leccarmi li in mezzo, fisime mie. Lui ci riuscii e mi piaceva pure. Le sue labbra succhiavano il mio ano...era una cosa pazzesca cosa mi provocava. “Stella sono in estasi non resisto...il tuo sapore di culo è buonissimo!!!”. Si adagiò sulla portiera e lasciandomi così...porto un mio piede sul cazzo e inizio a strofinarci sopra. Il cazzo stava iniziando a pulsare sul mio piede. Capii che non ce la faceva più, stava ansimando e...iniziai a sentire la pianta del mio piede bagnata del suo seme caldo. Lo lasciai fare perché potesse raggiungere al meglio il suo orgasmo...quando finì...con le dita raccolse lo sperma dai piedi...e sentii subito dopo le stesse dita bagnate di sperma sul mio ano che stavano spalmando lo sperma sul buchino. Me lo stava bagnando tutto di sperma. Dovetti mordere le labbra per resistere alla eccitazione che mi procurò. Mi sentivo tutta bagnata di lui dietro...era bellissimo. “Stella..così anche il tuo culotto è mio” “scemottoooo mi sa che ormai è già quasi tutto tuo ah ah dove non hai lasciato tue tracce??” “Be...nella patatina ah ah” “scemotto ah ah, è vero” e così dicendo provai a ricompormi. Mi sistemai gli slip, mi sedetti infilandomi il vestitino senza reggipetto. Mi rimisi le infradito. Rimasi volutamente bagnata di lui su ano e piedini. Mi faceva impazzire le sensazioni che ciò mi procurava. Poi presi dalla borsa le salviettine intime: “vieni qui Franco avvicinati” mi abbassai sul suo pene...lo presi in bocca per dargli l’ultimo bacino..e pulirlo un po..era ormai piccolo piccolo ma ancora bagnato di sperma che leccai un pochino con la lingua per togliergli ogni residuo. Poi lo estrassi dalla bocca e provando ad abbassare la pelle con le mani completai passando tutta la cappella. “Ecco..il mio ometto è pulito e come nuovo ah ah...puoi andare a nanna ah ah”
“Mi commuove tutto quello che fai...hai una dolcezza e una femminilità uniche”
“Che scemotto che sei”
“Ti voglio bene Elisa”
Lo guardai timidamente...”ti voglio bene Franco”
Ci salutammo...”vai piano Franco, scrivimi quando arrivi”
“Si tesoro..anche tu..ciao...ti voglio bene..”
“Ti voglio bene Franco” e chiusi la porta.
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