La mia storia settima parte
di
Lily69
genere
confessioni
La vita scorreva normalmente e il rapporto con Massimo andava a gonfie vele. Mercoledì mattina sarei dovuta andare a portare l’auto per la revisione. Quindi mi avviai. Arrivai lì lasciai l’auto. Il tizio mi disse di andarla a ritirare tra un oretta. Il tempo di un buon gelato mi dissi. Andai in gelateria. Presi un bel cono e mi sedetti al tavolino. Ero tranquilla per i fatti miei quando sollevando lo sguardo vidi in un tavolino vicino un bell’uomo. Stava mangiando un croissant e guardava il cellulare. Poteva avere sui 55 anni ma era molto piacente. Ogni tanto staccava lo sguardo ma non nella mia direzione 🥲. Così decisi di attirare la sua attenzione gridando “cameriere mi scusi” il giovane che serviva ai tavoli si girò verso di me e anche lui alzò lo sguardo verso di me. “Posso avere un bicchiere d’acqua?”
Feci finta di guardarmi intorno e poi lo guardai. Era ancora con gli occhi incollati a me. Sorrisi e leccai il gelato. Prima normalmente. Vidi che non staccava lo sguardo e quindi diedi una leccata più maliziosa affondando il labbro superiore nella panna in modo che si sporcasse. Staccai la bocca dal cono e gustai il gelato. Sentivo la panna sul labbro superiore ma non feci nulla. Lui fece un cenno con la mano e poi indicò il labbro. Io feci finta di non capire. Così si alzò e venne al mio tavolo. “Salve mi scusi … ha della panna sulle sue splendide labbra”
Accennai un sorriso e uscendo la lingua cercai di raccoglierla con gesto erotico. Lui guardava e sorrideva.
“Ho preso tutto?” Dissi con voce sensuale.
“Per fortuna ne ha ancora un po’ e quindi mi sa che dovrà nuovamente uscire la lingua per vedere se riesce a raccogliere tutto”
“In genere riesco a prendere sempre tutto, e se non ci arrivo …” presi la panna con il dito e la portai alla bocca leccando poi il dito e ficcandomelo tutto in bocca.
“Vedo che è esperta”
E io maliziosamente “ingoio sempre tutto. Non sono abituata a fare perdere certe delizie”
“Mmmhhh interessante”
“Ha presente quelle che ingoiano fino all’ultima goccia?”
“No ma penso che tu possa farmi vedere un esempio”
“Certamente”
“Hotel Cesare ore 13” disse lui. E aggiunse “ci vediamo li davanti”
Alle 12.55 ero già lì. Lui arrivò con dieci minuti di ritardo tanto che avevo pensato non venisse più.
“Perdonami un collega rompi coglioni”
Mi avvicinai al suo orecchio e gli sussurrai “tranquillo io in genere non li rompo … li svuoto”
Salimmo in camera, non appena dentro mi spinse contro il muro e mi infilò la lingua in bocca. Io invece avevo subito curiosità di vedere com’era fatto sotto. “Dai escilo”
“Aspetta capisco che hai sete ma prima fammi vedere la merce” detto questo mi sfilò il vestitino. Come sempre ero nuda “Sei già nuda! Non avevo dubbi.” Il mio seno aveva già i capezzoli turgidi e la mia figa depilata pulsava di piacere.
“Cazzo quanto sei bella!” Detto questo mi buttò sul letto e iniziò a spogliarsi. Aveva un fisico ben allenato e quando si tolse i boxer un bel uccello di circa 20 cm stava già in piedi.
“Allora? Fammi vedere cosa sai fare”
Mi avvicinai apri la bocca e tirai fuori la lingua quindi lo presi piano piano tutto in bocca fino alla radice. Stetti 15 secondi ferma così la gola pulsava sulla sua cappella, poi il fiato iniziò a mancare e dovetti uscirlo. Un filo di saliva colò sul pavimento e presi aria.
“Sei una vera professionista. Fallo nuovamente mi piace vederti diventare rossa”
Ripetei la cosa ma stavolta presi più aria e mentre lo avevo in gola con una mano gli massaggiai i coglioni e con l’altra mi toccai infilandomi prima due dita poi tre. Quando lo uscì molta più saliva cadde sul pavimento. Lui vide che avevo tre dita dentro la figa.
“Vieni sul letto vedo lo vuoi dentro”
“Sì dammelo dammelo ti prego”
Mi misi sul letto, mi prese con forza e me lo piantò tutto dentro in colpo solo. Poi si avvicinò e mi mise la lingua in bocca mentre mi scopava sempre più forte. Fu in quel momento che pensai al mio futuro marito. Un po’ mi sentivo in colpa ma poi la voglia di essere scopata da un bel cazzo mi ha fatto dimenticare tutto. Sentivo quel cazzone che mi sfondava e le sue mani su di me e la sua lingua dentro la mia bocca. Mi venne spontaneo dirgli “cazzo io ti voglio ancora”
“Sei una bella puttana qualche altra scopata non mi dispiacerà”
Continuò a scoparmi per almeno un dieci minuti poi lo uscì. Mi ci avventai con la bocca che si riempi di calda sborra. Era dolcissima.
Ingoiai tutto “wow è dolcissima”
Lui si avvicinò e mi diede un bacio in bocca.
“Sì hai ragione è dolce”
Ridemmo. Si alzò e si andò a fare una doccia. “C’è il frigo bar prendi quello che vuoi è tutto pagato.”
“Sinceramente ho un po’ di fame ma non vorrei togliermi il sapore della tua sborra” si affacciò dalla porta del bagno, mi guardò … “ripeto sei una bella puttana”
Quando uscì dal bagno io stavo mangiando dei wafer presi dal frigo. “Ne vuoi?”
“No devo correre che mia moglie mi aspetta per il pranzo” si finì di vestire poi vidi che si mise la giacca e cercava qualcosa. Era il portafoglio. Prese dei soldi. Mi venne incontro mi diede un altro bacio con la lingua e poi “Tieni credo bastino. Ci vediamo sempre in quella gelateria. Io sono tutte le mattine lì.”
E se ne uscì. Rimasi lì impietrita. Una parte di me voleva pensare che fosse stato un regalo. Un piccolo regalo per la bella scopata che gli avevo regalato. Guardai i soldi. Duecentomila lire. Una cifra enorme. Ma poi purtroppo capì quale era la verità. Quelle sue parole “sei una bella puttana” o “credo bastino”
Mi aveva scambiata per una puttana. Sentivo il bisogno di andare subito da Massimo.
Feci finta di guardarmi intorno e poi lo guardai. Era ancora con gli occhi incollati a me. Sorrisi e leccai il gelato. Prima normalmente. Vidi che non staccava lo sguardo e quindi diedi una leccata più maliziosa affondando il labbro superiore nella panna in modo che si sporcasse. Staccai la bocca dal cono e gustai il gelato. Sentivo la panna sul labbro superiore ma non feci nulla. Lui fece un cenno con la mano e poi indicò il labbro. Io feci finta di non capire. Così si alzò e venne al mio tavolo. “Salve mi scusi … ha della panna sulle sue splendide labbra”
Accennai un sorriso e uscendo la lingua cercai di raccoglierla con gesto erotico. Lui guardava e sorrideva.
“Ho preso tutto?” Dissi con voce sensuale.
“Per fortuna ne ha ancora un po’ e quindi mi sa che dovrà nuovamente uscire la lingua per vedere se riesce a raccogliere tutto”
“In genere riesco a prendere sempre tutto, e se non ci arrivo …” presi la panna con il dito e la portai alla bocca leccando poi il dito e ficcandomelo tutto in bocca.
“Vedo che è esperta”
E io maliziosamente “ingoio sempre tutto. Non sono abituata a fare perdere certe delizie”
“Mmmhhh interessante”
“Ha presente quelle che ingoiano fino all’ultima goccia?”
“No ma penso che tu possa farmi vedere un esempio”
“Certamente”
“Hotel Cesare ore 13” disse lui. E aggiunse “ci vediamo li davanti”
Alle 12.55 ero già lì. Lui arrivò con dieci minuti di ritardo tanto che avevo pensato non venisse più.
“Perdonami un collega rompi coglioni”
Mi avvicinai al suo orecchio e gli sussurrai “tranquillo io in genere non li rompo … li svuoto”
Salimmo in camera, non appena dentro mi spinse contro il muro e mi infilò la lingua in bocca. Io invece avevo subito curiosità di vedere com’era fatto sotto. “Dai escilo”
“Aspetta capisco che hai sete ma prima fammi vedere la merce” detto questo mi sfilò il vestitino. Come sempre ero nuda “Sei già nuda! Non avevo dubbi.” Il mio seno aveva già i capezzoli turgidi e la mia figa depilata pulsava di piacere.
“Cazzo quanto sei bella!” Detto questo mi buttò sul letto e iniziò a spogliarsi. Aveva un fisico ben allenato e quando si tolse i boxer un bel uccello di circa 20 cm stava già in piedi.
“Allora? Fammi vedere cosa sai fare”
Mi avvicinai apri la bocca e tirai fuori la lingua quindi lo presi piano piano tutto in bocca fino alla radice. Stetti 15 secondi ferma così la gola pulsava sulla sua cappella, poi il fiato iniziò a mancare e dovetti uscirlo. Un filo di saliva colò sul pavimento e presi aria.
“Sei una vera professionista. Fallo nuovamente mi piace vederti diventare rossa”
Ripetei la cosa ma stavolta presi più aria e mentre lo avevo in gola con una mano gli massaggiai i coglioni e con l’altra mi toccai infilandomi prima due dita poi tre. Quando lo uscì molta più saliva cadde sul pavimento. Lui vide che avevo tre dita dentro la figa.
“Vieni sul letto vedo lo vuoi dentro”
“Sì dammelo dammelo ti prego”
Mi misi sul letto, mi prese con forza e me lo piantò tutto dentro in colpo solo. Poi si avvicinò e mi mise la lingua in bocca mentre mi scopava sempre più forte. Fu in quel momento che pensai al mio futuro marito. Un po’ mi sentivo in colpa ma poi la voglia di essere scopata da un bel cazzo mi ha fatto dimenticare tutto. Sentivo quel cazzone che mi sfondava e le sue mani su di me e la sua lingua dentro la mia bocca. Mi venne spontaneo dirgli “cazzo io ti voglio ancora”
“Sei una bella puttana qualche altra scopata non mi dispiacerà”
Continuò a scoparmi per almeno un dieci minuti poi lo uscì. Mi ci avventai con la bocca che si riempi di calda sborra. Era dolcissima.
Ingoiai tutto “wow è dolcissima”
Lui si avvicinò e mi diede un bacio in bocca.
“Sì hai ragione è dolce”
Ridemmo. Si alzò e si andò a fare una doccia. “C’è il frigo bar prendi quello che vuoi è tutto pagato.”
“Sinceramente ho un po’ di fame ma non vorrei togliermi il sapore della tua sborra” si affacciò dalla porta del bagno, mi guardò … “ripeto sei una bella puttana”
Quando uscì dal bagno io stavo mangiando dei wafer presi dal frigo. “Ne vuoi?”
“No devo correre che mia moglie mi aspetta per il pranzo” si finì di vestire poi vidi che si mise la giacca e cercava qualcosa. Era il portafoglio. Prese dei soldi. Mi venne incontro mi diede un altro bacio con la lingua e poi “Tieni credo bastino. Ci vediamo sempre in quella gelateria. Io sono tutte le mattine lì.”
E se ne uscì. Rimasi lì impietrita. Una parte di me voleva pensare che fosse stato un regalo. Un piccolo regalo per la bella scopata che gli avevo regalato. Guardai i soldi. Duecentomila lire. Una cifra enorme. Ma poi purtroppo capì quale era la verità. Quelle sue parole “sei una bella puttana” o “credo bastino”
Mi aveva scambiata per una puttana. Sentivo il bisogno di andare subito da Massimo.
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