Un viaggio ricordo
di
bivacco
genere
trio
Il mio primo lavoro con un'impresa riguardava le installazioni nelle centrali telefoniche
con la competenza in alcune regioni. Ha poca importanza ma si partiva la notte tra domenica e lunedì per rientrare la notte del venerdì, era variabile anche la distanza. Cinque giorni a settimana si mangiava fuori, pranzo e cena, i vecchi operai sapevano perfettamente dove si mangiava bene, solitamente dove si fermavano, e si fermano tuttora gli autisti dei tir. Ho lavorato con quella impresa prima che mi sposassi, successivamente sono stato assunto in una società telefonica. Una volta ho portato mia
moglie a vedere alcuni posti dove avevo lavorato e dove avevo mangiato. Per me, alquanto
nostalgico, un piacere rivedere certi posti, per Simona conoscere le città.
Siamo andati in treno, proprio come facevo io, quella volta siamo andati a Pesaro.
Valentino Rossi non ancora veniva neanche concepito, a pranzo siamo andati nello stesso locale dove mangiavo io. C'era il pienone, non c'era posto, ho spiegato al gestore, che non era più lo stesso di allora, il motivo del nostro viaggio, è stato molto disponibile, ci ha proposto di metterci nel tavolo di un camionista, che era solo, frequentatore del
locale che ci ha accolto con cortesia. Abbiamo raccontato anche a lui il motivo per cui
eravamo li. Gli abbiamo raccontato tutto, si è instaurata un 'amicizia al punto che ci
ha proposto di viaggiare con lui che però prima doveva andare a Torino poi saremmo ritornati in Abruzzo. Simona entusiasta della proposta, un solo problema non avevamo
biancheria di ricambio, però ci saremmo arrangiati. Simona portava pochi vestiti addosso
così come pure io. Gabriele l'autista ci ha promesso che avremmo fatto una nuova esperienza. Abbiamo pranzato, usufruito dei servizi igienici. Tutti gli autisti nel
locale guardavano Simona col seno prorompente, siamo ripartiti. Noi sui sedili, Simona
accovacciata al centro a gambe scoperte quasi fino all'inguine, dove gli occhi di
Gabriele arrivavano molto spesso. Quando lui, molto spiritoso faceva battute col
doppio senso Simona gli si gettava addosso ridendo. Gabriele ha deciso che ci saremmo
fermati ad Alessandria per la notte, in modo che la mattina alle sei potevamo essere
a destinazione.. Veramente pensavamo di andare in albergo, Gabriele ha proposto che
saremmo stati comodi anche nel lettino sul retro cabina che lui stesso ha scoperto
spostando la tendina. Non sembrava proprio spaziosa, però non potevamo decidere noi.
Trovato il solito locale per loro, si sentiva odore di pizza, quindi abbiamo scelto
pizza per tutti. Poi a turno siamo andati in bagno e doccia, i camionisti sanno
tutto, siamo risaliti sul camion, Simona ha detto chiaramente che lei dormiva nuda.
Potevamo noi dormire vestiti? Non era proprio il caso, con la lucetta di servizio
nella cabina letto eravamo uno sull'altro, i cazzi ormai in versione scopata, non
siamo riusciti a gestirci, Simona non li ha mai lasciati, uno in figa l'altro in
bocca a turno, nelle fasi di stare più comodi il cazzo di Gabriele vicino alla mia
bocca o viceversa, abbiamo ingoiato tutto quello che la figa conteneva, entrambi
io e Gabriele che ci stava bene tutto. Alle tre abbiamo ceduto, abbiamo dormito uno sull'altro con la sborra che ci incollava. Siamo arrivati alle 9 a Torino, abbiamo
scaricato due colli, Simona nuda in cabina notte. Siamo tornati in Abruzzo la sera
alle 9, Gabriele ci ha lasciati vicino casa, lui è tornato a casa dove l'aspettava la moglie.
con la competenza in alcune regioni. Ha poca importanza ma si partiva la notte tra domenica e lunedì per rientrare la notte del venerdì, era variabile anche la distanza. Cinque giorni a settimana si mangiava fuori, pranzo e cena, i vecchi operai sapevano perfettamente dove si mangiava bene, solitamente dove si fermavano, e si fermano tuttora gli autisti dei tir. Ho lavorato con quella impresa prima che mi sposassi, successivamente sono stato assunto in una società telefonica. Una volta ho portato mia
moglie a vedere alcuni posti dove avevo lavorato e dove avevo mangiato. Per me, alquanto
nostalgico, un piacere rivedere certi posti, per Simona conoscere le città.
Siamo andati in treno, proprio come facevo io, quella volta siamo andati a Pesaro.
Valentino Rossi non ancora veniva neanche concepito, a pranzo siamo andati nello stesso locale dove mangiavo io. C'era il pienone, non c'era posto, ho spiegato al gestore, che non era più lo stesso di allora, il motivo del nostro viaggio, è stato molto disponibile, ci ha proposto di metterci nel tavolo di un camionista, che era solo, frequentatore del
locale che ci ha accolto con cortesia. Abbiamo raccontato anche a lui il motivo per cui
eravamo li. Gli abbiamo raccontato tutto, si è instaurata un 'amicizia al punto che ci
ha proposto di viaggiare con lui che però prima doveva andare a Torino poi saremmo ritornati in Abruzzo. Simona entusiasta della proposta, un solo problema non avevamo
biancheria di ricambio, però ci saremmo arrangiati. Simona portava pochi vestiti addosso
così come pure io. Gabriele l'autista ci ha promesso che avremmo fatto una nuova esperienza. Abbiamo pranzato, usufruito dei servizi igienici. Tutti gli autisti nel
locale guardavano Simona col seno prorompente, siamo ripartiti. Noi sui sedili, Simona
accovacciata al centro a gambe scoperte quasi fino all'inguine, dove gli occhi di
Gabriele arrivavano molto spesso. Quando lui, molto spiritoso faceva battute col
doppio senso Simona gli si gettava addosso ridendo. Gabriele ha deciso che ci saremmo
fermati ad Alessandria per la notte, in modo che la mattina alle sei potevamo essere
a destinazione.. Veramente pensavamo di andare in albergo, Gabriele ha proposto che
saremmo stati comodi anche nel lettino sul retro cabina che lui stesso ha scoperto
spostando la tendina. Non sembrava proprio spaziosa, però non potevamo decidere noi.
Trovato il solito locale per loro, si sentiva odore di pizza, quindi abbiamo scelto
pizza per tutti. Poi a turno siamo andati in bagno e doccia, i camionisti sanno
tutto, siamo risaliti sul camion, Simona ha detto chiaramente che lei dormiva nuda.
Potevamo noi dormire vestiti? Non era proprio il caso, con la lucetta di servizio
nella cabina letto eravamo uno sull'altro, i cazzi ormai in versione scopata, non
siamo riusciti a gestirci, Simona non li ha mai lasciati, uno in figa l'altro in
bocca a turno, nelle fasi di stare più comodi il cazzo di Gabriele vicino alla mia
bocca o viceversa, abbiamo ingoiato tutto quello che la figa conteneva, entrambi
io e Gabriele che ci stava bene tutto. Alle tre abbiamo ceduto, abbiamo dormito uno sull'altro con la sborra che ci incollava. Siamo arrivati alle 9 a Torino, abbiamo
scaricato due colli, Simona nuda in cabina notte. Siamo tornati in Abruzzo la sera
alle 9, Gabriele ci ha lasciati vicino casa, lui è tornato a casa dove l'aspettava la moglie.
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