Il relatore

di
genere
etero

Vale rimase qualche istante davanti alla porta dell'ufficio di Mic, il suo relatore. Inspirò profondamente e si sistemò il vestitino bianco e azzurro che aveva scelto con cura quella mattina. Sotto il tessuto leggero indossava un completo di pizzo che la faceva sentire bella, sicura di sé e incredibilmente femminile. Non voleva attirare l'attenzione in modo sfacciato; desiderava soltanto sentirsi speciale.

Bussò piano.

«Avanti.»

Mic era seduto alla scrivania, concentrato sul computer e su una pila di documenti. Sollevò lo sguardo e le rivolse un sorriso gentile.

«Ciao, Vale. Accomodati.»

L'incontro iniziò come tutti gli altri. Parlarono del progetto, degli esami e delle attività da svolgere. Lui spiegava con la sua solita calma, mentre lei cercava di seguire ogni parola. Eppure quel giorno c'era qualcosa di diverso. Ogni sguardo sembrava durare qualche secondo in più, ogni silenzio sembrava raccontare molto più di qualsiasi frase. Per osservare meglio il monitor, Vale si avvicinò alla sua sedia. Le loro spalle finirono quasi per sfiorarsi. Nel sistemarsi, la sua gamba toccò quella di Mic. Nessuno dei due si ritrasse. Per qualche istante continuarono a fissare lo schermo, fingendo che nulla fosse accaduto. Ma l'aria nell'ufficio era cambiata.
Mic voltò lentamente il viso verso di lei, perché aveva smesso di parlare ed era diventata la faccia tutta rossa.

«Stai bene?»

Vale sorrise appena.

«Sì... anche se credo che oggi sia difficile concentrarsi.»

Lui abbassò lo sguardo con un sorriso appena accennato. «Così mi metti in difficoltà.»

Vale si morse leggermente il labbro inferiore, senza smettere di guardarlo. Sentiva il cuore battere sempre più forte.
Mic esitò ancora un istante, poi le sfiorò delicatamente la mano, quasi chiedendole il permesso di accorciare quella distanza. Lei intrecciò le dita con le sue.
Fu un gesto semplice, ma bastò a far crollare ogni barriera.
Le loro bocche si sfiorarono.
Vale percepiva il suo respiro famelico, il calore della sua pelle e il profumo discreto del dopobarba. Mic le accarezzò lentamente una guancia, accompagnando una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Si staccò da lei, rimanendo con le fronti unite, e disse: «Sei consapevole di quanto sia complicato tutto questo?»
Lei annuì. «Lo so»
Fu allora che le loro labbra si incontrarono di nuovo. All'inizio fu un bacio timido, quasi incerto, poi divenne più intenso, più sentito, come se entrambi avessero trattenuto quel momento per troppo tempo. Mic la strinse delicatamente a sé, mentre Vale chiudeva gli occhi, lasciandosi trasportare dalle emozioni.

«Se resti ancora qui...» disse lui sorridendo, «...temo che dimenticherò completamente perché ti avevo fatta venire nel mio ufficio.»

Vale rise piano. «Forse era proprio quello che speravo.»

Per un lungo momento nessuno dei due parlò. Il silenzio era pieno di emozioni, di desiderio trattenuto e di promesse ancora tutte da scrivere.
Mic cominciò ad accarezzarle la schiena, poi scese a baciarle il collo e a toccarle il seno da sopra il vestitino, e lei cominciava a bagnarsi. Con le mani sollevò il vestito e lo tolse, si mise a leccare attorno al reggiseno e lei cominciò a gemere dal piacere.

Con una mossa abile le tolse il reggiseno.
Prese a leccare i capezzoli come se lo dovesse allattare.
«AAh... Siiiiii...»
Vale si bagnò tutta e godette come non mai. Prese a morderle i capezzoli e a lei sfuggì un gemito più forte del dovuto, per farla smettere di urlare dovette infilare la lingua in bocca.

Cambiarono. Lei lo prese il viso tra le mani e lo fece sedere sulla cattedra. Gli sbottonò e tolse i pantaloni, vedendo già la sua erezione attraverso i boxer glielo prese tra le mani e cominciò a segarlo con tutta la sua grinta. Vedere quanto godeva la fece bagnare sempre di più.
Prima gli leccò la cappella mentre con la mano destra continuava a segare quel cazzo duro, gonfio e voglioso. Lui la prese per i capelli e glielo ficcò tutto in bocca.
Stette quasi per affogare... Quel cazzo era enorme!
Con una mossa veloce le tolse gli slip, mentre lei continuava a fargli il miglior pompino della storia la fece sdraiare sulla cattedra e con due dita entrò dentro la sua figa, mentre con la lingua cominciò a succhiarle il clitoride, in un fantastico sessantanove.

Dopo averla fatta godere, Mic si staccò da quella succosa figa e la fece mettere seduta.
Non la fece attendere. Infilò senza fatica un dito, guardandola negli occhi, godendosi i suoi gemiti di piacere e le espressioni di piacere del suo viso.
Poi due, entrava e usciva sempre più velocemente, poi si fermò, le fece allargare le gambe al massimo e si avventò con la bocca sul fiero pasto, inserendo stavolta quattro dita...

Titillava il clitoride con la lingua mentre la penetrava con le dita. Vale venne in pochissimo tempo.

Sapeva esattamente come far godere una donna.

《Alzati in piedi》 Gli disse lei dopo essersi ripresa. Si mise seduta e gli tolse i boxer grigio fumo di Londra, lasciando libero il suo magnifico bastone duro come il marmo...
Vedere tutte le vene gonfie che gli correvano attorno per tutta la sua lunghezza, la cappella rosea, umida in punta, bollente fece impazzire immediatamente Vale, tanto da prenderlo nella mano destra e iniziò a segarlo piano scoprendo e coprendo la punta lucida, giocandoci.

Lui era carico, e le mise una mano sulla testa per imporre il ritmo sul suo membro...

Lei lo lasciò fare. Aprì poco la bocca, si inumidì le labbra con la lingua e le appoggiò sulla punta. Iniziò a leccare la punta, per inumidirlo bene con la saliva, poi aprì di più la bocca e lo infilò in bocca, avviluppandolo con la lingua e creando una sensazione di risucchio.
Lo tirava dentro e fuori dalla bocca e ci faceva girare la lingua intorno e lui sospirava.
Le spingeva la testa piu in fondo, lo spinse quasi in gola, più giù che poteva, fino a toglierle il respiro, una, due, tre volte...era al limite. 

Vale sì fermò, lo fece sedere sulla cattedra e si mise a cavalcioni sopra di lui.
Iniziò a strusciarsi lenta sul suo petto villoso, mentre strofinava il suo fiore sulla sua verga che si bagnava dei suoi molti umori.
Mic la bloccò con forza tenendola per i fianchi. Lei provò a divincolarsi, ma la fece inginocchiare davanti a lui e ricominciò a prenderglielo in bocca.
Lei sentiva il suo stesso sapore sul membro di lui e leccava, succhiava, vorace, mentre con la mano andava su e giù ritmicamente.

《mi fai venire se continui in questo modo》le disse con voce strozzata.

Tornò a cavalcioni sopra di lui, senza lasciargli la possibilità di alzarsi.
Appoggiò la punta tra le sue piccole labbra e si lasciò lentamente cadere sopra di lui, impalandosi.
Lui sospirò, si buttò indietro la testa, allargò le braccia e mise le mani sul suo seno, la lasciava fare mentre le strizzava i capezzoli tra le dita.

Iniziò a muoversi lenta sopra di lui, movimenti rotondi con le anche, che man mano divennero più frenetici.  Tolse le mani dal suo seno e le portò sui fianchi e assecondò il suo movimento.
La baciò premendo forte i suoi glutei penetrandola fino all'utero con colpi ben assestati.
Vale venne dopo poco, era un lago, gli bagnò lo scroto con i suoi umori che colavano copiosi dalla sua figa.
Lui la accarezzava con la mano mentre l'orgasmo la lasciava senza forza nelle gambe.

《Ti piace eh‽ Ma come ti muovi bene! Lo sapevo che sei una troia! Ti voglio scopare a novanta..》

Lei si alzò e si mise appoggiata con la pancia al tavolo. Le divaricò la gambe, le allargò natiche e le infilò tre dita a bruciapelo.
Vale si sentiva una porca e spingeva più possibile indietro il bacino per permettergli di fotterla meglio con quelle dita.

《Sei fantastico prof! Mi fai godere come una troia!》

Puntò la sua verga in mezzo alle sue labbra, spinse ed entrò completamente dentro di lei. Iniziò subito a fotterla velocemente, si sentivano grugnire e ansimare mentre tutto il mondo continuava a funzionare fuori da quell'ufficio.

Era pronto a svuotarsi completamente e lo ero anche lei, di nuovo!

Godevano entrambi!

Lui le stimolava il clitoride con le mani e poi se le portava alla bocca.
Voleva sentire il suo sapore!
Sapore di sesso, di godimento, di proibito!
Qualche colpo possente ancora e si accasciò su di lei riversandole tutti il suo seme, in un orgasmo che gli tolse le forze.

Uscì da quella grotta calda che gli aveva appena fatto provare sensazioni nuove e si sedette sulla sedia cercando di riprendere fiato.
Dopo essersi ripresi e sistemati, si dettero un bacio appassionato e tornarono a parlare del motivo per cui erano lì.
di
scritto il
2026-07-18
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