Il prezzo del vuoto
di
Dott. BratIslavo
genere
sadomaso
Content Warning: BDSM, Impact Play, Consensual Non-Consent (CNC), Bondage, Group Play, Aftercare.
Pomeriggio trascorso a "mettersi a nudo".
Non c'era nulla in programma per la notte, ma quelle conversazioni furono fondamentali: definire limiti, gusti, preferenze, uso delle safeword, gestione del subspace, drop e dell’aftercare. Scattarono scintille in ognuno dei due, senza palesarsi o lasciar intendere un possibile incontro.
Punto fermo assoluto: nessun gioco in stato di alterazione, zero alcol o droghe. Quel confronto serviva a conoscersi, a testare la compatibilità e a stabilire le basi per futuri approcci.
Lì, il nudo non era un gioco di sguardi, ma una condizione naturale, pelle esposta al vento della sera e terra sotto i piedi.
Dopo una bellissima performance di shibari, al termine dello spettacolo la gente si era dileguata nella villa. Spostamento sul prato del parco, angolo buio. Tanti corpi in giro, lì intorno solo loro due. Luca voleva sentire il rumore delle cerniere della gogna. Arianna, bloccata: polsi incastrati, braccia tese, corpo piegato, gambe divaricate. Odore di terra umida. Vulnerabile, bendata, imbavagliata.
Senza bisogno di parole, Luca dettava il ritmo:paddle, frustino, flogger. Colpi secchi, precisi, alternati, poi più ampi. Arianna incassava, tesa contro il legno. Nonostante la sottomissione, ogni volta che un colpo scendeva, il suo corpo scattava in avanti, una reazione nervosa, un accenno di sfida che chiedeva altro, invitando Luca a insistere ancora. C’era quella sensazione di un confine, di un possesso che lei, pur restando immobile, continuava a stuzzicare con il suo atteggiamento ribelle.
Al culmine del ritmo, apparvero due ombre dal buio. Una coppia. Si avvicinarono, chiesero con un cenno se potevano guardare e aggiungersi. Luca si fermò, mano sulla nuca di lei: una pressione minima, una domanda muta. Arianna sollevò il capo, cenno di assenso, consenso. Il trasferimento alla croce di Sant’Andrea fu rapido.
Cinghie chiuse. Nessuna coreografia, solo fisicità. La ragazza avanti, mani sui segni lasciati sulla pelle di Arianna. Poi l'uomo. Gerarchia annullata: Luca a guardare, a gestire il fiato di lei mentre le mani degli altri due le esploravano cosce, fianchi, il corpo bloccato.
Inizialmente, i due subentranti si limitarono a tocchi ed effusioni, ma la tensione non si spezzava. Fu proprio Arianna, con uno scatto di sfida, a pretendere che superassero ogni indugio, chiedendo esplicitamente di essere parte attiva, senza più filtri. Arianna si dimenava contro i ganci, il respiro soffocato dal bavaglio ogni volta che una mano estranea affondava nei muscoli. Un casino di sensazioni. Non contava più chi avesse iniziato: lei era lì, presa in mezzo, il tocco di Luca alternato a quello degli altri. Nessun discorso, solo sudore e rumore dei corpi che si scontravano nel buio. Era preda comune, un corpo non più solo di Luca, ma di quel "branco" affamato.
Dopo, silenzio.
La ragazza della coppia, terminata l'intesa, si avvicinò subito a lei. Slacciò i ganci con tanta premura, la sostenne quando le gambe cedettero, l'avvolse in un pareo e la fece sedere a terra. Coccole, sussurri, baci. Aftercare puro per riportarla in superficie.
Poco dopo, Luca si unì a loro. Si sedette accanto ad Arianna, la attirò contro il petto, baciando la fronte e i segni sulla schiena e massaggiandole i piedi. Infine, anche l'altro ragazzo della coppia si avvicinò. Un abbraccio a quattro, calma e condivisione dopo la tempesta. Il prezzo era stato scelto, pagato, e infine condiviso.
#BDSM #ImpactPlay #Bondage #GroupPlay #ConsensualNonConsent #CNC #Subspace #Aftercare #PowerExchange #Writing #SensoryPlay
Pomeriggio trascorso a "mettersi a nudo".
Non c'era nulla in programma per la notte, ma quelle conversazioni furono fondamentali: definire limiti, gusti, preferenze, uso delle safeword, gestione del subspace, drop e dell’aftercare. Scattarono scintille in ognuno dei due, senza palesarsi o lasciar intendere un possibile incontro.
Punto fermo assoluto: nessun gioco in stato di alterazione, zero alcol o droghe. Quel confronto serviva a conoscersi, a testare la compatibilità e a stabilire le basi per futuri approcci.
Lì, il nudo non era un gioco di sguardi, ma una condizione naturale, pelle esposta al vento della sera e terra sotto i piedi.
Dopo una bellissima performance di shibari, al termine dello spettacolo la gente si era dileguata nella villa. Spostamento sul prato del parco, angolo buio. Tanti corpi in giro, lì intorno solo loro due. Luca voleva sentire il rumore delle cerniere della gogna. Arianna, bloccata: polsi incastrati, braccia tese, corpo piegato, gambe divaricate. Odore di terra umida. Vulnerabile, bendata, imbavagliata.
Senza bisogno di parole, Luca dettava il ritmo:paddle, frustino, flogger. Colpi secchi, precisi, alternati, poi più ampi. Arianna incassava, tesa contro il legno. Nonostante la sottomissione, ogni volta che un colpo scendeva, il suo corpo scattava in avanti, una reazione nervosa, un accenno di sfida che chiedeva altro, invitando Luca a insistere ancora. C’era quella sensazione di un confine, di un possesso che lei, pur restando immobile, continuava a stuzzicare con il suo atteggiamento ribelle.
Al culmine del ritmo, apparvero due ombre dal buio. Una coppia. Si avvicinarono, chiesero con un cenno se potevano guardare e aggiungersi. Luca si fermò, mano sulla nuca di lei: una pressione minima, una domanda muta. Arianna sollevò il capo, cenno di assenso, consenso. Il trasferimento alla croce di Sant’Andrea fu rapido.
Cinghie chiuse. Nessuna coreografia, solo fisicità. La ragazza avanti, mani sui segni lasciati sulla pelle di Arianna. Poi l'uomo. Gerarchia annullata: Luca a guardare, a gestire il fiato di lei mentre le mani degli altri due le esploravano cosce, fianchi, il corpo bloccato.
Inizialmente, i due subentranti si limitarono a tocchi ed effusioni, ma la tensione non si spezzava. Fu proprio Arianna, con uno scatto di sfida, a pretendere che superassero ogni indugio, chiedendo esplicitamente di essere parte attiva, senza più filtri. Arianna si dimenava contro i ganci, il respiro soffocato dal bavaglio ogni volta che una mano estranea affondava nei muscoli. Un casino di sensazioni. Non contava più chi avesse iniziato: lei era lì, presa in mezzo, il tocco di Luca alternato a quello degli altri. Nessun discorso, solo sudore e rumore dei corpi che si scontravano nel buio. Era preda comune, un corpo non più solo di Luca, ma di quel "branco" affamato.
Dopo, silenzio.
La ragazza della coppia, terminata l'intesa, si avvicinò subito a lei. Slacciò i ganci con tanta premura, la sostenne quando le gambe cedettero, l'avvolse in un pareo e la fece sedere a terra. Coccole, sussurri, baci. Aftercare puro per riportarla in superficie.
Poco dopo, Luca si unì a loro. Si sedette accanto ad Arianna, la attirò contro il petto, baciando la fronte e i segni sulla schiena e massaggiandole i piedi. Infine, anche l'altro ragazzo della coppia si avvicinò. Un abbraccio a quattro, calma e condivisione dopo la tempesta. Il prezzo era stato scelto, pagato, e infine condiviso.
#BDSM #ImpactPlay #Bondage #GroupPlay #ConsensualNonConsent #CNC #Subspace #Aftercare #PowerExchange #Writing #SensoryPlay
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