L'ennesimo racconto sulla spiaggia nudista. O forse no...
di
Zio Tibia
genere
masturbazione
Nota 1.
Questo racconto in realtà l'ho già scritto altrove. Era su un forum che poi è sparito di botto, e fondamentalmente mi spiace non poterlo andare più a rileggere. Spero che questa volta abbia maggior fortuna.
Stupidamente non lo avevo salvato da nessuna parte, quindi lo sto riscrivendo da zero, a distanza di circa un anno; la forma quindi cambierà un po', per forza di cose. Ma la sostanza, quella no.
Nota 2.
Tutto quello che leggerete è vero. È realmente accaduto, in tutti i dettagli. Non c'è nulla di romanzato né tantomeno di inventato. Se qualcuno avrà dei dubbi in merito, pazienza. Fondamentalmente lo sto (ri)scrivendo semplicemente per averne una memoria quando i ricordi inizieranno a sbiadire col tempo. Quindi... buona lettura in ogni caso.
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Io sono un nudista. Convinto. Non un naturista: non mi interessa di stare a contatto con la natura, non mi interessa particolarmente il destino del chiurlo svizzero né la sorte del mughetto di palude, non ho la convinzione che stare al mare senza costume mi possa fare entrare in contatto con Madre Natura in modo più completo di quanto potrei fare indossando dei boxer. Penso che se vogliamo fare del bene alla fauna e alla flora di una determinata zona, la cosa migliore non è andarci nudi, ma starne lontani, che tanto la nostra presenza di umani rompicoglioni è sempre e comunque deleteria per l'ambiente. Vabbe', fine del pippone.
Dicevo: sono un nudista convinto. E sociale: mi piace stare nudo in mezzo a gente nuda; e non rinuncio ad attaccare bottone quando sono su una spiaggia nudista (che frequento da quasi 20 anni, ormai). E per "nudista convinto" intendo che non sono uno che si spoglia in spiaggia per andare a fare il guardone o il creepy guy: non vado a passeggiare su e giù per il bagnasciuga per vedere qualche tetta e qualche culo, non vado in spiaggia per segarmi di nascosto. Anzi, da buon nudista sociale, svelerò due o tre segret1 a chi queste spiagge non le ha mai frequentate.
Primo: una spiaggia nudista è innanzitutto il luogo meno sessualmente eccitante del pianeta. Ricordo benissimo la mia prima volta: è stata in una delle spiagge nudiste italiane più note e pubblicizzata. Sono arrivato in spiaggia con mille difficoltà; 20 anni fa eravamo ancora in piena transizione tra TuttoCittà e TomTom, e riuscire ad avere notizie su dove fossero le spiagge nudiste vicine ai propri luoghi era complicato. Una volta sicuro di essere dalla parte giusta della spiaggia (non era difficilissimo capirlo: al di qua c'era gente nuda, al di là no), mi sono messo in piedi vicino al cartello che indicava l'inizio dell'area FKK, mi sono tolto la maglietta e poi, con un gesto inutilmente rapido, mi sono abbassato il costume, sfilandolo poi del tutto e rimanendo nudo al sole. Nella mia testa di niubbo mi immaginavo che l'intera spiaggia si sarebbe girata incredula a guardarmi; e invece (come prevedibile) non mi ha cagato nessuno. E non si vede perché sarebbe dovuto essere diverso.
Ecco. Sono rimasto lì qualche decina di secondi col mio cazzo in mostra, che nel frattempo ha fatto qualche piroetta: da "a riposo" a "barzotto" un paio di volte, con me che pensavo "stai giù! stai giù". E più pensavo "stai giù", più lui si alzicchiava. Dai, storia vecchia, penso che tutti i maschietti l'abbiano provata almeno una volta.
Secondo segreto sulle spiagge nudiste. A nessuno frega niente di quanto uno sia bello o brutto. Questo è il principale motivo per cui adoro queste spiagge: pur non essendo fisicamente un Adone (anzi...) su una spiaggia in cui si è tutti nudi stranamente non mi sento mai giudicato. Cosa che non posso dire delle spiagge tessili. Alla fine stare nudi è una bella cartina di verità: io sono questa cosa qui, questa è la mia faccia, la mia pancia, il mio culo, il mio cazzo. E questa è la tua faccia, la tua schiena, la tua fica, il tuo cazzo, le tue tette. Tutto ciò che in genere si nasconde, qua è in bella vista, e tutti si vedono per quello che (fisicamente) sono. Quindi tutti gli elementi più "seduttivi" si depotenziano, e si è tutti più rilassati. Lo so che sembra paradossale, ma lo sapete bene che è così.
Terzo ed ultimo segreto sulle spiagge nudiste, specie quelle più "sociali": una spiaggia nudista è l'esatto opposto del Fight Club. La prima regola di comportamento della spiaggia nudista è che tutti parlano di come sono belle le spiagge nudiste. Quindi tutti, prima o poi, ci si trova a parlare di come è bello starsene tutti assieme senza un centimetro di costume addosso, di come i "tessili" non si sanno godere il mare, di come qualche porco pervertito può rovinare l'atmosfera di una spiaggia intera. E pure io non mi sottraggo a questo rito: passeggiando nudo in acqua, se inizio a scambiare qualche parola con qualcuno, spesso e volentieri si finisce su questo argomento, con tutti che si professano più o meno indignati (SPOILER: io non mi indigno mai troppo) per come alcune persone vivono la loro presenza su una spiaggia nudista come se fossero su un set di una specie di porno personale.
Mamma mia che premessa lunghissima.
Allora. Il racconto si svolge più o meno un anno fa, nel luglio/agosto (non ricordo con precisione la data) del 2025. Siamo in un'altra spiaggia super-nota, frequentata in modo ufficiale da nudisti da anni e anni e anni.
Io arrivo tranquillo, mattina presto. Mi metto nudo in pochi secondi, intorno a me ci sono fin da subito gruppetti di gente già tutta nuda: non ci sono tessili in vena di curiosità, meglio così, qualcuno addirittura arriva già nudo dai sentieri della pineta. Non pensavo si potesse.
A questo punto nei racconti standard parte un po' di autodescrizione, per solleticare un po' la fantasia di chi legge. Mi spiace, io ho pochissimo da solleticare: sono un uomo di mezza età, fisicamente nulla di che e senza particolari punti di interesse neanche da nudo. Per dirla in modo più chiaro: no, non sono il classico protagonista dei racconti erotici sul Web, tutti con 25 centimetri di cazzo, capaci di riempire una bottiglietta da mezzo litro con una sola sborrata e in grado di infilarlo alla cieca pure nel culo di una zanzara. Ho un cazzo completamente nella norma, anzi forse qualche millimetro sotto la norma, non circonciso né nulla. Un cazzo come tanti (e come quello di tanti che staranno leggendo adesso!). Quindi passiamo oltre.
La giornata passa in modo abbastanza tranquillo. Faccio un minimo di amicizia con una coppia (che per dire il vero passa MOLTO tempo, forse un po' troppo, a lamentarsi dei tessili, dei guardoni, di tutto quello di cui ci si può lamentare su una spiaggia nudista).
La spiaggia è piuttosto frequentata ma non affollata. Ci sono coppie di ogni tipo, qualcuno ha con sé il cane, qualcuno ha un materassino (nota: maschietti, occhio a come salite sui materassini in acqua quando siete nudi... vi assicuro che vedere il vostro cazzo dimenarsi per riuscire a trovare una posizione stabile è qualcosa di fronte a cui è difficile rimanere seri!) qualcun altro si limita a gironzolare in acqua per combattere il caldo.
Giusto per dare un po' di colore: come sempre in spiaggia ci sono corpi di ogni forma e dimensione. Beme così. Però non farà finta di essere asessuato o non vedente: a un certo punto da una villetta circostante arrivano, già completamente nude, una madre con due figlie, a occhio sulla ventina o poco più. Già la madre è molto bella, asciutta, curve giuste, fica con un po' di pelo, un bel colore uniforme su tutto il corpo. Lei arriva in spiaggia sì nuda, ma con una specie di pareo totalmente aperto davanti, che permetteva di contare uno per uno tutti i nei della donna.
Ma le figlie. Le figlie. Santo cielo, due dee egizie. Due statue rinascimentali. Due corpi senza il minimo difetto: magre ma formose, alte il giusto, proporzionatissime, capelli selvaggi e nemmeno l'ombra di un altro pelo addosso. Hanno chiacchierato, in piedi sull'arenile, per ore. Poi si sono buttate in acqua, per poi uscirne con movenze degne di un film con Bo Derek. E asciugarsi centimetro per centimetro: la testa, le spalle, il culo, la fica, le braccia, le gambe, le tette. Roba che uno avrebbe voluto andare lì a dire "vabbe', dai, vi dò una mano io, queste ve le asciugo io".
Insomma: ancora oggi mi chiedo come ho fatto a rimanere in zona senza che il cazzo mi andasse in tiro in 30 secondi (e lo stesso vale per tutti gli altri maschietti vicini a me). Complimenti a loro, alla mamma e a tutti i partecipanti a cotanto patrimonio genetico, chapeau.
Io intanto faccio un po' la spola tra l'acqua e l'asciugamano disteso sulla sabbia, vicino alla coppia di cui parlavo prima: da buon nudista sociale, la prima cosa che faccio SEMPRE quando arrivo in una spiaggia nudista è chiedere a qualcuno di apparentemente affidabile - possibilmente una coppia, per una strana forma di sicurezza - se può dare un'occhiata alla mia borsa. Non so se ci avete mai pensato, ma trovarsi derubati mentre si è nudi può avere conseguenze catastrofiche!
Tra le persone con cui ho attaccato più bottone, un tizio con un cane bellissimo, un altro che faceva volare un aquilone, un gruppetto di donne (diciamo tra i 40 e i 55) che parlavano di burraco, un gruppo di ragazzi che cercava di reclutare gente per giocare a pallavolo in mezzo all'acqua. Tutti (nel caso ve lo steste chiedendo) rigorosamente nudi tranne una delle "donne del burraco", la più giovane, che per qualche motivo a me ignoto si era tenuta addosso il pezzo di sotto del bikini. E io mi sono sempre chiesto, in questa ed altre occasioni... ma cosa cazzo vai a fare in una spiaggia per nudisti, se poi hai intenzione di tenerti il costume addosso tutto il giorno?
Vabbe'. Comunque una cosa va detta: anche se una spiaggia nudista non è una sfilata di corpi statuari, quel giorno la compagine femminile dava più di una pista alla controparte maschile. Santo cielo, erano per la maggior parte donne assurdamente belle. Alcune avranno avuto 10 o 20 anni più di me, ma vi assicuro che erano davvero un piacere per la vista.
Agh! Cosa ho detto! Tabù! Pericolo! Scandalo!
No. Nessuno scandalo. Come dicevo prima, un nudista non è un asessuato o un non vedente: non ha senso far finta di non notare se una pesona è bella o meno, attraente o meno, esattamente come non ha senso far finta di non notare se una persona ha i capelli o meno, se è bianca o nera, se è nuda o vestita. Il problema non è NOTARE queste cose, ma il modo in cui REAGIAMO a ciò che notiamo.
Pim Pum Pam, la giornata di spiaggia volge al termine. Io ho un impegno che ormai incombe, e a malincuore aspetto di asciugarmi un po', saluto le persone con cui avevo chiacchierato e mi allontano per rivestirmi ai bordi della pineta. Sì, ok, piccolo piacere personale, quello di allontanarmi nudo e di rivestirmi poco dopo. Da sempre.
...
Fine del racconto? No, anzi.
Arrivo al sentiero che porta alla strada, ormai si va verso casa. Si ritorna al mondo tessile, con quella sensazione un po' triste di "ok, si torna alla realtà" che mi accompagna ogni volta. Come sarebbe bello un mondo in cui tutti si vive nudi. Ok, lasciamo stare.
E invece questa volta mi succede una cosa che - io vi assicuro - non mi era mai successa in 20 anni di felice frequentazione di spiagge nudiste. Sento il bisogno fortissimo di farmi una sega. Sento che le palle me lo chiedono, e che il cazzo in qualche modo mi sta pulsando dentro i pantaloncini. Non mi era mai capitato prima (né mi è capitato dopo) che il mio corpo mi chiedesse di masturbarmi in modo così preciso e puntuale. Per di più in uno spazio in cui mi sono vantato per ore di non essere uno di quei maniaci che passa il giorno nelle spiagge nudiste per esibirsi e segarsi impunemente. Oh, ma se la natura a un certo punto chiama, che si può fare? Arrivare a casa dopo N kilometri di auto e dolore alle palle? Suvvia.
Vabbe', quindi, cosa faccio? Uffa. In queste dannate spiagge nudiste non c'è MAI nemmeno lo straccio di un bagno o di una doccia al chiuso. D'altra parte vabbe', te ne stai nudo tutto il giorno e vuoi improvvisamente nasconderti mentre ti fai passare un po' di acqua addosso? Però uno può volere un minimo di privacy pure su una spiaggia in cui mostra il culo a tutti tutto il santo giorno, no?
Va bene. Va bene, corpo mio. Mi pare di non poterti ignorare, e di non potermi opporre alle tue richieste. D'altra parte sono stato letteralmente nudo fino a 30 secondi fa, che male ci sarà a tirare fuori il cazzo per un paio di minuti ancora (in genere ci metto di più... ma lo sento che, forse complici le passerelle delle due fiche imperiali, le infinite chiacchiere con uno stormo di uomini e donne nudi, la sensazione dell'arietta fresca sul cazzo appena uscito dall'acqua... lo sento che a questo giro non ci metterò molto a finire. e per fortuna!)
Però ovviamente non posso andare in spiaggia. Devo trovare un luogo un minimo appartato. Facile: la pineta dietro la spiaggia. Non c'è mai nessuno, e se c'è qualcuno leggenda vuole che siano per il 95% maschietti in cerca di fica. Che poi finiscono per guardarsi l'uno con l'altro mentre si segano - se non per massaggiarsi l'uccello a vicenda per la disperazione e la mancanza di idee migliori.
Furbo come una faina, cerco un punto in cui non sembri esserci passaggio; e ne trovo uno - ma chi sono, Sully de La Signora del West? - con un sacco di rametti secchi a terra, in modo da sentire con un buon anticipo se qualcuno si dovesse avvicinare.
Quindi "con scatto felino ed abile mossa" (cit.) ritiro fuori il cazzo, che salta fuori gioioso dal costume che tanto lo stava opprimendo. E che un po' lo opprime ancora, i costumi non sono pensati per segarsi in pace. Vabbe', abbiamo fatto trenta, facciamo trantuno: via il costume, ci metto un istante. E sono lì, con il cazzo rivolto verso il cielo che inizio a segarmi con il ritmo rilassato di chi sa che tanto basteranno pochi colpi per schizzare tutto lo schizzabile. E per una volta senza la preoccupazione di non sporcare in giro: un piacere che non avevo preso in considerazione.
Quand'ecco che il mio piano diabolico va a farsi benedire in un CRAC. CRAC, questo è il rumore di un rametto quando si rompe sotto il peso di una flip flop (le ciabatte infradito, piuttosto sexy quando le indossa una persona nuda, va detto). E, notizia nella notizia: quando senti un CRAC di un rametto, è perché il rametto è tragicamente vicino, e non hai tempo di fare nulla prima che il proprietario del piede che ha rotto il ramoetto sia abbastanza vicino da sgamarti in pieno. Tantomeno di prendere, tirare su il costume e rivestirti in tempo.
Insomma. Mi giro di 90 gradi, ancora con il cazzo in mano, e vivo una delle scene più imbarazzanti (no, dai: la PIU' IMBARAZZANTE) della mia vita. A due metri da me sbuca tranquilla dagli alberi una delle "donne del burraco", quella che si era tenuta mezzo costume addosso tutto il giorno. E che evidentemente, a differenza mia, una doccia l'aveva trovata (ma dove??): infatti stava tornando verso la spiaggia con un asciugamano a cingerle i capelli, le ciabattine di cui sopra, ma per il resto ora completamente nuda. Adesso niente più Bikini Bottom (altra cit.) Accidenti a lei, proprio ora doveva scegliere di farmi vedere la fica, come se non avessi avuto già il cazzo vicino all'esplosione termonucleare globale (ulteriore cit.).
Ecco, si ferma a due metri da me, con una sigaretta elettronica in una mano, e dice un po' per scherno, guardandomi il cazzo ora dritto nella mia mano e sorridendo: "ah, rieccoci. ma buongiorno!"
Io a quel punto faccio l'unica cosa che posso fare: farfuglio. Farfuglio un abbozzo di scuse, cerco di chiedere perdono per il comportamento inaccettabile, cerco di dire che mi vergogno e inizio a rimettermi il costume addosso... lei nel frattempo riprende a camminare, mi supera (rimane sempre ad almeno un metro da me) e mi zittisce con un "ma va', tranquillo, sono cose che a volte capitano..."
Liberi tutti, evvai.
Ma qua esce fuori il colpo di genio. O di idiozia, non so. Lei ormai mi dava le spalle (parentesi: bellissimo culo; si intuiva, col costume, ma senza era una bella conferma), mi aveva anche dato il via libera. Sarebbe bastato aspettare tre secondi che si allontanasse, riprendere il cazzo in mano e... davvero sarebbe stata questione di qualche secondo, prima di godere.
E invece no. Il mio spirito idiota (mi immagino la discussione a mo' di Inside Out nel mio cranio) mi fa esclamare ad alta voce: "No, abbi pazienza: io comunque a questo punto ho bisogno di finire". Volevo solo farle sapere che io avrei continuato a segarmi, come se questa notizia fosse di qualche interesse per chiunque diverso da me. Mah.
... Ma perché l'ho detto? Perché? Cosa speravo di ottenere? Una figura da cretino più assoluta di quella appena fatta? Beh, non certo quello che è successo in quel momento (e già lo so che qua partiranno i "seee, vabbe'!". Eh, pazienza...)
La tizia "capisce tutta un'altra cosa e mi fa subito l'occhietto". No, niente occhietto: ma davvero mi fraintende, si ferma come a riflettere sulle mie parole, si gira (era davvero vicina), mi guarda il cazzo, mi guarda in viso (io non so letteralmente cosa fare, l'imbarazzo è a livelli stellari) e mi dice "uh, ok".
"Uh, ok". Come se le avessi detto "mi fai accendere la sigaretta".
E niente, si avvicina a me (ricordo al gentile pubblico che eravamo entrambi nudi, e che il mio cazzo era una specie di cannoncino prontissimo a fare fuoco), allunga la mano sotto alla punta del mio cazzo, in modo da appoggiarsi il frenulo sul palmo. Non lo stringe, quasi come fosse una carezza muove la sua mano verso di me scappellandomi il glande.
E io sborro. Emetto un gemito degno di un cinghiale bielorusso, e sborro tutta la sborra che ho accumulato nelle ultime ore.
(E mentre scrivo quetse frasi, memore di come fu quel momento, devo dire che sto facendo una discreta fatica a non fare il bis).
Santo cielo, tutto questo al PRIMO colpo (sempre che tecnicamente quello si possa chiamare colpo) che mi ha dato, le ho sborrato dritto sul polso e sul palmo della mano. Lei mi guarda e sorride. "Ah, wow, ci eri davvero vicino". Mi dà due altri colpetti, giusto per essere sicura che il lavoro sia finito, con la mano un po' più chiusa sul mio uccello, e con mia discreta sorpresa riesce a tirar fuori dal mio cazzo ormai in festa altri due fiotti di sborra che vanno a schiantarsi uno su un suo piede e l'altro più su, su una sua coscia.
Io non so più che fare, che dire... Inizio a sentire il crollo del desiderio, sono un misto di imbarazzo, godimento, vergogna, gratitudine, incredulità... Ma davvero mi è successa questa cosa?
Beh, a giudicare dal mio cazzo ancora gocciolante direi di sì. E anche da lei che con il più naturale dei gesti si toglie l'asciugamano dai capelli e si pulisce il polso (la sborra su piede e coscia se l'è tenuta, immagino, fino al mare). Al che mi fa "Beh, allora ciao!", mi saluta con la mano, si gira e se ne va. E io rimango lì, ancora nudo con il cazzo di nuovo in mano (se non altro a cercare di ripulirmi un attimo) a cercare di mettere assieme i tasselli di tutto quanto.
E mi rivesto, per fortuna; perché di lì a pochi secondi passa di lì una famigliola di fronte a cui DAVVERO non avrei mai voluto dare spettacolo. E me ne vado via, ancora un po' basito per questi 30-40 secondi di follia appena vissuti.
E che non torneranno mai, lo so già. E forse è proprio questo che li rende speciali.
(eheh... a meno che la donna in questione non legga questo forum, si riconosca nella mitologica figura della "donna del burraco che spunta nuda dalla doccia in pineta e mi sega per darmi -letteralmente- una mano" e decida di contattarmi per un bis... non si sa mai, la vita è così strana a volte...)
Questo racconto in realtà l'ho già scritto altrove. Era su un forum che poi è sparito di botto, e fondamentalmente mi spiace non poterlo andare più a rileggere. Spero che questa volta abbia maggior fortuna.
Stupidamente non lo avevo salvato da nessuna parte, quindi lo sto riscrivendo da zero, a distanza di circa un anno; la forma quindi cambierà un po', per forza di cose. Ma la sostanza, quella no.
Nota 2.
Tutto quello che leggerete è vero. È realmente accaduto, in tutti i dettagli. Non c'è nulla di romanzato né tantomeno di inventato. Se qualcuno avrà dei dubbi in merito, pazienza. Fondamentalmente lo sto (ri)scrivendo semplicemente per averne una memoria quando i ricordi inizieranno a sbiadire col tempo. Quindi... buona lettura in ogni caso.
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Io sono un nudista. Convinto. Non un naturista: non mi interessa di stare a contatto con la natura, non mi interessa particolarmente il destino del chiurlo svizzero né la sorte del mughetto di palude, non ho la convinzione che stare al mare senza costume mi possa fare entrare in contatto con Madre Natura in modo più completo di quanto potrei fare indossando dei boxer. Penso che se vogliamo fare del bene alla fauna e alla flora di una determinata zona, la cosa migliore non è andarci nudi, ma starne lontani, che tanto la nostra presenza di umani rompicoglioni è sempre e comunque deleteria per l'ambiente. Vabbe', fine del pippone.
Dicevo: sono un nudista convinto. E sociale: mi piace stare nudo in mezzo a gente nuda; e non rinuncio ad attaccare bottone quando sono su una spiaggia nudista (che frequento da quasi 20 anni, ormai). E per "nudista convinto" intendo che non sono uno che si spoglia in spiaggia per andare a fare il guardone o il creepy guy: non vado a passeggiare su e giù per il bagnasciuga per vedere qualche tetta e qualche culo, non vado in spiaggia per segarmi di nascosto. Anzi, da buon nudista sociale, svelerò due o tre segret1 a chi queste spiagge non le ha mai frequentate.
Primo: una spiaggia nudista è innanzitutto il luogo meno sessualmente eccitante del pianeta. Ricordo benissimo la mia prima volta: è stata in una delle spiagge nudiste italiane più note e pubblicizzata. Sono arrivato in spiaggia con mille difficoltà; 20 anni fa eravamo ancora in piena transizione tra TuttoCittà e TomTom, e riuscire ad avere notizie su dove fossero le spiagge nudiste vicine ai propri luoghi era complicato. Una volta sicuro di essere dalla parte giusta della spiaggia (non era difficilissimo capirlo: al di qua c'era gente nuda, al di là no), mi sono messo in piedi vicino al cartello che indicava l'inizio dell'area FKK, mi sono tolto la maglietta e poi, con un gesto inutilmente rapido, mi sono abbassato il costume, sfilandolo poi del tutto e rimanendo nudo al sole. Nella mia testa di niubbo mi immaginavo che l'intera spiaggia si sarebbe girata incredula a guardarmi; e invece (come prevedibile) non mi ha cagato nessuno. E non si vede perché sarebbe dovuto essere diverso.
Ecco. Sono rimasto lì qualche decina di secondi col mio cazzo in mostra, che nel frattempo ha fatto qualche piroetta: da "a riposo" a "barzotto" un paio di volte, con me che pensavo "stai giù! stai giù". E più pensavo "stai giù", più lui si alzicchiava. Dai, storia vecchia, penso che tutti i maschietti l'abbiano provata almeno una volta.
Secondo segreto sulle spiagge nudiste. A nessuno frega niente di quanto uno sia bello o brutto. Questo è il principale motivo per cui adoro queste spiagge: pur non essendo fisicamente un Adone (anzi...) su una spiaggia in cui si è tutti nudi stranamente non mi sento mai giudicato. Cosa che non posso dire delle spiagge tessili. Alla fine stare nudi è una bella cartina di verità: io sono questa cosa qui, questa è la mia faccia, la mia pancia, il mio culo, il mio cazzo. E questa è la tua faccia, la tua schiena, la tua fica, il tuo cazzo, le tue tette. Tutto ciò che in genere si nasconde, qua è in bella vista, e tutti si vedono per quello che (fisicamente) sono. Quindi tutti gli elementi più "seduttivi" si depotenziano, e si è tutti più rilassati. Lo so che sembra paradossale, ma lo sapete bene che è così.
Terzo ed ultimo segreto sulle spiagge nudiste, specie quelle più "sociali": una spiaggia nudista è l'esatto opposto del Fight Club. La prima regola di comportamento della spiaggia nudista è che tutti parlano di come sono belle le spiagge nudiste. Quindi tutti, prima o poi, ci si trova a parlare di come è bello starsene tutti assieme senza un centimetro di costume addosso, di come i "tessili" non si sanno godere il mare, di come qualche porco pervertito può rovinare l'atmosfera di una spiaggia intera. E pure io non mi sottraggo a questo rito: passeggiando nudo in acqua, se inizio a scambiare qualche parola con qualcuno, spesso e volentieri si finisce su questo argomento, con tutti che si professano più o meno indignati (SPOILER: io non mi indigno mai troppo) per come alcune persone vivono la loro presenza su una spiaggia nudista come se fossero su un set di una specie di porno personale.
Mamma mia che premessa lunghissima.
Allora. Il racconto si svolge più o meno un anno fa, nel luglio/agosto (non ricordo con precisione la data) del 2025. Siamo in un'altra spiaggia super-nota, frequentata in modo ufficiale da nudisti da anni e anni e anni.
Io arrivo tranquillo, mattina presto. Mi metto nudo in pochi secondi, intorno a me ci sono fin da subito gruppetti di gente già tutta nuda: non ci sono tessili in vena di curiosità, meglio così, qualcuno addirittura arriva già nudo dai sentieri della pineta. Non pensavo si potesse.
A questo punto nei racconti standard parte un po' di autodescrizione, per solleticare un po' la fantasia di chi legge. Mi spiace, io ho pochissimo da solleticare: sono un uomo di mezza età, fisicamente nulla di che e senza particolari punti di interesse neanche da nudo. Per dirla in modo più chiaro: no, non sono il classico protagonista dei racconti erotici sul Web, tutti con 25 centimetri di cazzo, capaci di riempire una bottiglietta da mezzo litro con una sola sborrata e in grado di infilarlo alla cieca pure nel culo di una zanzara. Ho un cazzo completamente nella norma, anzi forse qualche millimetro sotto la norma, non circonciso né nulla. Un cazzo come tanti (e come quello di tanti che staranno leggendo adesso!). Quindi passiamo oltre.
La giornata passa in modo abbastanza tranquillo. Faccio un minimo di amicizia con una coppia (che per dire il vero passa MOLTO tempo, forse un po' troppo, a lamentarsi dei tessili, dei guardoni, di tutto quello di cui ci si può lamentare su una spiaggia nudista).
La spiaggia è piuttosto frequentata ma non affollata. Ci sono coppie di ogni tipo, qualcuno ha con sé il cane, qualcuno ha un materassino (nota: maschietti, occhio a come salite sui materassini in acqua quando siete nudi... vi assicuro che vedere il vostro cazzo dimenarsi per riuscire a trovare una posizione stabile è qualcosa di fronte a cui è difficile rimanere seri!) qualcun altro si limita a gironzolare in acqua per combattere il caldo.
Giusto per dare un po' di colore: come sempre in spiaggia ci sono corpi di ogni forma e dimensione. Beme così. Però non farà finta di essere asessuato o non vedente: a un certo punto da una villetta circostante arrivano, già completamente nude, una madre con due figlie, a occhio sulla ventina o poco più. Già la madre è molto bella, asciutta, curve giuste, fica con un po' di pelo, un bel colore uniforme su tutto il corpo. Lei arriva in spiaggia sì nuda, ma con una specie di pareo totalmente aperto davanti, che permetteva di contare uno per uno tutti i nei della donna.
Ma le figlie. Le figlie. Santo cielo, due dee egizie. Due statue rinascimentali. Due corpi senza il minimo difetto: magre ma formose, alte il giusto, proporzionatissime, capelli selvaggi e nemmeno l'ombra di un altro pelo addosso. Hanno chiacchierato, in piedi sull'arenile, per ore. Poi si sono buttate in acqua, per poi uscirne con movenze degne di un film con Bo Derek. E asciugarsi centimetro per centimetro: la testa, le spalle, il culo, la fica, le braccia, le gambe, le tette. Roba che uno avrebbe voluto andare lì a dire "vabbe', dai, vi dò una mano io, queste ve le asciugo io".
Insomma: ancora oggi mi chiedo come ho fatto a rimanere in zona senza che il cazzo mi andasse in tiro in 30 secondi (e lo stesso vale per tutti gli altri maschietti vicini a me). Complimenti a loro, alla mamma e a tutti i partecipanti a cotanto patrimonio genetico, chapeau.
Io intanto faccio un po' la spola tra l'acqua e l'asciugamano disteso sulla sabbia, vicino alla coppia di cui parlavo prima: da buon nudista sociale, la prima cosa che faccio SEMPRE quando arrivo in una spiaggia nudista è chiedere a qualcuno di apparentemente affidabile - possibilmente una coppia, per una strana forma di sicurezza - se può dare un'occhiata alla mia borsa. Non so se ci avete mai pensato, ma trovarsi derubati mentre si è nudi può avere conseguenze catastrofiche!
Tra le persone con cui ho attaccato più bottone, un tizio con un cane bellissimo, un altro che faceva volare un aquilone, un gruppetto di donne (diciamo tra i 40 e i 55) che parlavano di burraco, un gruppo di ragazzi che cercava di reclutare gente per giocare a pallavolo in mezzo all'acqua. Tutti (nel caso ve lo steste chiedendo) rigorosamente nudi tranne una delle "donne del burraco", la più giovane, che per qualche motivo a me ignoto si era tenuta addosso il pezzo di sotto del bikini. E io mi sono sempre chiesto, in questa ed altre occasioni... ma cosa cazzo vai a fare in una spiaggia per nudisti, se poi hai intenzione di tenerti il costume addosso tutto il giorno?
Vabbe'. Comunque una cosa va detta: anche se una spiaggia nudista non è una sfilata di corpi statuari, quel giorno la compagine femminile dava più di una pista alla controparte maschile. Santo cielo, erano per la maggior parte donne assurdamente belle. Alcune avranno avuto 10 o 20 anni più di me, ma vi assicuro che erano davvero un piacere per la vista.
Agh! Cosa ho detto! Tabù! Pericolo! Scandalo!
No. Nessuno scandalo. Come dicevo prima, un nudista non è un asessuato o un non vedente: non ha senso far finta di non notare se una pesona è bella o meno, attraente o meno, esattamente come non ha senso far finta di non notare se una persona ha i capelli o meno, se è bianca o nera, se è nuda o vestita. Il problema non è NOTARE queste cose, ma il modo in cui REAGIAMO a ciò che notiamo.
Pim Pum Pam, la giornata di spiaggia volge al termine. Io ho un impegno che ormai incombe, e a malincuore aspetto di asciugarmi un po', saluto le persone con cui avevo chiacchierato e mi allontano per rivestirmi ai bordi della pineta. Sì, ok, piccolo piacere personale, quello di allontanarmi nudo e di rivestirmi poco dopo. Da sempre.
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Fine del racconto? No, anzi.
Arrivo al sentiero che porta alla strada, ormai si va verso casa. Si ritorna al mondo tessile, con quella sensazione un po' triste di "ok, si torna alla realtà" che mi accompagna ogni volta. Come sarebbe bello un mondo in cui tutti si vive nudi. Ok, lasciamo stare.
E invece questa volta mi succede una cosa che - io vi assicuro - non mi era mai successa in 20 anni di felice frequentazione di spiagge nudiste. Sento il bisogno fortissimo di farmi una sega. Sento che le palle me lo chiedono, e che il cazzo in qualche modo mi sta pulsando dentro i pantaloncini. Non mi era mai capitato prima (né mi è capitato dopo) che il mio corpo mi chiedesse di masturbarmi in modo così preciso e puntuale. Per di più in uno spazio in cui mi sono vantato per ore di non essere uno di quei maniaci che passa il giorno nelle spiagge nudiste per esibirsi e segarsi impunemente. Oh, ma se la natura a un certo punto chiama, che si può fare? Arrivare a casa dopo N kilometri di auto e dolore alle palle? Suvvia.
Vabbe', quindi, cosa faccio? Uffa. In queste dannate spiagge nudiste non c'è MAI nemmeno lo straccio di un bagno o di una doccia al chiuso. D'altra parte vabbe', te ne stai nudo tutto il giorno e vuoi improvvisamente nasconderti mentre ti fai passare un po' di acqua addosso? Però uno può volere un minimo di privacy pure su una spiaggia in cui mostra il culo a tutti tutto il santo giorno, no?
Va bene. Va bene, corpo mio. Mi pare di non poterti ignorare, e di non potermi opporre alle tue richieste. D'altra parte sono stato letteralmente nudo fino a 30 secondi fa, che male ci sarà a tirare fuori il cazzo per un paio di minuti ancora (in genere ci metto di più... ma lo sento che, forse complici le passerelle delle due fiche imperiali, le infinite chiacchiere con uno stormo di uomini e donne nudi, la sensazione dell'arietta fresca sul cazzo appena uscito dall'acqua... lo sento che a questo giro non ci metterò molto a finire. e per fortuna!)
Però ovviamente non posso andare in spiaggia. Devo trovare un luogo un minimo appartato. Facile: la pineta dietro la spiaggia. Non c'è mai nessuno, e se c'è qualcuno leggenda vuole che siano per il 95% maschietti in cerca di fica. Che poi finiscono per guardarsi l'uno con l'altro mentre si segano - se non per massaggiarsi l'uccello a vicenda per la disperazione e la mancanza di idee migliori.
Furbo come una faina, cerco un punto in cui non sembri esserci passaggio; e ne trovo uno - ma chi sono, Sully de La Signora del West? - con un sacco di rametti secchi a terra, in modo da sentire con un buon anticipo se qualcuno si dovesse avvicinare.
Quindi "con scatto felino ed abile mossa" (cit.) ritiro fuori il cazzo, che salta fuori gioioso dal costume che tanto lo stava opprimendo. E che un po' lo opprime ancora, i costumi non sono pensati per segarsi in pace. Vabbe', abbiamo fatto trenta, facciamo trantuno: via il costume, ci metto un istante. E sono lì, con il cazzo rivolto verso il cielo che inizio a segarmi con il ritmo rilassato di chi sa che tanto basteranno pochi colpi per schizzare tutto lo schizzabile. E per una volta senza la preoccupazione di non sporcare in giro: un piacere che non avevo preso in considerazione.
Quand'ecco che il mio piano diabolico va a farsi benedire in un CRAC. CRAC, questo è il rumore di un rametto quando si rompe sotto il peso di una flip flop (le ciabatte infradito, piuttosto sexy quando le indossa una persona nuda, va detto). E, notizia nella notizia: quando senti un CRAC di un rametto, è perché il rametto è tragicamente vicino, e non hai tempo di fare nulla prima che il proprietario del piede che ha rotto il ramoetto sia abbastanza vicino da sgamarti in pieno. Tantomeno di prendere, tirare su il costume e rivestirti in tempo.
Insomma. Mi giro di 90 gradi, ancora con il cazzo in mano, e vivo una delle scene più imbarazzanti (no, dai: la PIU' IMBARAZZANTE) della mia vita. A due metri da me sbuca tranquilla dagli alberi una delle "donne del burraco", quella che si era tenuta mezzo costume addosso tutto il giorno. E che evidentemente, a differenza mia, una doccia l'aveva trovata (ma dove??): infatti stava tornando verso la spiaggia con un asciugamano a cingerle i capelli, le ciabattine di cui sopra, ma per il resto ora completamente nuda. Adesso niente più Bikini Bottom (altra cit.) Accidenti a lei, proprio ora doveva scegliere di farmi vedere la fica, come se non avessi avuto già il cazzo vicino all'esplosione termonucleare globale (ulteriore cit.).
Ecco, si ferma a due metri da me, con una sigaretta elettronica in una mano, e dice un po' per scherno, guardandomi il cazzo ora dritto nella mia mano e sorridendo: "ah, rieccoci. ma buongiorno!"
Io a quel punto faccio l'unica cosa che posso fare: farfuglio. Farfuglio un abbozzo di scuse, cerco di chiedere perdono per il comportamento inaccettabile, cerco di dire che mi vergogno e inizio a rimettermi il costume addosso... lei nel frattempo riprende a camminare, mi supera (rimane sempre ad almeno un metro da me) e mi zittisce con un "ma va', tranquillo, sono cose che a volte capitano..."
Liberi tutti, evvai.
Ma qua esce fuori il colpo di genio. O di idiozia, non so. Lei ormai mi dava le spalle (parentesi: bellissimo culo; si intuiva, col costume, ma senza era una bella conferma), mi aveva anche dato il via libera. Sarebbe bastato aspettare tre secondi che si allontanasse, riprendere il cazzo in mano e... davvero sarebbe stata questione di qualche secondo, prima di godere.
E invece no. Il mio spirito idiota (mi immagino la discussione a mo' di Inside Out nel mio cranio) mi fa esclamare ad alta voce: "No, abbi pazienza: io comunque a questo punto ho bisogno di finire". Volevo solo farle sapere che io avrei continuato a segarmi, come se questa notizia fosse di qualche interesse per chiunque diverso da me. Mah.
... Ma perché l'ho detto? Perché? Cosa speravo di ottenere? Una figura da cretino più assoluta di quella appena fatta? Beh, non certo quello che è successo in quel momento (e già lo so che qua partiranno i "seee, vabbe'!". Eh, pazienza...)
La tizia "capisce tutta un'altra cosa e mi fa subito l'occhietto". No, niente occhietto: ma davvero mi fraintende, si ferma come a riflettere sulle mie parole, si gira (era davvero vicina), mi guarda il cazzo, mi guarda in viso (io non so letteralmente cosa fare, l'imbarazzo è a livelli stellari) e mi dice "uh, ok".
"Uh, ok". Come se le avessi detto "mi fai accendere la sigaretta".
E niente, si avvicina a me (ricordo al gentile pubblico che eravamo entrambi nudi, e che il mio cazzo era una specie di cannoncino prontissimo a fare fuoco), allunga la mano sotto alla punta del mio cazzo, in modo da appoggiarsi il frenulo sul palmo. Non lo stringe, quasi come fosse una carezza muove la sua mano verso di me scappellandomi il glande.
E io sborro. Emetto un gemito degno di un cinghiale bielorusso, e sborro tutta la sborra che ho accumulato nelle ultime ore.
(E mentre scrivo quetse frasi, memore di come fu quel momento, devo dire che sto facendo una discreta fatica a non fare il bis).
Santo cielo, tutto questo al PRIMO colpo (sempre che tecnicamente quello si possa chiamare colpo) che mi ha dato, le ho sborrato dritto sul polso e sul palmo della mano. Lei mi guarda e sorride. "Ah, wow, ci eri davvero vicino". Mi dà due altri colpetti, giusto per essere sicura che il lavoro sia finito, con la mano un po' più chiusa sul mio uccello, e con mia discreta sorpresa riesce a tirar fuori dal mio cazzo ormai in festa altri due fiotti di sborra che vanno a schiantarsi uno su un suo piede e l'altro più su, su una sua coscia.
Io non so più che fare, che dire... Inizio a sentire il crollo del desiderio, sono un misto di imbarazzo, godimento, vergogna, gratitudine, incredulità... Ma davvero mi è successa questa cosa?
Beh, a giudicare dal mio cazzo ancora gocciolante direi di sì. E anche da lei che con il più naturale dei gesti si toglie l'asciugamano dai capelli e si pulisce il polso (la sborra su piede e coscia se l'è tenuta, immagino, fino al mare). Al che mi fa "Beh, allora ciao!", mi saluta con la mano, si gira e se ne va. E io rimango lì, ancora nudo con il cazzo di nuovo in mano (se non altro a cercare di ripulirmi un attimo) a cercare di mettere assieme i tasselli di tutto quanto.
E mi rivesto, per fortuna; perché di lì a pochi secondi passa di lì una famigliola di fronte a cui DAVVERO non avrei mai voluto dare spettacolo. E me ne vado via, ancora un po' basito per questi 30-40 secondi di follia appena vissuti.
E che non torneranno mai, lo so già. E forse è proprio questo che li rende speciali.
(eheh... a meno che la donna in questione non legga questo forum, si riconosca nella mitologica figura della "donna del burraco che spunta nuda dalla doccia in pineta e mi sega per darmi -letteralmente- una mano" e decida di contattarmi per un bis... non si sa mai, la vita è così strana a volte...)
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