La cagna anale

di
genere
fisting

La cagna anale.
Racconto.
“Leccami il culo, scrofa”
Era stato questo il suo primo comando dopo averla baciata appassionatamente, come sempre, appena l’aveva vista.
La sua in bocca lo faceva impazzire, forse l’aveva scelta proprio per quella bocca così sorridente così grande, così inizialmente incapace di dargli soddisfazione.
Lei si era fatta guidare e aveva scoperto ogni tipo di orgasmo portando a compimento la sua femminilità. Era tanto femmina, una gran femmina ma non lo sapeva.

Quel giorno gli leccò il culo e le palle. Amava farlo. Non aveva mai nemmeno pensato di poter leccare un culo, prima ma con lui era diverso. Era tutto diverso. Amava ogni centimetro del suo corpo, ed era una passione ricambiata.
Dopo il piacevole inizio la fece montare sul tavolo “come i cani alla toeletta” le aveva detto, lo faceva spesso, ricordarle che era una cagna, la sua personale cagna anale. Di proprietà diceva.

Una volta sistemata sul tavolo a quattro zampe e con il suo collare con la catena di acciaio, le fece inarcare la schiena per avere i buchi esposti e cominciò a massaggiarle l’ano penetrandola con un dito e poi due, spingendo leggermente e ritmicamente verso il basso.
Voleva farla squirtare. Era una delle poche forme di godimento che non le aveva ancora regalato e lui era così. Era generoso. Aspettava che lei godesse - meglio, “sborrasse” - le sue 5/7/10 volte prima di chiederle di farlo venire a sua volta e di bere il suo sperma.

Le due dita divennero tre, poi quattro finché l’intera mano non scomparve nelle sue viscere.
Aveva ricevuto il suo primo fisting anale, un guanto, una crema anti sfregamento e anche questo piccolo tabù era stato spazzato via come tutti quelli precedenti.

Il suo Padrone era così.
Inventava ogni volta qualcosa di nuovo per farla godere e lei adorava queste sue attenzioni per quanto fossero degradanti. Ma godeva. Godeva decine e decine di volte. E questo non aveva prezzo, così come la sua bocca e le sue tette non avevano prezzo per lui che dopo oltre 10 anni era ancora lì innamorato come il primo giorno.

Prima di farla andar via le sborrò sulle guance “vai da tua madre vero? Non ti lavare. Spalma”.
E lei obbedì.
Odorava di culo, di coglioni e di sperma.
Non riusciva a sedersi perché aveva appena ricevuto il suo primo fisting anale.
Ma era fiera di aver superato un altro traguardo, di aver goduto e di aver fatto godere quel depravato del suo Padrone.
 
scritto il
2026-06-20
1 0 3
visite
2
voti
valutazione
9
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.