Rapunzel e Ghotel – La Milfona Trans nella Torre
di
Lovely6676
genere
trans
Rapunzel era rinchiusa da anni nella sua alta torre, i capelli dorati lunghissimi che scendevano come una cascata setosa. Il suo corpo era esploso nella fioritura della giovinezza: seni alti, sodi e pieni con capezzoli rosa chiaro sempre turgidi, vita stretta, fianchi morbidi e un culo rotondo e invitante. La sua figa era perfetta, rosea, con piccole labbra interne delicate che si gonfiavano facilmente quando era eccitata, già bagnata di desiderio solitario.
Una sera, mentre si specchiava, una figura sensuale salì aggrappandosi alle sue trecce. Era Ghotel, la milfona trans dal corpo maturo e voluttuoso: alta, tette enormi e pesanti che ondeggiavano sotto una camicetta stretta, fianchi larghi, culo grosso e morbido da vera mamma, labbra carnose e sguardo da predatrice. Sotto la gonna corta nascondeva il suo grosso cazzo da trans, già mezzo duro e pulsante.Ghotel entrò nella stanza con un sorriso famelico. «Piccola Rapunzel… ho sentito l’odore della tua figa vergine fin dal bosco. La mamma trans è venuta a leccartela fino a farti urlare.»
Senza aspettare, spinse Rapunzel sul letto e le aprì le gambe con forza. Si inginocchiò tra le cosce tremanti della ragazza, il viso maturo premuto contro la figa. Con le dita dalle unghie lunghe aprì le labbra rosa, esponendo il buco stretto e luccicante.
«Che figa giovane e dolce… già aperta e bagnata per me.»
Ghotel tirò fuori una lingua lunga, calda e abile e cominciò a leccare lentamente, dal perineo fino al clitoride. Leccava con passione vorace: succhiava le piccole labbra, girava intorno al clitoride gonfio, infilava la lingua profonda dentro la figa stretta di Rapunzel, scopandola con movimenti esperti mentre beveva i suoi umori dolci. Faceva rumori bagnati e osceni, sputando sulla figa per poi risucchiarla tutta. Rapunzel gemeva forte, spingendo i fianchi contro la faccia della milfona. Ghotel infilò due dita, poi tre, pompando forte e veloce mentre succhiava il clitoride. Allargava la figa con le dita, ammirando quanto restasse aperta, rossa e pulsante. Rapunzel venne violentemente, schizzando umori sulla lingua e sul viso di Ghotel, che continuò a leccare avidamente senza fermarsi, bevendo tutto.
«Brava bambina… apri bene questa figa per la mamma.»
Poi Ghotel si alzò, si tolse la gonna e liberò il suo enorme cazzo trans: 23 centimetri di carne spessa, venosa, con una cappella grossa e lucida già bagnata di precum abbondante. Le palle erano pesanti e piene, penzolanti sotto l’asta rigida.
«Adesso succhia il cazzo della mamma, puttanella.»
Spinse Rapunzel in ginocchio e le ficcò il grosso membro in bocca. La ragazza, eccitatissima, lo succhiò con fame: leccava l’asta, girava la lingua intorno alla cappella, cercava di prenderlo in gola mentre Ghotel le teneva la testa e spingeva. Bava densa colava dal mento di Rapunzel sul suo petto.
Dopo una pompa profonda e rumorosa, Ghotel la ribaltò a quattro zampe. Strofinò la cappella tra le labbra bagnate della figa di Rapunzel, poi spinse dentro con un colpo deciso. La ragazza urlò di piacere mentre veniva aperta e riempita completamente. Ghotel cominciò a fotterla con colpi potenti e ritmici, il suono bagnato di palle che sbattevano contro la figa che riempiva la torre.
«Ti sfondo questa figa stretta!» grugniva, sbattendo forte, le sue tette enormi che sbattevano contro la schiena di Rapunzel. Ogni tanto si tirava quasi fuori per far vedere il buco dilatato della ragazza, poi rientrava con violenza fino in fondo. Rapunzel venne di nuovo, stringendo il cazzo dentro di sé con spasmi violenti. Ghotel accelerò, sudata e ansimante, poi con un gemito rauco spinse fino alle palle e venne. Fiotti densi, caldi e abbondanti di sborra trans schizzarono profondi dentro la figa di Rapunzel, riempiendola fino a strabordare. Sperma bianco e cremoso colava copioso intorno al cazzo ancora dentro, lungo le cosce della ragazza.
Ghotel si sfilò lentamente, ammirando la figa distrutta e aperta di Rapunzel che continuava a contrarsi ed espellere fiotti di sborra densa.
«Ora il mio bacio preferito…» sussurrò con voce roca.
Si sdraiò accanto a Rapunzel, la attirò a sé e la baciò profondamente, lingua contro lingua. Poi raccolse con due dita un grosso grumo di sborra che colava dalla figa aperta della ragazza e lo portò alle loro bocche. Si baciarono sporche, mescolando la sborra calda e densa con la saliva, fili bianchi che colavano dagli angoli delle labbra mentre si scambiavano la crema densa. Rapunzel deglutì parte dello sperma di Ghotel, gemendo nel bacio osceno. Ghotel continuò a raccogliere altra sborra dalla figa spalancata e a condividerla in baci sempre più bagnati e pervertiti.
«Sei la mia piccola troia preferita,» mormorò Ghotel tra un bacio e l’altro, le dita ancora dentro la figa di Rapunzel a mescolare la sborra. «Tornerò domani a leccartela di nuovo e a riempirti ancora di più.»
Rapunzel, con la figa ancora aperta e colante di sborra, sorrise esausta e soddisfatta, già impaziente per la prossima visita della milfona trans.
Una sera, mentre si specchiava, una figura sensuale salì aggrappandosi alle sue trecce. Era Ghotel, la milfona trans dal corpo maturo e voluttuoso: alta, tette enormi e pesanti che ondeggiavano sotto una camicetta stretta, fianchi larghi, culo grosso e morbido da vera mamma, labbra carnose e sguardo da predatrice. Sotto la gonna corta nascondeva il suo grosso cazzo da trans, già mezzo duro e pulsante.Ghotel entrò nella stanza con un sorriso famelico. «Piccola Rapunzel… ho sentito l’odore della tua figa vergine fin dal bosco. La mamma trans è venuta a leccartela fino a farti urlare.»
Senza aspettare, spinse Rapunzel sul letto e le aprì le gambe con forza. Si inginocchiò tra le cosce tremanti della ragazza, il viso maturo premuto contro la figa. Con le dita dalle unghie lunghe aprì le labbra rosa, esponendo il buco stretto e luccicante.
«Che figa giovane e dolce… già aperta e bagnata per me.»
Ghotel tirò fuori una lingua lunga, calda e abile e cominciò a leccare lentamente, dal perineo fino al clitoride. Leccava con passione vorace: succhiava le piccole labbra, girava intorno al clitoride gonfio, infilava la lingua profonda dentro la figa stretta di Rapunzel, scopandola con movimenti esperti mentre beveva i suoi umori dolci. Faceva rumori bagnati e osceni, sputando sulla figa per poi risucchiarla tutta. Rapunzel gemeva forte, spingendo i fianchi contro la faccia della milfona. Ghotel infilò due dita, poi tre, pompando forte e veloce mentre succhiava il clitoride. Allargava la figa con le dita, ammirando quanto restasse aperta, rossa e pulsante. Rapunzel venne violentemente, schizzando umori sulla lingua e sul viso di Ghotel, che continuò a leccare avidamente senza fermarsi, bevendo tutto.
«Brava bambina… apri bene questa figa per la mamma.»
Poi Ghotel si alzò, si tolse la gonna e liberò il suo enorme cazzo trans: 23 centimetri di carne spessa, venosa, con una cappella grossa e lucida già bagnata di precum abbondante. Le palle erano pesanti e piene, penzolanti sotto l’asta rigida.
«Adesso succhia il cazzo della mamma, puttanella.»
Spinse Rapunzel in ginocchio e le ficcò il grosso membro in bocca. La ragazza, eccitatissima, lo succhiò con fame: leccava l’asta, girava la lingua intorno alla cappella, cercava di prenderlo in gola mentre Ghotel le teneva la testa e spingeva. Bava densa colava dal mento di Rapunzel sul suo petto.
Dopo una pompa profonda e rumorosa, Ghotel la ribaltò a quattro zampe. Strofinò la cappella tra le labbra bagnate della figa di Rapunzel, poi spinse dentro con un colpo deciso. La ragazza urlò di piacere mentre veniva aperta e riempita completamente. Ghotel cominciò a fotterla con colpi potenti e ritmici, il suono bagnato di palle che sbattevano contro la figa che riempiva la torre.
«Ti sfondo questa figa stretta!» grugniva, sbattendo forte, le sue tette enormi che sbattevano contro la schiena di Rapunzel. Ogni tanto si tirava quasi fuori per far vedere il buco dilatato della ragazza, poi rientrava con violenza fino in fondo. Rapunzel venne di nuovo, stringendo il cazzo dentro di sé con spasmi violenti. Ghotel accelerò, sudata e ansimante, poi con un gemito rauco spinse fino alle palle e venne. Fiotti densi, caldi e abbondanti di sborra trans schizzarono profondi dentro la figa di Rapunzel, riempiendola fino a strabordare. Sperma bianco e cremoso colava copioso intorno al cazzo ancora dentro, lungo le cosce della ragazza.
Ghotel si sfilò lentamente, ammirando la figa distrutta e aperta di Rapunzel che continuava a contrarsi ed espellere fiotti di sborra densa.
«Ora il mio bacio preferito…» sussurrò con voce roca.
Si sdraiò accanto a Rapunzel, la attirò a sé e la baciò profondamente, lingua contro lingua. Poi raccolse con due dita un grosso grumo di sborra che colava dalla figa aperta della ragazza e lo portò alle loro bocche. Si baciarono sporche, mescolando la sborra calda e densa con la saliva, fili bianchi che colavano dagli angoli delle labbra mentre si scambiavano la crema densa. Rapunzel deglutì parte dello sperma di Ghotel, gemendo nel bacio osceno. Ghotel continuò a raccogliere altra sborra dalla figa spalancata e a condividerla in baci sempre più bagnati e pervertiti.
«Sei la mia piccola troia preferita,» mormorò Ghotel tra un bacio e l’altro, le dita ancora dentro la figa di Rapunzel a mescolare la sborra. «Tornerò domani a leccartela di nuovo e a riempirti ancora di più.»
Rapunzel, con la figa ancora aperta e colante di sborra, sorrise esausta e soddisfatta, già impaziente per la prossima visita della milfona trans.
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