Coppia matura dominata dal portinaio Karim - 3
di
Max Anna
genere
dominazione
La notte dopo il nostro primo incontro a tre con Karim mentre io non riuscivo a prendere sonno, Anna dormì come un sasso, non appena appoggiata la testa al cuscino. La guardavo dormire profondamente e mi sembrava che il suo viso esprimesse serenità e appagamento. Io, al contrario, riflettevo con preoccupazione sul fatto che, nel giro di pochi giorni, avessi varcato due linee rosse, la prima linea rossa con il mio incontro intimo con Karim, la seconda linea rossa con l'incontro a tre. Nella mia mente si accavallavano i pensieri. Adesso cosa ci sarebbe successo ? Karim si sarebbe dimostrato riservato o avrebbe raccontato qualcosa in giro ? Karim si sarebbe comportato con il dovuto rispetto o sarebbe diventato invadente e pretenzioso ? Avrebbe mai potuto ricattarci o farci qualcosa di male ? Come sarebbe cambiato il mio rapporto coniugale con Anna ? Che effetto avrebbero avuto le esperienze trasgressive ? La mia impotenza sarebbe migliorata o peggiorata ? Avrei dovuto confessare ad Anna i miei contatti omo con Karim ? Che concreto pericolo di malattie si profilava per il fatto di non aver utilizzato il condom ? Riuscii ad addormentarmi solo verso le cinque del mattino. Un paio di ore più tardi mi svegliarono i baci e le carezze di Anna. Sembrava un gatto. Voleva parlare della sera prima, voleva conoscere la mia valutazione, si preoccupava che io avessi potuto provare sentimenti di gelosia o di delusione per non aver fatto nulla. Anche se avrei preferito dormire ancora un po', iniziai a dialogare con lei e la rassicurai su tutta la linea. Naturalmente non feci il minimo cenno a tutte le preoccupazioni ed i pensieri che mi avevano tormentato per quasi tutta la notte. Anna disse che il nostro amore usciva rafforzato da questa esperienza, grazie alla complicità nuova che si era creata fra di noi. Disse che -grazie alla mia approvazione ed alla mia presenza fisica accanto a lei- non aveva provato alcun senso di colpa. Mi faceva molta tenerezza. Mi sembrava di averla corrotta e condotta sulla cattiva strada. Con una certa mia meraviglia, ad un certo punto, mi chiese quando avremmo fatto il bis. La invitai a non avere fretta, bisognava dapprima raccogliere le impressioni di Karim e poi valutare come si sarebbe voluto muovere. Non si poteva far vedere subito che noi scalpitavamo un secondo incontro. Promisi che avrei cercato di parlare con lui in giornata. Le raccomandai, quando lo avesse incontrato di essere gentile come sempre ma di non fare alcuna allusione a quanto era successo. A metà mattina, dovendo uscire per una piccola commissione, passai davanti alla portineria. Il cuore mi batteva forte. Karim mi venne incontro e mi salutò, come sempre, con il massimo rispetto. "Buon giorno, Ingegnere, come va ? Tutto bene ? Posso essere utile ?". Approfittando del fatto che, in quel momento, non passava nessuno del condominio mi lanciai "Karim, avrei piacere di parlare un po' con te... di parlare di... di ieri sera...". Karim mi guardò con una espressione che interpretai di compiacimento "Volentieri, Ingegnere, capisco cosa intende. Se per lei va bene, potremmo vederci qui da me alle 19, appena chiudo la portineria". "Grazie Karim, va benissimo, ci vediamo alle 19". Rientrato più tardi a casa, Anna mi venne subito incontro, ansiosa di notizie. Le spiegai subito che bisognava pazientare fino a sera. Non mi nascose una certa delusione, avrebbe desiderato un feed back immediato. Non restava altro che aspettare. Poco prima delle 19 ero davanti alla portineria. Karim mi vide arrivare e completò la chiusura. Controllò che non arrivasse nessuno e mi fece cenno di entrare nell'appartamento di servizio. "Buonasera Ingegnere, benvenuto nel mio modesto alloggio... Mi dica tutto". Mi sentivo a disagio per lo sguardo di Karim e mi sentivo anche oggetto del suo desiderio. "Ecco, Karim, cioè Padrone Karim... io volevo... cioè io e mia moglie volevamo avere il tuo parere circa ieri sera...". Mi lanciò uno sguardo beffardo. "Eh, Ingegnere, direi che è andato tutto bene... molto bene... tua moglie è stata una piacevole scoperta... promette bene... deve essere ancora addestrata ma diventerà una grande puttana, la mia grande puttana...". Abbassai lo sguardo mentre una contrazione mi attraversava il basso ventre. Karim si fece molto serio "Devo essere sincero, è andato tutto bene, ma ci sono state alcune cose che mi sono piaciute e che non dovranno ripetersi più... La prima: il divano è scomodo per fare sesso, va bene per iniziare, ma poi è scomodo... la prossima volta ci mettiamo sul vostro letto matrimoniale... La seconda cosa: basta con questa storia della vergogna, la prossima volta voglio anche te nudo, come tua moglie, tutti e due nudi come vermi... La terza cosa: ricordati bene che la prossima volta ti apro dietro e voglio che tua moglie guardi mentre ti sfondo... Dopo aver sfondato te, sfonderò anche la signora Anna e tu guarderai, da vicino... Sfondo tutti e due... insieme... siete una coppia in fondo, farete esperienze in coppia... Hai capito ? E' tutto chiaro ?". Non avevo il coraggio di reggere il suo sguardo. "Si, Padrone Karim, ho capito benissimo... farò... cioè faremo quello che vuoi tu...". "Bravo, Ingegnere del cazzo, bene... ricordati che siete appena all'inizio... la strada è ancora lunga... adesso inginocchiati e succhiamelo..." Mi inginocchiai subito davanti a lui. "Ingegnere, fammi vedere che sei più bravo della Signora Anna a succhiarmelo..." Non aspettavo altro che vivere quel momento, essere in ginocchio davanti a lui, essere usato da lui, essere umiliato, essere il suo giocattolo sessuale. Mi impegnai al massimo. Karim mi incitava e mi insultava al tempo stesso. "Succhia, Ingegnere, succhia... sei davvero meglio di quella puttana di tua moglie... succhia lentamente, con calma... accarezzami le palle..." Ero pervaso da una sorta di lussuria mentale, senza spazio e senza tempo. Alla fine mi esplose in bocca. Tenne le mani sulla mia nuca e mi spinse contro il suo pube, con forza. Mollò la presa solo dopo qualche minuto e mi chiese di aprire la bocca, per verificare che fosse stato tutto deglutito. "Bravo Ingegnere, bel lavoro... adesso torna su dalla bella signora Anna se no si preoccupa... Bravo... Allora io vengo da voi sabato sera, alle nove... mi fermo tutta la notte... sarà una notte speciale per te e tua moglie... Adesso vai, sparisci che ho da fare..." Frettolosamente mi fece uscire dall'appartamento di servizio. Sentivo le gambe molli, mi fermai un attimo prima di salire in ascensore. Anna mi stava aspettando ansiosa "Allora, cosa ha detto ?". La abbracciai e mi preparai a raccontare una versione edulcorata e diplomatica del nostro colloquio. "Ha detto che è stata una serata meravigliosa, che tu sei bellissima, che pensa continuamente a quei momenti... Vorrebbe tanto tornare sabato sera, naturalmente solo se noi siamo d'accordo..." Anna mi fissò. "Hai detto di sì ? hai detto che sabato va bene ?". La presi un po' alla larga. "Ho detto che probabilmente era ok, che avrei dovuto prima parlare con te e che domani gli avrei dato la conferma definitiva... Ha detto che vorrebbe fermarsi un po' più dell'altra volta... poi ha detto che il divano era un po' scomodo..." Annuì "Ha ragione, la prossima volta andiamo in camera... ha detto altro ?" Con nonchalance "ha detto che vuole che partecipi anche io... per quello che riesco a fare..." Mi prese per mano "Ma certo, Max, hai visto che brava persona è Karim, si preoccupa per te, non vuole che ti senta isolato... poi, magari, partecipando anche tu, un po' per volta, ti sblocchi, ti si risveglia anche il coso... Adesso andiamo a cena, che mi è venuta fame... tanta fame..."
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