Pocahontas e l’Esercito Americano – La Notte della Conquista

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La foresta era immersa nel buio della notte quando Pocahontas fu catturata dal plotone di soldati americani. La giovane nativa americana, con il suo corpo perfetto da dea della giungla, venne portata al campo militare. Aveva lunghi capelli neri lisci che le arrivavano fino al culo sodo e rotondo, seni alti e pieni con capezzoli scuri e sensibili, vita sottile e fianchi larghi. La sua figa era rasata, con labbra carnose e un clitoride prominente che già tradiva la sua eccitazione proibita.

I soldati, una ventina di uomini duri e eccitati dopo settimane senza donne, la circondarono intorno al fuoco. Il capitano, un uomo robusto sui quarant’anni con un grosso cazzo già turgido nei pantaloni, ordinò: «Spogliatela. Stasera la principessa indiana impara a servire l’esercito bianco.»

Pocahontas venne denudata. I suoi seni rimbalzarono liberi, i capezzoli già duri per l’aria fresca e l’adrenalina. Due soldati la afferrarono per le braccia e la misero in ginocchio al centro del cerchio.

«Inizia con i pompini, troia rossa,» ringhiò uno di loro.

Pocahontas aprì la bocca carnosa. Il primo soldato tirò fuori un cazzo bianco spesso, venoso, lungo 20 cm, già bagnato di precum. Glielo spinse tra le labbra. Lei succhiò avidamente, la lingua che girava intorno alla cappella, ingoiando metà asta con rumori bagnati e osceni. Saliva densa colava dal mento mentre un altro soldato le infilava il suo cazzo in mano, facendoselo segare.

Intorno a lei si formò una fila. Un soldato nero muscoloso con un cazzo enorme, nero e circonciso, le prese la testa e le scopò la gola profonda, facendole sbattere il naso contro il pube. Pocahontas gorgogliava, occhi lacrimosi ma figa fradicia che gocciolava a terra.

Mentre succhiava, altri soldati si spogliarono. Due di loro, bisex eccitati, si baciarono davanti a lei, lingue in bocca, mentre si segavano a vicenda i cazzi duri. Uno si abbassò e prese in bocca il cazzo del compagno, succhiando rumorosamente proprio accanto al viso di Pocahontas. Lei li guardava eccitata, la figa che pulsava.

«Brava, mangia sborra come una vera puttana,» disse il capitano.

Dopo aver fatto pompini a una decina di soldati, il primo venne. Le esplose in gola fiotti densi e caldi di sborra bianca. Pocahontas deglutì avidamente, ma non tutta: lasciò che un po’ le colasse dalle labbra. Un altro soldato le spinse il cazzo in bocca subito dopo, mescolando la sborra fresca con la nuova.

Due soldati la misero a quattro zampe. Uno le infilò il cazzo nella figa stretta e bagnata con un colpo solo, aprendola completamente. L’altro le scopò di nuovo la bocca. Il rumore di carne che sbatteva riempiva il campo: palle che colpivano il suo clitoride, gola che veniva sfondata.

Mentre veniva scopata, Pocahontas vide due soldati bisex accanto a lei: uno stava prendendo il cazzo dell’altro nel culo, gemendo forte. Lei allungò una mano e afferrò le palle del soldato che stava inculando, massaggiandole mentre succhiava.

Il soldato nella sua figa accelerò e venne dentro di lei con un grugnito, riempiendola di sborra calda. Appena si sfilò, un altro prese il suo posto, scopandola nella figa già piena di sperma che colava lungo le cosce.

«Adesso mangia,» ordinò il capitano.

Un soldato si mise davanti a lei e venne sulla sua lingua. Pocahontas tenne la bocca aperta, raccogliendo la sborra densa. Un altro soldato bisex si avvicinò, le baciò profondamente, lingua contro lingua, condividendo la sborra mescolata. Si baciarono sporchi, fili bianchi che colavano tra le loro bocche mentre lei veniva scopata da dietro.

Pocahontas venne violentemente, la figa che strizzava il cazzo dentro di lei, squirtando intorno all’asta. I soldati la girarono e la misero supina su una coperta. Uno dopo l’altro le vennero sul corpo: sulle tette, sulla faccia, nella bocca aperta. Lei raccoglieva la sborra con le dita e la mangiava, gemendo di piacere.

Due soldati bisex si sdraiarono accanto a lei. Uno le leccò la figa piena di sborra, succhiando e ingoiando il mix di sperma e umori. L’altro le infilò il cazzo in bocca mentre il suo compagno gli succhiava le palle.

Pocahontas, coperta di sborra, prese due cazzi in mano e uno in bocca, segando e succhiando con fame. I soldati vennero quasi insieme: uno le esplose sulle tette, l’altro in gola. Lei deglutì, poi si leccò le labbra sporche.

Il capitano la prese per ultimo. La mise a cavalcioni sul suo cazzo grosso e la fece saltare, mentre due soldati le infilavano i cazzi in mano. Un soldato bisex si mise dietro di lei e le leccò il buco del culo, poi ci infilò la lingua mentre lei cavalcava.

«Mangia tutta la nostra sborra, principessa,» ringhiò.

Pocahontas venne di nuovo urlando, il corpo scosso dagli spasmi. Il capitano esplose dentro di lei, pompando litri di sperma caldo. Quando si sfilò, la figa rimase aperta, colante di sborra densa che gocciolava.

Due soldati si inginocchiarono e leccarono insieme la sua figa distrutta, succhiando tutta la sborra mescolata, baciandosi tra loro con la bocca piena di crema bianca e passandosela.

Pocahontas, esausta e coperta di sperma dalla testa ai piedi, sorrise con aria soddisfatta mentre raccoglieva altro seme dal suo corpo e lo mangiava lentamente, leccandosi le dita sotto gli sguardi eccitati dell’intero plotone.

La notte era ancora giovane. L’esercito aveva ancora tanta sborra da farle ingoiare e da farle schizzare dentro e fuori.
scritto il
2026-06-19
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