Film horror con la zia dominatrice-Dodicesima Parte
di
Slave Love Women
genere
dominazione
Tornai a casa e feci tutto quello che dovevo fare, ma ad un certo orario sentii il bisogno impellente di andare di nuovo da mia zia per spiarla un' altra volta, troppo curioso di vedere cosa facesse con quei DVD. Uscii di casa con la scusa di fare un giro con gli amici e andai un po' di corsa a casa della zia; al suo appartamento il campo era libero, non c'era nessuno in giro, la moto era parcheggiata al solito posto e mi mossi furtivo lungo il muro finché non sentii dei gemiti che diventavano sempre più forti: la vidi da una finestra mentre si masturbava avidamente mentre guardava uno dei nuovi video, ancora con quell' intero completo nero. Per mia fortuna non mi vide cosi mi abbassai sotto la finestra e feci il giro trovando la porta aperta; la curiosità era tale che entrai di soppiatto e vidi il tipo di film che stava guardando: un porno gay abbastanza violento dove un poveretto ragazzo magrolino veniva, diciamo, torturato da 3 o 4 energumeni che glielo facevano succhiare e lo inculavano senza sosta e senza pietà. Lei invece si infilava la mano nella vagina gemendo come stesse davvero facendo sesso mentre si leccava le labbra e giocava con il piercing sulla lingua e invocando i personaggi del video a darci sempre più dentro; i suoi gemiti aumentavano sempre di più finché non venne assieme a quei manzi che inondarono il ragazzo di sperma dovunque e lei gridò come un animale andando avanti a godere finché pian piano non si calmò. Io capii che dovevo levare le tende, ma nel muovermi mi appoggiai un po' alla porta e un po' ad altri oggetti che, ovviamente, cigolarono e fecero rumore: mia zia se ne accorse così fui costretto a scattare come un levriero e a nascondermi dietro all' angolo del muro di fronte a me. La zia arrivò sulla porta guardandosi intorno, ma si diede la colpa da sola per non averla chiusa. Ripresi un attimo fiato e me la detti a gambe. Nei giorni seguenti andai da lei e con lei in moto su suo espresso invito, anche se in realtà me lo chiese se volessi andare con lei anche nei giorni seguenti. Durante una sosta all' area di servizio incrociò di nuovo in fustacchione dell' altra volta e stavolta mentre camminavano; si fermarono e si misero a parlare, ma si vedeva chiaramente che l' interesse di mia zia era un' altro: lei lo squadrava da capo a piede sorridendo e leccandosi la bocca in continuazione, in parte come una ragazzina con la sua prima cotta e in parte come un animale in calore. Lui era un' altro energumeno poco più alto di lei, già lei era 1,90 m, braccia e pettorali grossi quasi come in Dragon ball, tatuato qua e la; anche lui capì il suo intento e mia zia cercò di invogliarlo a farlo subito. Lui, benché ovviamente attratto da lei e allettato dalla cosa, fu molto più riflessivo poiché non era proprio il luogo adatto; mia zia però era veramente eccitata, così lo prese e si appoggiò a un muro invogliandolo e perfino pregandolo di scoparla subito lì fuori di fronte a tutti con il fiatone. L' uomo però non volle sentire ragioni perché aveva fatto sesso si in luoghi strani e anche, diciamo, pericolosi come i bagni, ma quella situazione era fin troppo estrema anche per lui. Mia zia cambio atteggiamento di colpo, passando da felice a incazzata come una iena in un attimo, spingendolo via e tornando alla moto in fretta e furia; una volta arrivata mi ripeté di nuovo "voi uomini siete proprio degli emeriti coglioni", io ribattei che non avevo colpe, ma lei ribatté a sua volta ad alta voce "non me ne fotte un cazzo, dico quel cazzo che voglio, chiudi quella bocca di merda e vaffanculo anche te stronzetto". Rientrati a casa presi e me ne tornai alla mia, ma non perché me l' ero presa a male per come mi aveva trattato, anzi tutt' altro, il trattarmi come aveva fatto in realtà mi eccitò e nel tragitto di ritorno continuai a pensarci perché era un tipico trattamento di una mistress con il suo schiavo, ma più che altro perché mi ero impaurito davvero e la cosa poteva diventare tutt' altro che eccitante. Per diversi giorni non andai da lei e nemmeno la contattai e neanche lei mi chiamò, a tal punto che miei, specie mio padre, pensarono che avevamo litigato e volle contattarla, ma io dissi che era semplicemente un po' stanca e voleva stare da sola. Ad un certo punto fu proprio lei a chiamarmi e si scusò per quello che mi disse perché sperava davvero di farsi finalmente una sana scopata, ma ancora una volta non ci riusci e se la prese col primo che capitò a tiro, invitandomi di nuovo ad andare da lei quando volessi e a fare un giro in moto. Accettai di piacere e il giorno dopo tornammo alla solita routine come se nulla fosse successo.
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