Film horror con la zia dominatrice-Undicesima Parte

di
genere
dominazione

Girò la moto, vi montò in sella e vi salii anch'io aggrappandomi a lei, mise in moto e partimmo. Come al solito imboccammo una strada sterrata di campagna e mentre andavamo mi tenni stretto a lei come al solito dal momento che, pur non andando a 300 all' ora, sfrecciava, ma quelle borchie in faccia mi pungevano come aghi; tuttavia, più ci pensavo più la cosa mi eccitava, vedere una donna vestita in quel modo come un vero maschiaccio. Ad un tratto però mi accorsi che suonava il cellulare, ma lei continuò senza accorgersi di nulla così la avvertii io: si fermò chiedendomi "che cazzo vuoi?" e gli dissi del cellulare; lo prese dicendo "chi cazzo è che rompe i coglioni proprio ora", si abbassò gli occhiali per leggere meglio chi fosse, ma quando lo vide non ne fu contenta. Spense la moto e la appoggiò al cavalletto per camminare mentre parlava, io la guardavo a bocca aperta perché era troppo sexy vestita in quel modo e anche nel muoversi, con gesti, scatti e movenze più pesanti, per così dire, che aggraziati come una donna,ma benché la conversazione non fosse proprio amichevole fin dall' inizio ad un certo punto mia zia esplose in uno sproloquio senza fine:"senti fottuto coglione di merda, non me fotte un cazzo di niente delle tue stronzate, puoi dire e tirare in ballo tutte le puttanate che vuoi a me non me ne fotte un cazzo, me lo puoi prendere in bocca e farmi un pompino così magari tieni chiusa quella bocca di merda e non dici stronzate è chiaro, va a fanculo cazzone!". Si avvicinò alla moto continuando a lamentarsi e imprecare contro chi l' aveva chiamata, salì di nuovo in moto e riparti.Dopo un po' arrivammo alla solita area di sosta dove mi fece andare a prendere da bere mentre lei andava in bagno, ma nell' incamminarsi non c'era un uomo che non la guardasse ammaliato, con chi la fissava senza muoversi come statue e chi si toglieva gli occhiali. Quando tornò mi disse "perché voi uomini dovete essere sempre degli emeriti coglioni", ma io ovviamente risposi che non avevo colpe per quello che gli era successo così mi diede ragione aggiungendo che era solo uno sfogo. Mentre eravamo ancora intenti a bere ci passò davanti un uomo che guidava un' altra Harley e nel mentre si girò proprio a guardare mia zia, la quale si abbassò gli occhiali sorridendo e parlottando eccitata come una cagna in calore. Lo guardò andare via fino all' ultimo e la sua giornata sembrò cambiare nel giro di poco tempo dopo quella brutta litigata. Quando fummo pronti a ripartire prima disse che aveva in mente di fare qualche follia; ci rimettemmo in marcia e dopo un po' si fermò di fronte ad un negozio, smontò e mi chiese se volessi entrare anch'io, ma non ne avevo intenzione: era un centro di tatuaggi e quando entrò se ne fece fare uno sul sedere, il classico simbolo con delle specie di ali abbastanza largo, e si fece fare anche il piercing alla lingua. Quando tornò le chiesi come mai decise proprio a 35 anni di farsi un tatuaggio e un piercing e lei rispose che come mi aveva già detto era una specie di follia, un' altro sfogo per sbollire l' incazzatura; si girò a mostrarmelo chiedendomi cosa ne pensassi, ma non fui quasi in grado di parlare nel guardarle il sedere e accorgendosene mi derise un po' "ehi che c'è, tua zia ti mostra il culo e tu che fai non dici nulla, sei forse frocio?". Ovviamente risposi di no, ma il fatto di chiedermi se fossi frocio, il modo volgare di riferirsi ai gay mi fece trasalire; mi chiese un parere anche del piercing, ma non seppi cosa dire poiché stava a lei se le piaceva. Riprendemmo di nuovo la marcia, ma ci fermammo nuovamente dopo un po', questa volta davanti a qualcosa di i aspettato: un sexy shop; mi chiese di nuovo se volessi entrare, ma io ero totalmente in imbarazzo per questa cosa, così mi derise di nuovo un po' perché un ragazzo di 18 anni si vergognava ad entrare in un sexy shop quando dovrebbe farci la spesa come al supermercato. Mi disse che lei invece ci veniva regolarmente e se volevo mi avrebbe preso qualcosa, anche senza entrare, ma ero troppo in imbarazzo per accettare. Lei si avviò decisa ed entrò, tutti gli uomini presenti si girarono a guardarla, incluse quelle pochissime donne presenti; si guardò intorno alzando gli occhiali per poi sproloquiare ad alta voce "ma che cazzo Diego, hai spostato su tutto un' altra volta porco dio, dove cazzo hai messo i film dei froci che si scopano!?". Io da fuori sentii tutto come se fossi presente e provai un gran senso di disagio per lei, ma lei invece era fatta così, diretta e senza peli sulla lingua. Gli uomini la guardavano ammaliati anche proprio per il suo carattere e il proprietario la aiutò a trovare i DVD che voleva, ma lei chiese se fossero i video che le piacevano, scopate da orgie con tutto in mostra senza limiti; ne acquistò 4 o 5 e tornò alla moto, pronta per rientrare soddisfatta. Essendo oltre la metà di settembre stava imbrunendo sempre più presto e si affrettò a rientrare; arrivammo a casa e mi chiese se volessi restare, ma benché fui tentato dal farlo preferii andare a casa mia, più che altro per il fatto che se fossi rimasto sarei stato nei guai con il terzo in comodo.
scritto il
2026-06-17
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