Anna: la trasformazione

di
genere
confessioni

Mi sono guardata bene allo specchio, dopo la trasformazione: tacco 15, autoreggenti nere, perizoma essenziale e reggiseno scollatissimo. Il corpo, ancora ben sodo anche alla vigilia dei 55 anni, non sfigurava per niente, anzi…
Sarà ora che mi presento: mi chiamo Anna, sono divorziata da diversi anni e da anni ho sempre evitato esperienze sessuali: ma da oggi ho deciso di cambiare rotta: voglia fare la troia.
Lo specchio e la lingerie mi avevano rivelato che ero ancora una gran bella figa e che avevo ancora molte cartucce da poter usare.
La prima sarà la riscoperta di me stessa. L’altro ieri, facendomi coraggio, sono andata in un
sexy shop e ho fatto una spesa grossa: lingerie, decolté col tacco alto, vibratore stellare, pinze per capezzoli e lubrificante profumato alla rosa. Quando è stato il momento di pagare mi sono accorta che il bancomat era scaduto ed i contanti insufficienti per saldare il conto. Sapevo, perché mi era stato riferito da fonti sicure, che il commesso era facilmente corruttibile: gli feci un mezzo occhiolino, lui fece cenno di avere capito le mie intenzioni: in un attimo chiuse la porta del negozio, mise il cartello “Vengo Subito” e mi portò nel retro dove vi era un comodo divano. Senza neanche chiedermi come mi chiamassi abbassò i pantaloni e mi ficcò l’uccello già mezzo duro in bocca. Subito cominciai a succhiarglielo, a leccargli la cappella e le palle. Tempo un minuto il suo cazzo divenne durissimo e scivoloso. Senza neanche pensarci mi alzai la gonna, mi abbassai le mutandine e mi misi a pecora: lui subito me lo spinse nella figa trovata già bagnata. Mi cavalcò per forse tre minuti e poi mi sborrò sulle natiche. Quindi, senza dire nulla, si aggiustò i pantaloni, riaprì la porta del negozio e rimosse il cartello che rispecchiava la sua performance: “vengo subito”. Io me ne uscii con la busta della spesa pagata in natura.
Torniamo ad oggi: mi ero vestita in modo sexy e provocante e volevo provare un orgasmo sublime. Mi buttai sul letto, davanti allo specchio così da potermi ammirare. Mi accarezzai le cosce e scoprii che la setosità delle autoreggenti mi provocava al tatto un brivido mai provato: spalancai le cosce e vidi riflessa la mia figa pelosa poco coperta dal perizoma: lo scostai e con le dita presi le grandi labbra e le tirai. La sensazione di apertura e di lieve dolore che provavo spalancandomi la figa in quel modo non la avevo mai provata. Ora con una mano me la tenevo spalancata e con l’altra incominciai a strofinarmi il clitoride: senza fermarmi mi infilai due dita nella vagina e cominciai a scoparmi con ritmo sempre più insistente. Cominciai a bagnarmi come mai mi era successo: afferrai il vibratore, lo accesi e me lo spinsi subito tutto dentro. Agitandomi a ritmo delle fantastiche penetrazioni che mi stavo procurando cominciai a mugolare di piacere. Le mie carnose gradi labbra strusciavano sul dildo dandomi una sensazione di piacere mai provato. Un forte fremito percorse tutto il mio corpo: quello che stavo provando era già una enormità rispetto alle mie esperienze pregresse: ma ora volevo di più. Mi slacciai il reggiseno, mi strizzai le mammelle ed i capezzoli; presi le pinze ma non le usai per mio seno: strinsi nei morsetti le grandi labbra e fissai la catenella che li legava in modo tale da tenermi la figa spalancata. Mi misi a pecora e con il vibratore ricominciai a sfondarmi la figa: girando il collo riuscivo a vedermi, riflesso nello specchio, lo spettacolo di questa penetrazione così potente ed estrema. Percepivo inoltre le contrazioni che agitavano il mio sfintere anale: anche lui implorava la sua parte. Mi sentivo veramente una gran troia. Cominciai anche a spompinare il dildo testando così il sapore del mio sesso. Con le dita raccolsi parte degli umori che la mia figa produceva e mi inumidii l’ano. Infilai un dito, poi due e poi tre dilatandomi lo sfintere come mai prima. Questa intrusione nel mio buco del culo mi provocava fremiti mai provati. Tempo un minuto il vibratore era tutto dentro il mio culo: le manovravo con forza e voluttosità; contemporaneamente comincia a sfregarmi il clitoride frustandolo di ditate rapide e circolari. I capezzoli, induriti e aguzzi sfregavano sulle lenzuola: tutto il mio corpo era un trionfo di piacere mai provato. I mugolii si trasformarono in grida trattenute: stropicciandomi i capezzoli inturgiditi dall’orgasmo quasi caddi svenuta per l’immenso godere raggiunto.
Finalmente la trasformazione era completata: da timida insegnante elementare ero diventata una ninfomane totale. La prossima mossa era diventare schiava ma anche padrona di un bel cazzo.
scritto il
2026-06-12
1 9 5
visite
2
voti
valutazione
3.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.