L'egiziano 2^ parte

di
genere
gay

L'egiziano a cui avevo fatto il pompino nel treno, sia la notte che il giorno successivo non potevo togliermelo dalla testa.
Quella cappella come la testa di un porcino, rossa e morbida, dopo averla presa in bocca e bevutone il nettare prodotto dalle palle, la volevo nel culo. Nel treno non lo presi, per ovvi motivi.
Lo sognavo quel cazzone, mi ossessionava. Per quanto era bello e maestoso. Avevo il numero di telefono ma ero titubante a chiamarlo. Non si sa mai, poteva mandarmi a quel paese.
L'ossessione montava, tanto che mi decisi di chiamarlo, erano le 18. Dopo tre quattro squilli, mi rispose e al suo pronto gli dissi che ero Michele quello del treno. Lui meravigliato, esclamò: "sei tu, troia come stai" io gli risposi "molto bene" e lui sempre sicuro di se disse:
"Scommetto che vuoi il cazzo". Io:" certo che lo voglio mi piace". Ci demmo appuntamento a casa mia. Dopo un paio d'ore lui venne, si era vestito bene, pure profumato. Era proprio il bel ragazzo.
Lo feci entrare lo abbracciai e gli feci i complimenti perche era affascinante.
Andamo nella camera da letto dopo averlo spogliato lo baciai, il cazzo era gia in alza bandiera, grosso, bello irto sulle palle, in attesa di essere sbocchinato. Leccai quel corpo dalle orecchie, collo fino alle coscia, la pelle lascia e olivastra mi faceva eccitare. Non ce la feci più, fissai il cazzo con sguardo libidinoso e voluttà, ammirandone la maestosità, l'imponenza e la grandezza di quel palo di carne, che imboccai con forza fino a farmi arrivare la cappella in gola. Mi eccitava, mi arrapava quella cappella che sbocchinavo forsennatamente senza fermarmi. Lo sentivo durissimo come l'acciaio nella bocca. Me lo gustavo deliziosamente quella fantastica nerchia. S'era fatta talmente dura che era giunta l'ora di sfondarmi il culo.
Alla mia richiesta di darmelo nel culo, lui, mi rispose, troia ti sfondo girati che ti spacco il culo.
Lubrificai abbondantemente lo sfintere, e anche l'ano infilandomi due dita dentro.
Lui cosparse l'uccello di abbondante lubrificante e mi appoggio la cappella sullo sfintere e inizio, su mia richiesta a spingere piano. Lo fece con delicatezza, però sentivo che lo sfintere pur opponendo un po di resistenza, cedette si allargò e la capocchia mi sfilò dentro. Emisi un grido di dolore, il cazzo era grosso, e me lo sentivo duro nel culo. Lui preso dall'eccitazione inizio a fottermi forte. Me lo menava dentro come un mandrillo, non disdegnando di pronunciare frasi sconce e volgare:" ah...troia.. mi piace. Oh..oh...
troia, mi fai godere ah...ah...che culo che c'hai. Ti sfondo zoccola ti piace il cazzo africano, puttana. Ah... ah....ti scopo pure le palle ti butto dentro troione".
Lo sentivo dentro mi martellava di brutto,me li sentivo tutti sia i 20 cm di cazzo che la capocchia. Gridavo emanavo mugolii e gemiti di piacere non di rado spingeva duro i coglioni mi sbattevano sulle chiappe.
Sara stata la grandezza del cazzo, sarà stato perche il nerchione,mi stava sollecitando la prostata iniziavo ad avere sensazioni goduriose, la libidine mi aveva assalito ed annebbiato il cervello sborrai senza volevo e che sborrata e che sborrata, ero a pecorina l'orgasmo mi fece perdere le forze e mi accasciai sul letto e lui continuo a darmelo con ardore, forza e potenza, mi stava squarciando le viscere e ad ogni mio gemito lui più spingeva la biscia nel mio stomaco, finché il suoi fiato diventò piu grosso, disteso su di me, mi bacio il collo ansimando e gemendo gridò:
"OH... oh....si...si...puttana ti sborro puttana ah.. ah.. che bello si.....si...." Mi sentii inondare il culo di sborra di tanta sborra. Sicuramente era di piu di quella della sera precedente.
Me lo sfilò dal culo e sentii tanta sborra fuoriuscire dal mio ano. Mi girai, lui rivoltosi e me "sei una gran puttana cavolo e stato bello e da tanto che non scopavo, solo seghe" e senza aspettarmelo mi tirò a se e mi bacio in bocca. Dopo averci dato un lungo bacio, mi disse devi essere la mia femmina puttana ti voglioooo..
Ovviamente diventai la sua puttana sottomessa perche era bello, aveva un bel cazzo e per lui sentivo affetto.
CONTINUA








scritto il
2026-05-29
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